Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

venerdì 6 gennaio 2012

Roger Doiron - Un orto sovversivo - come coltivare una rivoluzione nel p...



Coltivare un Orto è sempre e comunque Sovversivo .. .. .. :D :D

Come è Sovversiverrimo il mio abile collaboratore: balconaggio !

(gia gia .. niente è come la Terra non fertilizzata chimicamente ma anche coltivare il proprio balcone con il compost fatto da sè sempre in casa .. dovrebbe essere una pratica di massa  !!!

giovedì 5 gennaio 2012

.. Toxic Europe .. il Video ..

Finalmente il Documentario sui Rifiuti Tossici in Europa ..

Finalmente pubblicato, dopo diversi mesi di lavorazione, “Toxic Europe“, il video-documentario sul traffico di rifiuti all’interno dell’Unione Europea che ha vinto il “Best International Organised Crime Report” al Premio Ilaria Alpi. Toxic Europe è il frutto degli sforzi di un gruppo internazionale di giornalisti: Delphine Reuter, giornalista belga, e gli italiani Cecilia Anesi e Giulio Rubino. I tre sono stati coadiuvati da Leonida Reitano (Associazione di giornalismo investigativo).

Il documentario è stato presentato ufficialmente a settembre, a Otranto Legality Experience, e a ottobre alla settima Conferenza mondiale del giornalismo d’inchiesta (GIJC) di Kiev. A novembre, invece, è stato presentato alla conferenza “Legality and struggle against mafias in Europe” di Sofia e alla “Graver Konference” sul giornalismo d’inchiesta di Copenaghen.

Il film, della durata di circa 28 minuti, sviscera il problema del traffico illegale dei rifiuti tossici: quantità, meccanismi, flussi e soprattutto gli attori di questo grande business che spesso sono esponenti della criminalità organizzata italiana. Per farlo utilizza anche contributi di alto livello, come le interviste al magistrato napoletano Raffaele Camtone e al procuratore nazionale antimafia Piero Grasso.
Sono proprio gli intrecci mafiosi, spiegano gli autori di “Toxic Europe”, a determinare le destinazioni dei carichi di rifiuti tossici:
La nostra ipotesi d’inchiesta è che la ricerca di nuovi clienti, di nuove arterie di trasporto e nuovi siti di smaltimento abusivo, unita alle crescenti difficoltà che la Mafia ha trovato nel trafficare rifiuti verso i paesi in via di sviluppo, ha fatto si che l’Europa sia diventata un tavolo da ping-pong per rifiuti tossici che si muovono senza controllo all’interno del territorio europeo.
Ma, come spiega nel documentario Raffaele Cantone, la mafia sta prendendo possesso anche di parte dello smaltimento legale dei rifiuti, oltre che di quello totalmente illegale. La cosa più interessante che emerge da “Toxic Europe” è che non è vero che l’Italia sia la patria dello smaltimento illecito dei rifiuti: in proporzione, infatti, in Belgio nel 2008 è “sparita” molta più spazzatura che in Italia.


http://www.greenstyle.it/

Questo Sindaco ed i "suoi" cittadini non vanno lasciati soli !!

PASTERNA / 03-01-2012
 
LAZIO, I RIFIUTI TOSSICI DELLA CAMORRA /L'ennesimo grido d'allarme del Sindaco di Pastena (Frosinone) Arturo Gnesi

I rifiuti tossici interrati dalla camorra. L'ultimo, ennesimo grido di allarme del Sindaco di Pastena Arturo Gnesi.
Ultime notizie Pasterna, Frosinone - UnoNotizie.it -
Ritorna prepotentemente il dibattito sulla questione dei rifiuti tossici interrati nel basso Lazio dalla camorra.
Un dibattito, in veritàù, mai interrotto, ma che, pur tuttavia, alterna momenti di tensione ad altri dal tono basso.
Un dibattito sugli inquietanti traffici che nessuno sembra aver visto, fino a qualche tempo fa!

Molte persone vedevano, sapevano quindi, ma non parlavano.

Per paura, dicevano; la paura dei vigliacchi, di coloro ciò he non si preoccupano nemmeno della salute propria e dei propri familiari.

Quei rifiuti interrati nei nostri territori hanno inquinato falde acquifere, avvelenato coltivazioni ed atmosfera, uccidendo probabilmente centinaia di persone e compromettendo, forse, la salute delle future generazioni.

Hanno cominciato a parlare alcuni camorristi pentiti, i giornali hanno cominciato a pubblicare notizie, si sono mosse le associazioni, qualche parlamentare ha fatto delle interrogazioni ed ora, finalmente, sono molti a mostrarsi preoccupati.

Borgo Montello, Pastena, Ceprano, sono alcuni dei luoghi del basso Lazio dove sarebbero avvenuti interramenti di sostanze pericolose.

E' ora compito dello Stato e della Regione far sì che si proceda subito ad approfonditi accertamenti ed alla conseguente bonifica dei suoli inquinati, non trascurando di individuare e punire severamente i responsabili di tali atti criminali.

L'ultimo, ennesimo grido di allarme lo ha lanciato il nuovo Sindaco di Pastena, il nostro amico Arturo Gnesi, un medico, che conosce, pertanto, lo stato di salute dei suoi amministrati.

Il premio di Amnesty International al più votato "Eroe per i diritti umani" va a Muammar Gheddafi LybianFreePress

Gheddafi è stato il concorrente più votato con oltre 1000 punti di vantaggio sul secondo. Amnesty ha ora chiuso le votazioni e cancellato la classifica.
La domanda è: “Amnesty ammetterà la vittoria di Gheddafi o cercherà di truccare i dati?”

Questo è il link per accedere alla pagine delle votazioni (ora chiuse) di Amnesty: http://takeaction.amnestyusa.org/site/c.6oJCLQPAJiJUG/b.7854459/k.DD3/Human_Rights_Heroes.htm

Le bugie delle Nazioni Unite sulla Libia da LibyanFreePress del 14/11/2011

Per dare ancora più forza al recente post, si prega di leggere la seguente relazione del 4 gennaio 2011 della 16a Sessione della Assemblea Generale delle Nazioni Unite del Consiglio per i diritti umani:

Prima che la NATO e gli USA iniziassero a bombardare la Libia, le Nazioni Unite si stavano preparando a conferire un premio al colonnello Muammar Gheddafi, e la Jamahiriya libica, per le sue realizzazioni nel campo dei diritti umani. 
Proprio così, lo stesso uomo, il colonnello Muammar Gheddafi, che la NATO e gli Stati Uniti ci hanno detto per mesi che era un “brutale dittatore”, stava per ricevere un premio per il suo record dei diritti umani in Libia. 

Che strano che le Nazioni Unite stavano per conferire un premio per i diritti umani ad un “brutale dittatore” alla fine di marzo.

Ma allora chi era questo “brutale dittatore” meritevole di un premio? Così, vorrebbero farci credere che sapevano che era un “brutale dittatore”, ma avevano deciso di dargli un premio per i diritti umani?! Incredibile! Incredibili bugie che ci hanno detto i media, la NATO e il governo degli Stati Uniti. Assolutamente incredibile! Non sorprende, ma è stupefacente! Ma ancora più sorprendente, è il fatto che, di volta in volta, gran parte del pubblico americano e occidentale, senza mettere in discussione, crede ogni singola parola che esce dalle “notizie” dei media.

È degno di nota di leggere le due seguenti frasi dal rapporto dell’Assemblea Generale:

“Varie delegazioni hanno inoltre preso atto con apprezzamento l’impegno del paese a difesa dei diritti umani sul terreno. Istruzioni aggiuntive, che non potevano essere consegnate durante il dialogo interattivo, dati i vincoli di tempo, saranno pubblicate sulla rete Extranet della revisione periodica universale, se disponibile”.

In una nota di tale relazione, c’è una lista di paesi che ha elogiato il Colonnello Gheddafi e la Jamahiriya libica (stato delle masse), a sostegno della decisione della Assemblea Generale del Consiglio dei diritti umani di conferire questo premio al colonnello Gheddafi. Quì è presente l’elenco. Il lettore può guardare la lista e farsi un proprio giudizio per quanto riguarda il livello di credibilità, o il livello di credibilità percepita, di uno dei paesi particolari elencati:
Danimarca, Cina, Italia, Paesi Bassi, Mauritania, Slovenia, Nicaragua, Federazione Russa, Spagna, Indonesia, Svezia, Norvegia, Ecuador, Ungheria, Sud Africa, Filippine, Maldive, Cile, Singapore, Germania , Australia, Kazakistan, Lettonia, Angola, Nigeria, Congo, Burundi, Zambia, Ruanda, Burkina Faso, Senegal, Costa d’Avorio, Gibuti, Zimbabwe.

Se avete prestato attenzione alla notizia, noterete che alcuni dei paesi sopra elencati hanno improvvisamente fatto un dietro-front, decidendo di iniziare a sostenere la NATO e gli Stati Uniti nella loro guerra di aggressione. Perché? Per quale altro motivo? Denaro. È sempre la linea di fondo, e non c’è dubbio che tutto sarà esposto, ad un certo momento nel futuro, proprio come sono state esposte le bugie che il governo americano ha detto ai suoi cittadini, e il mondo, sulle “armi di distruzione di massa” in Iraq. E quegli stessi paesi sono stati in procinto di conferire un premio al colonnello Gheddafi, per i diritti umani, dopo aver attentamente studiato la società libica. Allora, cos’è questa storia del brutale dittatore?
Chiudo il post ricordando che, nella Libia “liberata”, episodi di razzismo, guerre tra varie fazioni ed omicidi, si ripetono ogni giorno. Addirittura più di quando c’era Gheddafi. – (Altranews)

mercoledì 4 gennaio 2012

Siamo l' Italia che cambierà l' Italia



".. QUEL SALTO NEL VUOTO DA EVITARE .."


F
inisce com'era iniziata.

Dopo il bagno di folla, il bagno nel Tevere, poi, ancora, il tripudio di amici e semplici spettatori.

Così, Simone Carabella, 30 anni ragazzone di Ardea, ha scelto di replicare la sua solidarietà alla battaglia contro l'inceneritore dei Castelli Romani (Albano) e verso tutte le vertenze ambientali del Lazio.

Un modo singolare quanto mai scenografico che segue proteste, presidi, anni di incontri cittadini ed un'asprissima vertenza legale ancora pendente che vede il Coordinamento Contro l'inceneritore di Albano momentaneamente in "vantaggio".

Conoscere Simone significa raccogliere la determinazione e la competenza di un intero movimento di cittadini che da anni "regalano" vita dura al ras dei rifiuti laziali, il monopolista Manlio Cerroni; e la donano in maniera atipica, proponendo prima di dire no.

Cittadini che viaggiano alla ricerca dei migliori centri di riciclo italiani, madri, padri, ragazzi dei licei, economisti, ingegneri, fisici, avvocati, esperti nella comunicazione e chi più ne ha più ne metta.

Un solo fattore comune, cittadini dei Castelli Romani, quel territorio così ricco di storia e così violentato da una Roma troppo vicina che scarica su di esso le molte esternalità negative.

La voglia di decidere per il proprio territorio, decisioni dal basso atte a rinnegare speculative scelte dall'alto per evitare un tuffo diverso ad una società che, a tratti, fatica ancora a capire l'importanza del futuro, quello di un certo salto nel vuoto.


dal Blog di Luca: http://futuribilepassato.blogspot.com/

martedì 3 gennaio 2012

Monti: Stop ai finanziamenti al fotovoltaico agricolo

Catania Ministro
Tempi duri per il comparto agricolo nel nostro Paese: il Governo Monti sembra intenzionato a cambiare le regole per finanziamenti e sgravi, per una stangata che alcune stime valutano già oltre il miliardo di euro.

Sotto attacco soprattutto il settore delle agroenergie.

In questo campo i finanziamenti saranno limitati soltanto ai casi in cui sia evidente il legame con l’attività agricola.

Nessun problema allora per le biomasse, il cui rapporto con la produzione agricola è piuttosto evidente; meno buona la posizione del fotovoltaico.

Il ministro alle Politiche Agricole, Mario Catania, ha anzi chiarito che le misure sull’argomento dovranno essere drastiche. Il solare, secondo il ministro:
per l’agricoltura ha avuto sinora solo ricadute negative con sottrazione di terreni alla destinazione produttiva e impennata del costo degli affitti.
Insomma, Catania sembra condividere dal suo punto di vista le preoccupazioni lette molto spesso tra i commenti ai nostri articoli: troppe campagne sono state sottratte all’uso agricolo per ospitare distese di pannelli solari .. offrendo incentivi dalla UE a chi smantelli le culture agricole, come anche in Sardegna ..

Resta il fatto che le moderne installazioni a “albero” permetterebbero di ovviare al problema.

Sarebbe più che opportuno che il Governo riveda la sua posizione, semplicemente incentivando quelle forme di fotovoltaico che permettono la coltivazione dei terreni in cui vengono installati.

Il rischio, altrimenti, è quello di deprimere un settore in crescita, l'Unico ecosostenibile, una soluzione non troppo auspicabile in un momento di forte crisi economica.

Fonte: Il Sole 24 Ore.

(personalmente giudico gravissima queata decisione e se portata avanti senza una giusta protesta .. ci farà crollare a picco .. via il governo tecnico/imbecille di tale Monti !!)

Aumento bolletta elettrica: colpa di petrolio e rinnovabili

costo energia elettrica in aumento per rinnovabili petrolio e costi di rete
Il 2012 parte male per i consumatori con un aumento del costo dell’energia elettrica pari al 4,9%. Aumento che colpirà solo i clienti del cosiddetto servizio di “maggior tutela”, cioè quelli che non hanno aderito a una delle tante offerte del mercato libero ma sono rimasti al vecchio monopolista.
Anche per chi ha scelto il mercato libero, ovviamente, ci saranno rincari. Non è però ancora possibile sapere a quanto ammonteranno perché ogni fornitore sceglierà di quanto aumentare la bolletta ai propri clienti. I dati attualmente disponibili, invece, li fornisce l’Autorità per l’Energia elettrica e il Gas (AEEG) e parlano di circa 22 euro in più spesi da ogni famiglia a fine 2012.
Le cause degli aumenti, spiega l’AEEG, sono molteplici. Una buona parte è dovuta alla crescita delle quotazioni del petrolio, il resto è legato allo sviluppo delle rinnovabili:
rispetto al 2010 il prezzo medio annuale del greggio ha registrato un incremento del 40% in dollari
In euro fa qualcosina in meno, ma parliamo sempre di un bel rialzo: il Brent, cioè il petrolio di riferimento europeo del Mare del Nord, a gennaio 2011 era quotato a meno di 95 dollari mentre oggi sfiora i 110.

A maggio 2011, però, ha toccato 120 dollari. Il cosiddetto “paniere OPEC“, formato per lo più dal petrolio del Medio Oriente, in un anno è passato da 77 a 107 euro.

Proprio per questo motivo a salire nel 2012 sarà anche il costo del gas: +2,7%, equivalente a una spesa annua di 32 euro in più per ogni famiglia media italiana.

Tornando all’elettricità, invece, la voce delle rinnovabili contribuisce agli aumenti con più di una causa: innanzitutto c’è la crescita del fotovoltaico, passato nel 2011 da 2.800 a 12.400 MW di picco installati.

Parallelamente crescono i costi per l’aggiornamento della rete elettrica italiana: tanta produzione di energia decentrata e intermittente richiede pesanti lavori di ristrutturazione al sistema di distribuzione.

Tutti investimenti che però, nel futuro, porteranno enormi vantaggi: già oggi, quando in estate il sole batte con maggior potenza, l’energia elettrica prodotta dal fotovoltaico (nonostante il peso degli incentivi statali) è più conveniente rispetto all’energia prodotta dalle centrali termoelettriche.

Se in futuro la rete elettrica permetterà di utilizzare di più e meglio l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili finalmente inizieremo a percepire anche in bolletta i vantaggi dello sviluppo di queste fonti che, fino a oggi, sono cresciute in modo un po’ troppo disordinato e senza che l’infrastruttura di distribuzione seguisse il loro impetuoso sviluppo.

Tanto che, in più di un’occasione, sono stati lanciati allarmi sulla possibilità che le rinnovabili mettano in crisi la rete elettrica italiana.
Fonte: AEEG