venerdì 4 settembre 2015
Futuribilepassato: Sblocca Italia e inceneritori, dove sta la coerenz...
Futuribilepassato: Sblocca Italia e inceneritori, dove sta la coerenz...: @ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Desidero riprendere il post della Dottoressa Patrizia Gentilini che si sofferma, come spesso avviene ...
mercoledì 22 aprile 2015
SI TORNA A PARLARE DI INCENERITORE
DOPO TANTI ANNI DI MOBILITAZIONE ANCORA C’E' BISOGNO DI OPPORSI
Di nuovo rischio finanziamento pubblico al progetto di inceneritore
L’8 maggio il T.A.R. del Lazio deciderà se il Ministero dello Sviluppo Economico dovrà tornare a finanziare con i “nostri” soldi (ben 500 milioni di euro) il progetto del consorzio CO.E.MA. (capofila Manlio Cerroni) a Roncigliano oppure annullare definitivamente i finanziamenti pubblici a tale progetto che è palesemente un danno per la salute e per le tasche di tutti i cittadini dei Castelli Romani.
Il coordinamento contro l’inceneritore di Albano è riuscito a costituirsi affianco al Ministero dello Sviluppo Economico per “l’annullamento” della convenzione preliminare necessaria all’accesso ai fondi pubblici ed intende fare in modo che questa convenzione venga definitivamente cancellata insieme a questo vergognoso progetto.
Che l’ ”affare inceneritore” sia poco conveniente lo dimostra chiaramente anche il fatto che l’imprenditore di turno non sia disposto a rischiare i propri soldi nella costruzione di tale impianto. Tant’è che il sig. Cerroni (che ricordiamo essere indagato per truffa ai danni dei comuni del bacino della discarica di Roncigliano), anche se aveva tutte le carte in regola per costruire l’inceneritore di Albano, non ha mai avviato i lavori di ”tasca propria”.
La cessione di questi fondi pubblici a Cerroni potrebbe fra l'altro ridare vita all'inceneritore di Malagrotta, i cui progetti di ampliamento ricalcano quello di Albano.
Di nuovo rischio finanziamento pubblico al progetto di inceneritore
L’8 maggio il T.A.R. del Lazio deciderà se il Ministero dello Sviluppo Economico dovrà tornare a finanziare con i “nostri” soldi (ben 500 milioni di euro) il progetto del consorzio CO.E.MA. (capofila Manlio Cerroni) a Roncigliano oppure annullare definitivamente i finanziamenti pubblici a tale progetto che è palesemente un danno per la salute e per le tasche di tutti i cittadini dei Castelli Romani.
Il coordinamento contro l’inceneritore di Albano è riuscito a costituirsi affianco al Ministero dello Sviluppo Economico per “l’annullamento” della convenzione preliminare necessaria all’accesso ai fondi pubblici ed intende fare in modo che questa convenzione venga definitivamente cancellata insieme a questo vergognoso progetto.
Che l’ ”affare inceneritore” sia poco conveniente lo dimostra chiaramente anche il fatto che l’imprenditore di turno non sia disposto a rischiare i propri soldi nella costruzione di tale impianto. Tant’è che il sig. Cerroni (che ricordiamo essere indagato per truffa ai danni dei comuni del bacino della discarica di Roncigliano), anche se aveva tutte le carte in regola per costruire l’inceneritore di Albano, non ha mai avviato i lavori di ”tasca propria”.
La cessione di questi fondi pubblici a Cerroni potrebbe fra l'altro ridare vita all'inceneritore di Malagrotta, i cui progetti di ampliamento ricalcano quello di Albano.
NON VOGLIAMO SPECULAZIONI SULLA NOSTRA SALUTE!
TUTTI E TUTTE IN PIAZZA!!
SABATO 2 MAGGIO ORE 15:00
PIAZZA MAZZINI (ALBANO)
martedì 21 aprile 2015
COMUNICATO IN PROPOSITO ALLE PROSSIME ELEZIONI COMUNALI (MAGGIO 2015)
Come già avvenuto in passato come Coordinamento contro l'inceneritore di Albano ci sembra opportuno chiarire la nostra posizione di totale estraneità alla prossima tornata elettorale amministrativa. In tutti questi anni abbiamo messo in campo una straordinaria forza ed intelligenza collettiva che si è impegnata a respingere le politiche di devastazione ambientale e di nocività, facendo progressivamente i conti con le contraddizioni che vive il nostro territorio.
Siamo uomini e donne da tempo impegnati contro le aggressioni al territorio, coscienti che la forza e l'unità della popolazione nasce solo dal principio della partecipazione in prima persona , senza delegare niente a nessuno. Tutti coloro che hanno cercato consenso facendo finta di condividere e stare al nostro fianco solo per ricostruire una propria parvenza di rappresentanza politica, sono stati nel tempo sbugiardati e sconfitti, non crediamo esistano partiti "amici" del coordinamento, in tanti ci hanno provato a esserne i portabandiera, senza successo.
Il Coordinamento si è dimostrato in questi anni esempio di autorganizzazione popolare indipendente da qualsiasi organizzazione esterna di qualunque tipo, imprenditoriale, partitica, sindacale , e su questa strada vogliamo continuare ad agire, sarebbe insensato da parte nostra, quindi, dare alcuna indicazione di voto o di astensione dal medesimo. In quanto comitato popolare ogni nostra decisione viene presa direttamente in assemblea in maniera trasparente ed orizzontale.
Sono 8 anni che ci opponiamo e resistiamo alla costruzione dell'inceneritore e per la chiusura definitiva della discarica, 8 anni con continuità praticando l'esperienza assembleare ed autonoma, la partecipazione diretta fuori dalle logiche di rappresentanza partitica o sindacale.
Siamo consapevoli che - chiunque vinca queste elezioni, qualunque composizione si vada a delineare all'interno delle istituzioni - bisognerà continuare a lottare duramente perchè i folli progetti di devastazione del nostro territorio non vengano realizzati! E' proprio nella lotta quotidiana nel territorio che il coordinamento guarda con interesse a tutte le lotte contro ogni tipo di nocività e speculazione nei territori e le lotte che riconducono ad una proposta più generale di trasformazione dell'esistente, mettendo in connessione le lotte di carattere territoriale, quali quelle contro la gestione dello smaltimento dei rifiuti attraverso un sistema di discariche ed inceneritori, la cementificazione selvaggia, l'elettrosmog, ecc. e quelle che riguardano tutti gli altri aspetti della vita sociale. Per questo, sin dalla prima ora, ci siamo dichiarati antifascisti, antirazzisti e antisessisti. Non per piglio ideologico ma perchè nell'impegno in prima persona e attraverso la lotta vogliamo eliminare ogni forma di gerarchia di classe, di razza e di genere, togliere ogni agibilità politica ai mille volti del pensiero e della pratica fascista, razzista e sessista e le conseguenti retoriche securitarie che mirano ad erodere progressivamente gli spazi di partecipazione ed opposizione.
Per tutto questo pensiamo che nei consessi istituzionali ed elettorali nessuno ci rappresenta e ci può rappresentare.
Oggi più che mai dobbiamo rilanciare con forza la nostra battaglia a livello territoriale
Oggi più che mai dobbiamo moltiplicare i nostri sforzi per continuare la lotta per contrastare le politiche di devastazione e speculazione
Si vince solo con la lotta e la mobilitazione diretta , con l'autorganizzazione come metodo di lotta dal basso in forma partecipata, con l'iniziativa diffusa nel territorio.
SOLO LA LOTTA PAGA!
COORDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO
Siamo uomini e donne da tempo impegnati contro le aggressioni al territorio, coscienti che la forza e l'unità della popolazione nasce solo dal principio della partecipazione in prima persona , senza delegare niente a nessuno. Tutti coloro che hanno cercato consenso facendo finta di condividere e stare al nostro fianco solo per ricostruire una propria parvenza di rappresentanza politica, sono stati nel tempo sbugiardati e sconfitti, non crediamo esistano partiti "amici" del coordinamento, in tanti ci hanno provato a esserne i portabandiera, senza successo.
Il Coordinamento si è dimostrato in questi anni esempio di autorganizzazione popolare indipendente da qualsiasi organizzazione esterna di qualunque tipo, imprenditoriale, partitica, sindacale , e su questa strada vogliamo continuare ad agire, sarebbe insensato da parte nostra, quindi, dare alcuna indicazione di voto o di astensione dal medesimo. In quanto comitato popolare ogni nostra decisione viene presa direttamente in assemblea in maniera trasparente ed orizzontale.
Sono 8 anni che ci opponiamo e resistiamo alla costruzione dell'inceneritore e per la chiusura definitiva della discarica, 8 anni con continuità praticando l'esperienza assembleare ed autonoma, la partecipazione diretta fuori dalle logiche di rappresentanza partitica o sindacale.
Siamo consapevoli che - chiunque vinca queste elezioni, qualunque composizione si vada a delineare all'interno delle istituzioni - bisognerà continuare a lottare duramente perchè i folli progetti di devastazione del nostro territorio non vengano realizzati! E' proprio nella lotta quotidiana nel territorio che il coordinamento guarda con interesse a tutte le lotte contro ogni tipo di nocività e speculazione nei territori e le lotte che riconducono ad una proposta più generale di trasformazione dell'esistente, mettendo in connessione le lotte di carattere territoriale, quali quelle contro la gestione dello smaltimento dei rifiuti attraverso un sistema di discariche ed inceneritori, la cementificazione selvaggia, l'elettrosmog, ecc. e quelle che riguardano tutti gli altri aspetti della vita sociale. Per questo, sin dalla prima ora, ci siamo dichiarati antifascisti, antirazzisti e antisessisti. Non per piglio ideologico ma perchè nell'impegno in prima persona e attraverso la lotta vogliamo eliminare ogni forma di gerarchia di classe, di razza e di genere, togliere ogni agibilità politica ai mille volti del pensiero e della pratica fascista, razzista e sessista e le conseguenti retoriche securitarie che mirano ad erodere progressivamente gli spazi di partecipazione ed opposizione.
Per tutto questo pensiamo che nei consessi istituzionali ed elettorali nessuno ci rappresenta e ci può rappresentare.
Oggi più che mai dobbiamo rilanciare con forza la nostra battaglia a livello territoriale
Oggi più che mai dobbiamo moltiplicare i nostri sforzi per continuare la lotta per contrastare le politiche di devastazione e speculazione
Si vince solo con la lotta e la mobilitazione diretta , con l'autorganizzazione come metodo di lotta dal basso in forma partecipata, con l'iniziativa diffusa nel territorio.
SOLO LA LOTTA PAGA!
COORDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO
giovedì 16 aprile 2015
BIOGAS, BIOMETANO e COCA COLA .. ..
Ormai le PEGGIO SCHIFEZZE ci vengono propinate con la parola magica
"BIO" che tutto rende miracolosamente verde, bucolico e pulito.
Il tutto è gestito - con criteri scientifici stile lavaggio del cervello - da una massa di BIO-criminali che stanno programmando di tappezzare l'Italia di mostriciattoli più o meno grandi che digeriscono la parte organica dei rifiuti per dare tanto "BIO"gas con tanti bei MEGAWATT di energia elettrica INCENTIVATA o tanto "BIO"metano altrettanto INCENTIVATO.
ALLORA NON STUPISCE CHE PER PRODURRE ENERGIA ELETTRICA DAL BIOGAS DEGLI SCARTI DI LAVORAZIONE DEGLI AGRUMI IN SICILIA SI SIA FATTA AVANTI CON I SUOI IMMENSI CAPITALI LA COCA COLA COMPANY.
Il tutto è gestito - con criteri scientifici stile lavaggio del cervello - da una massa di BIO-criminali che stanno programmando di tappezzare l'Italia di mostriciattoli più o meno grandi che digeriscono la parte organica dei rifiuti per dare tanto "BIO"gas con tanti bei MEGAWATT di energia elettrica INCENTIVATA o tanto "BIO"metano altrettanto INCENTIVATO.
ALLORA NON STUPISCE CHE PER PRODURRE ENERGIA ELETTRICA DAL BIOGAS DEGLI SCARTI DI LAVORAZIONE DEGLI AGRUMI IN SICILIA SI SIA FATTA AVANTI CON I SUOI IMMENSI CAPITALI LA COCA COLA COMPANY.
Questa
multinazionale, sempre alla ricerca di affari in giro per il mondo
insieme a consorelle del calibro di Monsanto, Mc Donald e Dupont
attingerà anch'essa agli incentivi elargiti in Italia a chi recupera
energia dai rifiuti organici ed entrerà a pieno titolo nel gruppo delle
industrie
"VERDE BIO".
Adesso sì che ci sentiamo più tranquilli!!!!!
Intanto .. .. .. in un altro luogo dei nostri Castelli Romani:
QUESTA
MATTINA 16 aprile, audizione corposa alla Commissione speciale sul
biogas Volsca e sul ciclo rifiuti nell’aula consiliare del Comune di
Velletri.
Due tecnici altamente qualificati, un architetto e un ingegnere ambientale hanno limpidamente esposto le ragioni che rendono improponibile e pericoloso il progetto di digestore anaerobico biogas della Volsca A.S. Spa e altrettanto le alternative del biometano o dell’aerobico industriale.
Nel frattempo lo sparuto gruppetto di maggioranza tra cui l’assessore all'Ambiente Luca Masi, entrava, usciva, digitava sul telefonino, discuteva d’altro col vicino e infine spariva nei corridoi laterali fregandosene altamente di quanto veniva detto in aula.
Prova provata, come ho detto in più occasioni, che costoro hanno già deciso.
Due tecnici altamente qualificati, un architetto e un ingegnere ambientale hanno limpidamente esposto le ragioni che rendono improponibile e pericoloso il progetto di digestore anaerobico biogas della Volsca A.S. Spa e altrettanto le alternative del biometano o dell’aerobico industriale.
Nel frattempo lo sparuto gruppetto di maggioranza tra cui l’assessore all'Ambiente Luca Masi, entrava, usciva, digitava sul telefonino, discuteva d’altro col vicino e infine spariva nei corridoi laterali fregandosene altamente di quanto veniva detto in aula.
Prova provata, come ho detto in più occasioni, che costoro hanno già deciso.
Per la seconda
volta in 7 giorni il consigliere di “minoranza” CERINI è intervenuto per
affermare, ignorando quanto detto prima, la necessità di realizzare un
digestore anaerobico a “bio”metano e cercava poi di buttarla in caciara
sviando il discorso sull'Ecoparco.
Tale personaggio, oltretutto vicepresidente della Commissione, dopo la sua sparata, dando prova di grande attenzione per le considerazioni che stavano per fare i due tecnici sul punto, ha girato le spalle e si è eclissato, ripresentandosi al termine della seduta e trovando il modo per esibirsi in un repertorio di insulti pesantissimi nei confronti di cittadini del Comitato e degli stessi tecnici con frasi del tipo: ma andate a lavorare – voi ambientalisti mandate la gente in miseria – siete ignoranti etc.
Molto opportunamente l’ingegnere ambientale, rivolto alla Commissione, in chiusura ha precisato che ciò che è legale non sempre coincide con ciò che fa bene alla salute. Quindi il biogas e il biometano a regola d’arte, benché producano rifiuti e inquinanti pericolosi, sono legali quanto il mini compostaggio aerobico che non ne produce nessuno.
LA SCELTA E' POLITICA e quindi sta agli amministratori se scegliere di assecondare le necessità economiche di Volsca o tutelare la salute e il portafoglio dei cittadini con i mini compostatori di comunità, le compostiere e la raccolta differenziata su tutto il territorio.
Per quelli che amministrano Velletri, la differenza di spesa di almeno 16 milioni di euro in più per fare il biogas invece che il mini compostaggio, è un dettaglio trascurabile così come la salute dei cittadini!.
Tale personaggio, oltretutto vicepresidente della Commissione, dopo la sua sparata, dando prova di grande attenzione per le considerazioni che stavano per fare i due tecnici sul punto, ha girato le spalle e si è eclissato, ripresentandosi al termine della seduta e trovando il modo per esibirsi in un repertorio di insulti pesantissimi nei confronti di cittadini del Comitato e degli stessi tecnici con frasi del tipo: ma andate a lavorare – voi ambientalisti mandate la gente in miseria – siete ignoranti etc.
Molto opportunamente l’ingegnere ambientale, rivolto alla Commissione, in chiusura ha precisato che ciò che è legale non sempre coincide con ciò che fa bene alla salute. Quindi il biogas e il biometano a regola d’arte, benché producano rifiuti e inquinanti pericolosi, sono legali quanto il mini compostaggio aerobico che non ne produce nessuno.
LA SCELTA E' POLITICA e quindi sta agli amministratori se scegliere di assecondare le necessità economiche di Volsca o tutelare la salute e il portafoglio dei cittadini con i mini compostatori di comunità, le compostiere e la raccolta differenziata su tutto il territorio.
Per quelli che amministrano Velletri, la differenza di spesa di almeno 16 milioni di euro in più per fare il biogas invece che il mini compostaggio, è un dettaglio trascurabile così come la salute dei cittadini!.
Altre importanti iniziative contro discarica e inceneritore di Roncigliano
Nonostante l'amministrazione di Albano vada proclamando che la Regione ha accolto le istanze della cittadinanza, la verità è ben altra:
dopo la relazione dell'arpa (in cui come noto sono state evidenziate numerose violazioni normative e sanitarie) la regione ha emesso una diffida nei confronti della Pontina Ambiente a regolarizzare la gestione del sito in trenta (30) giorni....
Da allora i giorni trascorsi sono settanta (70) e non è stato regolarizzato un bel niente!
In aggiunta, nella diffida si parla anche di una nebulosa e ambigua riapertura dell AIA (autorizzazione di integrata ambientale) del 2009 per il settimo invaso: vuol dire che non hanno alcuna intenzione di chiuderla questa discarica????
In aggiunta, nella diffida si parla anche di una nebulosa e ambigua riapertura dell AIA (autorizzazione di integrata ambientale) del 2009 per il settimo invaso: vuol dire che non hanno alcuna intenzione di chiuderla questa discarica????
Venerdì 17 aprile dalle ore 16.30
P.S.Pietro Albano assemblea pubblica
Domenica 19 Aprile dalle 10.30
P.Tommaso Frasconi Genzano di roma assemblea pubblica.
Venerdì 24 aprile dalle 10:00
Via del Giorgine 129 Direzione territorio,urbanistica,mobiltà rifiuti.
Presidio
per un incontro con la nuova dirigente Flaminia Tosini sulla diffida e
revisione dall' A.I.A. del 2009 del 7° invaso della discarica di
Roncigliano.
Sabato 2 maggio ore 15:00 manifestazione Albano
2 MAGGIO 2015, CORTEO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO
SI TORNA A PARLARE DI
INCENERITORE
INCENERITORE
Di nuovo rischio finanziamento pubblico al progetto di inceneritore
L’8 maggio il T.A.R. del Lazio deciderà se il Ministero dello Sviluppo Economico dovrà tornare a finanziare con i “nostri” soldi (ben 500 milioni di euro) il progetto del consorzio CO.E.MA.
(capofila Manlio Cerroni) a Roncigliano oppure annullare
definitivamente i finanziamenti pubblici a tale progetto che è
palesemente un danno per la salute e per le tasche di tutti i cittadini
dei Castelli Romani.
Il
coordinamento contro l’inceneritore di Albano è riuscito a costituirsi
affianco al Ministero dello Sviluppo Economico per “l’annullamento”
della convenzione preliminare necessaria all’accesso ai fondi pubblici
ed intende fare in modo che questa convenzione venga definitivamente cancellata insieme a questo vergognoso progetto.
Che l’
”affare inceneritore” sia poco conveniente lo dimostra chiaramente
anche il fatto che l’imprenditore di turno non sia disposto a rischiare i
propri soldi nella costruzione
di tale impianto. Tant’è che il sig. Cerroni (che ricordiamo essere
indagato per truffa ai danni dei comuni del bacino della discarica di
Roncigliano), anche se aveva tutte le carte in regola per costruire
l’inceneritore di Albano, non ha mai avviato i lavori di ”tasca propria”.
La cessione di questi fondi pubblici a Cerroni potrebbe fra l'altro ridare vita all'inceneritore di Malagrotta, i cui progetti di ampliamento ricalcano quello di Albano.
NON VOGLIAMO SPECULAZIONI SULLA NOSTRA SALUTE!
TUTTI E TUTTE IN PIAZZA!!
PIAZZA MAZZINI (ALBANO)
mercoledì 1 aprile 2015
3 Aprile ore 08.30 sit-in cittadino davanti Giudice di Pace Penale di Genzano
Comunicato stampa
L'assessore della giunta Marini, Cladio Fiorani, querela Daniele Castri, "voce" pubblica e storica del Comitato No-Inc.
Comitati e cittadini rispondono con un sit-in in programma per venerdì 3 Aprile alle 08.30 davanti al Giudice di Pace di Genzano.
L’Assessore all’Ambiente di Albano, Claudio Fiorani, ha querelato la
“voce” pubblica e storica del comitato No Inc, Daniele Castri,
sostenendo che nel settembre 2011 gli avrebbe detto: «vergogna,
leccaculo. Ti taglio a metà e ti butto nella discarica di Roncigliano.»
Ora, la vicenda è finita nelle mani del Giudice di Pace Penale di
Genzano. Venerdì prossimo 3 aprile alle ore 8,30 si terrà la prima
udienza del processo. «In realtà – sostiene Castri – la querela ha
una natura esclusivamente ritorsiva. E’ lo stesso Assessore a rivelarlo.
Difatti, davanti ai Carabinieri di Albano nel dicembre 2011 (doc. 1),
Fiorani afferma: “il Castri alludeva al fatto che io avrei nascosto, nel
corso delle mie mansioni da assessore all’Ambiente, dei documenti
relativi al ricorso al Tar contro la realizzazione della discarica. Si
tratta di frasi diffamatorie che non trovano riscontro nella realtà e
prive di fondamenta tenuto conto per altro che i documenti citati erano
pubblici e visionabili sui siti istituzionali.”»
Ma è davvero così?
La storia del VII invaso:
I “documenti” di cui parla Claudio Fiorani – che prima di essere
nominato Assessore, era uno dei fondatori del comitato No Inc - sono
però proprio quelli che hanno permesso alla società Pontina Ambiente,
Gruppo Cerroni, di avviare il cantiere per costruire nell’estate 2011 la
prima metà del VII invaso della discarica di Roncigliano. L’ultima
maxi-buca situata a 175 metri dalla case di Albano ed Ardea, contro il
limite di legge di 1000 metri. La gigantesca voragine è oggi divenuta
“epicentro” dello storico “Processo Cerroni”, oggetto delle indagini
della D.I.A., Direzione Investigativa Antimafia, e delle Procure di
Velletri e Roma.
I documenti in questione, all’epoca non disponibili sul sito istituzionale, giunsero al Comune di Albano il 13 settembre 2010 (doc n. 2), e vennero consegnati al comitato No Inc solo il 5 gennaio 2011, con 112 giorni di ritardo (quando il termine per presentare un ricorso amministrativo al Tar Lazio, Tribunale Amministrativo Regionale, è di 60 giorni). In questi 112 giorni, l’Amministrazione Marini, pur conoscendo l’importanza degli atti pervenuti, scelse: sia di non divulgarli pubblicamente; sia di non farne parola coi comitati locali; sia, in ultimo, di non presentare alcun ricorso amministrativo per fermare l’avvio del cantiere.
I documenti in questione, all’epoca non disponibili sul sito istituzionale, giunsero al Comune di Albano il 13 settembre 2010 (doc n. 2), e vennero consegnati al comitato No Inc solo il 5 gennaio 2011, con 112 giorni di ritardo (quando il termine per presentare un ricorso amministrativo al Tar Lazio, Tribunale Amministrativo Regionale, è di 60 giorni). In questi 112 giorni, l’Amministrazione Marini, pur conoscendo l’importanza degli atti pervenuti, scelse: sia di non divulgarli pubblicamente; sia di non farne parola coi comitati locali; sia, in ultimo, di non presentare alcun ricorso amministrativo per fermare l’avvio del cantiere.
Il ricorso No-INC:
Nonostante il compromettente ritardo nella condivisione dei documenti,
dopo il 5 gennaio 2011 il comitato No Inc dovette quindi correre ai
ripari dapprima cercando in Regione i progetti preliminare, definitivo
ed esecutivo del VII invaso, poi predisponendo una complessa relazione
tecnica sulle distanze dalle abitazioni con strumentazioni sofisticate e
costose, e infine depositando il ricorso al Tar nell’aprile 2011.
L'assessore Fiorani "S"delegato dal sindaco Marini:
Quando la notizia del deposito del ricorso No Inc divenne pubblica, il
sindaco di Albano Marini revocò la delega ai rifiuti all’Assessore
Fiorani e, di lì a breve, convocò una seduta straordinaria della
Conferenza dei dieci Sindaci che sverzano i propri rifiuti nella
discarica Roncigliano. In tale incontro, otto dei sindaci presenti
decisero di costituirsi “ad adiuvandum”, ovvero in appoggio “esterno”,
al ricorso amministrativo del comitato No Inc contro il VII invaso. La
delega ai rifiuti del Comune di Albano passò quindi nelle mani del
consigliere Luca Andreassi. Per dovere di cronaca, va ricordato che in
quello stesso periodo l’Assessore Fiorani ricopriva anche il ruolo di
“responsabile regionale dei rifiuti di SEL” (doc. n. 3).
Lo stop del TAR:
Il 30 ottobre 2011, la I° sezione Ter del Tar Lazio ha respinto (doc.
4), in via preliminare, il ricorso No Inc a causa della “tardività del
gravame”, ovvero a causa del ritardo con cui il ricorso è stato
presentato. Nei giorni e settimane successive, Daniele Castri, fu
inevitabilmente critico sui mezzi d’informazione nei confronti
dell’Assessore Fiorani (doc. 5).
Il sito per la trasparenza sul tema rifiuti!
La gravità di quanto accaduto e l’onere di aver compromesso forse
irrimediabilmente il ricorso del No Inc, ha spinto a metà novembre 2011
un consigliere di maggioranza a chiedere formalmente e pubblicamente al
sindaco Marini: “la pubblicazione di atti e documenti sul sito del
Comune di Albano per rendere accessibili, velocemente, per tutti i
cittadini, i documenti inerenti le problematiche igienico-sanitarie, i
rifiuti, l’elettrosmog, la qualità dell’aria e dell’acqua” (doc. 6). E’
solo da questo momento che il nuovo delegato ai rifiuti, Luca Andreassi,
avviò sul sito internet comunale una pagina istituzionale dedicata alla
trasparenza. Infatti, appena poche settimane prima l’Amministrazione
Marini aveva avuto una nuova e clamorosa “svista”: i documenti regionali
che autorizzavano la società Pontina Ambiente a costruire la seconda
metà del VII invaso (doc. 7), giunti in Comune il 10 agosto 2011,
vennero consegnati al comitato No Inc il 20 ottobre 2011. Questa volta
il ritardo è di 70 giorni, sempre oltre i 60 entro cui è possibile
presentare un ricorso al Tar Lazio.
Una ritorsione politica:
«A
dicembre 2011, prima di depositare la querela contro Castri – sostiene
un testimone che presto riferirà al Giudice di Pace - Fiorani mi
contattò affinché io chiedessi al referente legale del comitato No Inc di abbassare i toni mediatici contro di lui, in caso contrario
l’Assessore “s-delegato” avrebbe presentato querela. Castri invece
continuò a battersi per difendere ambiente, salute e legalità, senza
risparmiarsi, non accettò quindi l’intimidazione, e la querela partì. E’
evidente che si tratta di una ritorsione politica.»
Sit In Pubblico e Pacifico:
Dopo aver promosso decine di ricorsi amministrativi e querele penali
contro il “sistema Cerroni”, Daniele Castri è ora trascinato in
Tribunale da un Amministratore Pubblico che annovera, ad oggi, prima un
allontanamento dal comitato No Inc, poi una revoca della delega ai
rifiuti da parte del Sindaco Marini, in ultimo un’iscrizione nel
registro degli indagati da parte della Procura di Velletri per “concorso
in abuso d’ufficio continuato”.
In concomitanza con l’udienza di venerdì 3 aprile, dalle ore 8,30, davanti al portone d’ingresso del Giudice di Pace di Genzano, in piazzale Nicola Ottavio, si terrà un SIT-IN, autorizzato e pacifico, alla presenza di comitati e cittadini. Daniele Castri ha chiamato come testimoni: la dirigente dell’Ufficio Protocollo del Comune di Albano - Mariella Sabadini, i sindaci di Albano Nicola Marini, di Ariccia Emilio Cianfanelli, Genzano Flavio Gabbarini, e altre 11 persone.
In concomitanza con l’udienza di venerdì 3 aprile, dalle ore 8,30, davanti al portone d’ingresso del Giudice di Pace di Genzano, in piazzale Nicola Ottavio, si terrà un SIT-IN, autorizzato e pacifico, alla presenza di comitati e cittadini. Daniele Castri ha chiamato come testimoni: la dirigente dell’Ufficio Protocollo del Comune di Albano - Mariella Sabadini, i sindaci di Albano Nicola Marini, di Ariccia Emilio Cianfanelli, Genzano Flavio Gabbarini, e altre 11 persone.
Velletri, fuori controllo la discarica sulle falde
Acquitrini scuri e maleodoranti,
un'antica sorgente perenne di profondità (quella detta “di Gavignano”)
che dà non più acqua cristallina ma un liquido di colore scuro e con
puzza pestilenziale. La rete di captazione del gas sprigionato dai
rifiuti putrescenti, danneggiata e che appare fuori uso. La centralina
di controllo della qualità dell’aria distrutta. Stracolmi di liquidi
dall’odore nauseabondo i “pozzi-spia”, che dovrebbero servire a
verificare cosa succede là sotto e che la falda acquifera su cui hanno
scaricato montagne d'immondizia per anni non sia contaminata.
E ancora: rifiuti edili sparsi ovunque e rete di recinzione bucata, con persone ed animali liberi di entrare ed uscire a proprio piacimento. Questo c'è sopra le falde di Carano. Come sia messa la pancia del terreno lì sotto, non si sa.
È lo spettacolo che ci siamo trovati davanti nell'ex discarica comunale di Lazzaria-Colle Rosso, a Velletri, a due passi dal carcere e dalla via Cisternense. Un reportage che il Caffè ha realizzato al seguito di una nutrita delegazione di cittadini, preoccupati per la riserva idrica su cui insiste il vecchio cimitero dei rifiuti. Le possibili ricadute riguardano un'area ampia, visto che quelle falde là sotto danno da bere non solo a campi e a porzioni di popolazione tra Velletri e Cisterna, ma servono anche gli acquedotti pubblici di Aprilia, Anzio e Nettuno. Proprio qui accanto, molto presto dovrebbe sorgere il mega impianto per “bio” gas da rifiuti della municipalizzata Volsca Ambiente e Servizi spa, di proprietà dei Comuni di Albano, Velletri e Lariano.
Chiusa nel 1999, la discarica comunale di Colle Rosso è divenuta oggetto di una recente querela-denuncia penale, inviata dal locale comitato No Biogas - No Discarica alle Procure della Repubblica di Roma e Velletri e alla Procura Antimafia, per lo “stato di totale abbandono e pericolo per residenti e coltivazioni in cui si trova”.
«Qui manca tutta una serie di presidi di sicurezza che, secondo la legge n. 36/2003, dovrebbero funzionare minimo 30 anni e mai davvero attivati in questo sito!», sostiene il Presidente del Comitato Gianluca De Felice, allibito di fronte allo spettacolo riscontrato con gli altri cittadini.
E ancora: rifiuti edili sparsi ovunque e rete di recinzione bucata, con persone ed animali liberi di entrare ed uscire a proprio piacimento. Questo c'è sopra le falde di Carano. Come sia messa la pancia del terreno lì sotto, non si sa.
È lo spettacolo che ci siamo trovati davanti nell'ex discarica comunale di Lazzaria-Colle Rosso, a Velletri, a due passi dal carcere e dalla via Cisternense. Un reportage che il Caffè ha realizzato al seguito di una nutrita delegazione di cittadini, preoccupati per la riserva idrica su cui insiste il vecchio cimitero dei rifiuti. Le possibili ricadute riguardano un'area ampia, visto che quelle falde là sotto danno da bere non solo a campi e a porzioni di popolazione tra Velletri e Cisterna, ma servono anche gli acquedotti pubblici di Aprilia, Anzio e Nettuno. Proprio qui accanto, molto presto dovrebbe sorgere il mega impianto per “bio” gas da rifiuti della municipalizzata Volsca Ambiente e Servizi spa, di proprietà dei Comuni di Albano, Velletri e Lariano.
Chiusa nel 1999, la discarica comunale di Colle Rosso è divenuta oggetto di una recente querela-denuncia penale, inviata dal locale comitato No Biogas - No Discarica alle Procure della Repubblica di Roma e Velletri e alla Procura Antimafia, per lo “stato di totale abbandono e pericolo per residenti e coltivazioni in cui si trova”.
«Qui manca tutta una serie di presidi di sicurezza che, secondo la legge n. 36/2003, dovrebbero funzionare minimo 30 anni e mai davvero attivati in questo sito!», sostiene il Presidente del Comitato Gianluca De Felice, allibito di fronte allo spettacolo riscontrato con gli altri cittadini.
«Secondo
Regione e Comune è tutto in regola.
Ma i rischi ci sono e non interviene
nessuno.
Tranne i vigili urbani, per prendere le nostre generalità.
Ma
vi pare normale?».
Gli agenti della Polizia Locale hanno anche scattato
foto al sito.
Si attende il loro verbale.
Cosa ci sarà scritto?
mercoledì 11 febbraio 2015
CHIUDERE E METTERE IN SICUREZZA LA DISCARICA DI RONCIGLIANO!
I controlli 2014 di Arpa Lazio su impianti e invasi
della discarica intercomunale di Roncigliano della Pontina Ambiente
dell’inquisito Manlio Cerroni, benché parziali, hanno accertato un
livello incredibile di violazioni delle prescrizioni previste
nell’Autorizzazione Integrata Ambientale del 2009.
E’ l’ennesima conferma delle nostre ripetute denuncie. Gli effluvi maleodoranti che si diffondono intorno alla discarica, l’inquinamento crescente delle acque di falda, gli effetti micidiali sulla salute dei residenti, erano e sono la conseguenza diretta della gestione criminale dell’intero impianto.
- Rifiuti classificati come “non pericolosi” senza fare le analisi.
- Smaltimento rifiuti non autorizzati.
- Mancate relazioni sui quantitativi in entrata-uscita dal TMB.
- Porte e finestre aperte, anziché chiuse e in depressione.
Libera uscita di puzze e veleni.
- VII° invaso con due enormi laghi di acque stagnanti.
- Mai monitorate le emissioni dei sei vecchi invasi.
- Sistemi di captazione delle acque, del percolato e del biogas irregolari.
- Per il terzo anno consecutivo trovato l’idrocarburo cancerogeno 1,2-diclorometano nell’acqua del pozzo F1B a valle della discarica, quattro volte il limite di legge.
- L’acqua in uscita dal depuratore e destinata al fosso è fuori limiti per Solidi Sospesi, ferro, alluminio.
- L’acqua in arrivo dal ruscellamento dei vecchi invasi è una miscela esplosiva: fuori limite Solidi Sospesi, ferro, alluminio, BOD5, COD, piombo, rame, Idrocarburi totali.
- Fuori limite gli ossidi di azoto NOx emessi al camino dagli impianti di combustione della Marco Polo Engineering. (ennesima dimostrazione di quanto sono innocui gli impianti a biogas) ..
Adesso sappiamo da dove viene il ferro e altri metalli pesanti trovati in falda. Altro che “origine naturale”.
Mentre il sindaco del Comune di Albano riconvoca, dopo un letargo di un anno, una Conferenza dei Servizi ad oggi inconcludente, la Regione Lazio, ricevuto il dossier esplosivo dell’Arpa, anziché disporre la chiusura immediata per disastro ambientale e gestione illegale di tutto il complesso di Roncigliano, invia alla Pubblica Amministrazione alcune prescrizioni per adeguare impianti e invasi entro un mese. Delegato ai rifiuti Andreassi e sindaco Marini sono soddisfatti!
E’ l’ennesima conferma delle nostre ripetute denuncie. Gli effluvi maleodoranti che si diffondono intorno alla discarica, l’inquinamento crescente delle acque di falda, gli effetti micidiali sulla salute dei residenti, erano e sono la conseguenza diretta della gestione criminale dell’intero impianto.
NON C'E' UNA SOLA ATTIVITA' DELLA DISCARICA
CHE SIA RISULTATA "NORMALE".
- Rifiuti classificati come “non pericolosi” senza fare le analisi.
- Smaltimento rifiuti non autorizzati.
- Mancate relazioni sui quantitativi in entrata-uscita dal TMB.
- Porte e finestre aperte, anziché chiuse e in depressione.
Libera uscita di puzze e veleni.
- VII° invaso con due enormi laghi di acque stagnanti.
- Mai monitorate le emissioni dei sei vecchi invasi.
- Sistemi di captazione delle acque, del percolato e del biogas irregolari.
- Per il terzo anno consecutivo trovato l’idrocarburo cancerogeno 1,2-diclorometano nell’acqua del pozzo F1B a valle della discarica, quattro volte il limite di legge.
- L’acqua in uscita dal depuratore e destinata al fosso è fuori limiti per Solidi Sospesi, ferro, alluminio.
- L’acqua in arrivo dal ruscellamento dei vecchi invasi è una miscela esplosiva: fuori limite Solidi Sospesi, ferro, alluminio, BOD5, COD, piombo, rame, Idrocarburi totali.
- Fuori limite gli ossidi di azoto NOx emessi al camino dagli impianti di combustione della Marco Polo Engineering. (ennesima dimostrazione di quanto sono innocui gli impianti a biogas) ..
Adesso sappiamo da dove viene il ferro e altri metalli pesanti trovati in falda. Altro che “origine naturale”.
Mentre il sindaco del Comune di Albano riconvoca, dopo un letargo di un anno, una Conferenza dei Servizi ad oggi inconcludente, la Regione Lazio, ricevuto il dossier esplosivo dell’Arpa, anziché disporre la chiusura immediata per disastro ambientale e gestione illegale di tutto il complesso di Roncigliano, invia alla Pubblica Amministrazione alcune prescrizioni per adeguare impianti e invasi entro un mese. Delegato ai rifiuti Andreassi e sindaco Marini sono soddisfatti!
Ci prendono per il
culo.
In trenta giorni i soldatini di Cerroni dovrebbero rimediare
al
disastro irreversibile provocato in decenni.
Non accadrà mai.
L’UNICA SOLUZIONE È CHIUDERE E AVVIARE
IMMEDIATAMENTE LA BONIFICA DEI SITI.
Stà a noi continuare con più vigore la Lotta!
COORDINAMENTO NO-INC DI ALBANO
lunedì 2 febbraio 2015
VELLETRI: conferenza stampa dei Medici per l'Ambiente - ISDE
I Medici per l'Ambiente Contro la centrale a biogas di Velletri: "Inutile e fortemente dannosa per la Salute "
Si è svolto sabato 24 gennaio a Velletri un convegno sul tema “Rifiuti e inquinamento: quali conseguenze per la salute e l’ambiente ?”.
Il convegno organizzato dal Coordinamento contro l’inceneritore di Albano e dal Comitato Alternativa sostenibile, con l’adesione del Comitato No biogas e Discarica di Velletri e del Coordinamento regionale Rifiuti ed Energia, ha avuto per tema la discussione e l’approfondimento delle ragioni dell’opposizione al progetto per la realizzazione di una centrale a biogas alimentata da Forsu (Frazione organica dei rifiuti solidi urbani) – oltre 33 mila tonnellate per anno – , con produzione, per successiva combustione, di energia elettrica, nel comune di Velletri.
L’incontro ha visto una partecipazione numerosissima ed attenta di cittadini preoccupati per le possibili conseguenze della messa in opera di questo impianto: inquinamento dell’aria, dell’acqua, inquinamento acustico, aumento del traffico veicolare e i possibili danni alla salute. Numerosa e solidale anche la presenza di vari comitati provenienti da molte zone della regione Lazio ed impegnati in difesa dell’ambiente e della salute; presenti inoltre esponenti delle Istituzioni locali e nazionali. Gli interventi della dottoressa Antonella Litta e del dottor Mauro Mocci dell’Associazione italiana medici per l’Ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment) hanno aperto l’incontro ponendo bene in evidenza la stretta relazione tra ambiente e salute e i rischi che impianti come quello proposto per Velletri possono determinare in termini di malattie e danni gravi ed irreversibili per l’ambiente, a seguire gli interventi di Aldo Garofalo e di Giancarlo Ceci hanno evidenziato in modo specifico le criticità tecnico-ambientali, autorizzative e legali dell’impianto in questione e di altri con le stesse caratteristiche.
Da tutti gli interventi è emersa con chiarezza l’inutilità e la dannosità per salute e ambiente delle centrali a biogas, a biomasse e degli impianti di biodigestione anaerobica che vengono da diverso tempo proposti su tutto il territorio nazionale per conseguire, una volta realizzati, importanti incentivi economici in quanto spacciati per fonti energetiche autenticamente rinnovabili quando in realtà lo sono soltanto formalmente. I relatori hanno ribadito quindi la necessità di una rigorosa e corretta gestione dei rifiuti che, se realizzata attraverso la raccolta differenziata e “porta a porta”, insieme ad una reale politica del riuso, del risparmio, del riciclo e della riduzione dei rifiuti, e soprattutto dei materiali da imballaggio, non avrebbe bisogno della realizzazione di impianti di incenerimento, bio-digestione anaerobica e nuove discariche.
Dal convegno anche la riflessione condivisa che spesso è proprio dalle mancate e parziali attuazioni delle leggi in materia di ambiente e salute e degli articoli della Costituzione da parte delle istituzioni preposte che si è generata la grave situazione sanitaria vissuta dalle popolazioni della regione Lazio; in termini di malattie cardiovascolari, cronico-degenerative e neoplastiche ( si veda il Piano di previsione Regionale 2010-2012); situazione connessa anche al gravissimo stato di inquinamento ambientale del territorio laziale, un inquinamento che deve essere assolutamente ridotto in tempi brevi anche respingendo progetti di nuovi impianti a forte impatto ambientale e sanitario come quello proposto per Velletri.
Nelle conclusioni del convegno la necessità di attuare come prima e vera forma di prevenzione a tutela della salute delle persone e in particolare della salute dei bambini interventi appropriati e tesi a ridurre l’esposizione a tutte quelle sostanze inquinanti che contaminano e alterano gravemente e irreversibilmente aria, acqua, suolo e cibo e nella riduzione delle spese militari una tra le tante possibili fonti di finanziamento per gli interventi e le opere di bonifica ambientale e sostegno ai servizi di prevenzione, diagnosi e cura.
Anche da questo incontro un forte e condiviso appello perché nella Regione Lazio si dia la priorità, il massimo dell’attenzione e dell’impegno a programmi di tutela e bonifica ambientale, per il miglioramento della qualità dell’aria, per la sorveglianza dello stato di salute delle popolazioni residenti e perché si rifiuti decisamente e senza tentennamenti ogni altra scelta, struttura e/o impianto ad alto impatto ambientale e sanitario.
Comunicato Stampa del 30 gennaio a cura deil'Associazione Italina dei Medici per l'Ambiente
(International Society of Doctors for the Environment ) di Viterbo
Si è svolto sabato 24 gennaio a Velletri un convegno sul tema “Rifiuti e inquinamento: quali conseguenze per la salute e l’ambiente ?”.
Il convegno organizzato dal Coordinamento contro l’inceneritore di Albano e dal Comitato Alternativa sostenibile, con l’adesione del Comitato No biogas e Discarica di Velletri e del Coordinamento regionale Rifiuti ed Energia, ha avuto per tema la discussione e l’approfondimento delle ragioni dell’opposizione al progetto per la realizzazione di una centrale a biogas alimentata da Forsu (Frazione organica dei rifiuti solidi urbani) – oltre 33 mila tonnellate per anno – , con produzione, per successiva combustione, di energia elettrica, nel comune di Velletri.
L’incontro ha visto una partecipazione numerosissima ed attenta di cittadini preoccupati per le possibili conseguenze della messa in opera di questo impianto: inquinamento dell’aria, dell’acqua, inquinamento acustico, aumento del traffico veicolare e i possibili danni alla salute. Numerosa e solidale anche la presenza di vari comitati provenienti da molte zone della regione Lazio ed impegnati in difesa dell’ambiente e della salute; presenti inoltre esponenti delle Istituzioni locali e nazionali. Gli interventi della dottoressa Antonella Litta e del dottor Mauro Mocci dell’Associazione italiana medici per l’Ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment) hanno aperto l’incontro ponendo bene in evidenza la stretta relazione tra ambiente e salute e i rischi che impianti come quello proposto per Velletri possono determinare in termini di malattie e danni gravi ed irreversibili per l’ambiente, a seguire gli interventi di Aldo Garofalo e di Giancarlo Ceci hanno evidenziato in modo specifico le criticità tecnico-ambientali, autorizzative e legali dell’impianto in questione e di altri con le stesse caratteristiche.
Da tutti gli interventi è emersa con chiarezza l’inutilità e la dannosità per salute e ambiente delle centrali a biogas, a biomasse e degli impianti di biodigestione anaerobica che vengono da diverso tempo proposti su tutto il territorio nazionale per conseguire, una volta realizzati, importanti incentivi economici in quanto spacciati per fonti energetiche autenticamente rinnovabili quando in realtà lo sono soltanto formalmente. I relatori hanno ribadito quindi la necessità di una rigorosa e corretta gestione dei rifiuti che, se realizzata attraverso la raccolta differenziata e “porta a porta”, insieme ad una reale politica del riuso, del risparmio, del riciclo e della riduzione dei rifiuti, e soprattutto dei materiali da imballaggio, non avrebbe bisogno della realizzazione di impianti di incenerimento, bio-digestione anaerobica e nuove discariche.
Dal convegno anche la riflessione condivisa che spesso è proprio dalle mancate e parziali attuazioni delle leggi in materia di ambiente e salute e degli articoli della Costituzione da parte delle istituzioni preposte che si è generata la grave situazione sanitaria vissuta dalle popolazioni della regione Lazio; in termini di malattie cardiovascolari, cronico-degenerative e neoplastiche ( si veda il Piano di previsione Regionale 2010-2012); situazione connessa anche al gravissimo stato di inquinamento ambientale del territorio laziale, un inquinamento che deve essere assolutamente ridotto in tempi brevi anche respingendo progetti di nuovi impianti a forte impatto ambientale e sanitario come quello proposto per Velletri.
Nelle conclusioni del convegno la necessità di attuare come prima e vera forma di prevenzione a tutela della salute delle persone e in particolare della salute dei bambini interventi appropriati e tesi a ridurre l’esposizione a tutte quelle sostanze inquinanti che contaminano e alterano gravemente e irreversibilmente aria, acqua, suolo e cibo e nella riduzione delle spese militari una tra le tante possibili fonti di finanziamento per gli interventi e le opere di bonifica ambientale e sostegno ai servizi di prevenzione, diagnosi e cura.
Anche da questo incontro un forte e condiviso appello perché nella Regione Lazio si dia la priorità, il massimo dell’attenzione e dell’impegno a programmi di tutela e bonifica ambientale, per il miglioramento della qualità dell’aria, per la sorveglianza dello stato di salute delle popolazioni residenti e perché si rifiuti decisamente e senza tentennamenti ogni altra scelta, struttura e/o impianto ad alto impatto ambientale e sanitario.
Comunicato Stampa del 30 gennaio a cura deil'Associazione Italina dei Medici per l'Ambiente
(International Society of Doctors for the Environment ) di Viterbo
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