Commento da imbuteria su 20 Ottobre 2009
da carta
Il girotondo interminabile della decrescita
da Carta - Articoli di Daniela Degan
«De fil en aiguille» dice Jacqueline a conclusione della due giorni promossa dal Laboratorio itinerante della decrescita di Roma presso il convento di Bolsena. Frase intraducibile in italiano eppure sono i corpi e i volti sorridenti e rilassati di chi ha preso parte al laboratorio che parlano di questo tempo di qualità opportunamente sottratto al mercato.
Non c’è due senza tre. Il laboratorio «maltagliati e vecchi merletti» è arrivato alla terza edizione e tre sono i laboratori promossi ai confini del lago. Atmosfera irripetibile e armoniosa, dicono molti de partecipanti.
Di farina, uova, stoffe e fili sono fatti i manufatti originali, artigianali, diversi realizzati durante i due giorni e che tra la soddisfazione di tutti. Qualcuno si chiede se quelle pratiche e quella soddisfazione sono soltanto piccole illusioni, oppure prime ipotesi di soluzioni alla crisi globale, sociale enon solo ambientale. Intanto i partecipanti reimparano a leggere le etichette alimentari e cosa sono gli additivi, i conservanti e come individuare le diverse scadenze dei prodotti.
Nel girotondo dei fili e delle stoffe colorate, delle uova e della farina si condividono anche libri, poesie, pensieri «irriverenti» – commenta qualcuno – oltre a ipotesi di altre cose da costruire e da fare insieme. Una spirale in divenire di parole, di sogni, di segni, di ipotesi di cambiamento. Anche il vuoto fa parte di questa terza edizione da poter riempire di parole ognuno secondo le proprie scelte oppure restare sospesi nel nulla. Cullati dai raggi del sole ancora caldo.
Tutti i partecipanti [trenta persone, donne, uomini ed una graziosa bambina], dunque, si sono ripresi uno spazio fuori dal tempo per assaporare, è il caso di dire, due giorni di relazione, di auto-produzione, di apprendimento gioioso, di conviviale semplicità, pur consapevoli della complessità del mondo.
Se dovessimo usare le parole di Riane Eisler direimmo che chi ha preso parte a quel laboratorio, ha provato ad agire un «modello di partnership», insomma di cooperazione, contrapposto al «modello della dominanza», assai più diffuso nella vita di tutti.
Due giorni, quindi, per sperimentare, ipotesi di «trasformazione culturale» in un contesto protetto da antiche mura che favorische il desiderio di narrare altrove, fuori quanto vissuto e condiviso. Coinvolgere, contaminare, dimostrare, anzi mostrare, dicono i promotori del laboratorio, che si può, nel fare, raggiungere una sorta di equilibrio «gilanico» della decrescita. Gilanico [espressione usata da Riane Eisler e nata dall’unione dei termini greci di maschile e femminile, «gil» e «an»] perchè in questo girotondo della decrescita partecipano donne e uomini insieme, fianco a fianco, e in equilibrio, re-imparano gesti antichi, in collaborazione e condivisione dei saperi.
Fettuccine, maltagliati, ravioli di ricotta vanno a finire tutti nella stessa pentola, mentre un «rito» di consegna detta la «sfilata dell’oro dell’incenso e della mirra», attività ludica e divinatoria per i palati di tutti. Intanto, le operose filatrici mostrano le loro creative borse variopinte che hanno prodotto con manualità paziente.
Nessun premio o medaglia, nessuna vincitrice o vincitore. Solo il vissuto di una esperienza dello stare insieme nelle «diversità», con fare collaborativo e spesso di aiuto reciproco e di buono ascolto.
Sogno, illuminazione, qualità, sfera verde, immenso azzurro, legami, gusto, insieme, senso, armonia, luna, sole, geometrie di luce, cerchio di smeraldo verde, tutto, calma, arcobaleno e «questo sol m’arde e mi innamora»: sono alcune delle parole declinate giocando in questo spazio liberato.
* per il Laboratorio itinerante della Decrescita di Roma
http://decrescitaroma.blogspot.com/
domenica 4 aprile 2010
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