Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

sabato 8 settembre 2012

Nel cuore della tecnologia Keshe

La Fondazione Keshe (di cui abbiamo già parlato in un recente post) ha rilasciato ieri un video divulgativo sui principi di funzionamento della tecnologia free-energy che sarà messa a disposizione dell’umanità. La traduzione italiana che vi offriamo in questo post vi permetterà di comprendere le nuove possibilità che si aprono in campo sanitario, ambientale, dei trasporti e soprattutto per quanto riguarda l’indipendenza energetica individuale. Lòthlaurin
 
 

Questo video è una breve introduzione alla Fondazione Keshe e alla sua tecnologia, destinata ad essere condivisa con voi e con il resto del mondo. I governi mondiali ne sono già a conoscenza ed è molto importante che anche voi facciate altrettanto perché può cambiare le nostre vite completamente.

La Fondazione

La Keshe Foundation è stata fondata da Mehran Keshe, nato in Iran e laureato in ingegneria nucleare alla University of London. Negli ultimi 40 anni le sue ricerche si sono concentrate sulle dinamiche del plasma caricato elettricamente e utilizzato come fonte di energia e di campi gravitazionali. La Keshe Foundation è registrata come organizzazione senza scopo di lucro in Olanda ed ha la sua sede permanente a Ninove, in Belgio. Essendo un’organizzazione di ricerca spaziale, il suo obiettivo è stato lo sviluppo di tecnologia ad uso spaziale come il trasporto, la generazione di energia, i sistemi sanitari e la nutrizione per persone che viaggiano nello spazio.

Vediamo ora come Mr. Keshe ha scoperto come generare e controllare i campi gravitazionali. Questa scoperta ha centinaia di potenziali applicazioni che potrebbero contribuire a risolvere la maggiorparte dei problemi fondamentali del mondo, come carenza di energia, acqua, cibo e la contaminazione ambientale.

I principi di funzionamento

Tutto inizia con una nuova e diversa concezione della creazione della forza di gravità e della capacità di replicarla. Quando campi magnetici di simile intensità interagiscono, possono legarsi formando dei pacchetti sferici dinamici più grandi. Quando questi pacchetti dinamici rotanti interagiscono reciprocamente, generano a loro volta campi gravitazionali e magnetici. Ogni campo magnetico contiene allo stato di plasma tutti i tre principali tipi di materia: Materia, Antimateria, e Materia Oscura. Questi tre tipi di Materia interagiscono integrandosi in un più grande sistema dinamico, chiamato Plasma Fondamentale Originario o Neutrone.

Il neutrone può decadere nella coppia protone + elettrone, rilasciando pacchetti di radiazioni elettromagnetiche sotto forma di luce o energia. Notate che questo non è il modello fisico insegnato oggi nelle università! Ad ogni modo, simili condizioni di plasma magnetico sono state riprodotte in semplici reattori al plasma durante test ed esperimenti, rendendo possibile trasformare una semplice bottiglia di Coca-Cola in un reattore al plasma. La scoperta di questi nuovi principi ci permette di generare e controllare la materia e l’energia nei differenti stati di aggregazione solido, liquido e gassoso.
Eminenti scienziati hanno valutato e accettato l’applicabilità di questo metodo. Per spiegazioni più dettagliate visita il nostro sito web o leggi i nostri libri.

Sistemi sanitari

Siccome i viaggi spaziali saranno sempre più lunghi, gli astronauti avranno bisogno di un dispositivo sanitario portatile che li aiuterà a guarire da ogni tipo di malattie. Le cellule umane sono costituite da una combinazione di campi magnetici plasmatici che formano la struttura atomica di idrogeno, ossigeno, carbonio e azoto, le parti costituenti degli aminoacidi nel corpo umano. La nostra tecnologia sanitaria spaziale agisce direttamente su questa struttura anatomica plasmatica del corpo umano e la induce a ripristinare il suo stato di salute originale. La procedura è veloce, non richiede l’uso di compresse, iniezioni e non ha effetti collaterali.

Questa tecnologia è già stata sperimentata numerose volte grazie alla partecipazione di volontari che avevano rinunciato ad ogni altra forma di terapia medica. Sul nostro sito web potete visionare testimonianze e video delle sperimentazioni su SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), cancro, sclerosi multipla, morbo di Parkinson e cancrene. Visitate il nostro sito web per saperne di più sui molti altri casi gravi che abbiamo trattato. Per fissare un appuntamento presso le nostre strutture sanitarie in Belgio è disponibile un modulo di richiesta.

Altre applicazioni

La tecnologia Keshe può essere usata per risolvere i problemi mondiali più urgenti.
Energia
Con la nostra tecnologia è possibile produrre batterie e generatori di corrente al plasma fino a 10 kW senza bisogno di alimentazione, fornendo energia pulita e gratuita.
Trasporti
I reattori al plasma con doppio campo magnetico generano magnetismo e gravità e possono sollevare veicoli o navette. È possibile effettuare anche viaggi spaziali in condizioni simili a quelle terrestri.
Ambiente
Sfruttando il principio parallelo di attrazione magnetica, i nostri sistemi possono decontaminare fughe chimiche e radioattive e possono assorbire efficientemente le emissioni di anidride carbonica generando acqua pulita.
Nuovi materiali
Nel 2005 la nostra tecnologia è stata implementata in oltre 300 brevetti, come ad esempio la creazione di materiali conduttori per i processi industriali. Vi rinviamo al nostro sito web per approfondimenti.

Lo scopo di questo video è dire a tutti che queste tecnologie esistono, sono qui ora ed appartengono a voi. Essendo un’organizzazione senza scopo di lucro, la Keshe Foundation non appartiene ne è dipendente da alcuna organizzazione o società a carattere commerciale. Per assicurare il rilascio della tecnologia e per evitare il caos nel sistema, cerchiamo di collaborare con i governi che vogliono ricevere questa tecnologia e metterla a disposizione dei cittadini.

Purtroppo stiamo ancora incontrando molta resistenza da parte di qualche sistema di potere e da parte di corporations che si sentono falsamente minacciati da questa tecnologia. La fondazione è pacifica, non-religiosa e punta a rilasciare conoscenze scientifiche, tecnologie e soluzione ai grandi problemi mondiali. È importante per voi sapere che è vostro diritto beneficiare di questa tecnologia. Per riuscirci, dovrete fare le seguenti tre cose:
  1. Condividete questo video così informerete un maggior numero di persone. Più persone ne verranno a conoscenza, più difficile sarà opporre resistenza o bloccare i cambiamenti imminenti;
  2. Tenetevi informati attraverso gli articoli, le video conferenze e i documenti consultabili gratuitamente sul nostro sito;
  3. Chiedete all’ambasciatore della vostra nazione in Belgio di partecipare ai nostri eventi e di ricevere la tecnologia, così che possa renderla disponibile alla vostra nazione. Sul nostro sito web è stata messa a disposizione appositamente una lettera.
La tecnologia esiste e i suoi metodi sono stati comprovati. Anche se potrà sembrarvi troppo bello per esser vero, così stanno le cose. La tecnologia è vostra, quindi assicuratevi di potervi avere accesso per costruire un futuro migliore per tutti noi!

© 2012 Keshe Foundation
www.keshefoundation.org
Traduzione italiana: Lòthlaurin
Hearthaware blog
reblogging link → hearthaware.wordpress.com | Nel cuore della tecnologia Keshe

Tecnologia free-energy dalla Keshe Foundation

La presentazione ufficiale a tutti i governi del mondo delle nuove tecnologie della Keshe foundation, invitiamo a dare un occhiata al sito della fondazione per capire bene di cosa si occupano. 



Il seguente frammento è stato preso da una copia dell’invito ufficiale ai leader mondiali nel governo. Questo vi darà una breve comprensione dell’importanza che avrà questa presentazione per la comunità globale. In breve, la Fondazione Keshe prevede di rilasciare energia libera e tecnologie a propulsione magnetica a tutta la Comunità globale per porre fine alla povertà e alla fame subito dopo il 21 settembre 2012. In seguito a questo incontro, la presentazione del 21 settembre 2012 sarà il primo passo nel programma didattico della Fondazione Keshe per condividere la propria conoscenza e metterla nelle mani dei popoli di tutto il mondo. Una volta che queste nuove tecnologie e i loro benefici saranno noti al grande pubblico, i leader di ogni nazione dovranno decidere come metterle in atto per il miglioramento della vita di tutti.

A quel punto ci saranno due scelte: o lavorare tutti insieme per migliorare la vita di tutti sulla terra in meglio attraverso modelli corretti di comportamento o, le nazioni più avanzate del mondo, vedranno nel prossimo futuro una marea di immigrati nell’ordine di decine di migliaia di persone che affolleranno le loro grandi città. Siamo pronti a presentare questa tecnologia ai vostri rappresentanti in qualsiasi ambiente in modo che possano capire le sue implicazioni e i cambiamenti che questa porterà. D’ora in poi, possiamo fare in modo che nessun bambino o adulto morirà più di sete o di fame e che nessuna nazione verrà attaccata da qualcun’altra, perché le potenziali applicazioni militari della nuova tecnologia sono così terribilmente distruttive che non avremo altra scelta che accettare il fatto che la lotta alle risorse del pianeta è una cosa del passato. Di seguito è riportato l’invito completo se si desidera leggere gli ultimi eventi relativi alla libera circolazione delle tecnologie energetiche dalla Fondazione Keshe.

 

Invito per la pace nel mondo e il rilascio di nuova tecnologia

Il testo che segue è una copia dell’invito ufficiale ai dirigenti dei vostri governi attraverso le loro ambasciate in Belgio. Queste e-mail lasceranno la Fondazione e saranno trasmesse a tutti gli ambasciatori in Belgio nelle prossime due settimane. Pubblicheremo il nome del paese e l’indirizzo email utilizzato in modo che tutti possano seguire il processo di risposta del proprio governo. D’ora in poi spetta a voi vedere come questa tecnologia verrà recepita nel vostro paese d’origine. A seguito della riunione della Fondazione Keshe con gli ambasciatori di tutto il mondo invitati a Bruxelles il 21 aprile 2012, ora il nostro invito va a tutte le nazioni del mondo attraverso i loro ambasciatori e i loro leader per partecipare ad una riunione che avrà luogo del 6 settembre 2012 presso il centro della Fondazione Keshe di Ninove, in Belgio (o in qualsiasi altro luogo le nazioni possono scegliere). Abbiamo invitato i rappresentanti di ogni paese ad una prima presentazione della nostra tecnologia il 21 aprile 2012. Gli ambasciatori di alcune nazioni hanno partecipato a questo incontro e gli altri hanno scelto di ignorare la chiamata, a causa della pressione di altre nazioni e hanno deciso di non partecipare o si sono ritirati all’ultimo momento. Con questo secondo invito ci rivolgiamo direttamente e inequivocabilmente ai leader della vostra nazione perché nominino persone qualificate che possano prendere parte al prossimo incontro della Fondazione il 6 settembre in nome dei loro governi.

Le ragioni di questo invito

Il 21 settembre 2012 la Fondazione Keshe rilascerà la prima fase della sua tecnologia spaziale e il sistema gravitazionale e magnetico (Magravs), che ha sviluppato, agli scienziati di tutto il mondo contemporaneamente, per la produzione e la duplicazione. Da quel momento in poi, i confini internazionali cesseranno di avere un significato reale. Questo perché, una volta che il sistema di primo volo sarà costruito e messo in funzione per il pubblico, il tempo di viaggio per esempio da Tehran a New York sarà di circa 10 minuti al massimo. 

I nuovi sistemi aerei consentiranno a ogni individuo di fare un viaggio, di qualunque lunghezza, nella stessa durata di tempo e ad un costo irrisorio da qualsiasi punto di questo pianeta. Queste imbarcazioni non saranno rilevabili con le tecnologie radar attuali. La crisi energetica sarà risolta in un colpo e, una volta che la nuova tecnologia sarà messa in pratica, i poteri che controllano le forniture di energia attraverso le loro attuali strutture finanziarie si troveranno con le mani vuote. La penuria d’acqua nel mondo sarà affrontata e risolta con la presentazione di questa tecnologia al pubblico subito dopo il rilascio della nostra energia e della nostra tecnologia spaziale.

Come abbiamo fatto questo?

Negli ultimi sei anni abbiamo utilizzato il sistema del brevetto internazionale per assicurarci che ogni nazione e gli scienziati più importanti di tutto il mondo disponessero di una copia dei nostri brevetti. (Si prega di controllare il registro del brevetto europeo ed internazionale per il numero di download.) Così abbiamo impedito qualsiasi blocco di questa tecnologia da parte di qualsiasi individuo o gruppo e ora la maggior parte delle nazioni è in possesso dei nostri brevetti per la produzione di energia, per  le tecnologie mediche e per i viaggi nello spazio. In questo modo i metodi utilizzati in passato per prevenire lo sviluppo internazionale sono stati elusi e ora tutte le nazioni hanno le stesse opportunità di lavorare insieme per vedere che questa tecnologia è stata sviluppata in modo sicuro. Il punto principale è che la nostra tecnologia è destinata ad essere liberamente disponibile per tutti i governi per il bene di tutti i cittadini. Attraverso i sistemi che abbiamo sviluppato ogni nazione può avere accesso a quanta più energia, acqua e  cibo di cui ha bisogno, così come a nuovi metodi di cura della salute e del trasporto, il tutto a costi molto bassi.

Secondo il suo statuto la Fondazione Keshe e tutte le sue tecnologie sono di proprietà dei popoli del mondo. I brevetti sono le attività di ogni individuo su questo pianeta e non possono essere richiesti da qualsiasi persona o organizzazione o nazione. Ciò significa che tutti gli introiti derivanti dalla tecnologia appartengono alla nazione che ne fa uso. Rilasceremo l’elenco dei paesi invitati alla riunione del 6 settembre 2012 e le piene e-mail di coloro che riceveranno gli inviti, quindi spetterà a voi come governo di rendere noto che la vostra nazione prenderà parte a questo riunione. Appena questa email arriverà alle vostre ambasciate una copia verrà pubblicata sul forum e sul sito web della nostra Fondazione in modo che i cittadini saranno consapevoli dell’offerta che è stato fatto a voi come nazione. Allora toccherà a voi fare in modo che conoscano la vostra opinione, come pure alla Fondazione, e noi raccoglieremo i nomi dei delegati nominati e lasceremo che i vostri funzionari sappiano dove e come incontrarli. In seguito a questo incontro, la presentazione del 21 settembre 2012 sarà il primo passo, nel programma didattico della Fondazione Keshe, per la condivisione della propria conoscenza e perché sia diffusa nelle mani dei popoli di tutto il mondo. Una volta che queste nuove tecnologie e i loro benefici saranno noti al grande pubblico, i leader di ogni nazione dovranno decidere come vorranno procedere alla loro attuazione per il miglioramento della vita di tutti.

A quel punto ci saranno due scelte: o lavoriamo tutti insieme per cambiare la vita di tutti sulla terra per il meglio attraverso i giusti modelli di comportamento o, le nazioni più avanzate del mondo, vedranno nel prossimo futuro una marea di immigrati nell’ordine delle decine di migliaia di persone che affolleranno le vostre grandi città. Siamo pronti a presentare la tecnologia  ai vostri rappresentanti in qualsiasi ambiente in modo che possano capire le sue implicazioni e i cambiamenti che essa porterà. Non c’è stato nulla di sbagliato nella tutela delle risorse nazionali, ma ora, come capi di piccole regioni della Terra è vostra responsabilità accertarvi che le sue risorse (della terra) sono disponibili per essere condivise e che, con l’aiuto della nostra energia, tutti i bisogni di base di l’energia, di acqua, di cibo e di assistenza sanitaria saranno soddisfatti.

La Fondazione Keshe non tiene conto del colore,  della nazionalità, della religione o dell’appartenenza politica, così la nostra chiamata si rivolge ad ogni governo perché nomini un team di scienziati che vengano a vedere le nostre tecnologie per primi. Poi i governi potranno decidere se farne o meno uso. Se si ignora questo invito la vostra nazione presto non avrà altra scelta che seguire l’esempio delle nazioni che hanno deciso di sviluppare le nuove tecnologie. Chiediamo alla vostra nazione di avviare il processo di cooperazione mondiale il più presto possibile perché, una volta che questi sistemi saranno in funzione, le frontiere che separano un paese da un altro non avranno più alcun significato. Abbiamo creato le premesse per un cambiamento di rotta per l’umanità e nei prossimi mesi lo vedremo relizzarsi. Nel prossimo futuro la gente arriverà a capire che siamo qui per servire l’altro e non per essere serviti, in quanto tutte le risorse saranno disponibili a tutti nello stesso momento e nella stessa misura.

Il fondatore e direttore custode della Stichting Fondazione Keshe
M.T. Keshe


 
Versione italiana: Lo specchio del pensiero



KESHE FOUNDATION: "RILASCEREMO IN TUTTO IL MONDO TECNOLOGIA PER L'ENERGIA GRATIS"

Rabasco - No es Tarde



GUARDA, NON MI FIDO DI QUELLO CHE VEDONO I MIEI OCCHI,
PERO', SI, DI QUELLO CHE NON VEDONO.
PROVATECI !
LA FEDE MUOVE MONTAGNE, PERO' QUANDO C'E' NEVE
UNA LUCE DI PROBLEMI ,
TI CADE SENZA SAPERE DA DOVE VIENE.
TUTTO ARRIVA NELLO STESSO MOMENTO, CON INCOGNITE,
DOMANDO CON RISPOSTE,
SEMPRE CERCO UN ALTRO MISTERO ANNESSO.
LA MISERIA NON E' NELLO SCHERMO, MA IN STRADA,
DOVE SCOPPIANO RIVOLTE, ALLEANZE E AMICIZIE.
I TAGLI DEI DIRITTI FONDAMENTALI,
DICONO QUESTI VAMPIRI ONIRICI NEI TRIBUNALI
FIRMANO LE LEGGI CHE CI DIRIGONO,
IGNORANO, PRENDONO E SOMMETTONO,
SENZA LASCIARCI LA POSSIBILITA' DI DECIDERE
LA LORO DEMOCRAZIA DI MERDA, E' SOLO UN IMBROGLIO,
UN CIRCO SENZA PEDANA E SCIMMIE CON ABITI DI SETA FINA
TE LO LANCIO CON STILE,
LO SCRIVO COL SAGUE ROSSO, E LA PENNA
SVEGLIA E GRIDA TOCCANDO IL BORDO.

 NON E' ANCORA TROPPO TARDI,PER SVEGLIARTI
  IL MONDO HA BISOGNO DI TE-
    SEI UNICO E LO SAI !

 UNICO NELL'ESSENZA,UNICO NEL DNA
UNICO NEL MONDO INTERO
E UNICO PER TUA MADRE E LA TUA COMPAGNA
UNICO, RENDITI CONTO, SEI UNICO E INSOSTITUIBILE,
EREDE DI UN PIANETA DISCARICA ED ELIMINABILE.
LORO LO FECERO,
SE NOI COMANDASSIMO,
UN ALTRO GALLO, CI CANTEREBBE SERIAMENTE.
USANO LA TECNICA DI CREARE LA MALATTIA,
PER POI VENDERTI IL RIMEDIO,
INFLUENZA A, PROGETTO HAARP
E ALTRI ASSEDI CAUSANO L'INCENDIO.
QUELLO DI HAITI, LO FECERO LE MANI DI UN UOMO,
QUELLO IN CHILE, ANCHE LO FECERO LE MANI DI UN UOMO.
11S,11M E 7L, LO SAPPIAMO MOLTO BENE,
FURONO QUEI COBRA, CONDUTTORI DI UN OPERA
CHE PRENDE FORMA,QUEST'ANNO O IL PROSSIMO
ILLUMINATI, MASSONI, BOHEMIAN GROVE, SKULL AND BONES
E PAURA IN OCCIDENTE.
QUESTO E' IL PILASTRO CHE MANTIENE IN FILA
IL SUO IMPERO DECADENTE,
NE VERRA' UNO NUOVO E L'ATTUALE DECRESCE.

 NON E' ANCORA TROPPO TARDI,PER SVEGLIARTI
IL MONDO HA BISOGNO DI TE
SEI UNICO E LO SAI !
  •  
IN GIAPPONE, LE FONDAMENTA SI SCUOTEVANO E SI SAPEVA.
PRENDETE TUTTE LE ANTICHE PROFEZIE, E STUDIATELE.
COMPRENDETE PERCHE' SUCCEDE TUTTO QUESTO
PRESUNTI ESPERTI, NEGANO L'HAARP,
PERO' GLI ALTRI LO AFFERMANO.
QUESTE ANTENNE IN ALASKA, POSSONO PROVOCARE
TERREMOTI E TZSUNAMI, IN QUALSIASI LUOGO DEL PIANETA
E CI SONO DATI CHE SOSTENGONO QUESTA MERDA,
COME QUELLO CHE TI SPRUZZANO QUOTIDIANAMENTE
E NEANCHE TE NE RENDI CONTO.
LE CHEMTRAILS, MILLE SE NE POSSONO VEDERE
SPARSE NEL MANTO CELESTE, E TU DISTRATTO,
ANCHE SE NON TI IMPORTA,
E' UN FENOMENO CHE MERITA LA TUA ATTENZIONE!
CI SONO RESTI DI ALLUMINIO, BARIO E COCA
SPRUZZATI DAGLI AEREI
CI SONO DELLE DISTRAZIONI, COME LA FUGA NUCLEARE
IN FUKUSHIMA, NASCONDONO AI TUOI OCCHI LA LIBIA
E ALTRE GUERRE GENOCIDE
PER RISORSE ALLEANZE E INGANNI,
DAL LORO PETROLIO DIPENDONO,
US, UK, SPAGNA E FRANCIA
  •  
NON E' ANCORA TROPPO TARDI,PER SVEGLIARTI
IL MONDO HA BISOGNO DI TE
SEI UNICO E LO SAI !
  •  

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venerdì 7 settembre 2012

[Roma] Concerto benefit per le zecche al Bencivenga | Velen(A)

Il Reverse Vending conviene

Scritto da Alberto Grieco 
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Effettivamente non riesco ancora a capire perché bisogna incentivare la gente per fare quello che è un semplice dovere di civiltà e un segno di rispetto per tutti e per le generazioni future. Sto parlando della raccolta differenziata e del riciclo dei rifiuti. Ma i tempi sono questi, purtroppo, e far leva sul portafogli è l’unica soluzione possibile per avere risultati apprezzabili nel breve periodo. Su molti blog capita sempre più spesso di leggere che Tizio, durante il suo viaggio all’estero, girovagando per la città X notava per la prima volta (meraviglia!) strade pulite prive di rifiuti abbandonati, in special modo lattine e bottiglie di plastica. Perché? Al di là del solito mito esterofilo (spesso vero, anche se duole ammetterlo) della superiore civiltà che albergherebbe nei cittadini d’oltralpe, questo capita in primo luogo perché quelle persone hanno capito che quei rifiuti hanno un valore. Lascereste per terra il vostro denaro? Bene, per i rifiuti è lo stesso ragionamento, e quanto prima lo capiamo tanto meglio sarà per noi, la nostra salute, il nostro portafogli, le nostre città e l’ambiente. Non ve ne frega niente di essere virtuosi? Fatelo per non sprecare denaro, e benvenuti nel sistema del reverse vending, che non è altro che la possibilità di rimborsare il cittadino che riconsegna prodotti quali lattine, bottiglie di plastica o di vetro con moneta contante o buoni acquisto.

Ed ecco che ancora una volta, quello che all’apparenza sembra un concetto rivoluzionario è in realtà qualcosa di vecchio come il mondo, poiché si tratta del sistema del “vuoto a rendere” (anche se chiamarlo reverse vending fa indubbiamente più figo, vuoi mettere..), un sistema che da noi prosperava anni fa, ma che è stato dimenticato per colpa dell’avvento della malata cultura dell’usa e getta, nata e cresciuta sull’onda dei prodotti di plastica (petrolio uber alles).   

Eppure sembra sempre che si parli di cose dell’altro mondo, ci si stupisce che all’estero il vuoto a rendere non solo non sia stato abbandonato, ma che si sia evoluto e che addirittura funzioni. La verità è che in Italia laddove questo servizio esiste (vedi ad es. Piemonte e Trentino, o alcune aziende virtuose italiane del settore come Eurven) tutt’ora si parla di eccellenze, mentre in molti paesi europei fa parte della normale vita quotidiana e a fare eccezione sono piuttosto coloro che non adottano queste pratiche.
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In Germania il "pfand" (la cauzione sulle bottiglie vuote)  non funziona solo nei supermercati, ma anche nei bar/kebab/paninoteche. Inoltre quando si comprano le bevande sull'etichetta ove è indicato il prezzo è evidenziato il costo del contenuto e il costo del contenitore oltre il prezzo totale. Oltre al vuoto a rendere, che sensibilizza i cittadini, sul fronte della grande distribuzione è bastato fare una semplice legge che obbliga dal 2009 i produttori/distributori di merce confezionata a garantire la raccolta differenziata. Capita così che dopo le casse ci sia una sorta di isola ecologica dove smaltire gli imballaggi prima di portarseli a casa. Dovendo pagare le società dedite allo smaltimento, le grandi catene tedesche fanno pressione sui fornitori per quantità e qualità degli imballaggi che vengono così ridotti al minimo possibile, alleggerendo discariche e inceneritori.
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Quello di dare un valore preciso agli imballi è un passo importantissimo per la risoluzione del problema rifiuti, primo perché se su una scatola c'è scritto il valore e se c'è qualcuno che lo corrisponde, in molti si occuperanno di raccoglierla, secondo perché i consumatori, al momento dell'acquisto, sceglieranno di certo l'imballo meno costoso, quindi le aziende produttrici si ingegneranno per forza nel fare imballi più "leggeri" possibile.

L’ideale sarebbe smettere di comprare l'acqua in bottiglia regalando soldi alle multinazionali e preferire ad essa l'acqua di rete, che costa fino a 400 volte meno ed è più controllata (l’acqua minerale NON è affatto detto che sia meglio di quella del rubinetto), o al più di acquistarla in bottiglie di vetro, che danneggiano meno l’ambiente (in Australia hanno iniziato a bandire le bottiglie di plastica).


giovedì 6 settembre 2012

NON IN MIO NOME. Abolire il TSO

NON IN MIO NOME. 

NON IN MIO NOME. Abolire il TSO 
 
Chiediamo al Parlamento Italiano di modificare la legge 180 nella parte in cui regola i TSO in psichiatria, abolendo le procedure giuridiche che ne rendono legittima l'applicazione.  La normativa vigente prevede già la possibilità di intervenire a livello sanitario contro la volontà dei soggetti nelle situazioni in cui ci sia la necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona (art. 54 cp), per cui appare chiaro ai firmatari che la previsione di cui alla legge 180 è finalizzata a obbligare persone non consenzienti a diventare utenti dei servizi psichiatrici e a subirne le cure.  Da utenti, ex utenti e sopravvissuti psichiatrici noi chiediamo al Parlamento di abolire ogni norma che comprima la nostra piena libertà di scelta e i nostri diritti.  Da cittadini noi rifiutiamo di farci mandanti dei TSO e rifiutiamo ogni forma di coercizione psichiatrica.
 
TSO: NON IN NOME MIO 

 

COME COSTRUIRE UN PANNELLO SOLARE CON BOTTIGLIE DI PLASTICA.

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Questo pannello solare, non solo produce energia pulita da una fonte rinnovabile , il sole, ma riutilizza anche bottiglie di plastica.
Inoltre, chiunque può costruirne uno.  Si tratta di una invenzione di un meccanico brasiliano in pensione di nome José Alano il quale ha dimostrato che l’energia rinnovabile è a disposizione di tutti e che potrebbe non essere così costoso come si vorrebbe far credere.

Per costruire questo pannello solare bisogna raccogliere bottiglie di plastica e Tetrapak. Il prototipo di Josè è in funzione dal 2002 e da allora lui cerca di divulgare l’idea in Brasile con conferenze e laboratori.  Si stima che oggi più di 7.000 persone usano questo pannello solare.

Questi i materiali che occorrono per la realizzazione:
60 bottiglie di plastica da due litri, 50 cartoni, un tubo in PVC con una larghezza di 100 mm, un tubo di PVC 20 mm, PVC 4 gomiti 90 gradi da 20 mm (4) , connettori a T da 20 mm in PVC , tappi in PVC da 20 mm.

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José Alano Otto anni fa, un meccanico brasiliano in pensione, è stato ispirato per raccogliere bottiglie di plastica (PET) e cartoni di latte utilizzati per sviluppare un sistema di riscaldamento solare dell’acqua semplice, economico e chiunque potrebbe costruire.

The Ecologist dedica un grande articolo raccontando la sua storia:  … Vedendo che nella sua piccola città di Tubarão non esisteva alcuna infrastruttura di riciclare imballaggi e sentirsi in grado di mettere da parte tutti i contenitori nel cestino, Alan e sua moglie presto trovato una stanza piena di bottiglie e cartoni di latte vuoti. [...]  Con la sua intelligenza e l’esperienza con i collettori solari, lui e sua moglie costruito una versione alternativa con 100 bottiglie in PET e 100 cartoni di latte utilizzato.
Il prototipo ha funzionato perfettamente, mentre dato una nuova vita a tutti questi rifiuti in modo responsabile.

Dal momento che l’invenzione della schiena riscaldamento solare nel 2002, Alan ha continuato a diffondere questa idea in Brasile attraverso conferenze e workshop in scuole e nelle comunità di quartiere.

Le autorità locali, i media e persino utilità hanno contribuito alla diffusione di questa pratica meravigliosa. Cifre esatte non sono note, anche se Alano citarne alcuni:  Più di 7.000 persone sono già beneficiano di questi sensori costruiti auto (fai da te) solo nello stato di Santa Catarina.

Ci sono già due cooperative, una in Tubarão e altri a Florianópolis, l’ultimo dei quali ha 437 sensori che verranno installati nei comuni.  Nello stato del Paraná, il numero di collettori installati nel 2008 è stato 6.000, grazie a workshop e volantini distribuiti nella popolazione.  Quello che sento di più è come Alan si descrive:  “Io non mi considero un inventore, ma un privato cittadino cercando di trovare soluzioni ai problemi.”

Questi sono i materiali di base necessari:  2L bottiglie di plastica (60), scatole di cartone (50), tubo in PVC di 100 mm (70 pollici), tubo in PVC di 20 mm (11,7 milioni), 90 gradi gomiti 20 millimetri PVC (4), 20 mm in PVC T-connettori (20), 20 mm in PVC berretti (2), colla per PVC, vernice nera e rullo, carta vetrata, nastro, auto-fusione, gomma martello, sega , legno o altro materiale per il supporto.
Esso utilizza tubo PVC stampo 100 mm e tagliare il fondo delle bottiglie. Tagliare il tubo in PVC 20 mm 10 x 20 x 1 m e 8,5 cm e pezzi assemblati con connettori T.  Tagliare e dipingere i cartoni di tono nero opaco e tubi di un metro di lunghezza.  E assemblati.
I pannelli devono essere posizionati almeno 30 cm sotto il serbatoio e si trova a sud, nell’emisfero settentrionale, e il nord nell’emisfero sud, a parete o soffitto. Per ottimizzare l’assorbimento di calore, i pannelli devono essere montati con l’angolo di latitudine più 10 °.
Questo varia a seconda della zona geografica in cui è installato.
Bottiglie in PET vengono sostituite ogni cinque anni o quando si deve essere tempo di cartone sbiancato e solo ri-verniciato, e descritto tutto questo, è sufficiente a darci un fine settimana per mettere insieme e hanno un vicolo di queste caratteristiche così particolare.

Instructivo grafico:
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FONTE : http://ecocosas.com/arq/calentador-solar-gratis-con-botellas-pet/

mercoledì 5 settembre 2012

Impianto di smaltimento dei rifiuti di Albano, la Procura di Roma apre inchiesta

Rassegna stampa in continuo aggiornamento.
Errata corrige delle agenzie: l'impianto non è ancora costruito

(Fonte articolo, clicca qui) La Procura di Roma sta indagando su un impianto per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani costruito ad Albano Laziale (Castelli Romani). Al centro dell’attività dei PM, in un procedimento al momento senza ipotesi di reato o indagati, la supposizione di un brevetto, del valore di svariate centinaia di milioni di euro rubato alla Thermoselect, società svizzera, che permette di trasformare i rifiuti in energia elettrica e materiale inerte. Sembrerebbe certo che l’impianto sia il costruendo inceneritore di Albano che in sintesi è il fratello gemello dell’impianto di Malagrotta, esattamente della prima linea di Malagrotta che è stata in funzione dalla metà del 2009 fino ottobre 2011 data in cui l’impianto si è fermato in attesa che vengano realizzate altre due linee. L’inchiesta è nata dopo una denuncia per violazione del segreto industriale presentata qualche mese fa dai legali della società elvetica. Il procuratore aggiunto Roberto Cucchiari ha affidato ai carabinieri del Noe l’incarico di accertare i fatti. C’è poi da dire che un precedente fascicolo era stato già archiviato ed è stato indispensabile il via libera del gip per riaprirlo. In base a quanto denunciato dalla Thermoselect, tra il 2005 e il 2006 vennero contattati da alcune società romane del settore per la vendita del brevetto. La trattativa non andò a buon fine ma poco dopo tempo alcuni ingegneri, depositari dei contenuti dei brevetto, furono assunti a Roma dalle aziende che smaltiscono i rifiuti. Di fatto secondo Pontina Ambiente e Colari di Cerroni il brevetto degli impianti apparterrebbero alla Jfe che ha circa sette impianti in giappone e pare abbia utilizzato in comodato i brevetti Thermoselect che per prima ha brevettato la gassificazione. Ci sarebbero stati in passato altri due impianti realizzati sullo stampo di Malagrotta e Albano: a Karlsruhe in Germania fu realizzato con brevetto svizzero, detenuto dalla società Thermoselect, in seguito fallita. Un decennio prima la stessa tecnologia fu sperimentata a Verbania con esito disastroso perché la magistratura si accorse che le acque furono contaminate e scattarono i sigilli all’intero sito e quell’impianto sperimentale venne demolito. Dunque è giusto che se la società elvetica rivendichi i propri diritti ma le preoccupazioni degli ambientalisti e comitati contro l’inceneritore aumentano: “Thermoselect fa bene a vantare i suoi diritti – dichiara Daniele Castri, membro del Coordinamento “No Inc” – ma di fatto la tecnologia Thermoselect in Europa non mi risulta sia garante della salute e sicurezza dei cittadini visti i due precedenti in Germania e Verbania. Possiamo quindi affermare che gli impianti di Malagrotta e Albano sono sicuri per la salute?”

(Fonte articolo, clicca qui) Sulla base di una denuncia presentata dalla società svizzera Termoselect secondo cui l’impianto per lo smaltimento dei rifiuti in questione, sarebbe stato realizzato copiando un progetto della suddetta società elvetica. La Termoselect tramite i suoi avvocati ipotizza ora l’accusa di violazione del segreto industriale. Le indagini sono affidate al procuratore aggiunto Roberto Cucchiari con il quale collaborano i carabinieri del Noe. Gia’ negli scorsi anni dopo il fallimento con le trattative con la societa’ romana la Procura apri’ un fascicolo sulla vicenda che fini’ poi in archivio. Ora sulla base della nuova denuncia l’indagine e’ stata riaperta.La Procura della Repubblica di Roma ha aperto sulla base di una denuncia presentata dalla societa’ svizzera Termoselect un’indagine per stabilire se un impianto per lo smaltimento dei rifiuti aperto da diversi anni nella zona di Albano Laziale sia stato realizzato copiando un progetto della stessa Termoselect. Per il momento il procedimento non prevede alcuna ipotesi di reato che coinvolge due societa’ che presero contatti con la Termoselect contatti che poi non ebbero alcun esito.

(Fonte articolo, clicca qui) La Procura della Repubblica di Roma ha aperto sulla base di una denuncia presentata dalla societa’ svizzera Termoselect un’indagine per stabilire se un impianto per lo smaltimento dei rifiuti aperto da diversi anni nella zona di Albano Laziale sia stato realizzato copiando un progetto della stessa Termoselect. Per il momento il procedimento non prevede alcuna ipotesi di reato che coinvolge due societa’ che presero contatti con la Termoselect contatti che poi non ebbero alcun esito. La Termoselect tramite i suoi avvocati ipotizza ora l’accusa di violazione del segreto industriale. Le indagini sono affidate al procuratore aggiunto Roberto Cucchiari con il quale collaborano i carabinieri del Noe. Gia’ negli scorsi anni dopo il fallimento con le trattative con la societa’ romana la Procura apri’ un fascicolo sulla vicenda che fini’ poi in archivio. Ora sulla base della nuova denuncia l’indagine e’ stata riaperta.

(Fonte articolo, clicca qui) Un precedente fascicolo era stato già archiviato ed è stato necessario il via libera del gip per riaprirlo. In base a quanto denunciato dalla Thermoselect, tra il 2005 e il 2006 vennero contattati da alcune società romane del settore per la vendita del brevetto. La trattativa non andò a buon fine ma poco dopo tempo alcuni ingegneri, depositari dei contenuti dei brevetto, furono assunti a Roma per dalle azienda che smaltiscono i rifiuti. Avviata, in procura a Roma, un’indagine su un impianto per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani costruito ad Albano Laziale. Al centro dell’attività dei pm, in un procedimento al momento senza ipotesi di reato o indagati, l’ipotesi di un brevetto rubato alla Thermoselect, società svizzera, che da la possibilità di trasformare i rifiuti in energia elettrica e materiale inerte. L’avvio di un’inchiesta è stata anticipata oggi da Il Messaggero. L’inchiesta è nata dopo una denuncia per violazione del segreto industriale presentata qualche mese fa dai legali della società elvetica. Il procuratore aggiunto Roberto Cucchiari ha affidato delega ai carabinieri del Noe per effettuare gli accertamenti.

ITALIA: USA e getta…

di Gianni Lannes
C’è un libro che attende da più di un anno un editore libero e indipendente che abbia il coraggio di pubblicare un lavoro di ricerca a 360 gradi. L’inchiesta giornalistica sul campo, o meglio in mare aperto e nelle fonti dirette (governi, multinazionali, mafie, istituzioni…) è giunta al suo capolinea naturale. Altro che navi dei veleni chimici e radioattivi: sono emerse sorprese di ogni genere in fondo al mare nostrum. E’ in atto un genocidio sommerso, silenzioso, coperto dall’omertà ad elevati livelli istituzionali. A pagare in termini di perdita di salute e di qualità della vita è l’ignara popolazione. E’ in atto una sorta di congiura del silenzio che ho tentato di squarciare già tre anni fa a Palermo, sollecitato da Salvatore Borsellino. L’esempio della centrale nucleare di Caorso, ma potrei citare il cimitero nucleare realizzato in Basilicata già a partire dagli anni ’60. Sia il Tg 1 Rai (l’anno  scorso) che il quotidiano La Repubblica (aprile 2012) mi hanno chiesto un’intervista sul fenomeno, ma inspiegabilmente, a distanza di tempo non hanno mandato in onda nulla e tantomeno pubblicato il contenuto di rivelazioni esplosive. Il blog SU LA TESTA è un contributo spontaneo realizzato con sacrificio di tempo e rischi (gratuito per i lettori) alla ricerca della verità in un Belpaese che sta morendo. Fino ad ora questo diario pubblico ha procurato minacce di morte, intimidazioni, insulti, avvertimenti, grane giudiziarie e quant’altro a chi lo realizza per offrire informazioni che mass media nascondono volutamente. Andremo avanti fino a novembre 2012 (un anno esatto dall’esordio), poi staccheremo la spina. A tutto c’è un limite. A Sud del Mezzogiorno si tramanda un antico detto: “se un asino non vuole bere è inutile insistere”.  
Nucleare mon amour - Benvenuti nell’eldorado a stelle e strisce, una portaerei nel Mediterraneo dove albergano indisturbate le armi di distruzione di massa. Una volta, tanto tempo fa, l’Italia veniva chiamata “Isola delle meraviglie”. Allora il giardino d’Europa esprimeva una civiltà e non era ancora preda dei ladri di futuro, di quelli che si riservano il diritto di annientare la vita in un amen, ammantati dai segreti militari.  Per la seconda volta, dopo il referendum del 1987, gli italiani hanno bandito il nucleare. Fatica vana perché il Belpaese - sull’orlo dell’olocausto atomico -  nasconde un arsenale di bombe  nucleari che infestano mari e terraferma, targate Stati Uniti d’America, in grado di cancellare per sempre il vecchio continente e dintorni dalla carta geografica. L’atomo bellico non è in agenda, insomma, non esiste nella “democrazia radioattiva” e, quindi, non si discute con i sudditi drogati dalla bulimia televisiva. Infatti, va in onda un giorno sì e l’altro pure a reti semplificate per i consumatori ubbidienti, la congiura del silenzio informativo. Grazie alla casta politica che ha appesantito la subordinazione e ci ha resi una colonia. Anche in materia di squisito diritto non si scherza: la Corte di Cassazione del Belpaese ha stabilito che la magistratura italiana non ha voce in capitolo sul nutrito campionario di atomiche USA, impiantate a casa nostra, ad un soffio da asili, scuole, ospedali e piazze. E’ finita la guerra fredda ed è cominciata la terza guerra mondiale.  Nel XXI secolo valgono ancora i patti siglati sottobanco, suggeriti da diplomatici e militari in carriera. L’accordo bilaterale - Bilateral Infrastructure Agreement (1954) - mai ratificato dal Parlamento, è stato imposto dagli USA su richiesta di patrioti nostrani. Una sudditanza consolidata in tempi più recenti dall’interregno bellico di vip inossidabili. Insomma, una delega in bianco in nome e per conto di milioni di biografie anonime: nomi, cognomi, soprannomi, date di nascita e giorni di morte.  
Mar Jonio, Italia, nave dei veleni.








Guerra ambientale - Era stata appena consumata la penultima macelleria mondiale, al ritmo di bombardamenti al fosforo  e al napalm (sperimentati sul territorio italiano ben prima del Vietnam). Allora gli anglo-americani allestirono in gran fretta nei mari italiani (Adriatico e Tirreno), alcuni cimiteri subacquei di armamenti chimici vietati dalla Convenzione di Ginevra (1925), per far sparire le tracce del loro arsenale proibito. Dal 1945 ne subiamo le conseguenze incalcolabili, fino alle odierne mutazioni genetiche indotte dalle sperimentazioni atmosferiche. Negli anni ‘60 tuonava in Italia il boom dell’atomo bellico: esperimenti, incidenti e fallimenti; in particolare, fughe di radioattività. Il campionario del dottor Stranamore, a guerra fredda consumata sonnecchia accanto a noi. I boiardi in divisa non hanno risparmiato un lembo tricolore: da nord a sud, isole incluse, mari annessi, vulcani, parchi nazionali ed aree protette, zone sismiche e territori franosi che si squagliano dopo un temporale. L’abbiamo sempre scampata bella, ma chissà se la fortuna persisterà a lungo nell’ex paese di santi, poeti e navigatori. Ben 90 bombe termonucleari, meglio note come  “B 61” a caduta gravitazionale - di proprietà USA - giacciono allo stato d’allerta, in alcuni aeroporti militari: a Ghedi Torre in provincia di Brescia e ad Aviano, terra del Friuli Venezia Giulia. C’è l’imbarazzo della scelta: ordigni atomici in miniatura, ma comunque letali nella base di Camp Darby, a Livorno. Mentre in Sicilia, alle falde dell’Etna sonnecchiano missili e mine atomiche di profondità. Gli Alleati non hanno lesinato sul potenziale distruttivo: plutonio ed uranio arricchito. Sostanze nucleari di scarto sono state sepolte nel ’92 nelle caverne carsiche di “Site Pluto” nel paese di Longare, ad uno sputo da Vicenza, città in fase di definitivo inglobamento bellico. Senza escludere altri siti “top secret”, assolutamente inaccessibili ai comuni mortali. Negli Stati Uniti d’America le unità a propulsione ed armamento nucleare non possono attraccare - per legge - dentro i porti civili. In Italia, invece, sostano e si esercitano in almeno una dozzina di aree portuali (ad esempio: Cagliari, La Spezia, Livorno, Napoli, Taranto), dinanzi a litorali popolosi. Navi e sommergibili atomici si rincorrono dribblando le petroliere in transito a Trieste, senza risparmiare Venezia o le Bocche di Bonifacio e lo Stretto di Messina; si inabissano e riemergono a ridosso di raffinerie, piattaforme dedite alla rapina di idrocarburi, oleodotti, rigassificatori e fabbriche chimiche. Ogni tanto perdono qualche siluro o missile, oppure, in alternativa colano a picco qualche peschereccio: lavoratori del mare, tutto compreso. Più ancora prediligono i parchi marini, meglio noti come santuari naturalistici di carta straccia. Piani di sicurezza? Mai pervenuti all’opinione pubblica.    A metà degli anni ’70, in gran segreto le forze armate italiane hanno testato con tre lanci nel poligono sardo Salto di Quirra, il missile “Alfa”, destinato ad essere  usato con testate atomiche. I militari nostrani hanno ottenuto dallo zio Sam un impianto nucleare (Camen, oggi Cisam, ex Cresam) alle porte di Pisa, dinanzi al Tirreno, nel parco di Migliorino-San Rossore, dove sperimentare e infine accumulare all’aria aperta, quantità di scorie nucleari non contabilizzate nell’inventario nazionale. La base, è  stata trasformata in una discarica militare a pieno regime.
Segreti di segreti - Nodi volutamente irrisolti, ancora stragi in tempo di pace: strage di Ustica (27 giugno 1980: 81 vittime). Il movente è sepolto nelle alchimie internazionali. Manca all’appello Israele - che aveva già messo in atto una serie di attentati in Italia - mentre gli Usa non rispondono alle rogatorie dei giudici.  Nel 1976 il “nostro” governo ed alcune società come la Snia Techint hanno stretto accordi commerciali per 50 milioni di dollari, con l’Iraq. Lo scopo era fornire allo Stato di Saddam Hussein la tecnologia nucleare. Ecco gli aggiornamenti giudiziari, qualche gola profonda ed innumerevoli testimoni “suicidati”.    Attenzione alle bare volanti. Volano modelli imbottiti di uranio sporco, letale alle alte temperature. Quando meno te l’aspetti cadono e allora sono guai, elusi però dalle autorità. Nel 2000 l’associazione Medicina Democratica ha sporto una documentata denuncia, alla stregua dei Vigili del Fuoco, oggi lettera morta. Quando piovono improvvisamente dal cielo sulla terraferma i velivoli militari esplodono. Come nel caso di un aereo Usa decollato il 12 luglio 1984 dalla base di Sigonella, precipitato subito dopo a Lentini. Da allora, a pagarne le conseguenze sono in particolare i bambini, colpiti dalle leucemie più che ogni altra parte d’Italia.  
Elettrosmog invisibile. Nel 1982  l’Istituto superiore di sanità avverte che i radar  sono pericolosi, a causa delle radiazioni ionizzanti emesse in notevoli quantità e senza controllo. La normativa fa uno sconto in deroga al ministero della Difesa. Il dottor Franco Sarto,  30 anni fa aveva accertato il danno provocato all’organismo umano (aberrazioni cromosomiche). In seguito il ricercatore è stato censurato dalle autorità militari. Mentre nelle Marche, a Potenza Picena, è viva la battaglia civile di un’anziana donna, a Niscemi, gli Usa, calpestando le normative italiane di protezione ambientale e salvaguardia sanitaria, impiantano il potente Muos di rilevamento satellitare. Testimoni a perdere, inghiottiti dal nulla. A dare la caccia ai trafficanti di armamenti si rimette la vita. Chi rammenta il caso di “Volpe 132”? Una lugubre sorte assegnata a due piloti della Guardia di Finanza. La sera del 2 marzo 1994 perlustravano un tratto di mare a bordo di un elicottero delle Fiamme Gialle. Il velivolo è stato abbattuto e  i due sottufficiali, Sedda e Deriu, non sono mai stati ritrovati. A dirla tutta, neanche ricercati a fondo. E’ un torbido filo nero che intreccia il 1994. Il 20 marzo di quell’anno, a Mogadiscio, sono stati brutalmente assassinati Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Nonostante un pesante depistaggio la magistratura ha riaperto l’indagine. E sempre nel ’94 (luglio), in Algeria, nel porto di Djendjen, a bordo della nave Lucina furono inspiegabilmente sgozzati nottetempo, sette marittimi italiani. Già dimenticata la vicenda? In “democrazia” è vietato curiosare negli affari di chi indossa grembiulini globali, senza patria né confine etico. Chi non si adegua muore.  
I giochi di guerra della Nato non risparmiano le creature marine come balene, delfini e capodogli, che sopravvivono nei santuari confezionati su misura per i cetacei.  Altro che referendum contro le servitù militari più estese d’Europa: in Sardegna la Corte costituzionale ha addirittura negato questa possibilità democratica. Ma il popolo non era sovrano? Finché c’è guerra: da anni svettiamo in cima alla classifica mondiale per spese ed esportazioni militari, grazie anche alle triangolazioni che hanno fatto la fortuna dei servizi segreti, soprattutto del Sismi. Sicuramente in barba alla legge 185 del ’90 che vieta la vendita a Paesi in guerra o dove non regna la democrazia, in seguito edulcorata in sede istituzionale da Cesare Previti col beneplacito del sistema di potere dominante. Anche le banche di santa romana chiesa  partecipano al “business”: in bilancio non solo alla voce Ior. Gli ignari contribuenti sborsano milioni di euro per mantenere le basi militari dello “zio Sam”. Gli italiani pagano con nuovi debiti gli armamenti che la Difesa USA ci assegna. Ultimo caso: il cacciabombardiere F- 35, dal costo faraonico in perenne lievitazione. La casta dei politicanti drena senza controllo le casse pubbliche sempre più al verde. Poi, agli italiani dicono che non ci sono risorse per la scuola pubblica, per la sanità collettiva, per la ricerca di qualità, per i servizi pubblici efficienti, per il lavoro dignitoso. E meno di niente per la cultura, per la famiglia, per la salvaguardia ambientale, per la reale crescita umana.  Cose buone dal mondo: un cancro garantito e certificato a norma di legge.  La nocività come strategia di selezione della specie. Tappa finale: la progressiva rarefazione dei beni ambientali di prima necessità: aria salubre, acqua pulita, terra sicura. I dati ufficiali parlano chiaro: 10 milioni di italiani sopravvivono in aree gravemente inquinate. E va sempre peggio. Non a caso il codice penale del Belpaese ignora l’ecosistema. Guai, però, a fiatare. Il problema non è la destra o la sinistra, come aveva intuito Giorgio Gaber. C’è dell’altro. Con le mafie che fatturano il 20 per cento del prodotto interno lordo, è in atto una pacifica e duratura convivenza in vigore dallo sbarco degli Alleati.
Segreti, misteri e sangue a fiumane per nascondere traffici di armi, occultamenti di rifiuti, strategie offensive. Stragi, omicidi, omissioni, insabbiamenti della verità per celare affari ed egemonie belliche, ruberie parastatali. 
Allora, vi siete mai accorti di quanto sia bello vivere in un paese a sovranità   inesistente, che non può prendere proprie decisioni senza l’interferenza, pardon, l’aiuto degli USA. Vi siete mai resi conto di come sia inebriante svegliarsi una mattina, salire a bordo di un aereo o di una funivia (non fa differenza), ed in entrambi i casi essere abbattuti, per errore o gioco. Oppure imbarcarsi di sera su un traghetto diretto in Sardegna e finire arrostiti? Sembrano dimenticati i venti morti del Cermis (3 febbraio 1998) dell’era clintoniana. Dove si rintana la giustizia quando muore la pelle viva di chi non ha voce?  Belpaese a sovranità azzerata, almeno a partire dalle clausole misteriose (ignote perfino agli storici di professione) dell’armistizio di Cassibile. Da noi imperversano tuttora segreti regolamentati da un regio decreto fascista del 1941. La nazione italiana occupata dagli Stati Uniti d’America, non è sovrana né indipendente, ma succube. La fragilità italica cova le radici proprio nella lunga sequela di misteri alimentati a dismisura. Una litania di accordi internazionali ha annichilito la Costituzione: ultimi in ordine temporale i Trattati di Prum, Lisbona e Velsen, che assoggettano ogni Stato del vecchio continente ad una normativa sovranazionale, promulgata da legislatori oscuri e ratificata da parlamentari sulla cresta dell’onda. Avanza incontrastato il militarismo. Tanti, troppi, sotto controllo totale. Alzi la mano chi ha mai sentito parlare di Eurogendfor: la nuova polizia militare europea che ha assunto poteri e compiti totalmente al di fuori del controllo democratico. Una decisione ratificata anche dal parlamento italiano (opposizione compresa), soltanto nell’anno 2010. L’Echelon italiana, capitolo intercettazioni e spionaggi è una regalo a parte che assottiglia all’osso la democrazia.
Chissà quante generazioni ci vorranno perché approdi una nuova leva di italiani che sappiano scrollarsi la rassegnazione. Come se l’ex giardino d’Europa, fosse soltanto una  nauseabonda torta da spartirsi: appalti, subappalti, commesse e posti al sole. Chissà se riusciremo a seminare quel seme buono a far germogliare di nuovo la sapienza delle madri, il coraggio dei padri, l’abnegazione dei nonni, di quelli che hanno fatto grande l’Italia, prima che l’egoismo e il criminale calcolo del privato profitto la riducesse in polvere. Chissà se riusciremo a rompere i compromessi e le compromissioni, i giochi delle parti, le mafie, gli intrallazzi, i silenzi, le omertà.
Tutte le strade, anche le più buie hanno un sole che  accompagna il cammino e un vento di pacifici colori che danza annunciando la primavera.  Per dirla con Pasolini: io so. La navigazione sul campo mi ha condotto a stanare le prove ufficiali: negli archivi angloamericani e in quelli italiani di ogni ordine e grado. Il mio viaggio a caccia di scorie non narra la storia, ma racconta alcune storie esplosive del Belpaese. Sconti a nessun, senza respiro. Sconfiggere i ladri di futuro è possibile, basta tenere a mente la lezione di Gandhi per estirpare il cancro militarista. Non c’è davvero, più tempo da perdere. E’ meglio essere attivi oggi che radioattivi e mutanti domani.
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