Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

lunedì 2 febbraio 2015

VELLETRI: conferenza stampa dei Medici per l'Ambiente - ISDE

I Medici per l'Ambiente Contro la centrale a biogas di Velletri: "Inutile e fortemente dannosa per la Salute "    

Si è svolto sabato 24 gennaio a Velletri un convegno sul tema “Rifiuti e inquinamento: quali conseguenze per la salute e l’ambiente ?”.
Il convegno organizzato dal Coordinamento contro l’inceneritore di Albano e dal Comitato Alternativa sostenibile, con l’adesione del Comitato No biogas e Discarica di Velletri e del Coordinamento regionale Rifiuti ed Energia, ha avuto per tema la discussione e l’approfondimento delle ragioni dell’opposizione al progetto per la realizzazione di una centrale a biogas alimentata da Forsu (Frazione organica dei rifiuti solidi urbani) – oltre 33 mila tonnellate per anno – , con produzione, per successiva combustione, di energia elettrica, nel comune di Velletri.

L’incontro ha visto una partecipazione numerosissima ed attenta di cittadini preoccupati per le possibili conseguenze della messa in opera di questo impianto: inquinamento dell’aria, dell’acqua, inquinamento acustico, aumento del traffico veicolare e i possibili danni alla salute. Numerosa e solidale anche la presenza di vari comitati provenienti da molte zone della regione Lazio ed impegnati in difesa dell’ambiente e della salute; presenti inoltre esponenti delle Istituzioni locali e nazionali. Gli interventi della dottoressa Antonella Litta e del dottor Mauro Mocci dell’Associazione italiana medici per l’Ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment) hanno aperto l’incontro ponendo bene in evidenza la stretta relazione tra ambiente e salute e i rischi che impianti come quello proposto per Velletri possono determinare in termini di malattie e danni gravi ed irreversibili per l’ambiente, a seguire gli interventi di Aldo Garofalo e di Giancarlo Ceci hanno evidenziato in modo specifico le criticità tecnico-ambientali, autorizzative e legali dell’impianto in questione e di altri con le stesse caratteristiche.

Da tutti gli interventi è emersa con chiarezza l’inutilità e la dannosità per salute e ambiente delle centrali a biogas, a biomasse e degli impianti di biodigestione anaerobica che vengono da diverso tempo proposti su tutto il territorio nazionale per conseguire, una volta realizzati, importanti incentivi economici in quanto spacciati per fonti energetiche autenticamente rinnovabili quando in realtà lo sono soltanto formalmente. I relatori hanno ribadito quindi la necessità di una rigorosa e corretta gestione dei rifiuti che, se realizzata attraverso la raccolta differenziata e “porta a porta”, insieme ad una reale politica del riuso, del risparmio, del riciclo e della riduzione dei rifiuti, e soprattutto dei materiali da imballaggio, non avrebbe bisogno della realizzazione di impianti di incenerimento, bio-digestione anaerobica e nuove discariche.

Dal convegno anche la riflessione condivisa che spesso è proprio dalle mancate e parziali attuazioni delle leggi in materia di ambiente e salute e degli articoli della Costituzione da parte delle istituzioni preposte che si è generata la grave situazione sanitaria vissuta dalle popolazioni della regione Lazio; in termini di malattie cardiovascolari, cronico-degenerative e neoplastiche ( si veda il Piano di previsione Regionale 2010-2012); situazione connessa anche al gravissimo stato di inquinamento ambientale del territorio laziale, un inquinamento che deve essere assolutamente ridotto in tempi brevi anche respingendo progetti di nuovi impianti a forte impatto ambientale e sanitario come quello proposto per Velletri.

Nelle conclusioni del convegno la necessità di attuare come prima e vera forma di prevenzione a tutela della salute delle persone e in particolare della salute dei bambini interventi appropriati e tesi a ridurre l’esposizione a tutte quelle sostanze inquinanti che contaminano e alterano gravemente e irreversibilmente aria, acqua, suolo e cibo e nella riduzione delle spese militari una tra le tante possibili fonti di finanziamento per gli interventi e le opere di bonifica ambientale e sostegno ai servizi di prevenzione, diagnosi e cura.

Anche da questo incontro un forte e condiviso appello perché nella Regione Lazio si dia la priorità, il massimo dell’attenzione e dell’impegno a programmi di tutela e bonifica ambientale, per il miglioramento della qualità dell’aria, per la sorveglianza dello stato di salute delle popolazioni residenti e perché si rifiuti decisamente e senza tentennamenti ogni altra scelta, struttura e/o impianto ad alto impatto ambientale e sanitario.

Comunicato Stampa del 30 gennaio a cura deil'Associazione Italina dei  Medici per l'Ambiente

(International Society of Doctors for the Environment ) di Viterbo

 


martedì 23 dicembre 2014

domenica 7 dicembre 2014

PER LA CHIUSURA DELLA DISCARICA DI RONCIGLIANO

VENERDÌ 12 DICEMBRE ore 16.30

PRESIDIO POPOLARE

sotto il Comune di Albano

giovedì 16 ottobre 2014

spuntano due nuovi laghi ai Castelli Romani dopo Albano e Nemi

NELLA DISCARICA DI RONCIGLIANO 
18-04-2014 
Analisi ARPA del percolato della discarica di Roncigliano

Qualche tempo fa denunciammo lo sversamento di percolato dalla discarica di Roncigliano nel fosso di Valle Caia (vedi aricolo qui), a quanto pare, a circa tre anni di distanza anche l'Arpa sembra essersi resa conto del problema e compila una relazione molto pesante sui traffici di percolato nell'impianto di Cerroni: numerosi ammanchi nei trattamenti di percolato sono segnalati negli anni, le aziende ce avrebbero dovuto trattare i fanghi sembra non li abbiano mai ricevuti, in alcuni casi si parla di ben il 36% del percolato totale.

Ci chiediamo che fine abbiano fatto .. A corredo della relazione ci sono anche un paio di foto molto carine sulla formazione di due simpatici laghetti di percolato (immaginiamo gemellati con quelli di Albano e Nemi, siamo pur sempre ai Castelli Romani no?) all'interno del VII invaso.

Si fa riferimento peraltro al fatto che "le acque meteoriche insistenti sul nuovo bacino siano drenate e convogliate attraverso opportune canalizzazioni verso lo scarico previsto nel fosso di Valle Caia".

La relazione cita anche (e finalmente) la rilevante presenza di odori sgradevoli dovuti alla macerazione della monnezza.

Attendiamo trepidanti la pubblicazione delle analisi in proposito, relative anche alle emissioni dell'impianto a biogas della Marco Polo presente nel sito della discarica.



COORDINAMENTO NO-INC di ALBANO

venerdì 26 settembre 2014

Comunicato stampa No Inc


“La convenzione preliminare Co.E.Ma.-GSE di giugno 2009 va annullata.

Ricorso del No Inc alla Corte d’Appello di Roma contro la recente ordinanza del Tar Lazio.” Domani, sabato 27 settembre, doppio appuntamento per il Comitato No Inc presso la casa per cerimonie di via Montagnano n. 16 ad Ardea (traversa di via Ardeatina, km 25,650).

Entrambi gli appuntamenti riguarderanno la recente ordinanza del Tar del Lazio con cui il Tribunale Amministrativo Regionale ha concesso, di fatto, al consorzio CO.E.MA. di Cerroni, Acea ed Ama, anche se “temporaneamente”, la disponibilità di mezzo miliardo di euro di soldi pubblici CIP-6 (7x100 della nostra bolletta elettrica) per costruire il contestatissimo e temutissimo mega-forno brucia-rifiuti di Roncigliano. 

In attesa della sentenza definitiva del Tar, prevista entro maggio 2015, il comitato No Inc ha deciso di depositare un ricorso amministrativo alla Corte di Appello contro l’ordinanza, nella speranza di scongiurare l’avvio del cantiere. 


In particolare, alle ore 17,00 è prevista un’assemblea pubblica, con la presenza di numerosi comitati e associazioni territoriali, per discutere l’argomento ma anche, più in generale, di tutti progetti pendenti tra i Castelli Romani e il vicino Litorale Laziale relativi alla gestione e chiusura del ciclo dei rifiuti. 


Alle 20,30, si terrà una cena di autofinanziamento per sostenere le spese legali. Previsto menu vegetariano, vegano e celiaco.
Per info e prenotazioni: Paolo, 3496803686. 




TUTTA LA CITTADINANZA E' INVITATA A PARTECIPARE.

VELLETRI: in centinaia all'Assemblea Pubblica Contro discarica e biogas

L'ASSEMBLEA PUBBLICA di ieri 18 settembre a Velletri, è stata un successo di partecipazione anche superiore alle aspettative. Prima risposta ai progetti VOLSCA e ECOPARCO per i devastanti progetti del MEGA POLO DEI RIFIUTI e dei due impianti a BIOGAS.

Nessun amministratore della giunta Servadio si è azzardato a venire, salvo il temerario Ognibene, presidente del consiglio comunale di Velletri. Ma forse ha capito che l'aria non era quella del Consiglio Comunale Straordinario del 16 e si è tenuto in disparte. 

In quell'occasione un'indecente coalizione trasversale, dal PD a Forza Italia, aveva sottoscritto, con l'esclusione del 5S Trenta, la posizione della giunta: No alla discarica, SI al "nostro" impianto a biogas (chiamato ipocritamente "impianto di compostaggio"). 


Il PD nazionale e locale è sempre più capofila della nuova imprenditoria green economista che intravvede vaste praterie in cui mietere i dollari assicurati dai digestori anaerobici dei rifiuti organici.


L' ignoranza assoluta manifestata dal sindaco Servadio sull'impatto del biogas è quasi pari all'arroganza di cui ha dato prova in quell'occasione.

L' assemblea credo sia servita a mettere in chiaro che, se la discarica è una minaccia incredibile al territorio, alle persone e alle falde acquifere, lo sono altrettanto gli impianti anaerobici a biogas con la loro scia di inquinanti gassosi, liquidi e solidi. L'unico temerario, consigliere dei F.d'Italia, che in chiusura ha provato a farfugliare di dubbi da chiarire sul biogas è stato zittito all'istante.

E' SOLO IL PRIMO PASSO PER FAR INGOIARE, AGLI AFFARISTI E AI POLITICI LOCALI CHE GLI SPIANANO LA STRADA, I LORO PROGETTI.

LUNEDÌ, 22 SETTEMBRE 2014 12:57 - rifiutimalagrotta

Il progetto per la realizzazione di una discarica nel Comune di Velletri in località Cinque Archi approda finalmente in audizione in Commissione Ambiente
presso il Consiglio regionale del Lazio in via della Pisana. 
Appuntamento per giovedì ore 16,30 alla Sala Etruschi. Il piano, che ha visto nascere in questi giorni una fervente politica, sarà dunque attenzionato dalla Regione Lazio. Per l’occasione saranno presenti Fausto Servadio, sindaco di Velletri, e Riccardo Scarpino, commissario straordinario della Provincia di Roma. 

Il giorno 27 settembre si terrà l'ASSEMBLEA DEI COMITATI RIFIUTI ENERGIA LAZIO alle ore 17,00 a via Montagnano 16, in comune di Ardea (traversa di via Ardeatina a circa 1 km dalla discarica di Roncigliano) 
L'assemblea raccoglie comitati diversi alle prese con impianti a biogas e discariche (Albano, Guidonia, Cupinoro etc). 
All'ordine del giorno la preparazione di un'iniziativa alla regione Lazio.
Il polo rifiuti a Velletri sembra quadrare il cerchio rispetto alle anticipazioni del piano regionale dei rifiuti, disegnate a dicembre 2013 dalla Conservizi e che prevedeva di colmare il buco di 2 milioni di metri cubi di RSU. 
Il Coordinamento contro l'inceneritore di Albano ritiene che sulla base di obiettivi condivisi sia necessario estendere la massa critica per rendere più forte possibile la pressione nei confronti della dirigenza regionale contro biogas, discariche, TMB e inceneritori. 
Saranno decise le forme più opportune (presidio, manifestazione etc) in relazione al grado di mobilitazione che riusciremo a mettere in piedi.

la stampa locale è come sempre dalla parte delle Lotte della popolazione dei Castelli Romani:
http://www.castellinotizie.it/2014/09/20/velletri-in-centinaia-al-velidance-contro-i-2-ecomostri-la-rabbia-di-de-felice-e-giammatteo-bastaaaaa/
- http://www.castellinotizie.it/2014/09/23/i-sindaci-finiscono-in-carcere-per-manifestare-contro-la-discarica-di-velletri-in-prima-fila-anche-aprilia-lanuvio-e-cisterna/
http://www.castellinotizie.it/2014/09/24/il-dramma-di-carcerati-e-poliziotti-penitenziari-incastrati-a-due-passi-dalla-mega-discarica-qualcuno-ha-pensato-a-loro/
http://www.castellinotizie.it/2014/09/26/la-discarica-non-sha-da-fare-velletri-accoglie-col-sorriso-le-notizie-che-arrivano-dalla-regione/

ultim'ora - Rifiuti, Civita alla Pisana:
"Nessuna ipotesi di discarica a Velletri"

REGIONE LAZIO - 25/09/14 - La commissione Ambiente, presieduta da Enrico Panunzi (Pd), ha tenuto un'audizione sul progetto - ufficializzato il 25 agosto scorso dalla società Ecoparco Srl - per la realizzazione di una discarica a Velletri in località Cinque Archi. 

Presenti all'incontro, oltre a numerosi cittadini, agricoltori e associazioni: il sindaco di Velletri Fausto Servadio; l'assessore regionale ai Rifiuti Michele Civita; il capo dipartimento "Servizi tutela e valorizzazione dell'ambiente" della Provincia di Roma Claudio Vasselli. L'audizione è stata richiesta dal consigliere Giancarlo Righini (Fratelli d'Italia) alla luce delle notizie sulla proposta di realizzazione di un impianto privato di trattamento meccanico biologico (Tmb), nonché di un'area di compostaggio e stoccaggio di due milioni cubi di rifiuti. "Le nostre preoccupazioni riguardano soprattutto la vasta area agricola a ridosso della zona individuata dalla società Ecoparco e l'impatto che una discarica avrebbe sull'economia e sulla salute della città di Velletri", ha spiegato Righini, che ha chiesto ufficialmente una moratoria sulla apertura di nuovi impianti di stoccaggio nella provincia di Roma, specie se relativi a rifiuti provenienti dalla Capitale. Il 16 settembre scorso, il Consiglio comunale di Velletri all'unanimità ha approvato un ordine del giorno per esprimere la totale contrarietà al progetto, incassando da subito il sostegno dei centri limitrofi: Aprilia, Cisterna di Latina e Lanuvio. Progetto definito "irricevibile" dal sindaco Fausto Servadio. L'assessore Civita ha ribadito che l'ipotesi non è mai arrivata all'attenzione della Regione Lazio, in quanto è stata semplicemente richiesta la Valutazione di Impatto Ambientale (Via) da parte della società Ecoparco. "In ogni caso - ha precisato - la giunta non ha mai pensato in quel quadrante di prevedere una ulteriore discarica: non ce n'è la necessità, soprattutto in vista dei lusinghieri risultati che stiamo registrando sul fronte della raccolta differenziata. Di questo passo contiamo di ridurre, e non di aumentare gli impianti presenti nella provincia romana".
Il presidente Panunzi, in chiusura di seduta, ha annunciato che "la chiave di volta è rimettere mano al Piano regionale dei rifiuti, incentivando ancora di più la raccolta differenziata e porta a porta su tutto il territorio". 


CHIARAMENTE NON SI PARLA DI UN NO ALL'IMPIANTO A BIOGAS 
AL QUALE SIAMO FERMAMENTE CONTRARI e il 27 settembre si decideranno le forme di mobilitazione da attuare immediatamente oltre alla raccolta fondi per eventuali azioni legali ..

Arsenico nelle acque: analizzate le marche italiane

Arsenico nell'acqua .. in quali si trova ed in che quantità.

Quello dell’Arsenico nelle acque potabili italiane è stato un tema molto caldo, a causa anche degli sforamenti dei limiti in molte città italiane.

L’Unione Europea ha imposto un limite di 10 microgrammi per litro (valido sia per le acque minerali che per quelle destinate al consumo umano) sotto il quale l’acqua può considerarsi sicura sia per adulti che per neonati.

L’Arsenico è classificato dall’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro come elemento cancerogeno certo di classe 1, e posto in diretta correlazione con molte patologie oncologiche, e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute. 
 
L’assunzione cronica di arsenico, soprattutto attraverso acqua contaminata, è indicata, da una rilevante documentazione scientifica, anche quale responsabile di patologie cardiovascolari, neurologiche, diabete, lesioni cutanee, disturbi respiratori, disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche.

Una indagine realizzata nell’ambito del progetto Atlante Europeo dell’EuroGeoSurveys Geochemistry Expert Group  ha permesso di conoscere tutti i dati relativi alla composizione delle acque minerali europee. 
 
Nel caso di quelle italiane è stato quindi possibile conoscere tra gli altri, anche il valore per litro del tanto discusso Arsenico. Dopo il nostro ‘Speciale‘ dedicato alle acque minerali naturali con il minor residuo fisso, ecco l’elenco delle principali acque minerali e loro contenuto in Arsenico (ricordando che per tutte le acque minerali italiane prese in esame, in nessuna è stato riscontrato un valore superiore ai 10 microgrammi per litro).

venerdì 12 settembre 2014

Castelli Romani .. ancora non basta: prima Roncigliano .. ora Velletri?

UNA VALANGA DI MONNEZZA IN ARRIVO A VELLETRI  

Abbiamo meno di un mese di Tempo per opporci legalmente ai progetti della megadiscarica di Velletri (.. nei piani di proponimenti la prossima Malagrotta o peggio ..) Dobbiamo mobilitarci immediatamente per avviare ed organizzare una una forte risposta popolare.

Il 25 agosto è stata inviata al Comune di Velletri l'istanza di pubblicazione di una Valutazione di Impatto Ambientale di un polo per il trattamento dei rifiuti da parte della società privata Ecoparco Srl.

Un progetto composto da cinque impianti:
- impianto di trattamento ed essiccazione con produzione di Css per 100.000/t anno;
- impianto di compostaggio per 40.000/t anno;
- impianto di trattamento del percolato per 30.000/t anno;
- discarica per 100.000/t anno;
- impianto di distribuzione del gas prodotto dagli impianti.

Complessivamente sarebbero gestite circa 270.000/t anno. 

L'area dell'impianto è situata nei pressi del carcere di Lazzaria dove attualmente esiste una cava di pozzolana esaurita.

Ecco un piccolo estratto* della descrizione del polo rifiuti. 

*https://www.dropbox.com/s/kpvou0e5ahtkxd8/info-PoloRif_Velletri.pdf?dl=0 

CONTRO 
la minaccia di un megapolo dei rifiuti ai Castelli Romani

ASSEMBLEA PUBBLICA 
giovedì 18 settembre ore18.30  
presso il locale Velidance in Via dei Fienili, 187 a Velletri

L’estate, come sempre è l’occasione propizia per mettere in piedi le peggiori porcate.

L’8 e il 25 agosto due società, la Volsca Ambiente e Servizi spa e l’Ecoparco srl hanno depositato in Regione, ufficio VIA, i progetti, rispettivamente, per un impianto anaerobico a biogas da 33.000 t/a e per un megapolo dei rifiuti urbani e dei peggio rifiuti industriali, nonché di terreni contaminati, da realizzare a Velletri loc. Lazzaria a ridosso di altri tre Comuni, Aprilia, Lanuvio, Cisterna.

L’”eco” polo conterrà un altro biogas da 40.000 t/a, una discarica da 2 milioni di tonnellate e un TMB (impianto di triturazione e vaglio dei rifiuti) da 100.000 t/a destinato a rifornire di CDR e CSS (combustibili da rifiuti) l’inceneritore e il cementificio di Colleferro. Un'altra società la Biovis srl ha depositato l’ennesimo progetto per un biogas da 33.000 t/a spostato ad Ardea dopo aver incontrato un’opposizione popolare accanita nel sito iniziale di Ariccia. Nel triangolo Roncigliano di Albano, Velletri, Colleferro si profila un polo rifiuti dall’incredibile impatto inquinante, tale da stravolgere ulteriormente la vivibilità del territorio interessato per i prossimi decenni.

Il proliferare di progetti d’impianti a biogas, falsamente chiamati “impianti di compostaggio” ma in realtà finalizzati al recupero di energia (e perciò altamente inquinanti), s’inquadra nelle linee guida tracciate dal governo e dai suoi predecessori, a suon di incentivi, per favorire una nuova generazione di affaristi dei rifiuti color verde $. Da Zingaretti a Civita a Legambiente fino ai sindaci, destra centro sinistra, l’elenco degli entusiasti è lungo e trasversale.

Il megapolo si propone di soddisfare i fabbisogni monnezzari dell’area metropolitana, stante la ridicola quota di differenziata porta a porta realizzata da gran parte dei Comuni, Roma compresa. Ma non solo, risponde alle necessità di eco-affaristi interessati alle “bonifiche” di siti contaminati (tipo Valle del Sacco, terre dei fuochi) e a quelle di aziende industriali che hanno da smaltire i loro veleni, rifiuti di processi chimici, tessili, farmaceutici etc., ceneri tossiche e nocive prodotte da inceneritori, polveri altrettanto tossiche intrappolate dai filtri, biofiltri e catalizzatori di impianti a biomasse. L’elenco, a leggere il progetto, è impressionante.

Gli impianti anaerobici a biogas sono nocivi sempre e comunque, non c’è spazio per possibilismi. Le discariche, gli inceneritori e i TMB sono nocivi sempre e comunque. Non li vogliamo né qui né altrove. Sono il frutto d’insipienza, intrallazzi e affarismo che hanno ritardato di decenni una corretta riduzione, differenziazione e riciclo dei rifiuti.

Velletri non è stata scelta a caso. Evidentemente è considerata un anello debole a livello territoriale. La politica degli insediamenti insalubri sta ormai privilegiando le zone a più bassa reattività popolare, l’hanno capito dopo aver sperimentato il costo in tempo e soldi dell’opposizione dura in altre zone.

FERMIAMOLI SUBITO !!!


ALTRI  APPUNTAMENTI IMPORTANTI
- Mercoledì 17 Settembre dalle 9.30, Piazzale Clodio, Roma - udienza per il processo a Cerroni.
- Sabato 27 Settembre - a Montagnano - cena e nel pomeriggio assemblea regionale.


COORDINAMENTO NO-INC di ALBANO

POLO RIFIUTI A VELLETRI .. LA DISCARICA da 2.000.000 di TONNELLATE

C'E' UN NUOVO PERICOLO CHE INCOMBE SUI CASTELLI ROMANI E CHE RICHIEDE UNA RISPOSTA  FORTE

Come ha scritto ultimamente Andrea Avagliano, dopo tanti annunci, si sta concretizzando la realizzazione di un grosso impianto a biogas a Velletri con la presentazione dell’istanza di VIA (valutazione di impatto ambientale).

La minaccia CI RIGUARDA TUTTI in prima persona perché va a incidere in modo preciso e pericoloso sulla sorte di alme...no un terzo dei rifiuti solidi urbani (umido-organico).

La prima stesura progettuale a firma Guidobaldi risale al 2011 ed è stata commissionata dalla Volsca Ambiente e Servizi, (nata dalle ceneri della Volsca in bancarotta nel 2009), che come sappiamo gestisce la raccolta dei rifiuti nei comuni di Albano, Velletri, Lariano ed Anzio.

Giova ricordare che l’idea del progetto fu salutata con entusiasmo nel 2010 anche da PD e SEL dei Comuni interessati. All’epoca i due assessori all’Ambiente di Velletri (Ognibene) e Albano (Fiorani), ambedue partoriti da quel centro-sinistra che doveva portare aria nuova nei rispettivi Comuni erano letteralmente entusiasti del progetto, illustrato a grandi linee in un convegno tenuto a Velletri: il primo: “l’amministrazione ha manifestato la volontà di realizzarlo prima possibile” – il secondo: “questa azienda sarà il fiore all’occhiello del settore dell’igiene ambientale nella regione Lazio” (29/11/2010)

Per organizzare una tempestiva e consapevole risposta al progetto è bene ricordare perché lo consideriamo così pericoloso.

L’impianto a biomasse di Velletri, ipocritamente chiamato “impianto di compostaggio” è basato sulla digestione anaerobica e sulla produzione INCENTIVATA di biogas e poi in subordine nel compostaggio finale. In questo tipo di impianti, dalla sostanza organica NON SI RECUPERA MATERIA (compostaggio e basta), MA SI RECUPERA ENERGIA (biogas-energia elettrica-biometano).

Il compostaggio finale del digestato è una presa per i fondelli. Serve solo a mascherare la creazione di un nuovo pericoloso rifiuto IL DIGESTATO e a far scomparire un altro rifiuto ancora più pericoloso IL PERCOLATO.

La trovata usata dal Guidobaldi è questa: per non avere grane e alte spese di smaltimento di rifiuti ingombranti e tossici, il DIGESTATO organico (altamente instabile e inzeppato di spore di batteri patogeni e di alcuni virus termoresistenti a 55°C) viene sottoposto a finta stabilizzazione con il compostaggio aerobico. Per prendere due piccioni con una fava il progettista ha adottato la tecnica del prestigiatore. Il PERCOLATO, liquido ricco di metalli pesanti, ammonio e sostanze organiche tossiche, prodotto in quantità di diverse migliaia di t/a, viene fatto scomparire (quasi del tutto) annaffiandoci la massa sottoposta a compostaggio (geniale!).

Penso che sia chiaro ad ogni mente non prezzolata che razza di “compostato” finale esce fuori. Eppure hanno la faccia tosta di chiamarlo “ammendante compostato misto di qualità certificata” !!!

Degli inquinanti gassosi prodotti da questa tecnica infame si è detto altre volte ma riassumiamo:
ammine, ammoniaca, mercaptani, indolo, skatolo, idrogeno solforato e vari composti organici e inorganici volatili, sono SEMPRE contenuti nel “biogas” insieme al metano come sottoprodotti INELIMINABILI della digestione.

Ma nel caso di Velletri l’alta quantità di scarti proteici dell’industria (almeno 6500 tonnellate su 33000 t/a totali proverranno da scarti delle industrie alimentari: scarti animali, lattiero caseari, dolciari, enologici e da scarti di lavorazione industriale di legno, carta e cartone) peggiorando ulteriormente la produzione di questi inquinanti.

E poi ci sono i soliti veleni tipici di ogni combustione: monossido di carbonio, composti solforati, ossidi di azoto, particolato fine e nanopolveri.

Infine la questione FOS. Il progetto definitivo parla espressamente di una linea di stabilizzazione del FOS proveniente da impianti di TMB (trattamento meccanico biologico) dei rifiuti solidi urbani, con ogni probabilità da Roncigliano. Vi figurate le conseguenze? Le inchieste della magistratura e gli avvisi di reato ci hanno dato ragione nel denunciare ripetutamente il trattamento nullo dell’organico dentro la discarica di Cerroni.

Sembrerebbe proprio che la Volsca, ovvero l’amico Bruno Guidobaldi, abbiano deciso di dare una mano all’avvocato dirottando l’inquinatissimo organico del TMB di Albano all’impianto di Lazzaria.

Chi ci garantisce che quel FOS non venga prima “VALORIZZATO” con la digestione, moltiplicando la produzione di inquinanti pericolosissimi ???


Questo l'Articolo di Andrea Avagliano su Il Fatto Quotidiano:
“Troppe emissioni dall’inceneritore di San Vittore”

Secondo l'Agenzia regionale per l'ambiente del Lazio la concentrazione del parametro mercurio è 120 volte superiore ai limiti di legge. E ora si muove anche la Campania

L’inceneritore di San Vittore, in provincia di Frosinone, è in funzione dal 2002. L’impianto con recupero energetico, gestito da Aria, ex Eall, gruppo Acea, è al centro di diverse interrogazioni parlamentari. A preoccupare è l’esito dell’ultima relazione tecnica dell’Arpa Lazio, che ilfattoquotidiano.it ha letto. Già nel 2012 lo studio Eras della regione Lazio, sui cittadini residenti intorno agli inceneritori, aveva mostrato, riguardo le malattie dell’apparato respiratorio , “un aumento di ospedalizzazione rispetto ai residenti in aree meno esposte”. La relazione dell’Arpa Frosinone, relativa ai controlli effettuati nel 2012, mette sotto accusa le emissioni e la tipologia dei rifiuti trattati. Nelle conclusioni si evidenziano “numerose violazioni delle prescrizioni di cui al decreto commissariale 72/2007 nonché della normativa vigente”. Nel documento si elencano le criticità rilevate.

Si parte dalla classificazione di un rifiuto con altro codice Cer (la carta di identità di un rifiuto) senza procedere ad analisi per escludere la presenza, oltre i valori consentiti, di sostanze pericolose. La seconda violazione, denuncia l’Arpa, è la mancata caratterizzazione del Cdr (combustibile derivato dai rifiuti) in ingresso “con le frequenze prescritte” dai decreti commissariali. La terza violazione è relativa ancora ad una classificazione di un rifiuto con un codice Cer in assenza di analisi “atte ad escludere la presenza di sostanze pericolose in concentrazione superiori” a quelle previste dalla normativa vigente. A questo si aggiunge l’errata attribuzione del codice Cer ad alcuni rifiuti trattati dall’impianto così come classificazioni del pattume in assenza delle necessarie analisi. Inoltre “è stata riscontrata – si legge nella relazione Arpa – l’assenza dell’identificazione delle aree destinate allo stoccaggio dei rifiuti e dei punti di prelievo previsti”.

Anche sul fronte delle emissioni, la sezione dell’agenzia regionale sottolinea il mancato rilievo del parametro zinco in alcuni rapporti di prova oltre al riscontro “sul punto di emissione della linea II, di una concentrazione del parametro mercurio, 120 volte superiore ai limiti di legge”. La relazione è stata inviata all’autorità giudiziaria. Un documento che ha preoccupato anche la sezione campana dell’Arpa, visto che l’impianto confina con la provincia di Caserta. Così il dipartimento provinciale ha scritto, all’inizio di quest’anno, alla Regione Campania. “Dalla lettura della relazione – scrive l’Arpa Caserta – emergono numerose difformità rispetto agli atti autorizzativi, nonché superamenti dei limiti di concentrazione delle emissioni in atmosfera”. Il dipartimento di Caserta dell’Arpac ha chiesto che l’agenzia regionale partecipi al tavolo per la discussione del rinnovo dell’iter autorizzativo e di conoscere i provvedimenti adottati dalla regione Lazio a seguito dell’invio della relazione. L’azienda Aria che gestisce l’impianto, sul proprio sito, pubblica ogni anno la dichiarazione ambientale nella quale ribadisce, con report e dati, che la gestione dell’impianto ha come fine “l’evoluzione tecnologica, la ricerca della redditività economica con la valorizzazione dell’ambiente e della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro” oltre alla prevenzione dell’inquinamento. Il caso dell’impianto di San Vittore è arrivato anche in Parlamento. La relazione dell’Arpa, infatti, viene riportata anche nell’interrogazione parlamentare del M5S, depositata a fine giugno, l’ultima riguardante l’inceneritore, primo firmatario il deputato Alberto Zolezzi. Nell’interrogazione, ancora senza risposta, si chiede al ministero dell’Ambiente di disporre le necessarie verifiche “sullo stato di inquinamento di tutte le matrici ambientali presenti in loco”.
Anche sul fronte delle emissioni, la sezione dell’agenzia regionale sottolinea il mancato rilievo del parametro zinco in alcuni rapporti di prova oltre al riscontro “sul punto di emissione della linea II, di una concentrazione del parametro mercurio, 120 volte superiore ai limiti di legge”. La relazione è stata inviata all’autorità giudiziaria. Un documento che ha preoccupato anche la sezione campana dell’Arpa, visto che l’impianto confina con la provincia di Caserta. Così il dipartimento provinciale ha scritto, all’inizio di quest’anno, alla Regione Campania. “Dalla lettura della relazione – scrive l’Arpa Caserta – emergono numerose difformità rispetto agli atti autorizzativi, nonché superamenti dei limiti di concentrazione delle emissioni in atmosfera”. Il dipartimento di Caserta dell’Arpac ha chiesto che l’agenzia regionale partecipi al tavolo per la discussione del rinnovo dell’iter autorizzativo e di conoscere i provvedimenti adottati dalla regione Lazio a seguito dell’invio della relazione. L’azienda Aria che gestisce l’impianto, sul proprio sito, pubblica ogni anno la dichiarazione ambientale nella quale ribadisce, con report e dati, che la gestione dell’impianto ha come fine “l’evoluzione tecnologica, la ricerca della redditività economica con la valorizzazione dell’ambiente e della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro” oltre alla prevenzione dell’inquinamento. Il caso dell’impianto di San Vittore è arrivato anche in Parlamento. La relazione dell’Arpa, infatti, viene riportata anche nell’interrogazione parlamentare del M5S, depositata a fine giugno, l’ultima riguardante l’inceneritore, primo firmatario il deputato Alberto Zolezzi. Nell’interrogazione, ancora senza risposta, si chiede al ministero dell’Ambiente di disporre le necessarie verifiche “sullo stato di inquinamento di tutte le matrici ambientali presenti in loco”.
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A quanto pare qualcuno ha deciso che i Castelli Romani diventeranno un grande polo di ricezione, trattamento TMB, digestione anaerobica, manipolazione a fini energetici, discariche etc. etc. di rifiuti solidi urbani e di altre tipologie di rifiuti.

Si profila a Velletri, accanto all'impianto BIOGAS della Volsca da 33000 t/a, la CREAZIONE DI UN MEGA POLO DEI RIFIUTI da parte della ECOPARCO srl. che il 25 agosto ha richiesto la procedura VIA alla Regione Lazio. Si tratta di una serie di impianti e buche capaci di ingoiare, in circa 18 ettari di terreno, 100.000 t/a, comprendenti:

1) linea di essiccazione (TMB) per sfornare ECOBALLE di CDR e CSS, ovvero frazioni combustibili, composte da tutto ciò che sarebbe invece riciclabile, per continuare a rifornire gli inceneritori esistenti (Colleferro, S.Vittore) e i cementifici di Colleferro e Guidonia.

2) mega digestore anaerobico con produzione di biogas da 40.000 t/a. E qui c'è la novità. Si profila una destinazione del biogas diversa da quella della Volsca e complementare. I progettisti hanno annusato l'aria e scommettono sulla green economy raffinata, che si basa sul biogas BIOMETANO. Questo gas non sarà bruciato in loco ma immesso in rete o destinato ad autotrazione.
Se infatti andrà in porto il disegno di legge di iniziativa popolare voluto dall'affarista Piras (ZWL) e benedetto da Legambiente e PD, questa linea avrà incentivi speciali (certificati bianchi). e farà contenti tutti gli "ambientalisti" ipocriti e fasulli, attenti alle sconfinate possibilità economiche che si aprono e molto disinteressati agli effetti pesantissimi sulla salute.

3) mega discarica da 2000.000 di tonnellate con quattro moduli ciascuno grande come il VII° invaso di Roncigliano.

Ce n'è abbastanza per far scattare l'allarme rosso in ciascuno di noi.

Mercoledì 3 SETTEMBRE alle ore 16,30 alcune associazioni di Velletri hanno fissato un appuntamento a via di Nettuno 15 (zona 5 Archi) per valutare la costituzione di un non meglio precisato coordinamento. Tali associazioni sono eterogenee e vanno da ex Acqua Pubblica Velletri, M5S, La Spinosa, No Bretella etc. con conseguenti problemi di impostazione e visione prospettica diverse ed in quella sede è di estrema importanza fin da subito la partecipazione e presenza dei No-Inc anche e sopratutto per fornire la propria vincente esperienza organizzativa.

Un primo dettaglio del progetto di DISCARICA della ECOPARCO srl a VELLETRI è indicativo di una spregiudicatezza dei proponenti criminale e senza limiti, tale da meritare risposte popolari durissime, all’altezza dell’attentato alla salute pubblica che vorrebbero mettere in pratica.

I GAS VENEFICI che usciranno da ciascuna delle quattro buche da 500.000 tonnellate, in una zona circondata da vigneti a Denominazione di Origine Controllata e da colture specializzate di kiwi e olivi, SARANNO LIBERI DI DIFFONDERSI NELL’ARIA, CON TUTTO IL LORO CARICO DI IDROCARBURI CANCEROGENI, AMMONIACA, COMPOSTI SOLFORATI e altre decine di composti nocivi.

La captazione dei gas verrà fatta quando l’invaso sarà colmo, ovvero quando saranno entrate tutte le 500.000 tonnellate di rifiuti urbani e industriali previste. Se per ipotesi entrano 100.000 t. ogni anno i gas mefitici usciranno indisturbati per 5 anni.

Trascorso questo tempo, al peggio non c’è mai fine, i gas saranno captati e BRUCIATI TAL QUALI in una torcia. Da non credere. Solo calcolando gli ossidi di zolfo, quelli di azoto e le montagne di particolato emessi verrà avvelenato un territorio enorme nel raggio di chilometri con tutti i suoi abitanti.

DIFFONDIAMO AL MASSIMO: l’impianto avrà impatto certo almeno per LANUVIO, CISTERNA, APRILIA, VELLETRI 

Queste sono le giuste considerazioni di un militante oltrechè chimico del Coordinamento No Inc di Albano Aldo Garofolo