Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

mercoledì 11 aprile 2012

Perchè NO !!!

_Perchè opporsi all’inceneritore dei Castelli Romani voluto da Manlio Cerroni e da buona parte della politica regionale e capitolina? Prima di leggere ogni aspetto sotto riportato va compreso che questo impianto è stato promosso (unilateralmente) dal consorzio Co.E.Ma soltanto perchè la contribuzione pubblica CIP 6 permette con gli stessi inceneritori una speculazione nazionale che invece, ad esempio, non è contemplata con metodiche sostenibili come i centri di riciclo. Questo impianto non risponde a nessun carattere di necessarietà o di emergenza, è speculativo perchè fa perno sulla disposizione truffa targata CIP 6. Ecco i “no” uno per uno:

  • Perchè la termocombustione dei rifiuti a 1500° produce nanoparticolato pm 2,5 o < altamente cancerogeno e NON confinabile
  • Perchè l’impianto produce diossina che, lo ricordiamo, è bioaccumulabile
  • Perchè Piero Marrazzo ha autorizzato l’impianto con un decreto di pubblica utilità derivante da una finta emergenza rifiuti creata ad hoc. Con tale decreto è stato possibile snellire l’iter autorizzativo dell’impianto e saltare passaggi fondamentali per la tutela e la garanzia del territorio e della salute dei cittadini
  • Perchè non esiste gara d’appalto, la costruzione dell’impianto (350 mln di Euro PUBBLICI) è stata assegnata per mezzo di contrattazione privata
  • Perchè da progetto l’impianto incenerirebbe CDR, il famigerato Combustibile da Rifiuto. Il Cdr è composto da carta, plastica, legno e derivati. In pratica si incenerirebbero le materie prime derivanti dalla raccolta differenziata. Non solo, il CDR rappresenta il materiale nobile impiegabile nei processi di riciclo A FREDDO con impatto zero e recuperabili a ciclo infinito. Perchè allora bruciare CDR?
  • Perchè l’incenerimento dei rifiuti provoca esponenzialmente in aree molto vaste l’aumento considerevole di sarcomi (+ 900%), malformazioni fetali e malattie cardiovascolari
  • Perchè emette furani e gas acidi
  • Perchè siamo al paradosso dei paradossi, dove il folle impianto di incenerimento voluto dal Co.E.Ma sarebbe edificato a soli due chilometri di distanza dal costruendo Policlinico Ospedaliero dei Castelli Romani, questa è pianificazione urbanistica!
  • Perchè lo studio epidemiologico condotto dalla ASL RM E del Prof. Perucci è uno studio che definire indecente è un eufemismo
  • Perchè l’impianto è stato chiesto unilateralmente da un privato alla Regione Lazio e non risponde a necessità pubbliche della comunità
  • Perchè la VIA positiva (che ha seguito quella negativa) poggia su aspetti completamente lacunosi come il passaggio del raffreddamento da acqua ad aria (impossibile)
  • Perchè i 350 mln di Euro pubblici derivanti dalla legge truffa CIP 6 (prelievo del 7% di ogni nostra bolletta ENEL che invece di essere destinata alle forme rinnovabili viene dirottata agli inceneritori) che spetterebbero al consorzio CO.E.MA (Cerroni, Ama, Acea) previo avvio del cantiere entro il 31/12/2008 sono stati accaparrati con 200 (miseri) metri di recinzione metallica maldestramente innalzati il 28/12/2008 come finto avvio cantiere dell’impianto. Fate attenzione alle date!
  • Perchè il Lazio non dispone di CDR da bruciare nelle quantità descritte dal vergognoso piano Marrazzo e quindi l’impianto rischia di bruciare rifiuti tossici come accaduto a Colleferro o addirittura “tal quale”
  • L’impianto, dati i valori di CDR regionale descritti invece dal capitano del NOE, Pietro Rajola Pescarini alla Commissione parlamenteare sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, sarebbe soltanto un impianto speculativo
  • Perchè l’impianto sarà a conduzione privata ma costruito con la truffa di stato CIP 6 (da molti definita: strumento per la diossina di stato), soldi pubblici per costruire l’impianto di un privato e consentire a questi di rivendere i miseri 20 Mw di energia prodotta a prezzi tre volte maggiori rispetto a quelli di mercato (alla faccia dell’energia libera e gratuita)
  • Perchè il sistema CIP 6 più bruci più guadagni espone i cittadini a rischi incalcolabili come è accaduto a Colleferro, tutto ciò che si può bruciare si brucia,quanto accaduto al consorzio GAIA insegna
  • Perchè l’impianto consumerà quantità di acqua non compatibili con la crisi idrica dei Castelli Romani se non con un ulteriore impatto sulla residua potabilità delle acque
  • Perchè i Castelli Romani vivono da cinque anni in regime di deroga sulla potabilità di inquinanti disciolti nelle acque erogate ai cittadini
  • Perchè l’impianto sfrutta la tecnologia fallimentare Thermoselect
  • Perchè a fronte dei dati di CDR si inizia a dire che l’impianto brucerà tal quale indifferenziato, di tutto
  • Perchè utilizzerà ammoniaca
  • Perchè insieme al tal quale verrà bruciato carbone per tenere alte le temperature di combustione (carbone che ricordiamo essere radioattivo)
  • Perchè l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), in pratica l’ultimo atto per far partire il cantiere dell’impianto, è stata firmata da Piero Marrazzo in pieno “inverno lavorativo”, il 13 agosto 2009 con cittadini e comitati ancora al tavolo. Questo nonostante ci fossero state rassicurazioni volte a fermare temporaneamente l’iter autorizzativo dell’impianto e, invece, guardacaso la firma giunge poche settimane prima che esplodesse lo scandalo che ha travolto l’ex governatore
  • Perchè poggia su un sito (discarica) di tal quale trentennale ed esaurita che ha provocato distorsioni sanitarie gravissime a tutti i Castelli Romani in quanto in alcuni invasi non si conosce neanche cosa sia stato interrato. Nonostante ciò i comuni del bacino propendono comunque per l’ampliamento della discarica ormai entrata dentro abitazioni e vigneti doc
  • Perchè l’incenerimento dei rifiuti ha bisogno di nuove discariche: una per la restante parte di rifiuti non bruciati ed una per le ceneri, classificate come rifiuti pericolosi di primo tipo
  • Perchè le emissioni dell’impianto per l’andamento comprovato dei venti riguarderebbero tutti i paesi a monte, circa 250.000 persone coinvolte direttamente
  • Perchè l’impianto verrebbe collocato nel mezzo dell’area di pregio DOC dei vini dei Castelli Romani a neppure 50 metri da interi vigneti
  • Perchè l’Unione Europea dispone il principio di interferenza per impianti di categoria insalubre come gli inceneritori se collocati all’interno di contesti agroalimentari di pregio come il nostro: Doc, Dop, Igp, Igt
  • Perchè esistono alternative ad impatto zero e con costi sostanzialmente inferiori come: raccolta differenziata porta a porta, Tmb, compostaggio, trattamento rifiuti a freddo, politiche volte alla riduzione e al riuso dei rifiuti
  • Perchè la direttiva 2001/77/CE non considera i rifiuti come fonte meritevoli di contributi pubblici come avviene invece in Italia, così da mettere il nostro Paese sotto osservazione proprio perchè ELARGISCE CONTRIBUTI PUBBLICI (CIP 6) AGLI IMPIANTI DI INCENERIMENTO RIFIUTI contro le disposizioni UE
  • Perchè l’impianto consumerà più energia di quella che produrrà (20 Mw) e anche per tale motivo non rientrerebbe neppure nella procedura truffa CIP 6

_La Regione Lazio, in quanto promotore mediato del quarto impianto di incenerimento/smaltimento rifiuti nella Regione e terzo termocombustore nella sola provincia di Roma, ha offerto nel tempo risposte seriamente lacunose alle richieste dirette, mediate, o indirette avanzate da cittadini, comitati e associazioni direttamente coinvolti dalle esternalità negative di qualsivoglia natura derivanti dall’impianto di gassificazione.

In particolare:

- Utilizzo di carbon coke:

Regione Lazio e Co.E.Ma parlano di un possibile utilizzo di metano al posto di carbon coke, non suffragando tale risposta con documentazione tecnica e citando paradossalmente come esempio l’impianto di termovalorizzazione di Colleferro (ad oggi con tutta probabilità ancora sotto sequestro).

- Elementi chimici di risulta post combustione/Emissione di nanopolveri cancerogene, furani, diossine, ceneri, lave, ossidi di azoto, zolfo, carbonio e affini:

La Regione Lazio ed il Co.E.Ma non offrono risposte adeguate citando i valori di emissione del simile gassificatore di Malagrotta e non riportando le criticità tecnologiche e di emissione presenti in altri impianti europei con medesima tecnologia e già soggetti a chiusura. La Regione Lazio ed il consorzio Co.E.Ma non offrono risposte circa le diossine, sostanze bioaccumulabili per le quali non valgono riferimenti e soglie.

- Compatibilità dell’impianto con la crisi idrica dell’area Castelli Romani:

Regione Lazio e Co.E.Ma non rispondono in alcun modo al merito della problematica sollevata asserendo che l’impianto di gassificazione sarà mutato progettualmente con apposito raffreddamento ad aria. Regione Lazio e Co.E.Ma ignorano e non spiegano nessun aspetto o dato che tale modifica può comportare a livello di emissioni inquinanti. Il consorzio deputato alla costruzione dell’impianto inoltre, ignora e non menziona l’aspetto che un tale cambio progettuale potrebbe comportare la non legittima assegnazione dei fondi pubblici CIP 6 originariamente previsti per un altro tipo di impianto (ad acqua). Regione Lazio e Co.E.Ma non citano che tale tecnologia/impianto in virtù della nuova metodica di raffreddamento non risulta brevettato ed è quindi di chiara natura sperimentale/prototipale.

- Tecnologia Thermoselect:

L’ente Regione e consorzio incaricato con decreto di pubblica utilità sostengono che l’impianto non utilizza la tecnologia di combustione Thermoselect (con passate criticità) ma citano una non meglio precisata tecnologia di combustione giapponese. L’Ente Regione non illustra e non spiega l’eventuale legame azionario o di cessione/acquisto di brevetti e/o partecipazione di controllo incrociate tra le varie società del settore al fine di dipanare qualsiasi dubbio sull’origine e sugli effettivi passaggi proprietari della tecnologia di combustione.

- Emissioni del futuro impianto che per l’andamento dei venti investiranno principalmente i paesi a monte della discarica e del gassificatore di Roncigliano con effetti su migliaia di cittadini:

Regione e consorzio eletto non rispondono nel merito e citano semplicemente/paradossalmente le distanze regionali previste (dato con tutta probabilità non veritiero e non aderente al tipo di richiesta formulata) tra discarica e centro abitato. La Regione Lazio, l’Arpa e lo studio epidemiologico del dott. Perucci non citano in modo compiuto gli effetti del particolato ultrafine.

- Roncigliano, area agricola di pregio come da P.R.G. Comunale e non area industriale:

La Regione non risponde nel merito e cita l’assenza del vincolo paesaggistico nell’area.

- L’impianto produce una quantità irrisoria di energia:

Regione Lazio e Co.E.Ma rispondono, paradossalmente, che la nomenclata “Centrale Elettrica alimentata a gas di sintesi derivato da CDR” non verrebbe edificata per produrre energia elettrica. Tale affermazione dovrebbe comportare ovvie ricadute sulla procedura di assegnazione dei CIP 6.

- Impianto non sottoposto a gara d’appalto:

La Regione Lazio risponde candidamente che l’impianto è stato infatti proposto da un privato unilateralmente e non menziona neppure il decreto di pubblica utilità di Piero Marrazzo.

- Forzature molteplici nell’iter autorizzativo dell’impianto:

La Regione Lazio sostiene in sintesi che non risultano forzature nonostante, in primis, le date delle autorizzazioni suonino piuttosto atipiche. La Regione Lazio non fornisce spiegazioni sulla compatibilità di tale infrastruttura invasiva con il vicino e futuro centro ospedaliero dei Castelli Romani.

- Inquinamento dell’area, con particolare accento alle falde idriche, imputabile alla discarica gestita dalla Pontina Ambiente S.r.l. e precedenti condanne:

Regione e consorzio eletto rispondono paradossalmente che l’inquinamento non riguarda il possibile gassificatore ed eludono in ogni ambito il merito di quanto posto.

- La Regione Lazio ignora ogni dato circa la criticità ambientale dell’aria e dell’acqua pur di autorizzare l’impianto e cita dati ARPA non veritieri e in contrasto con le deroghe di potabilità che la stessa regione autorizza.

- Mutazione del sistema di raffreddamento dell’impianto:

Regione Lazio e Co.E.Ma sostengono con piglio che l’acqua può essere sostituita dall’aria senza creare alcun problema.

Circa l’aspetto concernente il profilo economico e la completa non economicità per le tasche dei cittadini di un tale impianto, Regione e Consorzio Co.E.Ma rispondo che l’intera filiera dei rifiuti è a carico del cittadino ed evitano così ogni merito di confronto economico soprattutto con altre realtà.

Sotto altri aspetti sollevati da cittadini e associazioni e qui non menzionati l’Ente Regione Lazio ed il Co.E.Ma non forniscono garanzia alcuna e risposte degne di attenzione nei meriti sopra esposti in più punti.

Iniziative NO TAV a partire dall'11 Aprile


E' chiaro ormai che la lotta NO TAV è la lotta di Tutti coloro che si battono CONTRO la devastazione del territorio, contro la definitiva trasformazione in merce delle nostre vite.

Le ragioni NO TAV si trovano in ogni ospedale che chiude, nei finanziamenti negati all’istruzione, in ogni pezzo di terra ceduto alla cementificazione, in ogni persona che perde la casa, nella libertà di licenziare regalata ai padroni, in ogni persona privata della libertà.

Il 27 febbraio scorso Luca, un amico e compagno, ha rischiato di morire nel tentativo di intralciare l’esproprio delle terre della Maddalena. In quell'occasione hanno occupato militarmente un altro pezzo di terra, l’hanno cintata con reti, jersey e filo spinato.

Il prossimo mercoledì 11 aprile gli ufficiali giudiziari ratificheranno l’esproprio delle terre dei valsusini. Un’ipocrisia legale sancirà così l’allargamento del cantiere e da quel giorno le ditte potranno cominciare di fatto i lavori.

Sarà una settimana in movimento per portare la valle in città, una settimana di lotta contro quelle politiche speculative che stanno trasformando ogni pezzo di mondo in un’occasione per fare profitti.

Una possibilità per connettere le resistenze che si stanno opponendo a questi folli progetti: dall’esperienze di autogestione degli orti urbani, ai comitati contro le discariche e gli inceneritori, dalle lotte contro la cementificazione selvaggia, all’ occupazione di spazi contro le speculazioni.

Mercoledì 11 Aprile
dalle 17 a Piazzale Tiburtino: presidio informativo/crativo in solidarietà con la Val di Susa in lotta.

Giovedi 12 Aprile
dalle 18 presso il presidio NO TAV: incontro con i comitati territoriali della provincia di Roma contro inceneritori e discariche.

Venerdi 13 Aprile
dalle ore 18 presso il presidio NO TAV: incontro con le esperienze di lotta contro la cementificazione nei quartieri di Roma.

Sabato 14 Aprile
dalle ore 10 presso il presidio NO TAV: tutti e tutte insieme al Corteo ad Albano per dire NO alla sentenza del consiglio di stato che di fatto autorizza la costruzione dell'inceneritore.

Domenica 15 Aprile
dalle 12 presso il presidio NO TAV pranzo sociale e alle ore 15 incontro con gli/le abitanti della Val di Susa.

Ancora una volta, la val di Susa è ovunque.

A SARA' DURA

Assemblea NoTAV di Roma

La Via Crucis della mondezza ad Albano Laziale


ATTENZIONE. SABATO 14 APRILE CORTEO CITTADINO NO INCENERITORE CASTELLI ROMANI, LA CITTADINANZA TUTTA E’ CHIAMATA ALLA MOBILITAZIONE. ORE 15:30 DA PIAZZA MAZZINI, ALBANO LAZIALE. (Fonte articolo, clicca qui) Paolo Simonini del coordinamento Rifiuti zero per il Lazio è al quinto giorno dello sciopero della fame. Non importava che domenica ricorresse la celebrazione della Pasqua e molte famiglie fossero riunite intorno la tavola; a stomaco vuoto lui portava la “croce della mondezza” nelle piazze dei paesi considerati idonei ad ospitare nuove discariche dopo la chiusura di Malagrotta. Sabato a Pizzo del Prete, domenica a Riano, Corcolle ed Albano, a Pasquetta a Malagrotta: un tour di protesta tra i luoghi individuati dal Ministero dell’Ambiente nel Piano Regionale dei Rifiuti. La manifestazione dopo questo percorso tornerà davanti al Ministero in attesa delle decisioni del ministro Corrado Clini sul nuovo sito che sostituirà “l’ottavo colle”. Un percorso, per esibire nelle piazze la preoccupazione per l’ambiente e la salute, per manifestare l’insofferenza verso discariche ed inceneritori come uniche soluzioni possibili al problema emergenza rifiuti nel Lazio e per ribadire che la raccolta differenziata porta a porta, la riduzione dei rifiuti e il riciclo sono la via maestra per evitare l’emergenza. “Sono salito sulla croce per esprimere la mia preoccupazione e lottare per il futuro dei miei figli – ha dichiarato Paolo Simonini –. Ogni giorno un cittadino salirà sulla croce per protestare contro la costruzione di nuove discariche e inceneritori su tutto il territorio del Lazio. La “croce della mondezza” è il simbolo di tutti quei cittadini che da tempo si ritrovano crocifissi dalla vertenza sui rifiuti del Lazio e che chiedono al Ministro Clini di attuare la strategia rifiuti zero. Ridurre, differenziare e riciclare: questo è ciò che chiediamo al ministro Clini, alla Regione, al Comune di Roma. Il mio sciopero della fame durerà fino a giovedì 12, non posso rassegnarmi, senza combattere”. A ribadire la loro contrarietà alla politica delle discariche e degli inceneritori, anche il coordinamento dei “No Inc” di Albano con Daniele Castri e Simone Carabella, che hanno chiamato nuovamente a raccolta i cittadini sabato 14 Aprile per protestare contro la sentenza espressa dal Consiglio di Stato il 22 marzo scorso, con la quale sono state sbloccate le procedure per la realizzazione dell’inceneritore di Albano.

I CITTADINI IN CROCE PER LA MONDEZZA. SALVIAMO IL TERRITORIO

Paolo Simonini di Pizzo del Prete, coordinatore di Rifiuti 0 del Lazio, è salito sulla croce, sotto il comune di Albano, nel giorno di Pasqua, dopo 5 giorni di digiuno, per sottolineare la sofferenza delle persone e del territorio che subiscono le "violenze ambientali" dovute ad una cattiva e poco lungimirante gestione dei rifiuti.
La croce ha un significato di sofferenza, senza implicazioni religiose e come dice Paolo Simonini "siamo cittadini in croce e con la minaccia della distruzione dell'ambiente e della nostra salute soffriamo come ha sofferto Cristo sulla croce".
Anche Simone Carabella, per rappresentare la sofferenza dei cittadini e del territorio dei Castelli è salito sulla croce. (sul prossimo numero di ECO 16 (in uscita il12 aprile) un'intervista a Simone.

Sotto il video con intervista a Paolo Simonini.
IL 14 APRILE PER PROTEGGERE L'AMBIENTE DALLA DISCARICA DI RONCIGLIANO E DALLA COSTRUZIONE DELL'INCENERITORE TUTTI I CITTADINI SONO CHIAMATI A SCENDERE IN PIAZZA AD ALBANO PER MANIFESTARE IL PROPRIO DISSENSO.

lunedì 9 aprile 2012

Open Data Journalism

venerdì 13 aprile alle ore 11 Gian Antonio Stella terrà una lectio magistralis aperta al pubblico in occasione del lancio della scuola di giornalismo open data.

Alla presentazione interverrà anche Lorenzo Benussi, consulente del ministro dell’Istruzione Francesco Profumo e rappresentante del Miur al gruppo di lavoro e-government e open data dell'Agenda digitale italiana, e Gianni Betto, direttore del Centro d'ascolto dell'informazione radiotelevisiva.

L'evento si svolgerà a Roma presso la Domus Talenti, in via delle Quattro Fontane 113.

La sempre maggiore disponibilità di dati in formato digitale richiede ai giornalisti e a quanti si occupano a vario titolo di comunicazione la capacità di divulgarli a un pubblico più vasto.

Per farlo sono necessarie nuove competenze che vanno dalle tecniche di visualizzazione alla statistica, dalle procedure e tecnologie per l'acquisizione di database alla loro corretta lettura e trattamento.

La scuola - un progetto congiunto di Agorà digitale, l'Associazione di giornalismo investigativo e Radio Radicale - mira alla formazione di un nuovo profilo professionale in grado di rispondere a tutte le esigenze di un settore innovativo del panorama informativo in grande espansione in tutto il mondo.

www.opendatajournalism.it

Non è un caso che il governo Monti abbia creato 6 gruppi di lavoro sull'Agenda digitale, uno dei quali riguarda proprio "E-government e Open data", mentre la prossima edizione del Forum della Pubblica amministrazione sarà interamente dedicata al tema dell'Open government.

Sembra quindi diffondersi l'esigenza di reporter e comunicatori in grado di ottenere e accedere ai dati di interesse pubblico in formato aperto e utilizzare le tecniche del DataJournalism al fine di produrre reportage, analisi giornalistiche, dossier e infografiche.

Tra i docenti del corso vi sono i nomi di punta del giornalismo digitale e delle professionalità statistiche e informatiche tra cui: Simon Rogers, editor del Guardian data blog, Elena Egawhary della BBC News, Mario Tedeschini Lalli, vice-responsabile Innovazione e Sviluppo del Gruppo Editoriale L’Espresso, Gian Antonio Stella, editorialista del Corriere della Sera, Marco Lillo, giornalista di inchiesta de il Fatto Quotidiano, Donato Speroni, curatore del blog numerus su Corriere.it e docente di economia statistica alla scuola di giornalismo di Urbino, Alberto Zuliani Ordinario della Sapienza di Roma, Vittorio Zambardino, giornalista, Ernesto Belisario, avvocato esperto di diritto delle nuove tecnologie e molti altri.

Le iscrizioni sono aperte fino al 14 aprile 2012

www.opendatajournalism.it


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Luca Nicotra
Associazione Agorà Digitale

sabato 7 aprile 2012

'Policlinico Castelli Romani' nella stessa area dell' Inceneritore - manca il Cimitero

L’inceneritore di Albano… bloccato da una pietra?

_ATTENZIONE. SABATO 14 APRILE CORTEO CITTADINO NO INCENERITORE CASTELLI ROMANI, LA CITTADINANZA TUTTA E’ CHIAMATA ALLA MOBILITAZIONE. ORE 15:30 DA PIAZZA MAZZINI, ALBANO LAZIALE.

_(Fonte articolo, clicca qui, articolo di Maria Lanciotti) Che tempismo! Subito della sezione del Consiglio di Stato (presidente Stefano Baccarini, relatore Vito Poli, componenti Raffaele Prosperi, Carlo Saltelli e Francesco Caringella) che ha dato di fatto il via libera alla costruzione dell’inceneritore di Albano, si è inaugurato ‘ipso facto’ il Policlinico dei Castelli con la tradizionale posa della prima pietra (in realtà la seconda) da parte della governatrice del Lazio Renata Polverini. E fu qui che cadde l’asino. Perché non è pensabile, non è ammissibile, che possano convivere nella stessa area il Policlinico dei Castelli e l’inceneritore di Cerroni. Quando il Consiglio di Stato si è pronunciato così infaustamente, forse nessuno dei suoi membri ricordava che c’era da anni questo progetto nell’aria, una specie di cattedrale nel deserto che pare più un miraggio che una reale possibilità, da realizzare comunque in tempi sconosciuti e con modalità ignote. Ci sarebbero diverse decine di motivi – ben documentati ed elencati dagli esperti – per opporsi alla costruzione del mastodontico inceneritore tanto agognato dai già troppo celebrati speculatori del settore uniti in sodalizio, ma tutto decade di fronte a quella prima pietra su cui si fonderà l’imponente struttura sanitaria che andrà a sostituire la maggior parte degli ospedali dei Castelli, se non tutti, che fino ad oggi hanno rappresentato una eccellenza nel campo. Di fronte ad un motivo così grave si dovrà rivedere tutta la situazione, o si rinuncia al Policlinico o all’inceneritore, ma tutte e due le cose nella stessa zona non ci possono proprio stare e questo lo capisce anche un bambino e non può certo sfuggire alla popolazione tutta e a chi la governa. Sabato 7 Aprile, sabato santo, alle ore 17, presso piazza Don Fabrizi a Genzano (o in caso di maltempo nell’adiacente auditorium comunale) da non perdere l’assemblea pubblica cui interverranno esponenti del Comitato No Inc, del Comitato No debito, il noto giornalista ed ex europarlamentare Giulietto Chiesa, il comico Paolo Pesce ed un gruppo di percussionisti africani. Sarà l’anticipazione del Grande Corteo Contro l’Inceneritore in programma per sabato 14 aprile alle ore 15,30 a Piazza Mazzini ad Albano.

venerdì 6 aprile 2012

Comunicato No Inc corteo 14 Aprile

FERMIAMO L’ INCENERITORE DEI CASTELLI ROMANI

Sono quasi 5 anni che le amministrazioni regionali cercano di far costruire ad Albano Laziale, al centro dei Castelli Romani, il grande inceneritore di Cerroni. Mentre provano a farci credere, con la loro propaganda, che l’unico modo per trattare i rifiuti è quello di bruciarli.

Gli inceneritori da rifiuti, anche quelli più moderni di ultima generazione, emettono nell’atmosfera sostanze tossiche prodotte dalla combustione dell’immondizia. Tra queste vi sono cloro, diossine, furani, clorobenzene, metalli pesanti (piombo, cadmio, mercurio,...), acido cloridrico, e molto altro ancora. Oltre a queste sostanze tossiche vi sono anche le più pericolose nanoparticelle, delle dimensioni di un milionesimo di millimetro. Nemmeno i filtri di ultima generazione riescono a contenere la loro pericolosità perchè si accumulano negli organismi, nelle piante che mangiamo ed essendo cancerogene danno vita a tumori ed altre pericolosissime patologie! Le loro piccolissime dimensioni gli permettono di essere trasportate dal vento per kilometri: vivere nel raggio di 50 km da un inceneritore significa aumentare di moltissimo la probabilità di contrarre tumori! Gli inceneritori sono rozze macchine industriali che hanno bisogno di imponenti quantità di acqua che saranno sottratte alle già compromesse falde acquifere dei Castelli Romani.

Per anni comitati popolari si sono battuti contro la costruzione di questo inceneritore che dovrebbe bruciare dalle 160.000 alle 250.000 tonnellate di CDR (parte secca dei rifiuti) all’anno (quando la produzione di CDR di tutti i Castelli romani è di circa 60.000 tonn/anno, le restanti, come dichiarato nel progetto, arriveranno da Roma o altrove!). Dopo anni di battaglie nelle piazze e nei tribunali, il 15 dicembre del 2010 il TAR del Lazio ha emesso una sentenza che bloccava l’impianto per incompatibilità ambientale, dando ragione alle popolazioni e alla resistenza contro questo EcoMostro.

Il 22 marzo scorso, abbiamo appreso che il Consiglio di Stato ha invalidato la precedente sentenza del TAR, sbloccando formalmente il cantiere e sostenendo che le popolazioni non sono legittimate a difendere i territori perché l’unica volontà che conta è quella delle istituzioni regionali che vogliono costruire l’impianto!! Quindi per il Consiglio di Stato l’unico parere che vale è quello dei politici che per far arricchire i loro amici imprenditori di turno, (in questo caso il monopolista dei rifiuti del Lazio Manlio Cerroni che sarà proprietario dell’impianto) sono disposti a calpestare i territori, le loro risorse e le popolazioni che li abitano!

Per noi invece l’unico grado di giudizio che conta è quello popolare e si misura sul terreno della lotta! Non ci siamo mai fermati perché le nostre ragioni sono inoppugnabili: sappiamo che costruire inceneritori serve a trasformare rifiuti urbani in rifiuti tossici ed inquinare irrimediabilmente il nostro territorio. Sappiamo che i rifiuti possono essere trattati con il riciclaggio, il compostaggio, il trattamento meccanico biologico A FREDDO, senza bisogno di nessun bruciatore.

Non resteremo a guardare e non accetteremo questa devastante prepotenza.
Lo faremo per noi e per i nostri figli e nipoti. Non resteremo a guardare mentre proveranno a posare le prima pietra del cantiere. Non glielo permetteremo, bloccheremo i lavori, bloccheremo il cantiere. Questa non è una battaglia che siamo disposti a perdere. Scendiamo nelle piazze, prendiamoci le strade!

14 APRILE ore 15.30

CORTEO CONTRO L’INCENERITORE

ALBANO LAZIALE, partenza da P.zza Mazzini

Coordinamento contro l’inceneritore di Albano
www.noinceneritorealbano.it

Comunicato del comitato NO debito

SABATO 7 APRILE ORE 17
P. ZZA DON FABRIZI GENZANO

Intervengono esponenti del Coord. NO Inceneritore di Albano e del Comitato NO DEBITO

Siamo in primavera ma qualcosa già inizia a cadere: non sono le foglie, bensì le maschere.
Sta cadendo cioè l’illusione che dopo l’oscena decadenza del berlusconismo fosse arrivata al potere finalmente la competenza e l’equità dei tecnici “sopra le parti” del professor Mario Monti.
Ora il fumo dell’esaltazione televisiva comincia a diradarsi e la dura realtà appare in tutta la sua crudezza; la crudezza del puro interesse economico di gruppi ristretti che dominano l’economia europea e italiana.
A questo e solo a questo rispondono le logiche dei provvedimenti che in questi quattro mesi ha preso il governo Monti e le forze politiche che lo sostengono (PDL, PD e Terzo Polo).
Prima è venuta la cosiddetta riforma delle pensioni che ci manderà a riposo a quasi settant’anni, ora invece è il turno dell’articolo 18 che viene depotenziato, consegnando alle aziende in tempi di crisi economica la possibilità di effettuare licenziamenti mirati dei dipendenti scomodi, senza che il giudice del lavoro possa poi reintegrarli.
Non è un caso, per noi, che in questo clima di vendetta di classe contro i poveri, i lavoratori e i cittadini che stanno peggio, si abbatta sui nostri territori la sentenza del Consiglio di Stato in appello sull’inceneritore di Albano, consentendo l’avvio dei lavori e ribaltando la sentenza del TAR in primo grado.
Una sentenza preceduta dalle anticipazioni (assolutamente illegali) del cosiddetto Ministro dell’Ambiente “tecnico” Corrado Clini, già noto per le sue simpatie per il nucleare e per gli OGM.
Ma qual è il rapporto tra opere come l’inceneritore di Albano e il debito pubblico che il governo Monti vorrebbe scaricare sulle nostre spalle? Si tratta di una relazione diretta e indiretta perché il debito è frutto di scelte politiche sbagliate che hanno privilegiato gli inceneritori e posto le amministrazioni (da quarant’anni a questa parte) nella situazione di dover esclusivamente conferire i loro rifiuti in discarica, tra l’altro con costi enormi. E a guadagnarci da tutto ciò è stato solo il Sign. Cerroni e le sue aziende. Del resto l’esempio più lampante di sperpero di denaro pubblico è rappresentato oggi dalla TAV, il cui costo è di almeno una decina di miliardi di euro.
Il tutto mentre vengono tagliate le spese per la sanità e la scuola pubblica e viene affossata la raccolta differenziata porta a porta che è l’unica soluzione al problema dei rifiuti, in grado anche di creare molti posti di lavoro e permettere alla amministrazioni di trasformare i rifiuti in una risorsa per dare maggiori servizi alla popolazione.
E’ per questi motivi che la mobilitazione contro l’inceneritore di Albano va inquadrata in un contesto più ampio di battaglia dei cittadini italiani ed europei per riappropriarsi della sovranità popolare strappata loro dai diktat della Banca Centrale Europea e dei grandi gruppi economici che vogliono decidere sulle nostre teste come e quanto avvelenarci e come quanto impoverirci.
Diciamo basta ora e organizziamo le lotte sul territorio insieme al Coordinamento No Inc. e a tutti coloro che non vogliono chinare la testa: il debito lo paghino gli speculatori non i lavoratori!

SABATO 14 APRILE ORE 15.30, PIAZZA MAZZINI ALBANO: TUTTI AL CORTEO CONTRO LA COSTRUZIONE DELL’INCENERITORE!

Comunicato del comitato NO debito

Intervengono esponenti del Coord. NO Inceneritore di Albano e del Comitato NO DEBITO

Siamo in primavera ma qualcosa già inizia a cadere: non sono le foglie, bensì le maschere.
Sta cadendo cioè l’illusione che dopo l’oscena decadenza del berlusconismo fosse arrivata al potere finalmente la competenza e l’equità dei tecnici “sopra le parti” del professor Mario Monti.
Ora il fumo dell’esaltazione televisiva comincia a diradarsi e la dura realtà appare in tutta la sua crudezza; la crudezza del puro interesse economico di gruppi ristretti che dominano l’economia europea e italiana.
A questo e solo a questo rispondono le logiche dei provvedimenti che in questi quattro mesi ha preso il governo Monti e le forze politiche che lo sostengono (PDL, PD e Terzo Polo).
Prima è venuta la cosiddetta riforma delle pensioni che ci manderà a riposo a quasi settant’anni, ora invece è il turno dell’articolo 18 che viene depotenziato, consegnando alle aziende in tempi di crisi economica la possibilità di effettuare licenziamenti mirati dei dipendenti scomodi, senza che il giudice del lavoro possa poi reintegrarli.
Non è un caso, per noi, che in questo clima di vendetta di classe contro i poveri, i lavoratori e i cittadini che stanno peggio, si abbatta sui nostri territori la sentenza del Consiglio di Stato in appello sull’inceneritore di Albano, consentendo l’avvio dei lavori e ribaltando la sentenza del TAR in primo grado.
Una sentenza preceduta dalle anticipazioni (assolutamente illegali) del cosiddetto Ministro dell’Ambiente “tecnico” Corrado Clini, già noto per le sue simpatie per il nucleare e per gli OGM.
Ma qual è il rapporto tra opere come l’inceneritore di Albano e il debito pubblico che il governo Monti vorrebbe scaricare sulle nostre spalle? Si tratta di una relazione diretta e indiretta perché il debito è frutto di scelte politiche sbagliate che hanno privilegiato gli inceneritori e posto le amministrazioni (da quarant’anni a questa parte) nella situazione di dover esclusivamente conferire i loro rifiuti in discarica, tra l’altro con costi enormi. E a guadagnarci da tutto ciò è stato solo il Sign. Cerroni e le sue aziende. Del resto l’esempio più lampante di sperpero di denaro pubblico è rappresentato oggi dalla TAV, il cui costo è di almeno una decina di miliardi di euro.
Il tutto mentre vengono tagliate le spese per la sanità e la scuola pubblica e viene affossata la raccolta differenziata porta a porta che è l’unica soluzione al problema dei rifiuti, in grado anche di creare molti posti di lavoro e permettere alla amministrazioni di trasformare i rifiuti in una risorsa per dare maggiori servizi alla popolazione.
E’ per questi motivi che la mobilitazione contro l’inceneritore di Albano va inquadrata in un contesto più ampio di battaglia dei cittadini italiani ed europei per riappropriarsi della sovranità popolare strappata loro dai diktat della Banca Centrale Europea e dei grandi gruppi economici che vogliono decidere sulle nostre teste come e quanto avvelenarci e come quanto impoverirci.
Diciamo basta ora e organizziamo le lotte sul territorio insieme al Coordinamento No Inc. e a tutti coloro che non vogliono chinare la testa: il debito lo paghino gli speculatori non i lavoratori!

SABATO 14 APRILE ORE 15.30, PIAZZA MAZZINI ALBANO: TUTTI AL CORTEO CONTRO LA COSTRUZIONE DELL’INCENERITORE!

In preparazione del grande Corteo NO INCENERITORE di sabato 14 aprile con partenza da Albano Laziale P.zza Mazzini ore 15.30, chiamiamo tutti e tutte alla partecipazione ad un'assemblea pubblica sabato 7 aprile a Genzano organizzata dal Comitato NO Debito dove interverranno il giornalista Giulietto Chiesa nonchè artisti locali tra i quali il comico Paolo Pesce a sostegno della vertenza.

SABATO 7 APRILE A GENZANO,
ORE 17 A PIAZZA DON FABRIZI, VICINO AL COMUNE

COMUNICATO STAMPA NO-INC CORTEO 14 APRILE 2012 - FERMIAMO L’ INCENERITORE DEI CASTELLI ROMANI


Sono quasi 5 anni che le amministrazioni regionali cercano di far costruire ad Albano Laziale, al centro dei Castelli Romani, il grande inceneritore di Cerroni. Mentre provano a farci credere, con la loro propaganda, che l’unico modo per trattare i rifiuti è quello di bruciarli.

Gli inceneritori da rifiuti, anche quelli più moderni di ultima generazione, emettono nell’atmosfera sostanze tossiche prodotte dalla combustione dell’immondizia. Tra queste vi sono cloro, diossine, furani, clorobenzene, metalli pesanti (piombo, cadmio, mercurio,...), acido cloridrico, e molto altro ancora. Oltre a queste sostanze tossiche vi sono anche le più pericolose nanoparticelle, delle dimensioni di un milionesimo di millimetro. Nemmeno i filtri di ultima generazione riescono a contenere la loro pericolosità perchè si accumulano negli organismi, nelle piante che mangiamo ed essendo cancerogene danno vita a tumori ed altre pericolosissime patologie! Le loro piccolissime dimensioni gli permettono di essere trasportate dal vento per kilometri: vivere nel raggio di 50 km da un inceneritore significa aumentare di moltissimo la probabilità di contrarre tumori! Gli inceneritori sono rozze macchine industriali che hanno bisogno di imponenti quantità di acqua che saranno sottratte alle già compromesse falde acquifere dei Castelli Romani.

Per anni comitati popolari si sono battuti contro la costruzione di questo inceneritore che dovrebbe bruciare dalle 160.000 alle 250.000 tonnellate di CDR (parte secca dei rifiuti) all’anno (quando la produzione di CDR di tutti i Castelli romani è di circa 60.000 tonn/anno, le restanti, come dichiarato nel progetto, arriveranno da Roma o altrove!). Dopo anni di battaglie nelle piazze e nei tribunali, il 15 dicembre del 2010 il TAR del Lazio ha emesso una sentenza che bloccava l’impianto per incompatibilità ambientale, dando ragione alle popolazioni e alla resistenza contro questo EcoMostro.

Il 22 marzo scorso, abbiamo appreso che il Consiglio di Stato ha invalidato la precedente sentenza del TAR, sbloccando formalmente il cantiere e sostenendo che le popolazioni non sono legittimate a difendere i territori perché l’unica volontà che conta è quella delle istituzioni regionali che vogliono costruire l’impianto!! Quindi per il Consiglio di Stato l’unico parere che vale è quello dei politici che per far arricchire i loro amici imprenditori di turno, (in questo caso il monopolista dei rifiuti del Lazio Manlio Cerroni che sarà proprietario dell’impianto) sono disposti a calpestare i territori, le loro risorse e le popolazioni che li abitano!

Per noi invece l’unico grado di giudizio che conta è quello popolare e si misura sul terreno della lotta! Non ci siamo mai fermati perché le nostre ragioni sono inoppugnabili: sappiamo che costruire inceneritori serve a trasformare rifiuti urbani in rifiuti tossici ed inquinare irrimediabilmente il nostro territorio. Sappiamo che i rifiuti possono essere trattati con il riciclaggio, il compostaggio, il trattamento meccanico biologico A FREDDO, senza bisogno di nessun bruciatore.

Non resteremo a guardare e non accetteremo questa devastante prepotenza.
Lo faremo per noi e per i nostri figli e nipoti. Non resteremo a guardare mentre proveranno a posare le prima pietra del cantiere. Non glielo permetteremo, bloccheremo i lavori, bloccheremo il cantiere. Questa non è una battaglia che siamo disposti a perdere. Scendiamo nelle piazze, prendiamoci le strade!

14 APRILE ore 15.30

CORTEO CONTRO L’INCENERITORE

ALBANO LAZIALE, partenza da P.zza Mazzini

Coordinamento contro l’inceneritore di Albano
www.noinceneritorealbano.it