Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

venerdì 30 agosto 2013

Basta con le trattative private nella gestione dei rifiuti !!!

Secondo l’Avvocatura dello Stato l’iter per la nuova discarica di Roma deve essere quello dell’esproprio e della successiva gara ad evidenza pubblica

 Apprendiamo dal giornale “Il Messaggero” che la Guardia di Finanza, su richiesta del Ministro all’Ambiente, non è riuscita a scoprire i veri nomi che sono dietro le società fiduciarie cui fa riferimento la ECOFER Spa, la società cui il Commissario Straordinario Goffredo Sottile vorrebbe affidare a trattativa privata la gestione dei rifiuti di Roma, un affare da 100 milioni di euro l’anno.

Adesso scende in campo la DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) per capire chi si nasconde dietro le società fiduciarie che controllano i terreni su cui dovrebbe nascere la nuova discarica di Roma.
Una questione molto più grave sta, però, passando inosservata sulla stampa: il Commissario Sottile non può assolutamente affidare a trattativa privata la gestione della nuova discarica di Roma.
Il decreto di nomina del Commissario Straordinario prevede in modo esplicito che “Il Commissario delegato provvede per le occupazioni d'urgenza e per le eventuali espropriazioni delle aree occorrenti per l'esecuzione delle opere e degli interventi di cui alla presente ordinanza“ (Opcm 3963 del 6 settembre 2011 “Disposizioni urgenti di protezione civile per la chiusura della discarica di Malagrotta”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 213 del 13 settembre 2011.
Va, inoltre, evidenziato che nella relazione predisposta dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e approvata il 3 luglio 2012, un intero capitolo è dedicato alle modalità di affidamento della nuova discarica.
La Commissione parlamentare ha acquisito un parere espresso dall’Avvocatura dello Stato, appositamente interpellata dal prefetto di Roma Pecoraro con nota dell’8 novembre 2011, secondo il quale la procedura da seguire per l’affidamento della gestione della discarica individuata dal Commissario è quella dell’esproprio e della successiva gara ad evidenza pubblica. 
Si riporta di seguito uno stralcio del parere citato, trasmesso dall’avvocatura al commissario delegato il 25 novembre 2011 (doc. 1090/4): « (...) Se quanto precede è esatto, diviene allora nodale rispondere al secondo quesito, con cui si prospetta la possibilità di integrare l’ordinanza del 6 settembre 2011 nel senso di attribuire a codesto commissario anche il potere di autorizzare direttamente privati proprietari ad adibire a discarica aree di loro proprietà e di affidare a tali soggetti la gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi da collocare in discarica dopo la chiusura definitiva della discarica di Malagrotta. A giudizio di questa avvocatura generale, il perseguimento di tale possibilità non appare coerente con l’impostazione giuridica dell’ordinanza e con la concreta situazione di fatto da questa presupposta. Quanto all’impostazione giuridica, l’ordinanza richiama innanzitutto all’articolo 4, comma 1, il rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico e dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario (“rectius”, dal diritto dell’Unione europea). L’ordinanza precisa poi, coerentemente, che tra le norme derogabili del decreto legislativo n. 152 del 2006 (codice dei contratti pubblici) non figura l’articolo 2, comma 1, per il quale “l’affidamento e l’esecuzione di ... servizi ai sensi del presente codice deve ... rispettare i principi di libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, nonché quello di pubblicità”. Altra disposizione del codice dei contratti pubblici non derogata dall’ordinanza è l’articolo 3, comma 10, giusta il quale “gli appalti pubblici di servizi sono appalti pubblici ... aventi per oggetto la prestazione dei servizi di cui all’allegato II”. L’allegato II, parte A, n. 16, tra i servizi contemplati dal codice enumera quelli di “eliminazione di rifiuti”. È quindi chiaro come il modus procedendi privilegiato dall’ordinanza sia l’affidamento mediante gara ad evidenza pubblica, in quanto unica modalità idonea ad assicurare il rispetto dei principi di concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione e concorrenza, del servizio di smaltimento dei rifiuti tramite la gestione delle discariche che codesto commissario avrà individuato (...); allo stato attuale non appare possibile affidare direttamente, senza procedure di evidenza pubblica, la gestione del servizio al titolare dell’area, previa sua autorizzazione a realizzarvi una discarica di rifiuti urbani. Naturalmente, nulla vieta di acquisire la disponibilità dell’area attraverso accordo bonario con i titolari anziché attraverso formali procedure ablatorie, ma resta inteso che ciò non potrebbe avvenire concedendo come corrispettivo il diritto di gestire il servizio; pena, come già esposto, la violazione dei principi di concorrenza, trasparenza, parità di trattamento e non discriminazione che, nella presente situazione di fatto e di diritto, non appaiono derogabili ».
Il parere dell’avvocatura dello Stato è assolutamente inequivocabile: 
bisogna precedere con l’esproprio delle aree e 
con una gara ad evidenza pubblica.
Ogni ipotesi diversa è praticamente illegale!!!!
E’ folle pensare di affidare la gestione dei rifiuti della Capitale d’Italia a delle società fiduciarie di cui non si conoscono nemmeno i proprietari.


Il gioco di DISCARICOPOLY per prendere in giro la Commissione Europea

Mentre assistiamo sbalorditi e inermi alla più grave crisi diplomatica dell’Italia con gli Stati Uniti in merito all’eliminazione della casella “Prigione” dalla nuova versione  del gioco del “Monopoly”, con tanto di viva e vibrante comunicazione di sette deputati del PD al sorpreso e incredulo ambasciatore statunitense di Roma, nella capitale del Paese si sta giocando l’ennesima partita del gioco “Discaricopoly”.



Il gioco di “Discaricopoly” è stato inventato dai politici italiani (Polverini, Alemanno & Zingaretti) per prendere in giro la Comunità Europea in merito alla chiusura definitiva della discarica di Malagrotta.
Ogni volta che si avvicina la data della chiusura definitiva della discarica di Malagrotta, i politici di turno fanno finta di aver individuato una nuova discarica, ma chiedono all’Europa l’ennesima proroga pro-tempore per la discarica di Malagrotta.

Nel caldo agosto 2008 Togni (allora Capo del Dipartimento Ambiente del Comune di Roma, esperto di logge segrete e d’affari) ha rivelato la verità ai comitati locali: “la discarica di Malagrotta verrà innalzata di altri 10 metri e sarà in funzione per ulteriori 15 anni”.
Le parole di Togni sono state profetiche: ad oggi sono già 5 anni che le istituzioni fingono di cercare una soluzione alternativa alla discarica di Malagrotta, scegliendo di volta in volta soluzioni sbagliate ed inverosimili (Villa Adriana, Riano, Pian dell’Olmo, il Divino Amore, eccetera).

Di fatto le continue proroghe della discarica di Malagrotta servono solo a prendere in giro la Commissione Europea.
Sul gioco di “Discaricopoly” sono riportate le località di Roma e della sua provincia (Villa Adriana, Malagrotta, Divino Amore, Colosseo, Stazione Termini, Piazza Navona, Piazza Montecitorio, Fontana di Trevi, Laghetto dell’Eur, Riano, Albano Laziale, Pomezia, Fiumicino) e il politico di turno, oppure un tecnico appositamente nominato (oggi il Commissario Straordinario, il vecchio prefetto in pensione Goffredo Sottile, appositamente scelto da Monti in base al curriculum in quanto tra i principali corresponsabili della disastrosa gestione dei rifiuti in Campania), prova a scegliere a caso una delle località indicate nel gioco di “Discaricopoly”, generando il panico nella popolazione locale, che è costretta ad organizzare una viva e vibrante contestazione.

I risultati del gioco di “Discaricopoly” sono disastrosi:
  • a Roma e nel Lazio è stato scelto un vecchio e superato modello di gestione fatto di discariche che inquinano (vedi Malagrotta) ed inceneritori che non funzionano (vedi Malagrotta), il tutto concentrato nelle mani del signor Cerroni;
  • a Roma e nel Lazio non decolla la raccolta differenziata, che rimane molto al di sotto dei limiti minimi previsti dalla legge;
  • a Roma e nel Lazio i cittadini pagano di conseguenza le tariffe più alte d’Italia (e forse del mondo) per la gestione rifiuti.
A Roma e nel Lazio i cittadini e i loro comitati sono in linea con le indicazioni della Commissione Europea (forte impegno sulla raccolta differenziata e superamento delle discariche e degli inceneritori entro il 2020), mentre la misera classe politica romana rimane in affari con il signor Cerroni tramite AMA e ACEA per una politica tutta discariche ed inceneritori.

Sarà opportuno riportare i nostri amministratori dal gioco di “Discaricopoly” al mondo reale, denunciandoli alla Corte dei Conti per il danno erariale determinato da questa disastrosa gestione dei rifiuti.


ARTICOLI DI APPROFONDIMENTO
I giochi sporchi sulla nuova discarica di Roma 
Chi sono i proprietari della nuova discarica di Roma?
Per la Corte dei Conti una scarsa raccolta differenziata è danno erariale 
La raccolta differenziata crea sviluppo e occupazione 


http://sotto-terra-il-treno.blogspot.it 

domenica 25 agosto 2013

La raccolta differenziata crea sviluppo e occupazione

Il Paese ha bisogno di rilanciare la raccolta differenziata.

Il raddoppio della raccolta differenziata può determinare un effetto complessivo sull’economia per effetto delle interdipendenze settoriali per 30 miliardi di euro, garantendo una robusta crescita del PIL del 2%.


Differenziare e riciclare fa bene all’ambiente, ma, sempre di più, fa bene all’economia del Paese. Infatti, nel 2011, il fatturato dell’industria del riciclo degli imballaggi in acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro e dal relativo indotto è stato stimato in 9,5 miliardi di euro. Nel 2010 il valore era stato pari a 8,8 miliardi di euro (Fonte Althesys).

L'industria del riciclo si conferma così, insieme al settore delle energie rinnovabili, uno dei principali comparti della green economy.

La dimensione è superiore a settori industriali ben più radicati e storici nell’ambito del sistema Paese, ad esempio il tessile (8,4 miliardi di fatturato – fonte Centro Studi Moda Italia) e pari al settore della cosmetica.

Rispetto all’anno precedente, il giro d’affari dell’indotto e dell’industria del riciclo nel 2011 (9,5 miliardi di euro) ha avuto un incremento del 7,1%, notevolmente superiore all’aumento registrato dal PIL italiano, che è stato solo dello 0,4%, e all’incremento della produzione industriale che si è attestato allo 0,1%.

Il settore della raccolta differenziata e del riciclo degli imballaggi conferma quindi il suo ruolo di riferimento non solo nel panorama dell’industria green del nostro Paese, ma più in generale rispetto all’intero comparto industriale italiano all’interno del quale rappresenta una straordinaria opportunità di crescita e sviluppo in ottica sostenibile.

Il numero totale degli addetti del settore della gestione dei rifiuti è di circa 100.000 unità (fonte ISTAT). Gli addetti del solo comparto della raccolta e del riciclo dei rifiuti di imballaggio sono oltre 36.000.

In una situazione dove ancora il 50% dei rifiuti urbani viene inviato in discarica è, quindi, evidente il potenziale di miglioramento in termini di crescita economica e di sviluppo occupazionale che offre la raccolta differenziata nel nostro Paese: il raddoppio della raccolta differenziata può determinare un effetto complessivo sull’economia per effetto delle interdipendenze settoriali per 30 miliardi di euro, garantendo una robusta crescita del PIL del 2%.

L’industria legata ai rifiuti è stata tra le più floride negli ultimi decenni e, indubbiamente, tra quelle con il fatturato più rilevante nel campo dell’industria ambientale. Sebbene possa sembrare una contraddizione, i rifiuti rappresentano attualmente una delle maggiori opportunità di crescita sostenibile per il sistema Europa e per il nostro Paese, carente di risorse primarie, in particolare.

I rifiuti costituiscono infatti una enorme riserva di risorse che, se opportunamente gestita e valorizzata, può garantire un approvvigionamento sostenibile e continuo negli anni di materiali ed energia.

Secondo le stime della Commissione Europea, la completa applicazione della normativa UE sui rifiuti può determinare un aumento complessivo del 29% del fatturato annuo del settore della gestione dei rifiuti e dei settori del riciclo, garantendo la creazione di circa 400.000 nuovi posti di lavoro.

Secondo la Commissione Europea, la completa applicazione della normativa UE sui rifiuti crea enormi opportunità per l'innovazione e la penetrazione nel mercato delle tecnologie più efficienti soprattutto nelle eco-industrie.

In prospettiva, le conoscenze acquisite e le tecnologie/tecniche sviluppate in Europa possono successivamente essere di supporto e di riferimento per una migliore gestione dei rifiuti a più basso impatto ambientale anche per gli altri Paesi del mondo.

Nel complesso, il pieno rispetto della normativa UE sui rifiuti può contribuire, quindi, ad un aumento della qualità della vita dei cittadini dell'UE e può assicurare un efficace equilibrio tra la tutela dell'ambiente, le opportunità economiche - per il settore della gestione dei rifiuti e per l'industria europea nel suo complesso - e lo sviluppo sociale.

In questo contesto di pesante crisi economica che sta vivendo il Paese, chi si ostina a ritardare la raccolta differenziata continuando a proporre soluzioni costose e superate (discariche e inceneritori) costituisce un grave ostacolo alla crescita e allo sviluppo occupazionale del Paese.


domenica 18 agosto 2013

RiTroviamo l'Onore di essere Italiani

".. Quando un napoletano è felice per qualche ragione, 
invece di pagare un solo caffè, 
quello che berrebbe lui, ne paga due, 
uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. 
È come offrire un caffè al resto del mondo .."

possiamo .. facciamolo:

sabato 17 agosto 2013

Roma, 16 agosto 2013: omnia sunt Communia

come sempre è successo negli ultimi anni, il potere politico ha aspettato di trovarsi nel cuore dell'estate per mobilitare il suo apparato repressivo ed effettuare lo sgombero di uno spazio socio-abitativo.

I blindati della polizia si sono accaniti contro Communia che, al centro di San Lorenzo, metteva in discussione gli intenti speculativi con cui si sta trasformando un quartiere popolare in una zona residenziale di lusso.  Dopo le occupazioni romane dello "tsunami tour" (dicembre 2012 e aprile 2013), lo sgombero di Communia segna la controffensiva reazionaria di politici e speculatori e in attesa dell'autunno (caldo) ..

ora tutta Roma deve considerarsi sotto sgombero.
(perchè:  Omnia sunt bastards)

I giochi sporchi sulla nuova discarica di Roma

Come ogni anno, il mese di agosto è riservato ai giochi sporchi sulla gestione dei rifiuti a Roma e nella Regione Lazio.
Il 29 luglio 2013 il Commissario Straordinario Goffredo Sottile ha ufficializzato la scelta di Falcognana come nuova discarica di Roma.

La scelta della nuova discarica di Roma in zona Falcognana, a pochi metri dal Santuario del Divino Amore, è una scelta folle: per la campagna e per il paesaggio, per la vista, la solitudine, il silenzio, per la sua luce, le sue albe e i suoi tramonti.  Un altro pezzo della campagna romana viene distrutto per far posto alla nuova discarica di Roma, la Malagrotta Due.

Come direbbe Antonio Cederna: “la demenza dei devastatori ha raggiunto vette inimmaginabili”.

Dopo l’indecente proposta del precedente Commissario Straordinario, il Prefetto di Roma Pecoraro, di trasformare Villa Adriana in discarica, oggi dobbiamo assistere alla nuova scelta del nuovo Commissario Straordinario, il Prefetto in pensione Sottile, che vuole circondare di rifiuti il Santuario del Divino Amore.
Come direbbe oggi Antonio Cederna: “Esistono rappresentanti delle istituzioni, organi di tutela, statali, comunali, provinciali, cui manca spesso la cultura e l'intelligenza, cui manca sempre l'iniziativa e la forza di intervenire”. 

Il nuovo Sindaco di Roma Marino sta giocando con l’autovelox a Via dei Fori Imperiali mentre il nuovo Presidente della Regione Lazio Zingaretti è assente, come al solito.

In questo quadro istituzionale assurdo, lo sport preferito da Cerroni e dalla Ecofer Ambiente Spa è quello di comprare tutti i terreni disponibili per fare discariche al Sud di Roma. Il signor Cerroni ha comprato tutta la zona delle Solforate in località Pomezia, mentre la Ecofer Ambiente Spa ha comprato grandi terreni tra la Via Ardeatina e la Via Nettunense.

In questi giorni il giornale “Il Messaggero” ha posto un tema molto importante:  chi soni i proprietari della Ecofer Ambiente Spa?   Nell’articolo del Messaggero viene solo spiegato che l’assetto della Ecofer Ambiente Srl fa capo, nella quasi totalità, a due società fiduciarie, uno strumento per celare a chi appartengano le quote di una società.

Vediamo, quindi, di scrivere quello che “Il Messaggero” non osa pubblicare.

La Ecofer Ambiente Srl dipende dalla “SOFIR Società Fiduciaria e di revisione SRL” (60%), dalla “Corduso Società fiduciaria per azioni” (39%) e da Fiori Valerio (1%).

Da una breve ricerca su Internet su “Fiori Valerio” emerge il seguente articolo:

“Erano sotterrati a più strati in piena zona protetta del parco del Ticino: in tutto 50 mila tonnellate di scarti tossico-ocivi.  Quasi il carico di una nave dei veleni sepolto in una frazione di Borgo San Siro, piccolo comune Pavese, e nell' ex cava Natale di Vigevano.  La scoperta è stata fatta dalla Guardia di finanza di Pavia che, al comando del colonello Giuseppe Tuccitto,  ha dato il via alla complessa indagine nel sottosuolo vigevanese. Sono state le Fiamme Gialle a far eseguire gli scavi tra capannoni e strutture ormai disattivate della ditta "Sarpi Metalli Spa" di Borgo San Siro.  Lì era sepolta la parte più consistente dei veleni: circa 32 mila tonnellate di rifiuti a base di piombo, arsenico, cadmio, selenio ed altre sostanze nocive.  Nell' area della ditta di Borso San Siro i rifiuti al veleno erano un po' dappertutto: persino nel capannone dell' azienda ormai chiusa sono stati trovati grossi quantitativi di sostanze pericolose, arsenico in testa.  Gli uomini della Finanza hanno anche messo sotto sequestro una cisterna con 209 mila chili di olio combustibile e fusti zeppi di soda caustica.  Tutto ciò è costato, per ora, all' amministratore della ditta bolognese "Sarpi", Valerio Fiori, 50 anni residente a Bologna, la posizione di indagato nell' inchiesta fatta immediatamente scattare dalla Procura di Vigevano”. (articolo archivio della Repubblica, 15 luglio 1993). 

Il Valerio Fiori che era amministratore della ditta bolognese “Sarpi” è lo stesso Valerio Fiori che oggi è amministratore della Ecofer Ambiente Srl?

Ci domandiamo se il commissario Goffredo Sottile, il Comune di Roma, la Regione Lazio e il Ministero dell’Ambiente abbiano accesso ad Internet per poter fare una semplicissima ricerca con Google.

Come direbbe oggi Antonio Cederna: “Esistono rappresentanti delle istituzioni, organi di tutela, statali, comunali, provinciali, cui manca spesso la cultura e l'intelligenza, cui manca sempre l'iniziativa e la forza di intervenire”.   E adesso iniziamo il gioco delle scatole cinesi per capire chi sono i proprietari della discarica della Falcognana!!!!

La “SOFIR Società Fiduciaria e di revisione SRL” fa capo alla “Class Fiduciaria SRL” (51,33%), una ennesima società fiduciaria, a Cazzola Amedeo (24,33%) e a Venturi Alfonso (24,33%).

La “Class Fiduciaria SRL” fa capo alla “Ghirlandina Director e Trustee SRL” (100%), che a sua volta dipende da Pighi Francesco (67%) e Panico Paolo (33%). 
Pighi Francesco e Panico Paolo sono due importanti professionisti che hanno curato una pubblicazione su “Trust e attività fiduziarie” di IPSOA.

Ma perché scomodare due tra i maggiori esperti nazionali di trust e attività fiduciarie?

Perché i veri proprietari della Ecofer Ambiente Spa devono rimanere rigorosamente nascosti?

Ci sono forse dei politici tra i proprietari della nuova discarica di Roma?


mercoledì 7 agosto 2013

Comunicato Stampa del NO-INC di Albano

"Domani mattina, giovedì 8 agosto, alle ore 10,30, una delegazione del comitato No Inc incontrerà l’assessore regionale all’Ambiente (delegato ai rifiuti) Michele Civita.
Il comitato formalizzerà all’Assessore la richiesta di revisione e di annullamento dell’Autorizzazione Ambientale (n. B-3694 del 13 agosto 2009) che, di fatto, ha dato il via-libero alla costruzione del mega forno brucia-rifiuti, per sopravvenute problematiche ambientali ed igienico-sanitarie.
In ogni caso, martedì prossimo 13 agosto, alle ore 20,00, nei pressi di una vigna adiacente il VII invaso della discarica di Roncigliano (ingresso da Villaggio Ardeatino), il comitato No Inc terrà una cena per festeggiare i 4 anni trascorsi dal 13 agosto 2009 (A.I.A. n.B-3694 del 13 agosto 2009), senza che il cantiere sia ancora mai partito."
(Per info e prenotazioni, Paolo: 349-6803686.)
Appena pochi giorni fa, il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato una delibera che modifica il piano di gestione dei rifiuti, con l’abolizione del cosiddetto scenario di controllo, istituito dalla maggioranza Polverini. Lo scenario di controllo costituiva una sorta di “piano B” da realizzare nel caso in cui gli obiettivi pre-fissati di raccolta differenziata porta a porta non fossero stati raggiunti nei tempi previsti.  In queste settimane, per di più, è in corso di aggiornamento anche la revisione generale del Piano Regionale dei Rifiuti. 


Purtroppo, però, tutte queste attività di rielaborazione del Piano Rifiuti, non incidono in alcun modo sulla vertenza in atto ai Castelli Romani contro la costruzione dell’inceneritore di Albano.  Le indicazioni politiche del nuovo  Consiglio, difatti, valgono “solo” come "dichiarazioni di intenti futuri".  Un piano di sviluppo sul tema rifiuti, che funge da "guida" per i competenti uffici amministrativi e tecnici.  Attività, però, non certo utile a bloccare l'Inceneritore di Albano che risulta definitivamente approvato, da ben 4 anni, a livello amministrativo (A.I.A. n.B-3694 del 13 agosto 2009).
La vertenza dei Castelli Romani potrà trovare, quindi, un' utile conclusione, solo nel caso in cui gli uffici competenti della regione Lazio - ed in modo particolare l'Area Rifiuti - riaprano ed annullino quanto prima, come del resto previsto dalla legge (n. 59 del 2005), la procedura di Autorizzazione Ambientale (n. B.3694 del 13 agosto 2009), ovvero l’atto che ha dato e da, ancora oggi, di fatto, il via libera alla costruzione dell'impianto brucia-rifiuti di Albano.


A maggior ragione, certo, considerando i presupposti sui quali si era proceduto all’approvazione dell’Inceneritore di Albano: “da un’approfondita analisi della qualità delle acque di falda sottostanti la discarica di Albano, non sono emerse criticità di alcun tipo.”(Dirigente Regione Lazio, Dott. Luca Fegatelli, conferenza dei servizi del 20 aprile 2009). Viceversa, tutti i dati delle analisi ARPA relativi alle acque di falda sottostanti la discarica di Albano, successivi a quella data (2010, 2011 e 2012), dimostrano, davvero oltre ogni ragionevole dubbio, l’inquinamento e lo stress ambientale ed igienico sanitario dell’intera area, che non può certo, per nessuna ragione, essere idonea a ricevere alcun tipo di nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti, men che mai un impianto inutile, costoso e dannoso, qual è l’Inceneritore dei Castelli Romani.  


Il prossimo appuntamento per il comitato No Inc, in ogni caso, resta fissato per martedì 13 agosto. Quel giorno, difatti, sempre a Roncigliano, in una vigna che si trova proprio davanti al VII invaso, nei pressi di Villaggio Ardeatino, si terrà una cena per festeggiare i 4 anni trascorsi dall’Autorizzazione Ambientale (A.I.A. n.B-3694) firmata l’ormai lontano 13 agosto del 2009, dall’allora Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo.  Quel documento aveva dato il via libera all’avvio del cantiere per la costruzione del mega forno brucia-rifiuti. E quest’anno sono ben quattro le candeline da spegnere.  


Festa grande, quindi, per il comitato No Inc.  

Nella speranza e nell’attesa che parta presto, su tutta l’area dei Castelli Romani, la tanto auspicata e attesa raccolta differenziata porta a porta.  



Info e programma aggiornato su:   www.noinceneritorealbano.it.  



Per info e prenotazioni, Paolo: 349-6803686.

lunedì 5 agosto 2013

Rifiuti, Marino incontra in Comune i comitati anti discarica dell’Ardeatina



NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. 

I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile 
(come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia.  

Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, 
in primis per amministratori e cittadini.  

Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, 
per la salute pubblica e, soprattutto, 
nel vero ed unico interesse della comunità.   

Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, 
va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi,
 l’ambiente nel quale essa vive.  

Sviluppo si, quello vero però!  
Fuori inceneritori e discariche dai Castelli Romani.  

In Campidoglio gli abitanti della zona e parte di coloro che sabato avevano manifestato ai Fori contro il previsto arrivo di tonnellate di indifferenziata a Falcognana
ROMA – fonte articolo clicca qui- Rifiuti, il giorno dell’armistizio. 

Dopo gli scontri in piazza, nel corso della manifestazione di protesta giunta a «guastare» la festa per la pedonalizzazione dei Fori, lunedì 5 agosto potrebbe essere la giornata della tregua fra il Comune di Roma e i comitati che si battono contro la creazione di una super discarica (ma un sito di conferimento esiste già nella zona, come ha sottolineato il presidente della Regione Lazio) a Falcognana. Il sindaco Ignazio Marino ha incontrato in tarda mattinata – in una visita privata – i rappresentanti dei movimenti anti discarica della zona di Agro Romano vicina all’Ardeatina.

In Campidoglio è giunto anche il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, e all’incontro ha preso parte anche il presidente del IX Municipio, Andrea Santoro.

RAGIONARE INSIEME – Obiettivo del primo cittadino della Capitale è ragionare insieme ai residenti – che erano scesi in piazza già il 30 luglio- sulla reale portata del progetto di discarica presentato pochi giorni fa dal commissario ai Rifiuti Goffredo Sottile . Ma le posizioni sono distanti. Già venerdì 2 agosto il presidente del IX Municipio Santoro aveva incontrato l’assessore all’Ambiente Estella Marino, che gli aveva sottoposto il documento in cui il Prefetto indica il km 14 della Ardeatina come «idoneo a ospitare la nuova discarica della città», ed aveva commentato con durezza: «La relazione conclusiva del commissario per l’Emergenza Rifiuti è superficiale, approssimativa e non fa cenno a problematiche rilevanti del territorio, prima fra tutte la viabilità».

TIR E CAMION AMA VIETATI – Il minisindaco ha annunciato che, con una direttiva della giunta municipale, verrà applicata l’ordinanza emessa dalla Provincia di Roma nel dicembre 2012 che vieta il transito di mezzi pesanti dal Santuario del Divino Amore al ponte della Falcognana: «Dal 27 agosto i Tir non potranno più circolare su questo tratto della via Ardeatina – ha detto Santoro – mi appello agli organi di informazione perchè possano diffondere questa notizia». Di fatto, significa che neppure i compattatori Ama potrebbero passare su quella strada : un ostacolo tecnico, e legale, al futuro arrivo di tonnellate di rifiuti trattati nel sito che dovrebbe sostituire la ormai esaurita discarica di Malagrotta.

VERTICE PACIFICATORE – Lunedì, dunque, il vertice in Campidoglio che si spera pacificatore, con lo stesso Santoro che riconosce, ringraziando l’assessore Estella Marino, «il Comune di Roma è l’unica istituzione che ha prestato ascolto al IX Municipio e ai suoi cittadini». Martedì 6, lo stesso minisindaco invierà all’assessore all’Ambiente «tutte le osservazioni alla relazione di Sottile che motivano la nostra ferma contrarietà alla realizzazione della discarica» in zona Ardeatina.
SITO GIA’ AUTORIZZATO – «Con il massimo della serietà stiamo verificando la soluzione individuata dal prefetto Sottile – interviene l’asessore Estella Marino -, rispetto alla quale siamo chiamati ad esprimere un parere. La proposta fa riferimento al sito di Falcognana, sito già autorizzato per il conferimento di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, e ad oggi già in esercizio. Pertanto appare totalmente strumentale la presenza di Alemanno sabato sera alla notte dei Fori, come capo simbolico della protesta, visto che nel 2009 all’interno dell’iter del procedimento autorizzativo della discarica, pur interpellato, il Sindaco Alemanno non sollevò alcun rilievo o prescrizione». «Evidentemente allora – conclude l’assessore all’Ambiente – l’autorizzazione della discarica non era di interesse politico».

DAI METALLI ALL’INDIFFERENZIATA – Sul piede di guerra restano comunque i consiglieri di opposizione: la questione del divieto ai mezzi pesanti sull’Ardeatina «dovrebbe far riflettere Zingaretti e Marino per cambiare l’atteggiamento che hanno avuto finora sulla proposta del commissario Sottile di trasformare la discarica per metalli della Falcognana in discarica per i rifiuti», sottolineano In una nota congiunta Luciano Ciocchetti e Francesca Barbato, leader e esponente di Idee Popolari, e Ignazio Cozzoli, consigliere comunale della lista civica Cittadini x Roma.

Associazione DifferenziaTi
 

Acqua: "bene Pubblico"

Aumenta il costo della bolletta dell'acqua, il prezzo del biglietto d'ingresso dell'Anfiteatro Festival e il numero dei disservizi idrici! Albano, Cecchina e Pavona, ridotti un colabrodo ..

Eppure il Comune di Albano, guidato dal sindaco Nicola Marini, stringe rapporti di sponsorizzazione con l'ACEA per finanziare l'Anfiteatro Festival 2013! Sabato scorso 27 luglio, all'interno dell'anfiteatro severiano, ha preso il via la seconda edizione dell'anfiteatro festival di Albano.

L'evento sarà sponsorizzato, per il secondo anno consecutivo, dall'ACEA. Eppure l'ACEA fa parte del consorzio Co.E.Ma. (insieme alla PONTINA AMBIENTE SRL del ras della "monnezza" Manlio Cerroni ed all'AMA) che vorrebbe costruire ancora oggi, all'interno della discarica di Roncigliano, l'Inceneritore più grande d'Europa.

Inoltre, dal 2005, i Castelli Romani sono colpiti da una grave crisi idrica. In alcuni paesi dei Castelli Romani la crisi idrica è ancora in corso.

In altri, addirittura - come ad Albano - è necessario portare "da fuori" (con la costruzione di condotte idriche faraoniche) tutta l'acqua necessaria per gli usi alimentari e domestici, perché quella locale non è più potabile ..

Come se non bastasse, il Presidente dell'ACEA Giancarlo Cremonesi, esattamente un anno fa (4 Luglio 2012) rilasciava alla stampa le seguenti considerazioni in merito proprio all'Inceneritore di Albano:  "Sul gassificatore di Albano vorrei ci fosse serenità e pace sociale, convinzione che e' un impianto che non creerà disagio.

Prima di metter mano al cantiere vorremmo ci fosse una conoscenza da parte dei cittadini che questo impianto non pregiudicherà la qualità della loro vita''.

Ma, ancora:  la bolletta che dovrebbe calare proporzionalmente alla qualità del servizio e dell'acqua, che invece diventa sempre più cara;  la mancanza di trasparenza dell'ACEA; l'inefficienza degli interventi; le interruzioni del servizio idrico programmate e non rispettate o non programmate, la carenza dell'acqua soprattutto nei mesi estivi.

E .. chi più ne ha più ne metta ..

E .. sul sito del Comune di Albano (sezione Trasparenza), i dati relativi alla qualità dell'acqua distribuita nelle case, scuole e strutture ospedaliere, non vengono aggiornati da almeno 9 mesi ..

Aumenta il costo della bolletta dell'acqua, il prezzo dei biglietti d'ingresso dell'Anfiteatro Festival ed il numero dei disservizi idrici

Consigliere comunale delegato alla cultura (e segretario del PD di Albano, Cecchina e Pavona) ALESSIO COLINI, sindaco NICOLA MARINI: era proprio necessaria la sponsorizzazione Acea dell'Anfiteatro Festival di Albano?

http://youtu.be/oWdTPVguTxk 

giovedì 1 agosto 2013

“Er sordo der compare”

Sottotitolo:  sindaco di Albano o sindaco di Roma? 
Ieri pomeriggio, il sindaco di Albano Nicola Marini si è recato nei pressi del Santuario del Divino Amore per dare sostegno ai comitati (Cuore Tricolore e Verde Urbano) impegnati contro l’ipotesi che nella discarica per rifiuti speciali di Roma (attiva dal 2003) situata in località Falcognana (IX municipio, ex XII) possano finire, anche se temporaneamente, i rifiuti urbani romani.  

Il sindaco Marini ha rilasciato alla stampa, nell’occasione, le seguenti considerazioni: “Sono qui per portare solidarietà. Il quadrante sud della capitale non può fare da discarica a tutti.  Nel territorio abbiamo già il sito di Roncigliano, dove scaricano dieci comuni.”  

In realtà, da venerdì 25 gennaio 2013, “grazie” al Decreto Clini, la discarica di Albano (frazione di Cecchina) ricevere, ogni giorno, anche 150 tonnellate di spazzatura indifferenziata proveniente proprio dalla città di ROMA.   Oltre alle 300 tonnellate al giorno provenienti dai Castelli Romani. Totale:  circa 450 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno.  

Ammesso e non concesso che queste quantità vengano rispettate, da allora sono arrivate nella discarica di Albano circa 28 mila (ventotto mila) tonnellate di spazzatura indifferenziata romana, oltre alle circa 60 mila tonnellate locali. Totale: 90 mila (novanta mila) tonnellate.  Una quantità pari ad 1/5 della capacità massima del VII invaso, stimata da progetto in circa 500 mila (cinquecento mila) tonnellate.  

Tutta la spazzatura indifferenziata romana, però, secondo quanto previsto nel decreto Clini/Sottile, dovrebbe essere SOLO TRATTATA negli impianti TMB locali (di Albano, Viterbo, Colfelice, etc) e NON ANCHE INTERRATA. 

Eppure, se da una parte abbiamo conoscenza diretta degli automezzi AMA che entrano ed escono, dalla mattina alla sera, dalla discarica di Roncigliano, NON abbiamo invece la prova-provata che questa enorme mole di rifiuti indifferenziati venga poi rispedita per intero al mittente, come previsto nel decreto Clini/Sottile. 

Chiediamo quindi, per l’ennesima volta, all’Amministrazione Marini, opportuni controlli sul peso di tutti gli automezzi AMA in entrata ed uscita dalla locale discarica.  Controlli ampiamente previsti dalla legge (articoli n. 190 e n. 193 della Legge n. 152 del 2006).
 
PERCHE’ IL PESO DI TUTTI GLI AUTOMEZZI IN ENTRATA ED USCITA DALLA DISCARICA DI RONCIGLIANO NON VIENE RESO PUBBLICO QUOTIDIANAMENTE?

Nicola Marini, sindaco di Albano o sindaco di Roma?   

da:  foto del diario di Daniele Castri
(referente legale del NO-INC di Albano)