Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

venerdì 23 dicembre 2011

La liberazione dalla virtualità



Caricato da in data 20/dic/2011

Non siamo espulsi dal Paradiso:

abbiamo dimenticato le vie per comunicare con l'eterno presente.

Dio, denaro e debito sono i "valori" virtuali di una tirannia a cui tutti credono, ignorando l'estrema celerità dei nostri processi vitali.

E' il tempo lineare in base al quale si calcolano interessi e debiti; è un concetto giudaico-cristiano, mai verificato scientificamente.

La sua apparente "realtà" dipende da una vista scientifica molto limitata e da una "MELA" speciale: il campo magnetico terrestre.

Molti eventi mostrano ora la sua fine imminente che, per noi umani, può essere l'inizio, l'emergere della TERRA PROMESSA,

la materia organica che compone l'intero cervello umano, e comprende sia quella grigia finora tanto esaltata, sia quella BIANCA, sensibile alle emozioni.

Nin.Gish.Zid.Da - Buone Feste !!

"IL PARADIGMA DEL TEMPO"


Lo squarcio gigante del campo magnetico terrestre, può svelare il significato del peccato originale.

L'espansione dell'universo visibile è accelerata in soli 10 anni.

L'energia oscura opera anche nel cervello umano, è più evidente quando siamo a riposo allorché progettiamo un nuovo futuro, rapida e fuggente in:

".. azioni, emozioni, relazioni palese nei nostri sogni e sensazioni preveggenti .."

L'energia oscura può anche contribuire ai movimenti interni della terra a eruzioni vulcaniche, si manifesta nei neutrini emessi dal cuore cristallino della Terra, che gira più veloce di tutto il resto.

Il cuore della Terra è cambiato in 10 anni, è composto di ferro come dicono?

Il cuore cristallino compone certo un unica armonia, una grande opera, i nostri occhi non possono vederla ma il nostro corpo può sentirla come coscienza di una risorsa infinita:

La Vita
____________

Buone Feste & Buon 2012

Wladyforever volevo commentare il Tuo ultimo post sull' equità ma è impossibile farlo
lo faccio da Qua:
.. l'equità proposta a Noi tutti è quella crimionale di Equitalia ..

"prendere o lasciare"
Siamo noi che dobbiamo mettere in atto nuovi sistemi di Vita
Garantirci non il danaro ma i frutti della Terra da subito
Liberi dal mercato e a Km0

ma non abbiamo neanche un Attimo da perdere
se vogliamo vivere dignitosamente
alla faccia loro
Dobbiamo creare il cambiamento in cui vogliamo vivere
perche la Vita
è un Attimo Eterno, Sì vero
ma dannatamente Fuggente



Da Facebook a Diaspora in dieci mosse - Comunità Digitali

Da zero a Diaspora in dieci mosse [Il Facebook dove comandi tu]

Mercoledì 13 Aprile 2011, 09:30 in Open source, Startup di

Perché e come usare il nuovo Facebook open source che si propone di offrire maggior sicurezza e privacy.

diaspora.jpg

Abbandonare Facebook per passare a Diaspora. La vedo difficile, ma un giorno potrebbe anche accadere. Per ora Diapora, il Facebook open source, è un affare di nicchia, benché sia considera fra le migliori startup del 2010.

Ho chiesto ad Andrea Carnevali, social media strategy e fondatore della co-agency Republic+Queen, di spiegarmi come funziona Diaspora. Ecco la mini-guida in dieci punti.

  1. Diaspora è social network che, come indica la semantica, ha l'intento di accogliere la migrazione di un intero popolo costretto ad abbandonare la propria terra natale per disperdersi in diverse parti del mondo.
  2. Le motivazioni che dovrebbero spingere i dispersi a confluire verso il nuovo social sono raccolte nei tre principi chiave di Diaspora:
    • suddivisione delle connessioni in gruppi e condivisione di foto;
    • video e frasi solamente con gli amici che desideri;
    • mantenimento dei diritti su qualsiasi cosa scegli di condividere e della policy con cui intendi distribuirla.
  3. L'obiettivo di Diaspora è garantire una privacy chiara e semplice.
  4. Per farne parte devi chiedere un invito fornendo la tua mail. Per il momento i tempi di approvazione sono molto lunghi.
  5. Entrato in possesso di user e password devi completare l'iscrizione con i tuoi dati personali e la foto.
  6. Poi passi agli aspetti, ovvero le sotto-categorie con cui vuoi catalogare i contatti. Questo avviene in funzione di una condivisione dello status a compartimenti stagni.
  7. La home è pulita e presenta sulla sinistra gli aggiornamenti di tutti i contatti, mentre sulla destra i tab relativi agli aspetti impostati. Selezionando questi puoi vedere gli status filtrati in entrata e inserirne in uscita riservandoli solo ai contatti scelti, separando così amici e colleghi.
  8. Tutto è molto essenziale, senza pubblicità, box eventi o inviti a pagine.
  9. Diaspora è open source, quindi se i creatori decidessero di interrompere il servizio, come girava voce potesse fare Zuckerberg con Facebook, chiunque avrebbe acceso al codice per portare avanti il progetto.
  10. Limiti? Per il momento è povero di iscritti, ma è ancora in fase alpha.

In realtà, i ragazzi di Diaspora stanno per lanciare la beta. Motivo per cui al momento ci si può solo mettere in coda per essere ammessi. Se volete provarlo, cominciate a chiedere un invito.

D'altra parte, dopo il servizio di Report contro Facebook e le app per controllare la privacy, sono in molti a cominciare a domandarsi se valga la pena rimanere sul social network di Zuckerber. Magari un giorno la risposta sarà Diaspora.


PERCHE' USCIRE DA FESSBOOK ORA:

siamo già in molti su diaspora e in molti ad accedervi tramite invito su alpha .. ma si può entrare anche senza ..chi vuole può chiedermelo sino alla sera del 31 dicembre lì ..

poi chiudo l'account su fb ..


Diaspora* Next Online Revolution



.. boycott facebook .. join on diaspora* ..

Gino Strada : "Spendiamo 2 miliardi al mese per spese militari"

giovedì 22 dicembre 2011

E' Ora .. di toccare gli intoccabili .. Tagli !!!

Ma è mai possibile che nessuno, dico nessuno, metta mai in discussione le spese in armamenti?
Pare un dogma di fede, non se ne può neppure discutere.

E infatti nessun partito ne ha fatto cenno, di fronte ad una finanziaria che calpesta i diritti di tutti e sacrifica i beni comuni pur di salvaguadare i privilegi di pochi potenti intoccabili.

Solo il Movimento Nonviolento, la Rete Disarmo, la campagna Sbilanciamoci e la Tavola della pace, con padre Alex Zanotelli lo hanno denunciato con il coraggio e la lucidità che li contraddistinguono!
La lobby delle armi, evidentemente, deve essere davvero convincente se riesce ogni volta a scomparire al momento opportuno come nessun bambino al mondo riesce a fare giocando a nascondino.

E così, in un momento di grandissima difficoltà per milioni di persone, si può valutare di tagliare qualunque cosa: sanità, istruzione, diritti dei lavoratori, tutele di base ai disabili, tutto... fuorché mettere in discussione gli enormi investimenti in armi.
Come Ecologisti e Civici noi abbiamo scelto di non tacere su questo punto decisivo e qualche giorno fa a Piazza Montecitorio abbiamo presentato una contromanovra tutta incentrata sul disarmo, sui tagli agli sprechi e alle grandi opere inutili.
Chiedo a tutti voi di diffondere queste informazioni a tutti i vostri contatti e con ogni canale possibile!

ELENCO DELLE SPESE PER ARMAMENTI DA TAGLIARE:
• CACCIA F-35. L’Italia ha una commessa di 15 MILIARDI DI EURO per l’acquisto dagli Stati Uniti d’America di 135 caccia F-35 (costo unitario ben 124 milioni di euro!)
• EUROFIGHTER. L’Ultima trance del programma (già spesi 13 miliardi di euro) per il caccia Eurofighter costerà all’Italia 5 MILIARDI DI EURO.
• AEREI SENZA PILOTI: Il nostro governo intende acquistarne 8. Costo complessivo 1,3 MILIARDI DI EURO.
• ELICOTTERI. L’Italia sta acquistando 100 nuovi elicotteri militari NH-90: costo complessivo 4 MILIARDI DI EURO
• NAVI DA GUERRA. L’Italia ha acquistato 10 fregate ‘FREMM’ costo complessivo 5 MILIARDI DI EURO
• SOMMERGIBILI. Il nostro paese sta acquistando 2 sommergibili militari: costo 1 MILIARDO DI EURO.
• SISTEMI DIGITALI PER L’ESERCITO: Il progetto «Forza Nec» serve a dotare le forze di terra e da sbarco di un sistema di digitalizzazione. Solo la progettazione in atto costa 650 milioni. La stima di spesa complessiva è intorno a 12 MILIARDI DI EURO.
Solo con la scelta di tagliare i nuovi programmi per l’acquisto di armamenti si potrebbe arrivare ad un risparmio di spesa di circa 43,3 MILIARDI DI EURO. Quasi il doppio della cifra che il governo intende prelevare operando un vero e proprio DISASTRO SOCIALE e riducendo drasticamente il potere di acquisto delle famiglie a reddito medio basso, i servizi sociali e usando gli enti locali come un bancomat per il Ministero dell’Economia.

Ma non basta perchè a queste misure si aggiungono altre proposte per tagliare la SPESA pubblica e gli SPRECHI senza tagliare il benessere dei cittadini.
• SCUDO FISCALE: Portando l’aliquota dello scudo fiscale al 20% si possono recuperare altri 7 MILIARDI DI EURO.
• OPERE INUTILI: Tagliando le opere inutili come il Ponte sullo Stretto di Messina, si possono risparmiare 8 MILIARDI DI EURO.
• OPEN SOURCE: Utilizzando software non proprietario nella Pubblica Amministrazione si possono risparmiare circa 400 euro per ogni computer: Complessivamente per tutta la PA si arriva a 3 MILIARDI DI EURO.
• SPRECHI E COSTI POLITICA: Tagliando il 70% delle ‘auto blu’ e con la riduzione delle indennità dei consiglieri regionali e dei parlamentari con i relativi vitalizi in tutt’Italia si arriva a risparmiare 7 MILIARDI.
Tagliando opere inutili, facendo pagare il giusto a chi ha evaso il fisco portando capitali all'estero (Scudo Fiscale), riducendo seriamente i costi della politica si possono risparmiare altri 25 MILIARDI DI EURO.
   
IL TOTALE E' SCONVOLGENTE: 

Con 68,3 MILIARDI non solo si potrebbero rimettere in sesto i conti pubblici senza sforbiciare i redditi delle classi medio- basse ma avremmo a disposizione ingenti risorse per rilanciare la nostra economia puntando sulla green economy (rinnovabili, efficienza, bonifiche, dissesto idrogeologico, mobilità pubblica), sulla ricerca sull’innovazione e sulla qualità dei servizi e della vita.
 
Basti pensare che con il costo di un solo cacciabombardiere F-35 (124 milioni di euro) si possono realizzare 183 asili nido. Sarebbe praticamente risolto il problema delle liste d’attesa degli asili nido a Roma.
 
La gente deve sapere!!! Anche il diritto ad un'informazione corretta è un bene comune da difendere. 


www.disinformazione.it
a cura di Michele Dotti - www.micheledotti.it

futuribilepassato: L'Aquila, le mani della 'ndrangheta sulla ricostruzione


E' in corso dalle prime ore della mattinata un'operazione di polizia giudiziaria a contrasto delle infiltrazioni della 'ndrangheta in Abruzzo, che ha portato all'esecuzione di 4 ordini di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti personaggi legati al modo dell'imprenditoria aquilana che hanno contribuito al rafforzamento della cosca mafiosa 'Caridi-Zincato-Borghetto' inserita nella piu' ampia 'Locale' dei 'Libri', radicata nel territorio di Reggio Calabria. L'operazione Lypas', che prende il nome da una delle ditte edili riconducibili all'organizzazione criminale, ha visto impegnati i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria - Gico - della Guardia di Finanza dell'Aquila e i poliziotti della Sezione Criminalita' organizzata della Mobile della Questura sempre del capoluogo abruzzese.I provvedimenti cautelari, su richiesta della Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia di L'Aquila, sono stati emessi dal G.I.P. Marco Billi. Agli arrestati (B.S. trentaquattrenne di L'Aquila; V.A. di 45 anni ; V.M. di 38 anni e I.F. di 58 anni , tutti di Reggio Calabria) viene contestato il reato di concorso esterno in associazione di stampo mafioso. Le indagini coordinate dal Procuratore della Repubblica Alfredo Rossini e dal sostituto procuratore Fabio Picuti, sono durate circa due anni e hanno evidenziato il forte interessamento degli esponenti della cosca reggina ai lavori di ricostruzione degli immobili da parte dei privati, nel cui ambito non e' prevista alcuna procedura a evidenza pubblica ne' alcuna certificazione antimafia per l'impresa individuata per l'esecuzione dei lavori. Le indagini sono nate all'esito di preliminari iniziative programmate dalla Questura per monitorare e respingere le eventuali azioni di condizionamento e 'infiltrazione' nei lavori di ricostruzione edilizia post sisma da parte di componenti della criminalita' organizzata. Le investigazioni della Mobile si sono avvalse di intercettazione di numerosissime utenze cellulari nonche' mediante l'ascolto di ore e ore di conversazioni ambientali e mediante riservati servizi di osservazione che hanno documentato fotograficamente le fasi preliminari di un incontro avvenuto nel maggio 2010 in un albergo di L'Aquila tra gli arrestati e componenti della cosca reggina. L'indagine ha permesso di definire le concrete modalita' operative attraverso cui la cosca 'ndranghetista reggina ha tentato di penetrare il territorio aquilano. Il quadro indiziario via via delineatosi e' stato poi corroborato dalle risultanze investigative ottenute dalla Mobile della Questura di Reggio Calabria che, nello sviluppo di proprie iniziative avviate in loco, ha successivamente dato esecuzione all'operazione di polizia giudiziaria 'Alta Tensione'. Le successive investigazioni economico-finanziarie del Gico della Guardia di Finanza di L'Aquila, mediante accertamenti bancari, indagini patrimoniali e riscontri documentali, hanno integrato e ampliato gli esiti delle indagini tecniche, in modo da conferire ulteriore valore probante a quanto appurato a seguito delle operazioni di ascolto. In particolare e' emerso che Santo Giovanni Caridi, referente della cosca 'ndranghetista reggina, arrestato nell'ambito di 'Alta tensione', si e' inserito nei lavori di ricostruzione degli immobili privati per il tramite di B.S., imprenditore aquilano gia' presente nell'ambito del post-terremoto, e grazie alla mediazione di V.A., V.M. e I.F.. I quattro, all'epoca attivi sul territorio aquilano, hanno sostanzialmente fornito concreto supporto logistico alla penetrazione economica della cosca, intermediando per l'acquisto di quota parte del capitale sociale di una societa' interessata ai lavori, utilizzando le maestranze indicate dagli affiliati del sodalizio calabrese, usufruendo di imprese riconducibili alla cosca reggina.Le attivita' di riscontro e monitoraggio, eseguite dal Gico dell'Aquila in collaborazione col Servizio centrale Investigazione Criminalita' irganizzata della Gdf di Roma hanno riguardato 31 persone fisiche e 10 giuridiche. Fiamme Gialle e Polizia, parallelamente all'esecuzione delle misure cautelari personali, hanno sottoposto a sequestro (ex art.12 sexies D.L. 306/92) la consistenza patrimoniale costituita da quote sociali di 4 societa', 8 automezzi, 5 immobili, 25 rapporti bancari, riconducibili agli indagati e dalle attivita' commerciali a loro facenti capo, per un valore complessivo di oltre un milione di euro. (Fonte articolo, clicca qui)

Lo stato italiano, Berlusconi e l’ONU denunciati per una colossale truffa internazionale

Il Giornale Online 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La Repubblica Italiana, l’ex-premier Silvio Berlusconi, la nostra Guardia di Finanza, le Nazioni Unite ed il suo segretario Ban-Ki-Moon, l’ambasciatore italiano all’ONU Ragaglini, l’ambasciatrice italiana a Ginevra Laura Mirachian, il World Economic Forum (Davos), l’Office of International Treasury Control, ed altri personaggi più o meno conosciuti, collegati a “società segrete” di vario tipo, sono stati citati in giudizio da un cittadino americano per aver partecipato ad un complotto internazionale allo scopo di impossessarsi illegalmente di un pacchetto di Buoni del Tesoro, quasi tutti americani, per il valore nominale di 145,5 miliardi di dollari, con un valore attuale di mercato stimato intorno a 1 bilione (1000 miliardi) di dollari. Lira più lira meno. La citazione in giudizio è stata depositata il 23 novembre scorso presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti dallo studio legale Bleakley Platt & Schmidt, che ha sede nello stato di New York, a nome di Neal F. Keenan, un cittadino americano residente in Bulgaria, che compare sia a titolo personale che in rappresentanza di un “gruppo di famiglie asiatiche” non meglio identificate, definite con il nome fittizio di “Dragon Family”.

La querela compare negli elenchi ufficiali di PACER (Public Access to Court Electronic Records), l’archivio elettronico dove è possibile consultare tutte le cause depositate presso le Corti Distrettuali e le Corti d’Appello degli Stati Uniti, ... che si possono anche scaricare al costo di 8 centesimi a pagina. (David Wilcock, personaggio noto a chi si occupa di esopolitica, ha già svolto questa operazione, ed ha messo a disposizione la citazione completa in formato PDF, dopo aver dato la notizia alla radio americana e sulla rete).

Il sito Courthouse News, che si occupa di questioni di tipo legale, ha commentato il fatto con un articolo del 5 dicembre intitolato “Bizzarra querela da un bilione di dollari”, nel quale ne riassume sommariamente il contenuto, decisamente complesso e intricato, anche perchè riguarda eventi storici che risalgono a quasi un secolo fa. Secondo Keenan [da qui in poi raccontiamo ciò che viene sostenuto nella querela, per cui evitiamo ogni volta di usare il condizionale o di dire “Keenan sostiene”], nel 2009 la Dragon Family gli affidò la gestione di un pacchetto di “strumenti finanziari” che comprendevano a) 249 titoli da 500 milioni di dollari ciascuno, emessi nel 1934 dalla Federal Reserve, per un valore nominale complessivo di 124,5 miliardi di dollari; b) due serie di titoli del governo giapponese, emesse nel 1983, per un valore di oltre 9,5 miliardi di dollari ciascuna, e c) un titolo unico da 1 miliardo di dollari, chiamato “Kennedy Bond”, emesso dal governo americano nel 1998.

Da cui il totale, appunto, di 145,5 miliardi di dollari. Questi strumenti finanziari erano stati affidati a Keenan dalla Dragon Family perchè facesse investimenti internazionali di vario tipo, finalizzati ad interventi di tipo umanitario su grande scala. Naturalmente è il pacchetto di titoli della Fed del 1934 che richiama subito l’attenzione, non solo perchè rivela una storia veramente complessa alle sue spalle, ma perchè è sulla base del valore originale (125 miliardi di dollari) che vengono calcolati gli interessi accumulati fino ad oggi, che sono stimati in 968.000.000.000 (novecentosessantottomila) miliardi di dollari. Quasi un bilione, appunto.

Questi titoli furono emessi dalla Fed come ricevuta per le ingenti quantità di oro ed altri metalli preziosi che la Dragon Family aveva trasferito negli USA come misura precauzionale, temendo una invasione militare della Cina da parte del Giappone (cosa che poi è avvenuta, nel 1937). Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale la Dragon Family chiese la restituzione dell’oro consegnato alla Fed, ma si trovarono di fronte ad una lunga serie di “intoppi legali” che di fatto gli impedirono di rientrare in possesso del prezioso metallo. Cominciano così le peripezie di questo pacchetto di titoli, che ci avrebbero portato fino ad oggi. Dal 1946 in poi, infatti, la storia si complica enormemente, introducendo una vera e propria ragnatela di collegamenti, fra dozzine di personaggi e di organizzazioni di livello mondiale, che è molto difficile da riassumere, e ancora più difficile da verificare.

Notiamo solo che fra queste organizzazioni compare anche il misterioso OITC (Office of International Treasury Control), che è considerato una delle più grandi organizzazioni finanziarie nel mondo, e che sostiene di esser affiliato all’ONU e alla Fed, ma con cui sia l’ONU che la Fed negano ufficialmente di aver mai avuto a che fare. Teniamo presente che non stiamo parlando della scomparsa di qualche dozzina di euro dal conto corrente di nostra cugina, ma di un sistema mondiale di finanza occulta che parte dal presunto trafugamento di tutte le riserve auree costodite ufficialmente a Fort Knox (c’era forse anche l’oro della Dragon Family?), e che coinvolge oggi bene o male tutte le più importanti organizzazioni finanziarie mondiali, all’interno di un “universo parallelo” in cui il traffico e il riciclaggio di titoli di stato “duplicati” – cioè sostanzialmente falsi – sarebbe all’ordine del giorno.

In ogni caso, riprendiamo la vicenda dal 2009, perchè è in quell’anno che i famosi titoli della Fed ricompaiono nella mani di Keenan per essere investiti in “operazioni su grande scala di tipo umanitario”. Per svolgere questo compito Keenan era affiancato da un emissario di fiducia della Dragon Family, Akihiro Yamaguchi, che era già fisicamente in possesso dei titoli a partire dal 2006. Era stato lui a presentare Keenan alla Dragon Family. Yamaguchi e Keenan passarono alcuni mesi in Svizzera, valutando le diverse possibilità di investimento che gli venivano proposte dalle banche locali per conto dei loro clienti in tutto il mondo. Verso la fine di maggio sembrava che finalmente si stesse per concludere un accordo con un gruppo finanziario che viene definito nella querela come “il gruppo dei turchi”. Ma il 3 di giugno accadde un fatto imprevisto: due cittadini giapponesi furono arrestati al confine di Chiasso dalla Guardia di Finanza, mentre cercavano di trasferire in Svizzera un pacchetto di titoli di stato americani nascosti nel doppiofondo della valigia.

Curiosamente, il pacchetto conteneva 249 titoli della Federal Reserve del 1934 da mezzo miliardo di dollari ciascuno, e 10 “Kennedy Bonds” da 1 miliardo ciascuno, per un valore nominale complessivo di 134,5 miliardi di dollari. La notizia clamorosa stava per rimbalzare sulle testate di tutto il mondo, ma gli americani si affrettarono a far sapere che quei titoli erano falsi, e la cosa si spense sul nascere. I due giapponesi furono rilasciati, e i loro nomi non furono mai comunicati ufficialmente (Keenan sostiene che uno dei due fosse proprio Yamaguchi). Diversi tentativi fatti da giornalisti americani per saperne qualcosa di più finirono nel nulla: l’ambasciata giapponese non dava nessuna conferma del fatto, la Guardia di Finanza non aveva informazioni aggiuntive da offrire, e il tesoro americano minimizzava la cosa, confermando che i titoli fossero “sicuramente falsi”.

Naturalmente, ci credettero soltanto Topolino e i Sette Nani, ma questo fu sufficiente a tranquillizzare il pubblico americano, mentre la vera storia riprendeva a dipanarsi dietro le quinte. Lo stato italiano, “tramite Berlusconi”, contattò il governo cinese, offrendo la restituzione dei titoli in cambio del 40% del loro valore nominale, cioè la cifra corrispondente alla penale da pagare in caso di esportazione clandestina di denaro. Ma la trattativa si arenò quando i cinesi pretesero in cambio che l’Italia saldasse il suo debito complessivo contratto fino a quel giorno con la nazione cinese, che naturalmente ammontava ad una cifra ben superiore a quella che stavano trattando.

Nel frattempo Keenan veniva avvicinato da Leo Zagami, un noto massone italiano che si presentò come membro dei “Vatican Illuminati” e come leader di una “fazione secessionista” dei Massoni con sede a Montecarlo, il quale gli disse di avere informazioni utili per rientrare in possesso dei titoli rubati. Zagami presentò a Keenan un certo Daniele Dal Bosco, che diceva di agire a nome dell’OITC. Dal Bosco disse a Keenan che i titoli sarebbero stati investiti in un modo decisamente più efficace attraverso certe organizzazioni umanitarie dell’ONU a cui erano collegati, e suggerì che la loro tutela venisse trasferita temporaneamente al “suo gruppo”, per maggiore sicurezza (fino a quel momento il titolare unico era Keenan).

Dal Bosco informò anche Keenan che la Guardia di Finanza Italiana era disposta a restituire i titoli per il 10% del valore nominale, ma Keenan rispose che la Dragon Family non era interessata a pagare un solo centesimo per qualcosa che già possedeva legalmente da oltre 70 anni. Nelle settimane seguenti il “gruppo” di Dal Bosco cominciò a materializzarsi intorno a Keenan, e qui la faccenda si complica ulteriormente, con l’entrata in scena di diversi personaggi, che vanno da agenti dei servizi segreti bulgari ad un certo Giancarlo Bruno, direttore delle operazione finanziarie del World Economic Forum di Davos, che diceva di essere anche un “consigliere finanziario del Vaticano” e “tesoriere dei Massoni”. Bruno sosteneva che il buon fine dell’operazione fosse garantito fin dall’inizio, in quanto avevano già stipulato gli accordi preliminari con i loro contatti alle Nazioni Unite. Le ultime perplessità di Keenan scomparvero dopo una telefonata da parte di Laura Mirachian, la rappresentante permanente per l’Italia alle Organizzazioni Internazionali di Ginevra, che confermava che ”siamo tutti protetti dall’alto”, che “nessuno, compreso Keenan, ha motivo di temere ripercussioni di alcun tipo”, e che “la nostra gente a New York ha già avuto l’approvazione da parte di Ban-Ki-Moon, anche se ovviamente negheranno tutto se interpellati al riguardo”.

Insomma, per farla breve, Keenan si convinse di essere in ottime mani, e firmò la cessione temporanea dei titoli a Dal Bosco, il quale si impegnava alla restituzione incondizionata dei medesimi in qualunque momento. Inutile dire che da quel giorno in poi dei titoli non si è mai più saputo nulla. Dopo aver cercato inutilmente di rientrarne in possesso, Keenan avrebbe quindi deciso di presentare la sua querela contro tutte le entità coinvolte, “per aver cospirato nella sottrazione illegale dei titoli di proprietà della Dragon Family di cui era il responsabile”. Qui ovviamente si apre un tale ventaglio di ipotesi e di possibilità, per spiegare cosa possa essere realmente accaduto, a cui solo la fantasia può mettere un limite. Oltretutto, non possiamo nemmeno stabilire fino a che punto le accuse da parte di Keenan siano sostanziate e fino a che punto possano essere il frutto di una sua invenzione. Di fatto, sappiamo solo che la querela esiste, e che i suoi contenuti sono sostanzialmente quelli che abbiamo descritto. A ben altri l’onere eventuale di accertare cosa ci sia di vero e cosa no in tutta questa faccenda.

Noi possiamo solo concludere notando un fatto curioso: mentre centinaia di miliardi di dollari sembrano muoversi disinvoltamente nell’oscurità, a nostra totale insaputa, gli italiani sono impegnati a litigare fra loro come galline impazzite per decidere se sia meglio ridurre le pensioni di un altro milione di euro all’anno, oppure tagliare lo stesso milione di euro dai salari della classe operaia. Se la sensazione di venire perennemente fregati non arrivasse direttamente dal “giallo di Chiasso”, arriva certamente da questo genere di considerazioni.
 
Massimo Mazzucco - luogocomune.net

Nota: La querela che sta al centro di questo articolo è di pubblico dominio, e come tale Luogocomune e Altrogiornale si riservano il diritto di citarne i contenuti, senza necessariamente implicare che i fatti descritti siano avvenuti veramente, nè che i personaggi e le organizzazioni citate siano stati effettivamente coinvolti nella vicenda descritta.
La notizia dell’arresto di Chiasso commentata da Fow News nel giugno 2009:

Fonte:

akkiantatela



Troppo Forti sti Sicilians Rapper .. AscoltateVeli .. ne "vale la pena!"

martedì 20 dicembre 2011

Inchiesta UAAR sui fondi pubblici e le esenzioni di cui gode la Chiesa cattolica

L’UAAR parte dall'assunto che le religioni (tutte) le dovrebbe sostenere chi le professa. Ciò non accade, quantomeno in Italia, grazie a un numero considerevole di leggi e normative emanate in favore delle comunità di fede. Nessuno è al corrente dell’entità dei fondi pubblici e delle esenzioni di cui, annualmente, beneficia la religione che ne gode incomparabilmente più delle altre, la Chiesa cattolica nelle sue articolazioni (Santa Sede, CEI, ordini e movimenti religiosi, associazionismo, eccetera). Non la rendono nota né la Conferenza Episcopale Italiana, né lo Stato. È per questo motivo che l’UAAR ha deciso di dar vita alla piattaforma I costi della Chiesa: l’obiettivo è di presentare una stima di massima che sia la più attendibile e accurata possibile, citando estesamente le fonti e utilizzando metodologie trasparenti.
Il compito non è per nulla facile, perché la cifra reale e precisa è quasi sicuramente ignota sia allo Stato, sia alla Chiesa. Occorrerebbe infatti esaminare, delibera per delibera, capitolo di spesa per capitolo di spesa, il bilancio dello Stato e quelli di tutte le Regioni, le Province, i Comuni, gli enti pubblici, le società a partecipazione pubblica. Occorrerebbe inoltre disporre di tutti i bilanci delle diocesi, delle parrocchie, degli enti ecclesiastici, delle associazioni cattoliche. Un’impresa impossibile per chiunque.
Anche per l’UAAR, ovviamente. Anche perché non dispone certo di somme ragguardevoli da investire nell’inchiesta. Ciononostante, abbiamo ritenuto che fosse possibile, con ragionevole approssimazione, cercare di quantificare la cifra.
 Anche altri ci hanno provato nel recente passato: Piergiorgio Odifreddi (Perché non possiamo essere cristiani, 2007) l’ha stimata in 9 miliardi di euro l'anno, Curzio Maltese (La questua, 2008) in 4,5 miliardi, l’Ares (La casta dei casti, 2008) in 20 miliardi. Da parte sua, il mondo cattolico fa quasi sempre riferimento alla replica al libro di Maltese, intitolata La vera questua, scritta dal giornalista di Avvenire Umberto Folena e liberamente scaricabile online, la quale non contiene però alcun totale.
A differenza dei precedenti sforzi, I costi della Chiesa rappresenta il tentativo da parte dell’UAAR di raggiungere lo stesso obbiettivo in modo approfondito, attendibile e dinamico. Perché di ogni singola voce presa in considerazione spieghiamo la sua origine normativa, quali sono i dati a nostra disposizione e quali sono state le valutazioni che ci hanno spinto ad attribuire loro un certo valore. Tutto questo, essendo pubblicato online, è altresì a disposizione di chiunque, anche della stessa Conferenza Episcopale, voglia integrare i dati, criticarli o commentarli. I costi della Chiesa costituisce anzi uno stimolo per tutti a effettuare le proprie valutazioni e, di conseguenza, a disporre nel tempo di una piattaforma, e delle stime che contiene, sempre più affinate. Se poi la Chiesa e/o lo Stato presenteranno i propri totali saremo ancora più contenti: vorrà dire che l’iniziativa avviata dall’UAAR ha raggiunto il suo scopo, quello di discutere e confrontarsi sui costi pubblici della Chiesa cattolica.
Ricordiamo che il bilancio dell’UAAR è pubblicato online.

La stima aggiornata dei costi annui della Chiesa è di Euro:  6.086.565.703

Tabella riepilogativa

Clicca sulle singole voci per espanderle ed ottenere maggiori informazioni!

Riferimenti

Leggi statali a favore della Chiesa