Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

venerdì 6 luglio 2012

i “No Inc” denunciano il re dei rifiuti Manlio Cerroni

Piomba in un teatro di guerra già altamente consolidato dopo oltre cinque anni di intense battaglie legali e civiche, ma la notizia ha del rilevante:

il Comitato “No Inc” dei Castelli Romani ha denunciato il re della mondezza Manlio Cerroni per indebite pressioni verso il Prefetto Goffredo Sottile, il tutto pur di trovare i finanziamenti rigorosamente PUBBLICI con cui costruire il tumorificio PRIVATO dei Castelli Romani.

Sotto un’ampia rassegna stampa di tutti i principali giornali dell’area Castelli.

RASSEGNA STAMPA IN CONTINUO AGGIORNAMENTO.
  • Inceneritore Albano, i “No Inc” denunciano Manlio Cerroni. Clicca qui.
  • Denunciato Manlio Cerroni dal “No Inc” di Albano. Le rivelazioni di “super” Cerroni. Clicca qui.
  • Cerroni tenta il colpo gobbo, il No Inc denuncia il magnate della mondezza. Clicca qui.
  • Il Comune di Albano deve 1,5 milioni di Euro a Cerroni: il sindaco Marini firma l’accordo. Clicca qui.
  • Solfatara, Pomezia, altra mega discarica a soli 6 km dai Castelli Romani? Clicca qui.
  • Albano Inceneritore, Cerroni scrive a Sottile una lettera privata ed invitante. Clicca qui.
  • Cerroni chiede a Sottile di intercedere per l’inceneritore di Albano, il No Inc lo denuncia. Clicca qui.
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mercoledì 4 luglio 2012

NUOVO TOUR ITALIANO DI PAUL CONNETT DAL 16 AL 30 SETTEMBRE


Le tappe già previste:

Capannori, Lucca, Firenze, Napoli, Benevento, Taormina, Palermo, Roma

organizzano: Ambiente Futuro, Centro Ricerca Rifiuti Zero del comune di Capannori, Zero Waste Italy

Discarica, il prefetto: fuori dal Comune .. intanto ne vuole una «piccola»







Sottile incontra Polverini e Alemanno: la proroga della chiusura di Malagrotta non basta a scongiurare il rischio di immondizia nelle strade come a Napoli
 

ROMA - Trovare una discarica lontana da centri abitati nel territorio della Capitale appare un'impresa sempre più difficile. E si torna a parlare di siti nella Provincia di Roma, a cominciare da Quarto della Zolforatella, nel Comune di Roma ai confini con Pomezia, tra Laurentina e Ardeatina.
Ma per ora anche la zona della Valle Galeria non è stata ancora definitivamente accantonata nonostante la ferma opposizione di Alemanno, Zingaretti e Polverini.

Resta il fatto che la proroga di Malagrotta fino al 31 dicembre non è sufficiente, da sola, a scongiurare il rischio di immondizia nelle strade come a Napoli. Un nuovo sito per la discarica di Roma serve eccome, «anche se di piccole dimensioni» e anche se differenziata e pretrattamento andassero a regime. Il commissario straordinario per l'emergenza rifiuti, Goffredo Sottile, ieri ha sgombrato il campo dai dubbi. Dopo aver incontrato il presidente della Regione, ha visto il sindaco. L'Ato su base provinciale, infatti, che permetterebbe di smaltire fuori Roma i rifiuti di Roma, ancora non è stato istituito.
 
Al termine della riunione col sindaco, il prefetto non si è sbilanciato: «Gli incontri saranno continui» ha detto, ma ha messo in chiaro che «una discarica temporanea serve. Piccola, ma serve» e comunque, al netto dei «vincoli ambientali e archeologici», l'impatto sarà comunque relativo, perché vi andranno «rifiuti trattati, che diventano come erba secca - ha spiegato -. Dobbiamo uscire dal dramma del "tal quale"». Ma l'impressione è che stia esplorando con gli enti locali un ventaglio di idee. 
 
Intanto martedì il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, interviene davanti alla commissione bicamerale Ecomafie. Potrebbe essergli chiesto conto, ad esempio, di Quarto della Zolforatella, una ex cava di zolfo oggi piena d'acqua da 3 milioni di metri cubi, ma si trova all'interno della Riserva di Decima Malafede e ha rilevanza archeologica ma soprattutto, stando a un geologo di Sel, è in zona vulcanica, con rocce dalla radioattività relativamente alta.
 
Francesco di Frischia, Corriere della sera
 

Legalità e trasparenza?

(Fonte: Comunicato stampa) Nei giorni scorsi, come ricorderete (clicca qui), l’Associazione Differenzia-Ti e l’Associazione Officina delle idee, avevano presentato al Sindaco di Albano Laziale Nicola Marini, al Presidente del Consiglio comunale Massimiliano Borelli, al consigliere delegato ai rifiuti Luca Andreassi ed alla Segretaria comunale Rosa Iovinella, una richiesta d’accesso agli atti e copia di alcuni documenti inerenti la gestione e chiusura del ciclo dei rifiuti nella discarica intercomunale di Roncigliano. 

A quella prima richiesta ne seguirono altre (clicca qui, qui, qui qui e qui per scaricare e leggere) .


Gli accessi agli atti, in particolare, riguardano:

1) “Sentenza di secondo grado derivante da vecchi contenziosi”, con la quale il Comune di Albano è stato condannato a pagare nei confronti della Soc. Pontina Ambiente srl (del magnate dei rifiuti della Regione Lazio Avv. Manlio Cerroni) “€ 1.500.000,00 circa” (Un milione e mezzo di Euro).

2) Relativi riscontri di pagamento della somma di danaro suddetta o eventuali quote parte.

3) Relativi riscontri sul bilancio in via di approvazione.

4) Copia dell’eventuale opposizione alla sentenza di secondo grado, presso la Corte di Cassazione, da parte del Comune di Albano Laziale.

5) (eventuale) convenzione (preliminare e/o definitiva) stipulata dal Comune di Albano Laziale con la Soc. Pontina Ambiente srl dopo la sentenza di condanna di secondo grado che ha impegnato l’amministrazione comunale a pagare un milione e mezzo di Euro circa, utile a disciplinare il pagamento della somma di danaro suddetta in un’unica soluzione o in forma dilazionata (eventuali quote parte).

6) Determina dirigenziale con la quale, vista la delibera di giunta n. 90 del 26.04.2012, è stato dato formale incarico ad uno studio legale di verificare la sussistenza di condizioni utili a predisporre un ricorso presso la U.E. contro il c.d. inceneritore dei Castelli Romani.

7) Lettera di risposta ufficiale nei confronti del Comune di Albano Laziale dello studio legale incaricato dall’amministrazione comunale di verificare la sussistenza delle condizioni utili a promuovere un ricorso pressi gli organi competenti della UE contro il c.d. inceneritore dei Castelli Romani.

8) Tutte le lettere di corrispondenza, in entrata ed in uscita, (a partire dalla data di pubblicazione della sentenza di secondo grado con la quale l’amministrazione comunale è stata condannata a pagare una somma di danaro nei confronti di azienda del Gruppo Cerroni) tra il Comune di Albano Laziale e la Soc. Pontina Ambiente srl

9) Corrispondenza (in entrata ed in uscita) intercorsa tra il sindaco pro tempore di Albano Laziale Nicola Marini ed altri sindaci dei Castelli Romani (“bacino di Roncigliano”) relativa al “ricorso all’Unione Europea contro il gassificatore/inceneritore dei Castelli Romani”.

Ad oggi ancora non abbiamo ricevuto risposta da parte dell’Amministrazione comunale. In onore del motto dell’Amministrazione comunale: “legalità e trasparenza”, auspichiamo che il delegato ai rifiuti Andreassi ed il Sindaco Marini agevolino, quanto prima, l’estrazione delle copie dei documenti richiesti e con essi la condivisione di informazioni utili e necessarie a proseguire la vertenza contro inceneritore e VII invaso.

Mancata raccolta differenziata a Roma costa 92 euro all’anno a famiglia

 
Venerdì 6 ore 18, assemblea pubblica, Cecchina, largo delle nazioni

Sabato 7 ore 20:30, cena di autofinanziamento, via di Montagnano


(Fonte articolo, clicca qui) La mancata raccolta differenziata provoca danni all’ambiente e all’economia e i costi della discarica vengono scaricati sulle bollette dei cittadini. Un esempio poco virtuoso in questo senso e’ quello della capitale che, essendo lontana dalle best practice nazionali in tema di differenziata, in 10 anni (dal 2001 al 2010) ha perso, in termini di benefici, 850 milioni di euro. Cio’ a causa di circa 4,8 tonnellate di rifiuti urbani mandati in discarica invece che alla raccolta e al riciclo che avrebbero invece generato un indotto di circa 419 milioni di euro. E’ quanto rileva Althesys, societa’ di consulenza nel settore delle utilities, che calcola in 5,9 milioni di tonnellate le emissioni di Co2 che si sarebbero evitate con la raccolta differenziata nel periodo esaminato. In altri termini, una bolletta virtuale del mancato riciclo per ogni famiglia romana (di tre persone) e’ pari a circa 92 euro all’anno negli ultimi dieci anni. Il piano del Conai, il Consorzio nazionale imballaggi, prevede pero’ di passare dall’attuale 25,6% (dati Ama) al 50% di raccolta differenziata al 2014. Cio’, secondo Althesys, significherebbe 500mila tonnellate l’anno di rifiuti in meno da smaltire con un beneficio annuo di circa 105 milioni di euro. Questo equivale a 38 euro annui a testa per ogni cittadino romano, ovvero 114 euro per una famiglia media di tre persone. In pratica una famiglia romana risparmierebbe circa il 30%, visto che la bolletta media per i rifiuti e’ di circa 378 euro. L’obiettivo del 50% di raccolta differenziata al 2014, spiega Alessandro Marangoni, amministratore delegato di Althesys, “tecnicamente e’ fattibile. Ci sono varie realta’ italiane che hanno percentuali di raccolta differenziata superiori al 50%”. Per Marangoni, dunque, la capitale e’ in grado di raggiungere livelli di eccellenza: “serve – conclude – la volonta’ dei cittadini ma anche un sistema di raccolta adeguato”.

Conai, il riciclo ha reso ai Comuni quasi 300 milioni in dodici anni


(Fonte articolo, clicca qui) «La logica del riciclo ha trasformato i rifiuti urbani da problema di difficile risoluzione in risorse da valorizzare per produrre nuova ricchezza». Walter Facciotto, direttore generale del Conai, usa questa immagine per descrivere i progressi fatti negli ultimi anni sul fronte del recupero e del trattamento dei rifiuti di imballaggio. E lo fa alla luce dell’esperienza maturata dal consorzio privato senza fini di lucro specializzato nel recupero e riciclo dei materiali di imballaggio, a cui aderiscono oltre 1.450.000 aziende produttrici e utilizzatrici di imballaggi. Nel 2011 sono stati recuperati tre imballaggi su quattro contro il rapporto di uno a tre rilevato nel 1998. Questo grazie al sistema consortile, che ha messo a punto l’intero processo di raccolta e valorizzazione dei rifiuti urbani, corrispondendo nello stesso periodo 298 milioni di euro ai Comuni. La società di consulenza Althesys stima in uno studio che la gestione dei rifiuti di imballaggio ha generato negli ultimi dodici anni in Italia benefici netti per 9,3 miliardi di euro tra annullamento dei costi di smaltimento, riduzione della CO2 e generazione delle cosiddette materie prime seconde. Il riferimento è a materiali come alluminio, materiale ferrosi, carta, plastica, legno e vetro, che si trovano nei prodotti più diffusi nelle nostre città. “Si tratta di materiali che hanno un enorme valore economico, che non può essere disperso, tanto più ora”, spiega Facciotto. Le materie prime seconde sono cruciali: sopperiscono, almeno in parte, alla storica carenza di materie prime vergini. Così non è un caso se questi materiali sono diventati oggetto di commercio internazionale, al pari delle commodity. Oggi l’Italia è seconda in Europa per la produzione di materiali ferrosi da forni elettrici. La strada da percorrere resta però ancora lunga. “La raccolta differenziata complessiva presenta ancora molti buchi e in media non supera il 35%, mentre il 52% dei rifiuti finisce ancora in discarica”, commenta Facciotto. “E’ importante fare fronte comune tra cittadini, aziende, istituzioni e sistemi consortili per superare questi ritardi”. Un aiuto arriva anche dalle nuove tecnologie, che permettono di ridurre gli scarti derivanti dai trattamenti. Altre tecnologie possono invece aumentare la resa nella valorizzazione dei materiali intercettati e sviluppare il mercato dei prodotti a base di materiale da riciclo, ad esempio tramite il Green Public Procurement. Passi in avanti sono intanto stati fatti anche dalle normative di settore, come la Direttiva Rifiuti 98/2008, che ha introdotto obiettivi di riciclo per tipologie di prodotti, perché ora il focus deve essere posto sul riciclo dei singoli materiali e non sulla sola raccolta differenziata che è uno strumento per raggiungere quel traguardo. Entro il 2020 dovrà essere riciclati almeno il 50% dei rifiuti di carta, metalli, plastica e vetro prodotti nel nostro Paese. “Progressi sono già stati compiuti in questa direzione – spiega Facciotto – il 90% degli imballaggi in cartone è prodotto oggi con materiali riciclati e nel settore dei detergenti si è ridotto del 50% volume e peso dei contenitori con l’utilizzo di prodotti concentrati, ma occorre accelerare, puntando sulla propensione dei consumatori a scegliere prodotti green”. In questo senso va inquadrata l’iniziativa presentata dal Conai all’ultimo salone “Dal dire al fare” di Milano: un Eco-Tool per l’analisi semplificata dell’impatto ambientale degli imballaggi. Una metodologia online che permetterà alle aziende di valutare da sole e rapidamente l’ecoefficienza dei propri imballaggi.

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Albano: richiesto un nuovo studio epidemiologico per la zona della discarica



(Fonte articolo, clicca qui) L’azione dei sindaci dei Castelli Romani per scongiurare la costruzione dell’inceneritore di Albano si fa sempre più pressante e si è decisa nell’ultima conferenza dei sindaci i di bacino che sversano nella discarica di Roncigliano una linea unica di intervento per la salvaguardia dell’intera area di Roncigliano.?? Come prima azione si effettuerà la caratterizzazione idrogeologica del sito e la sua eventuale bonifica. Decisione che i Comuni hanno preso a tutela della propria cittadinanza, nonostante la competenza di tale atto spetterebbe alla Regione Lazio in quanto la falda interessa almeno cinque Comuni.
“Abbiamo ragione di ritenere – afferma il sindaco Nicola Marini – che i dati che emergono dalle analisi dell’ARPA Lazio relativamente allo stato di salute della falda siano assolutamente preoccupanti. Pertanto abbiamo proposto alla conferenza dei sindaci la caratterizzazione idrogeologica dell’area, passaggio fondamentale questo per capire esattamente quello che sta succedendo al di sotto della discarica. E su questa linea abbiamo trovato l’unanime appoggio delle amministrazioni presenti”. Associate alle azioni di carattere squisitamente tecnico, come la caratterizzazione idrogeologica, è necessario ed indispensabile conoscere lo stato dell’area circostante la discarica in termini epidemiologici. Per questo, si è decisa la stesura di un documento per richiedere alla ASL l’aggiornamento dello studio epidemiologico dell’area, con lo scopo di evidenziare eventuali situazioni anomale a salvaguardia della salute dei cittadini e in linea con la recente decisione da parte della Asl di posizionare una “nasometro” vicino alla discarica, cioè uno strumento che rileva l’eventuale inquinamento ambientale. Sul fronte legale sebbene i tecnici sconsigliano la possibilità di un ricorso agli organi di giustizia europea si sta valutando se tentare o meno questa strada puntando tutto sall’assenza dalla valutazione ambientale strategica, non rilasciata nell’iter autorizzativo del termovalorizzatore.

Associazione DifferenziaTi
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Riunione sindaci di bacino contro inceneritore Albano e discarica Roncigliano

Di seguito il comunicato stampa tratto dal Comune di Albano Laziale sull’esito della riunione dei sindaci di bacino attinente inceneritore e discarica.

I sindaci di bacino hanno dato l’ok per apporre nelle proprie sedi comunali i banner contro l’inceneritore dei Castelli, così come richiesto dai comitati, Associazione Differenziati in primis.

(Fonte articolo, clicca qui

La conferenza dei sindaci dei Comuni di bacino che sversano nella discarica di Roncigliano ha stabilito una linea unica di intervento per continuare la battaglia contro la costruzione dell’inceneritore, autorizzato dal Consiglio di Stato, e per la salvaguardia dell’intera area. Come prima azione si effettuerà la caratterizzazione idrogeologica del sito e la sua eventuale bonifica. Decisione che i Comuni hanno preso a tutela della propria cittadinanza, nonostante la competenza di tale atto spetterebbe alla Regione Lazio in quanto la falda interessa almeno cinque Comuni. «Abbiamo ragione di ritenere – afferma il sindaco Nicola Marini – che i dati che emergono dalle analisi dell’ARPA Lazio relativamente allo stato di salute della falda siano assolutamente preoccupanti. Pertanto abbiamo proposto alla conferenza dei sindaci la caratterizzazione idrogeologica dell’area, passaggio fondamentale questo per capire esattamente quello che sta succedendo al di sotto della discarica. E su questa linea abbiamo trovato l’unanime appoggio delle amministrazioni presenti». Associate alle azioni di carattere squisitamente tecnico, come la caratterizzazione idrogeologica, è necessario ed indispensabile conoscere lo stato dell’area circostante la discarica in termini epidemiologici. Per questo, si è decisa la stesura di un documento per richiedere alla ASL l’aggiornamento dello studio epidemiologico dell’area, con lo scopo di evidenziare eventuali situazioni anomale a salvaguardia della salute dei cittadini e in linea con la recente decisione da parte della Asl di posizionare una “nasometro” vicino alla discarica, cioè uno strumento che rileva l’eventuale inquinamento ambientale. «Prima di procedere ad ulteriori iniziative legali – continua Marini – è indispensabile dimostrare, in linea preventiva e in maniera scientificamente inappellabile, lo stato di sofferenza dell’area e la conseguente impossibilità ad ospitare un impianto di incenerimento. La caratterizzazione idrogeologica e l’analisi epidemiologica rappresentano, quindi, le azioni fondamentali e propedeutiche ad un eventuale ricorso al giudice nazionale». Relativamente alla possibilità di ricorrere alla Corte di Giustizia Europea, Albano ha illustrato le motivazioni per le quali gli avvocati incaricati dal Comune hanno sconsigliato tale azione. Mancherebbe il presupposto fondamentale, ovvero la violazione “grave” della normativa comunitaria ad opera di un’applicazione erronea di una norma nazionale. Questa violazione “grave” potrebbe essere rappresentata dalla mancanza della procedura di VAS (Valutazione Ambientale Strategica) all’interno dell’iter autorizzativo dell’impianto, ed è proprio questa l’ipotesi che i legali stanno continuando a valutare per il ricorso alla Corte di Giustizia Europea. 

A conclusione della riunione, i Comuni hanno recepito la richiesta dei Comitati di realizzare uno striscione contro l’inceneritore da affiggere nelle rispettive sedi Municipali.


Comunicato Stampa per il Presidio Cittadino di massa e denucia svoltosi il 22 giugno ad Albano

CERRONI SI PREPARA A FAR PARTIRE IL CANTIERE DELL’ INCENERITORE E CONTINUA A SVERSARE NEL VII INVASO.

La tragicomica ricerca di una discarica sostitutiva di Malagrotta - ormai arrivata al collasso - finirà con una o più enormi buche, una quantità industriale di legnate ai malcapitati più vicini e tanti “petecchioni” d’oro nelle tasche del pescecane di turno che la gestirà e si arricchirà con essa, forse il solito. Ma anche questo non basterà, vorranno inceneritori o impianti industriali più improbabili per continuare a bruciare tutto quello che non c’è alcun bisogno di bruciare, impianti che emettono gas clima-alteranti, causano malattie tra le più varie ed avvelenano i terreni. L’inceneritore di Malagrotta (gemello di Albano) è fermo da ottobre, poco se ne parla e ancora non sappiamo perché. Non c'è da sperare però che per questo Cerroni non utilizzi la sentenza del consiglio di stato per istallare il suo bancomat infernale.

Archiviati per ora i siti di Corcolle e di Riano-Pian dell’Olmo, il gioco riparte daccapo ed oltre ai siti della Polverini compaiono le dodici cave proposte da Zingaretti. Via per un altro giro di giostra nel quale torna - benché defunto - il teorema Di Carlo: la creazione di un consorzio pubblico privato formato da ACEA, AMA e Cerroni capace di gestire l’intero ciclo dei rifiuti e, nel loro perverso modo di ragionare, far andare i tre malandati inceneritori del Lazio più quello fantasma di Albano. 

Siccome questo consorzio già esiste e si chiama COEMA (lo stesso che ha l’autorizzazione a costruire l’inceneritore nelle discarica di Roncigliano), il cerchio vorrebbe chiudersi sulle nostre teste.

Nel frattempo, l’ARPA HA ACCERTATO PIU' VOLTE L’ INQUINAMENTO DELLE FALDE, SONO STATI APPURATI SVERSAMENTI DI PERCOLATO NEL FOSSO DI VALLE GAIA E CRESCONO I CASI DI ABORTI SPONTANEI E ADDIRITTURA DI FETI DEFORMATI. GLI UFFICI COMUNALI HANNO ACCERTATO MACROSCOPICHE VIOLAZIONI DEL VII INVASO E PERTINENZE MA CIO' NONOSTANTE SI RIFIUTANO  

DA 7 MESI DI PROCEDERE ALLE SANZIONI DI RITO.
Stando così le cose, gli enti che prima hanno partecipato al procedimento autorizzativo e solo in seguito si sono opposte (come Comune, ASL e Provincia) hanno le possibilità e l'obbligo di richiedere la revisione dell’AIA del 2009 che è stata resuscitata dal consiglio di stato insieme all’ inceneritore.

DI FRONTE AL DISASTRO PRESENTE E QUELLO INCOMBENTE L’IMMOBILISMO DELLE AMMINISTRAZIONI CHE SVERSANO A RONCIGLIANO E' INACCETTABILE. 

Mentre scriviamo apprendiamo che il Comune di Albano ha deciso di procedere alla caratterizzazione della discarica. Meglio tardi che mai.

Noi mettiamo in campo la nostra capacità di lotta e l’impegno a percorrere tutte le sedi di contestazione possibili dalla corte europea alle procure, sicuri che solo la mobilitazione e la determinazione popolare potranno fermare questo impianto e far chiudere la discarica.


VENERDI’ 22 GIUGNO ALLE 17,30 IN PIAZZA S. PIETRO ALBANO

PRESIDIO DI MASSA E DI DENUNCIA


COORDINAMENTO NO-INC DI ALBANO
http://www.noinceneritorealbano.it/

Giancarlo Cremonesi presidente di Acea: “L’inceneritore di Albano non è nocivo per la salute”CREMONESI STIA ZITTO .. FA PIU' BELLA FIGURA ..


CREMONESI STIA ZITTO ..

FA PIU' BELLA FIGURA ..



(Fonte articolo, clicca qui)
«Il Tar ha dato via libera, ma c’è ancora un pò di tensione sociale sul territorio. Speriamo che ci si convinca che quell’impianto non è assolutamente nocivo per la salute, per la qualità dell’aria. Le emissioni saranno monitorate dai cittadini, da istituti specializzati, dall’Università. Lo ripeto ci sarà la massima garanzia del rispetto ambientale». È quanto ha dichiarato il presidente di Acea Giancarlo Cremonesi dopo aver partecipato accanto al presidente di Federlazio Maurizio Flammini, alla presentazione di una ricerca sull’andamento dell’economia del Lazio negli ultimi 40 anni in occasione del quarantennale della Federlazio. «Mi auguro che presto si capisca che questi impianti sono indispensabili sul territorio nazionale perchè, una volta realizzati, metteranno in sicurezza il sistema dei rifiuti. Sul gassificatore di Albano vorrei ci fosse serenità e pace sociale, prima di mettere mano al cantiere. Questo impianto non pregiudicherà la qualità della loro vita». «L’Italia – ha concluso – deve affrontare la questione del ciclo dei rifiuti, perchè non possiamo permetterci, anche psicologicamente, che i nostri rifiuti vengano presi e portati in altre nazioni».

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