Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

mercoledì 5 settembre 2012

BOMBE NUCLEARI USA: IN ITALIA DESTINAZIONE ISRAELE



di Gianni Lannes
Non c’è freno all’orrore che dilania la Palestina. Dopo i cecchini addestrati a menomare i bambini sparando agli occhi,  dopo le bombe al fosforo, gli ordigni a grappolo e all’uranio impoverito,  Tsahal sperimenta una novità sulla pelle di un milione e mezzo di palestinesi rinchiusi nei lager di nuova generazione. Causano un’esplosione radioattiva di breve raggio. In teoria limitano i danni collaterali.  L’acronimo è “Dime” (Dense Inert Metal explosive). E’ un involucro in fibra di carbonio imbottito con tungsteno, cobalto, nickel o acciaio. Queste bombe rilasciano micro-schegge che tranciano tessuti molli e tendini. I feriti sono così destinati a morte sicura, poiché le schegge impercettibili restano nel corpo, provocando il cancro. L’ atomica in miniatura - ideata e fabbricata negli Stati Uniti d’America - viene attualmente utilizzata a Gaza dall’esercito israeliano sui civili palestinesi. La notizia del giorno è disarmante. Una gola profonda rivela: “Le Dime sono stoccate in Italia, nella base di Camp Darby in provincia di Livorno”. Una conferma indiretta all’accordo militar-commerciale stipulato dal governo Berlusconi con lo Stato israeliano. Ovviamente, dietro la regia dello zio Sam. Si attende urgente smentita del primo ministro Monti Mario, con prove alla mano verificabili dall’opinione pubblica. In ogni caso l’Italia conferma la sua sovranità azzerata.
Le Monde - Come riporta il quotidiano francese del 13 gennaio 2009: «Due medici norvegesi presenti a Gaza affermano di “aver visto delle vittime provocate da un nuovo tipo di arma, le DIME”. Dei feriti di un tipo nuovo –adulti e bambini le cui gambe non sono altro che dei moncherini bruciati e sanguinolenti- sono stati mostrati in questi ultimi giorni dalle televisioni arabe che trasmettono da Gaza. Domenica 11 gennaio, sono stati due medici norvegesi, i soli occidentali presenti nell’ospedale della città, che ne hanno dato testimonianza. I dottori, Mads Jilbert e Erik Fosse, che intervengono nella regione da una ventina d’anni con l’Organizzazione non governativa norvegese Norwac, sono potuti uscire dal territorio della città con 15 feriti gravi, attraverso la frontiera con l’Egitto. Non senza alcuni ultimi ostacoli: “Tre giorni fa, il nostro convoglio, per di più condotto dal Comitato internazionale della Croce rossa, è dovuto tornare indietro prima di arrivare a Khan Younis, dove alcuni dei carri armati hanno sparato per stopparci”, hanno detto ai giornalisti presenti ad Al-Arish. Due giorni piu tardi, il convoglio è riuscito a passare ma i medici e l’ambasciatore norvegese venuto ad accoglierli, sono stati bloccati tutta la notte “per ragioni burocratiche” all’interno del terminal della frontiera di Rafah, semi-apertounicamente per alcune missioni mediche (…) “All’ospedale al-Shifa, di Gaza, non abbiamo visto delle bruciature al fosforo, né dei feriti da bombe a sottomunizioni (cluster bombs). Abbiamo visto ferite di cui abbiamo tutte le ragioni di pensare che siano state provocate da un nuovo tipo di arma, sperimentato da militari americani e conosciuta sotto l’acronimo DIME –(Dense Inert Metal Explosive)” hanno dichiarato i medici. Piccole bolle di carbone contenenti una lega di tungsteno, cobalto, nichel e ferro, queste armi hanno un enorme potere esplosivo, che si dissipa nell’arco di 10 metri. “A 2 metri il corpo è tagliato in due; a 8 le gambe sono tagliate, bruciate come da migliaia di punture d’ago. Non abbiamo visto i corpi scarnificati ma molti amputati. Ci sono stati casi simili nel Libano del sud nel 2006 e ne abbiamo visti a Gaza lo stesso anno, durante l’operazione “Pioggia d’estate”. Alcuni esperimenti su dei ratti hanno mostrato che le particelle che restano nel corpo sono cancerogene” hanno spiegato i medici (…) “i feriti non hanno nessuna traccia di metallo nel corpo, ma delle strane emorragie interne. Una materia brucia i loro vasi e provoca la morte senza che noi possiamo fare nulla”.  

Effetti mortali - «Siamo in contatto con medici che operano anche nella Striscia di Gaza, abbiamo visto immagini, già fatto studi approfonditi sulle armi utilizzate dagli israeliani in Libano nel 2006 e siamo arrivati alla conclusione che le ferite che vediamo oggi a Gaza sono identiche a quelle in Libano; e allora vennero utilizzate ‘Dime’ e fosforo bianco»: dichiara Paola Manduca, docente universitaria di genetica e rappresentante del ‘New weapons committee’ di Genova, un gruppo di accademici, ricercatori e studiosi di tutto il mondo che studia gli effetti degli ultimi ritrovati dell’industria bellica sugli individui e sulle popolazioni. «I Dime - confermala Manduca - sono un prodotto dell’industria americana di cui si conosce l’esistenza dal 2004 ma che teoricamente non dovrebbero essere in commercio se ci si attiene alle dichiarazioni ufficiali; in realtà il loro impiego nel 2006 da parte degli israeliani in Libano è stato accertato». La rappresentante del ‘New weapons committee’ spiega che i ‘Dime’ sono ordigni studiati per la guerra urbana e considerati dai loro ideatori ‘strumenti adeguati’ per ridurre i danni collaterali perché hanno una potenza controllabile e una forza distruttiva che in genere varia tra i cinque e i 10 metri. «I ‘Dime’ - continua la Manduca - contengono nano-particelle di materiale pesante che a seconda della foggia del contenitore vengono diffuse in maniera omogenea o secondo alcune particolari forme; i tanti casi di amputazione sono probabilmente dovuti a ‘Dime’ che rilasciano le particelle plasmandole come una lama che trancia di netto qualunque cosa trovi all’interno del suo raggio di azione; ecco perché tante persone, bambini e donne, vengono ritrovati con braccia e gambe amputate, ma senza nessun frammento nel resto del corpo; anche l’innesco può essere modificato in base alle necessità. Volendo paragonare i ‘Dime’ a qualcosa che ci è più familiare, provate a immaginare delle accette giganti lanciatevi contro a folle velocità». Sembra fantascienza, continua la docente genovese, ma sono armi reali che uccidono o lasciano con gravi disabilità chi viene colpito.

USA: ESPERIMENTI SEGRETI DI MANIPOLAZIONE GENETICA

di Gianni Lannes

L’obiettivo è il controllo del pianeta Terra. Impossibile negare l’evidenza: governi e militari trattano la popolazione peggio di una cavia. La dittatura nazista o staliniana al confronto è uno scherzo.  Ecco altre prove del Pentagono: la diffusione aerea di impianti biologici nel cibo, nell’acqua, nell’aria.  Lo dicono comunque gli stessi criminali in divisa che spadroneggiano in mezzo mondo, Italia in primis: «…are used to treat vast areas...». La brochure a stelle e strisce è inequivocabile:  «The 757th Airlift Squadron of the 910th Airlift Wing conducts the only aerial spray missions in the Air Force. These Reservists use four C-130H aircraft equipped with Modular Aerial Spray Systems (MASS), which are used to treat vast areas. For example, crews were charged with spraying areas devastated by Hurricane Katrina in Mississippi, Louisiana and Texas, to prevent the spread of disease. The 757th Airlift Squadron operates out of the Youngstown Air Reserve Station in Ohio». Si chiede un mio informatore  allarmato:  con cosa e per cosa?  E avvisano chi viene trattato? Va in onda il medesimo copione già sperimentato negli anni ’50 e ’60 mediante gli esperimenti nucleari segreti direttamente sulla popolazione (alla voce Stati Uniti d’America e Gran Bretagna), scoperti da ricercatori indipendenti ed ammessi dai “governi alleati”. Vale a dire: una sperimentazione di massa. Si, perché lo zio Sam ha allargato a dismisura l’orizzonte su scala planetaria. Tanto chi lo controlla? L’Europa è succube o tutt’al più supina al volere criminale della Casa Bianca e al nuovo ordine mondiale degli illuminati (vedi anche i criminali a piede libero Rockfeller e Rothschild). A parte le lobbies, basta dare un’occhiata all’Aspen Institute , o meglio al grado di cooptazione della cosiddetta “classe dirigente” del vecchio continente. Quanto alla portaerei Italia, i boiardi di Stato ci sono tutti: da Berlusconi a Prodi, passando per l’eterodiretto Monti ed il privilegiato Napolitano (inciampato nella trattativa Stato-mafia). Alzi la mano chi è fuori controllo disumano, a parte i miopi e i noti corrotti assoldati un tanto al chilo. Il tema della guerra ambientale in atto non entra nel dibattito generale dettato da chi detiene il potere. Quanto alle voci ammaestrate, basta fare attenzione alle grossolanità - nazionali e internazionali - pronunciate dai giullari ammaestrati - italioti e non - per rendersi conto del livello di disinformazione corrente. Allora: Saviano e Grillo a nanna. La faccenda è seria: è in gioco la vita di questa generazione e di quelle future. 
Controllo totale - Il vero scopo delle scie chimiche (chemtrails): il controllo della popolazione mondiale, per mezzo della distribuzione  sul globo di microsensori che funzionano alimentati dai raggi ultravioletti. Ecco perché gli avvelenatori stanno completando la distruzione dell'ozonosfera.  Bisognerebbe acquisire familiarità con il documento “Weather As a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025”, un capitolo delle previsioni future. Le persone preoccupate circa le operazioni di aerosol in tutto il mondo nell’atmosfera e definite “scie chimiche”, spesso si riferiscono a questo testo come un’evidenza in grado di dimostrare che le forze armate statunitensi sono coinvolte nelle operazioni di irrorazione per il controllo del tempo. Si tratta di un documento bellico da divulgare nelle scuole  di ogni ordine e grado ed in ogni continente.  Il concetto che le scie chimiche servono a ridurre il riscaldamento globale è la solita storia di copertura. L’aeronautica militare nord-americana ha studiato come diffondere sensori nanometrici tra la popolazione per mezzo del cibo, dell’acqua e dell’aria, di modo che questi sensori penetrino nell’organismo. Numerosi ricercatori indipendenti hanno raccolto prove che le scie chimiche contengono non solo germi, ma anche metalli, cellule di sangue, sedativi, sostanze cristalline, sali di bario ed un tipo di fibra di polietilene e silicio. Solo per offrire un termine di paragone documentato da nord a sud, osservato da una miriade di testimoni oculari: nel giugno 2012 in Puglia nevicava di brutto su distese di ortaggi, uliveti, vigneti e campi di grano. Velivoli senza livrea hanno irrorato il cielo nell’indifferenza generale, grazie alla compiacenza delle sottomesse autorità tricolori; ovviamente in ossequio agli accordi della Nato.
La dottoressa Hildegarde Staninger, tossicologa ed il dottor Michael Castle, chimico e attivista, hanno unito le loro forze per determinare se le nanofibre che fuoriescono dalla pelle dei malati di Morgellons e le nanofibre delle scie chimiche sono correlate. I pazienti affetti da Morgellons presentano nanofibre di colori differenti che fuoriescono da piaghe che non guariscono. Le fibre di ricaduta delle scie chimiche sono simili. Sono su di noi, nella nostra abitazione e si possono vedere con una luce fluorescente nera. La luce ultravioletta le fa brillare.  I filamenti, campioni di tessuto prelevati dalle vittime del Morgellons e campioni delle fibre delle chemtrails, sono stati inviati nei migliori laboratori degli Stati Uniti: AMDL Inc., ACS, Inc., MIT e Lambda Solutions. Il dottor Castle e la dottoressa Staninger hanno chiesto a questi laboratori di identificare le fibre. La dottoressa Staninger ha inoltre determinato che i filamenti del Texas coincidono con quelli analizzati in Italia. Le fibre delle scie chimiche sono una specie di filamenti pre-Morgellons. Le fibre del Morgellons sono più sviluppate, ma sono correlate ad un tipo di nanotecnologia. Assistiamo ad un’invasione dei tessuti umani nella forma di nanotubi, nanofili, nonostrumenti, in grado di autoassemblarsi, autoreplicarsi insieme con sensori o antenne e capaci di trasportare frammenti di D.N.A. ed R.N.A. geneticamente modificati. Queste nanomacchine proliferano in un ambiente alcalino ed usano l’energia dell’organismo, i suoi minerali ed altri elementi non identificati come alimentazione. Esiste un’evidenza che suggerisce che queste nanomacchine ospitano al loro interno delle batterie. Si ritiene anche che siano in grado di ricevere specifiche microonde, segnali EMF ed ELF. E’ possibile che le fibre delle scie chimiche diventino nanoparticelle? La dottoressa Staninger pensa di sì. Le nanoarticelle possono passare attraverso le barriere del sangue nei polmoni, entrare in circolo e raggiungere il cervello o altri organi del corpo. Jim Giles afferma: “Le nanoparticelle, piccoli grumi che potrebbero essere usati per rendere i circuiti dei computers più veloci e per migliorare l’assorbimento dei farmaci, possono raggiungere il cervello dopo essere state inalate".
La Staninger ritiene che queste nanoparticelle siano in grado di assemblarsi dopo che hanno raggiunto il cervello o altri organi. Ella afferma che noi mangiamo questa nanotecnologia. È nel cibo, nelle piante e negli animali. Ricorda anche che le nanoparticelle replicano il D.N.A. dei germi con cui vengono in contatto. Ciò determina un aumento delle malattie. Un tipo di nanofilo è implicato nella creazione di pseudo-capelli e di pseudo-pelle. Queste proteine, in grado di replicarsi, creano anche forme chimeriche, simili ad insetti o a parassiti. Nascono pure dei bambini con queste nanomacchine nel loro organismo e ciò è la prova che questa tecnologia può oltrepassare le barriere protettive. Il dottor Castle ha stabilito che almeno 20 milioni di Statunitensi hanno questi sensori, antenne fili e strumenti nel loro organismo. Il Morgellons si diffonde con una media di mille casi al giorno. La media è destinata a crescere nei prossimi anni. Le persone che non manifestano sintomi del Morgellons possono avere comunque una malattia non conclamata. Si ritiene che il sintomo principale sia l’espulsione di fibre dalla pelle. Se non si manifestano sintomi, vuol dire che il tuo organismo si sta abituando all’aggressione.
Su la testa - Una volta i disinformatori prezzolati o più semplicemente i dementi nullafacenti - senza arte né parte - stravaccati sul web, riuscivano a convincere le masse facendo credere che Haarp fosse una stazione radio per musica leggera, che le scie chimiche un grazioso ornamento al cielo naturale, i cerchi nel grano elaborati da ricci in amore, il signoraggio bancario una fortuna per i popoli. Invece, basta socchiudere gli occhi al cielo. Quella che stiamo vivendo è una guerra climatica, ambientale, finanziaria ed alimentare creata in laboratorio da criminali potenti. O apriamo le menti e facciamo qualche cosa di sensato per arrestare questa barbarie, oppure siamo destinati in questa vita a soccombere. Non è più tempo di ingenuità o chiacchiere al vento. Bisogna osare: vale a dire mandare gambe all’aria questo sistema di potere che opprime il genere umano e distrugge la vita di Gaia.

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/

I PARTITI RUBANO ALTRI SOLDI PUBBLICI

Pensioni da fame.


di Gianni Lannes
10 milioni di italiane e italiani vivono al di sotto della soglia di povertà materiale. E la schiera di chi non ce la fa aumenta sempre più. Le tasse sono all’80 per cento. E c’è chi si suicida dinanzi al Parlamento nell’indifferenza di questi papponi istituzionali. Le giovani generazioni non hanno futuro economico. Eppure, dicono loro dai salotti tv al popolo bue: “fate sacrifici”. E ancora tanti, troppo a battere le mani. Parassiti che vivono di rendita alle nostre spalle. E nessuno si ribella. Ecco l’ultima inquietante notizia: mentre milioni di famiglie italiane a stento arrivano alla fine della settimana, i soliti noti mangiano a quattro ganasce il nostro sangue. In un Paese serio, insomma, in uno Stato di diritto, si chiama furto legalizzato.
A pagare è soltanto il silente elettorato che aveva bocciato con il referendum elettorale qualsiasi elargizione di quattrini pubblici ai comitati d’affari, meglio noti come partiti, così come li aveva definiti nel 1981 Enrico Berlinguer. 
Pdl e Pd sgraffignano 20 milioni di euro, la Lega prende il doppio di quanto ha speso. I rimborsi alle liste "nate e morte" per le elezioni, da "Io amo la Lucania" di Allam a "La Puglia per Vendola". I rimborsi elettorali.   Sono tutti contenti per avere intascato ben più di quanto hanno speso per le elezioni regionali del 2010. E mancano all’appello ancora le prossime rate.
I dati sui rimborsi (che sono, ad oggi, i finanziamenti ai partiti "mascherati") per il 2010 e il 2011, certificati dalla Corte dei conti, parlano chiaro. I "big" Pdl e Pd ricevono oltre 20 milioni di euro a testa, a fronte però di una spesa quasi identica per il Pdl e, invece, di un bell'incasso di 6 milioni per il Pd. La Lega fa il botto: a fronte di circa 4,5 milioni di spese accertate, incassa 9,5 milioni. Non male anche l'Idv, mentre l'Udc è spendacciona e va in negativo.
La Corte dei conti ha formulato 133 rilievi "sia nei confronti delle formazioni regionali o provinciali che al livello nazionale". Insomma, qualcosa non quadra. Peraltro, 21 partiti hanno presentato dichiarazioni sbagliate. In particolare, "in 14 casi la non regolarità riguarda somme per le quali, alla data di chiusura dei lavori, non era stata fornita la prova dell'avvenuto pagamento delle relative fatture". Come a dire, prima prendo e dopo forse pago. 
Ma la parte, per così dire, divertente, è ancora un'altra e riguarda il denaro che incasseranno per 5 anni le liste approntate ad hoc per le elezioni regionali, quindi nate e morte, che magari hanno preso una manciata di voti, ma che hanno diritto al sacrosanto rimborso. Per esempio, la lista "Io amo la Lucania" di Magdi Cristiano Allam ha incassato 41 mila euro a fronte di 3 mila di spese. E poi ci sono le liste collegate al candidato, come "La Puglia per Vendola" con un rimborso di 388 mila euro a fronte di 27 mila di spese, oppure la lista "Scopelliti presidente" con un rimborso di oltre 400 mila euro per soli 7 mila euro di spese. Addirittura, ci sono liste come "Alleanza di popolo", che sosteneva Caldoro in Campania, oppure "Autonomia e diritti", che supportava Loiero in Calabria, che non hanno dichiarato spese e hanno avuto oltre 100 mila euro la prima e 200 mila la seconda di rimborsi. Divertente per loro: per noi, assolutamente una sconfitta di democrazia.

martedì 4 settembre 2012

III Dis/Camping 3-4-5 agosto 2012 - Assemblea Cittadina









mi scuso vivamente con il movimento No-Inc tutto per il grosso ritardo .. dipeso da motivi tecnici .. .. e .. sopratutto con la popolazilone di Roncigliano che anche quest'anno ha ospitato il Dis/camping nelle proprie Terre .. oltre che per la bassa e tremolante qualità delle riprese .. 
ma almeno l'Audio è ottimo!

un Ringraziamento particolare và a tutte le rappresentanze del Coordinamento No-Inc Laziale che hanno offerto la propria solidarietà ed il proprio contributo alla Lotta dei Castelli Romani .. 


Contro discarica e cancovalorizzatore .. Grazie a Tutti ;-)

Spina! .. de traverso ..

Video - Spina N°18

www.telecountrynews.it

http://www.telecountrynews.it/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=0&video_id=191

Ve so' mancato è vero? E ce lo so, me lo sento...

Er Pesce finite le Ferie ha le 'senzazioni'.....

sabato 1 settembre 2012

ESPORTARE I RIFIUTI DI ROMA

Comunicato della Rete Zero Waste Lazio ..

".. OVVERO IL TRIONFO DELL’INETTITUDINE .."

A distanza di un anno dall’avvio del commissariamento “dedicato” al sistema di smaltimento di Roma per trovare la soluzione al post-Malagrotta ancora oggi dobbiamo registrare l’assoluta incapacità di ben due commissari a risolvere dignitosamente il problema. 
Il prefetto Pecoraro infatti, nonostante fosse evidente l’illegittimità  dell’ordinanza regionale che individuava i sette siti, ha perseverato nel tentativo di trovare una “buca” fuori dai confini di Roma come richiesto da Alemanno sino all’abbandono per evidente insostenibilità di tali siti. 

L’attuale prefetto Sottile, richiamato in servizio dalla pensione speriamo per passate capacità dimostrate, invece non ha fatto altro che prendere atto che la “buca” più facile era quella già costruita da un anno dallo stesso Cerroni a Monti dell’Ortaccio invece di cimentarsi con studi ed indagini. 

Ma ad entrambi i commissari è del tutto sfuggito che prima di trovare la “buca” avrebbero dovuto preoccuparsi del contenuto da depositare nella stessa,
il rifiuto “talquale” preso dai cassonetti e portato in discarica senza alcun trattamento che per quarant’anni ha ingrassato un monopolio privato con il benestare quasi dell’intera classe politica romana. 

Nell’incontro con il commissario Pecoraro di novembre 2011 chiedemmo con lettera protocollata che si desse l’avvio ad un “Piano straordinario di raccolta porta a porta a Roma”, l’unica ricetta già sperimentata sia a Roma che altrove che risolvesse alla radice il problema di non produrre più  il “talquale” sia attraverso l’estensione generalizzata del porta a porta sino al 65% che attraverso il trattamento della parte non differenziata negli impianti TMB da modificare per recuperare materiali senza portare ad incenerimento nulla. 

In un anno due commissari ben pagati e la nuova gestione manageriale di AMA Spa 
non sono stati ancora in grado di attuare un serio Piano di riconversione della raccolta 
ma neppure di riuscire a far lavorare gli impianti già  esistenti di TMB per la capacità autorizzata e prevista. 

Con il risultato che oggi saremmo ancora a meno del 50% di efficienza di un sistema di quattro impianti TMB (due di AMA Spa e due del CO.LA.RI. di Cerroni), che se funzionasse a regime potrebbe trattare 900 mila tonnellate annue, cioè non più del 60% dei rifiuti non differenziati oggi prodotti. 

Quindi di circa 1,9 milioni di tonnellate annue di rifiuti urbani prodotti, tolto un 20% di raccolta differenziata pari a 390 mila tonnellate annue, rimangono da trattare ancora oggi 1,5 milioni di tonnellate. 

Visto che i famosi quattro impianti di TMB oggi sarebbero in grado di lavorarne solo 500 mila tonnellate annue, in attesa del funzionamento a pieno regime che li porterebbe a 900 mila tonnellate annue, la conclusione è che nei prossimi mesi dobbiamo smaltire 
UN MILIONE di tonnellate annue

L’ultima “trovata” del commissario Sottile, sponsorizzata anche da qualche partito in cerca di facili consensi elettorali, è stata quella di proporre di imitare l’esperienza di Napoli annunciando ieri di voler esportare tutti i rifiuti non differenziati e non trattabili nel Lazio all’estero od in qualche altra regione italiana più avveduta. 

Ma Roma non è Napoli, a Roma per fortuna non c’è una emergenza conclamata e non ci sarà se non per la reiterata inettitudine delle istituzioni preposte, ed il segnale che la Capitale manda alla nazione è di quelli peggiori dal momento che non è accettabile “esportare” il problema per una città che oltretutto ha una delle più alte tariffe rifiuti a carico dei cittadini.  

Ma oltre che inaccettabile socialmente lo è anche dal punto di vista normativo visto che il Decreto Ministero Ambiente 3 settembre n. 370 recita che nel trasporto transfrontaliero i rifiuti debbono essere “adeguatamente imballati – etichettati per composizione – pesati per il quantitativo” e quindi non certamente caricati con una pala meccanica come forse qualcuno immagina.  

Quindi  una operazione che richiede, dato l’altissimo quantitativo in ballo, una apposita filiera impiantistica che è esattamente quella che manca a Roma, senza considerare i costi aggiuntivi che ricadrebbero ancora una volta sulla cittadinanza di Roma con il risultato di continuare ad essere ancora fuori-legge se si arrivasse a conseguire soltanto il pessimo obiettivo del 30% differenziato a fine anno. 

Un obiettivo che Alemanno ha sottoscritto, nel patto con il ministro Clini, con il solo intento di ufficializzarlo come deroga per il mancato obiettivo del 65% a fine anno e conseguente aumento di tassazione a titolo di penalità aggiuntiva del 20%.


Poi ci saranno le elezioni …. e chi vivrà, vedrà!!!  

Cioè noi, i cittadini che continueranno a pagare il conto dell’inettitudine sia in termini di salute che in termini economici. 

Quindi chiediamo alle istituzioni coinvolte, in primis al commissario ed agli enti locali tutti, 
di provvedere a fare il loro dovere senza scorciatoie provvedendo con estrema urgenza ad avviare gli impianti TMB per la capacità autorizzata, salvo il procedere subito alla delocalizzazione del processo di maturazione della FOS prodotta di quello di via Salaria ed in prospettiva di tutto l’impianto fuori dal GRA. 

Nel contempo chiediamo che si modifichino gli obiettivi del Piano di raccolta porta a porta per Roma portando ad ALMENO il 40-45% a fine 2012, obiettivo che combinato con il precedente produrrebbe l’eliminazione del “talquale”, la chiusura di Malagrotta e l’inutilità di continuare a ragionare su dove “esportare” un problema da risolvere QUI ed ORA. 

Proponiamo altresì che Roma si doti con urgenza di impianti di TMB di nuova generazione a recupero di materia, che oggi garantiscono un costo di esercizio di circa 30-40 euro a tonnellata una volta affrontato il costo iniziale, e soprattutto impianti di digestione anaerobica e di compostaggio per la frazione organica putrescibile che è quella che ha un maggior impatto sull’ambiente.   


Segnaliamo che la Raccolta porta a porta dove effettuata correttamente a Roma 
(Colli aniene, Massimina, Trastevere, Villaggio Olimpico, Decima) 
oggi produce almeno il 60-65% di recupero di materiali preziosi che possono essere rivenduti al CONAI con entrate di contributi pari a circa 70 euro /tonn. invece che spese di discarica/incenerimento attuali pari a 160 euro/tonn


Rete Zero Waste Lazio


Rifiuti Roma, a Monti dell’Ortaccio è la Colari di Cerroni a verificare le faglie

(Fonte articolo, clicca qui

Chi sta svolgendo le verifiche a Monti dell’Ortaccio per capire se le condizioni del terreno sono le stesse del 2009, quando Cerroni inviò il progetto per la nuova discarica? 

Le sta svolgendo la società di Cerroni. 

Lo conferma il prefetto Sottile:  «Bisogna fare degli accertamenti alla data di oggi sulle faglie.  Spettano alla Colari, penso li stiano facendo».
Il sindaco Alemanno ha negato che per ora vi sia un accordo Cerroni-Ama per la gestione della nuova discarica provvisoria. 
Conferma Sottile:  «Per ora non ci sono passi avanti. Ho invitato il sindaco ad andare in questo senso, perché mi sembra positivo ci sia la mano pubblica.  Io giudico in modo estremamente positivo che l’Ama entri in questo gioco».  Il nuovo appuntamento decisivo è la conferenza dei servizi che dovrà esaminare il progetto presentato da Cerroni. 
Quando si riunirà?  Prima ci sarà la pubblicazione del progetto, poi dovranno trascorrere quindici giorni.  Se ne parlerà a metà settembre. 

In teoria, gli enti locali in conferenza dei servizi potrebbero bocciare il progetto.  Sottile:
«Se in Conferenza dei servizi il sito viene bocciato si ferma tutto. 

Ma chi dice no deve motivare tecnicamente e indicare una soluzione». Intanto continuano le prese di posizioni contro Monti dell’Ortaccio:
Sel ricorda che il Ministero della Difesa aveva detto no a una discarica a Valle Galeria, a causa dell’impatto ambientale-sanitario;  anche Mina Giannandrea, di Federstrade-Confesercenti, ha chiesto a Sottile di rivalutare la sua scelta.