Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

domenica 7 dicembre 2014

giovedì 16 ottobre 2014

spuntano due nuovi laghi ai Castelli Romani dopo Albano e Nemi

NELLA DISCARICA DI RONCIGLIANO 
18-04-2014 
Analisi ARPA del percolato della discarica di Roncigliano

Qualche tempo fa denunciammo lo sversamento di percolato dalla discarica di Roncigliano nel fosso di Valle Caia (vedi aricolo qui), a quanto pare, a circa tre anni di distanza anche l'Arpa sembra essersi resa conto del problema e compila una relazione molto pesante sui traffici di percolato nell'impianto di Cerroni: numerosi ammanchi nei trattamenti di percolato sono segnalati negli anni, le aziende ce avrebbero dovuto trattare i fanghi sembra non li abbiano mai ricevuti, in alcuni casi si parla di ben il 36% del percolato totale.

Ci chiediamo che fine abbiano fatto .. A corredo della relazione ci sono anche un paio di foto molto carine sulla formazione di due simpatici laghetti di percolato (immaginiamo gemellati con quelli di Albano e Nemi, siamo pur sempre ai Castelli Romani no?) all'interno del VII invaso.

Si fa riferimento peraltro al fatto che "le acque meteoriche insistenti sul nuovo bacino siano drenate e convogliate attraverso opportune canalizzazioni verso lo scarico previsto nel fosso di Valle Caia".

La relazione cita anche (e finalmente) la rilevante presenza di odori sgradevoli dovuti alla macerazione della monnezza.

Attendiamo trepidanti la pubblicazione delle analisi in proposito, relative anche alle emissioni dell'impianto a biogas della Marco Polo presente nel sito della discarica.



COORDINAMENTO NO-INC di ALBANO

venerdì 26 settembre 2014

Comunicato stampa No Inc


“La convenzione preliminare Co.E.Ma.-GSE di giugno 2009 va annullata.

Ricorso del No Inc alla Corte d’Appello di Roma contro la recente ordinanza del Tar Lazio.” Domani, sabato 27 settembre, doppio appuntamento per il Comitato No Inc presso la casa per cerimonie di via Montagnano n. 16 ad Ardea (traversa di via Ardeatina, km 25,650).

Entrambi gli appuntamenti riguarderanno la recente ordinanza del Tar del Lazio con cui il Tribunale Amministrativo Regionale ha concesso, di fatto, al consorzio CO.E.MA. di Cerroni, Acea ed Ama, anche se “temporaneamente”, la disponibilità di mezzo miliardo di euro di soldi pubblici CIP-6 (7x100 della nostra bolletta elettrica) per costruire il contestatissimo e temutissimo mega-forno brucia-rifiuti di Roncigliano. 

In attesa della sentenza definitiva del Tar, prevista entro maggio 2015, il comitato No Inc ha deciso di depositare un ricorso amministrativo alla Corte di Appello contro l’ordinanza, nella speranza di scongiurare l’avvio del cantiere. 


In particolare, alle ore 17,00 è prevista un’assemblea pubblica, con la presenza di numerosi comitati e associazioni territoriali, per discutere l’argomento ma anche, più in generale, di tutti progetti pendenti tra i Castelli Romani e il vicino Litorale Laziale relativi alla gestione e chiusura del ciclo dei rifiuti. 


Alle 20,30, si terrà una cena di autofinanziamento per sostenere le spese legali. Previsto menu vegetariano, vegano e celiaco.
Per info e prenotazioni: Paolo, 3496803686. 




TUTTA LA CITTADINANZA E' INVITATA A PARTECIPARE.

VELLETRI: in centinaia all'Assemblea Pubblica Contro discarica e biogas

L'ASSEMBLEA PUBBLICA di ieri 18 settembre a Velletri, è stata un successo di partecipazione anche superiore alle aspettative. Prima risposta ai progetti VOLSCA e ECOPARCO per i devastanti progetti del MEGA POLO DEI RIFIUTI e dei due impianti a BIOGAS.

Nessun amministratore della giunta Servadio si è azzardato a venire, salvo il temerario Ognibene, presidente del consiglio comunale di Velletri. Ma forse ha capito che l'aria non era quella del Consiglio Comunale Straordinario del 16 e si è tenuto in disparte. 

In quell'occasione un'indecente coalizione trasversale, dal PD a Forza Italia, aveva sottoscritto, con l'esclusione del 5S Trenta, la posizione della giunta: No alla discarica, SI al "nostro" impianto a biogas (chiamato ipocritamente "impianto di compostaggio"). 


Il PD nazionale e locale è sempre più capofila della nuova imprenditoria green economista che intravvede vaste praterie in cui mietere i dollari assicurati dai digestori anaerobici dei rifiuti organici.


L' ignoranza assoluta manifestata dal sindaco Servadio sull'impatto del biogas è quasi pari all'arroganza di cui ha dato prova in quell'occasione.

L' assemblea credo sia servita a mettere in chiaro che, se la discarica è una minaccia incredibile al territorio, alle persone e alle falde acquifere, lo sono altrettanto gli impianti anaerobici a biogas con la loro scia di inquinanti gassosi, liquidi e solidi. L'unico temerario, consigliere dei F.d'Italia, che in chiusura ha provato a farfugliare di dubbi da chiarire sul biogas è stato zittito all'istante.

E' SOLO IL PRIMO PASSO PER FAR INGOIARE, AGLI AFFARISTI E AI POLITICI LOCALI CHE GLI SPIANANO LA STRADA, I LORO PROGETTI.

LUNEDÌ, 22 SETTEMBRE 2014 12:57 - rifiutimalagrotta

Il progetto per la realizzazione di una discarica nel Comune di Velletri in località Cinque Archi approda finalmente in audizione in Commissione Ambiente
presso il Consiglio regionale del Lazio in via della Pisana. 
Appuntamento per giovedì ore 16,30 alla Sala Etruschi. Il piano, che ha visto nascere in questi giorni una fervente politica, sarà dunque attenzionato dalla Regione Lazio. Per l’occasione saranno presenti Fausto Servadio, sindaco di Velletri, e Riccardo Scarpino, commissario straordinario della Provincia di Roma. 

Il giorno 27 settembre si terrà l'ASSEMBLEA DEI COMITATI RIFIUTI ENERGIA LAZIO alle ore 17,00 a via Montagnano 16, in comune di Ardea (traversa di via Ardeatina a circa 1 km dalla discarica di Roncigliano) 
L'assemblea raccoglie comitati diversi alle prese con impianti a biogas e discariche (Albano, Guidonia, Cupinoro etc). 
All'ordine del giorno la preparazione di un'iniziativa alla regione Lazio.
Il polo rifiuti a Velletri sembra quadrare il cerchio rispetto alle anticipazioni del piano regionale dei rifiuti, disegnate a dicembre 2013 dalla Conservizi e che prevedeva di colmare il buco di 2 milioni di metri cubi di RSU. 
Il Coordinamento contro l'inceneritore di Albano ritiene che sulla base di obiettivi condivisi sia necessario estendere la massa critica per rendere più forte possibile la pressione nei confronti della dirigenza regionale contro biogas, discariche, TMB e inceneritori. 
Saranno decise le forme più opportune (presidio, manifestazione etc) in relazione al grado di mobilitazione che riusciremo a mettere in piedi.

la stampa locale è come sempre dalla parte delle Lotte della popolazione dei Castelli Romani:
http://www.castellinotizie.it/2014/09/20/velletri-in-centinaia-al-velidance-contro-i-2-ecomostri-la-rabbia-di-de-felice-e-giammatteo-bastaaaaa/
- http://www.castellinotizie.it/2014/09/23/i-sindaci-finiscono-in-carcere-per-manifestare-contro-la-discarica-di-velletri-in-prima-fila-anche-aprilia-lanuvio-e-cisterna/
http://www.castellinotizie.it/2014/09/24/il-dramma-di-carcerati-e-poliziotti-penitenziari-incastrati-a-due-passi-dalla-mega-discarica-qualcuno-ha-pensato-a-loro/
http://www.castellinotizie.it/2014/09/26/la-discarica-non-sha-da-fare-velletri-accoglie-col-sorriso-le-notizie-che-arrivano-dalla-regione/

ultim'ora - Rifiuti, Civita alla Pisana:
"Nessuna ipotesi di discarica a Velletri"

REGIONE LAZIO - 25/09/14 - La commissione Ambiente, presieduta da Enrico Panunzi (Pd), ha tenuto un'audizione sul progetto - ufficializzato il 25 agosto scorso dalla società Ecoparco Srl - per la realizzazione di una discarica a Velletri in località Cinque Archi. 

Presenti all'incontro, oltre a numerosi cittadini, agricoltori e associazioni: il sindaco di Velletri Fausto Servadio; l'assessore regionale ai Rifiuti Michele Civita; il capo dipartimento "Servizi tutela e valorizzazione dell'ambiente" della Provincia di Roma Claudio Vasselli. L'audizione è stata richiesta dal consigliere Giancarlo Righini (Fratelli d'Italia) alla luce delle notizie sulla proposta di realizzazione di un impianto privato di trattamento meccanico biologico (Tmb), nonché di un'area di compostaggio e stoccaggio di due milioni cubi di rifiuti. "Le nostre preoccupazioni riguardano soprattutto la vasta area agricola a ridosso della zona individuata dalla società Ecoparco e l'impatto che una discarica avrebbe sull'economia e sulla salute della città di Velletri", ha spiegato Righini, che ha chiesto ufficialmente una moratoria sulla apertura di nuovi impianti di stoccaggio nella provincia di Roma, specie se relativi a rifiuti provenienti dalla Capitale. Il 16 settembre scorso, il Consiglio comunale di Velletri all'unanimità ha approvato un ordine del giorno per esprimere la totale contrarietà al progetto, incassando da subito il sostegno dei centri limitrofi: Aprilia, Cisterna di Latina e Lanuvio. Progetto definito "irricevibile" dal sindaco Fausto Servadio. L'assessore Civita ha ribadito che l'ipotesi non è mai arrivata all'attenzione della Regione Lazio, in quanto è stata semplicemente richiesta la Valutazione di Impatto Ambientale (Via) da parte della società Ecoparco. "In ogni caso - ha precisato - la giunta non ha mai pensato in quel quadrante di prevedere una ulteriore discarica: non ce n'è la necessità, soprattutto in vista dei lusinghieri risultati che stiamo registrando sul fronte della raccolta differenziata. Di questo passo contiamo di ridurre, e non di aumentare gli impianti presenti nella provincia romana".
Il presidente Panunzi, in chiusura di seduta, ha annunciato che "la chiave di volta è rimettere mano al Piano regionale dei rifiuti, incentivando ancora di più la raccolta differenziata e porta a porta su tutto il territorio". 


CHIARAMENTE NON SI PARLA DI UN NO ALL'IMPIANTO A BIOGAS 
AL QUALE SIAMO FERMAMENTE CONTRARI e il 27 settembre si decideranno le forme di mobilitazione da attuare immediatamente oltre alla raccolta fondi per eventuali azioni legali ..

Arsenico nelle acque: analizzate le marche italiane

Arsenico nell'acqua .. in quali si trova ed in che quantità.

Quello dell’Arsenico nelle acque potabili italiane è stato un tema molto caldo, a causa anche degli sforamenti dei limiti in molte città italiane.

L’Unione Europea ha imposto un limite di 10 microgrammi per litro (valido sia per le acque minerali che per quelle destinate al consumo umano) sotto il quale l’acqua può considerarsi sicura sia per adulti che per neonati.

L’Arsenico è classificato dall’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro come elemento cancerogeno certo di classe 1, e posto in diretta correlazione con molte patologie oncologiche, e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute. 
 
L’assunzione cronica di arsenico, soprattutto attraverso acqua contaminata, è indicata, da una rilevante documentazione scientifica, anche quale responsabile di patologie cardiovascolari, neurologiche, diabete, lesioni cutanee, disturbi respiratori, disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche.

Una indagine realizzata nell’ambito del progetto Atlante Europeo dell’EuroGeoSurveys Geochemistry Expert Group  ha permesso di conoscere tutti i dati relativi alla composizione delle acque minerali europee. 
 
Nel caso di quelle italiane è stato quindi possibile conoscere tra gli altri, anche il valore per litro del tanto discusso Arsenico. Dopo il nostro ‘Speciale‘ dedicato alle acque minerali naturali con il minor residuo fisso, ecco l’elenco delle principali acque minerali e loro contenuto in Arsenico (ricordando che per tutte le acque minerali italiane prese in esame, in nessuna è stato riscontrato un valore superiore ai 10 microgrammi per litro).

venerdì 12 settembre 2014

Castelli Romani .. ancora non basta: prima Roncigliano .. ora Velletri?

UNA VALANGA DI MONNEZZA IN ARRIVO A VELLETRI  

Abbiamo meno di un mese di Tempo per opporci legalmente ai progetti della megadiscarica di Velletri (.. nei piani di proponimenti la prossima Malagrotta o peggio ..) Dobbiamo mobilitarci immediatamente per avviare ed organizzare una una forte risposta popolare.

Il 25 agosto è stata inviata al Comune di Velletri l'istanza di pubblicazione di una Valutazione di Impatto Ambientale di un polo per il trattamento dei rifiuti da parte della società privata Ecoparco Srl.

Un progetto composto da cinque impianti:
- impianto di trattamento ed essiccazione con produzione di Css per 100.000/t anno;
- impianto di compostaggio per 40.000/t anno;
- impianto di trattamento del percolato per 30.000/t anno;
- discarica per 100.000/t anno;
- impianto di distribuzione del gas prodotto dagli impianti.

Complessivamente sarebbero gestite circa 270.000/t anno. 

L'area dell'impianto è situata nei pressi del carcere di Lazzaria dove attualmente esiste una cava di pozzolana esaurita.

Ecco un piccolo estratto* della descrizione del polo rifiuti. 

*https://www.dropbox.com/s/kpvou0e5ahtkxd8/info-PoloRif_Velletri.pdf?dl=0 

CONTRO 
la minaccia di un megapolo dei rifiuti ai Castelli Romani

ASSEMBLEA PUBBLICA 
giovedì 18 settembre ore18.30  
presso il locale Velidance in Via dei Fienili, 187 a Velletri

L’estate, come sempre è l’occasione propizia per mettere in piedi le peggiori porcate.

L’8 e il 25 agosto due società, la Volsca Ambiente e Servizi spa e l’Ecoparco srl hanno depositato in Regione, ufficio VIA, i progetti, rispettivamente, per un impianto anaerobico a biogas da 33.000 t/a e per un megapolo dei rifiuti urbani e dei peggio rifiuti industriali, nonché di terreni contaminati, da realizzare a Velletri loc. Lazzaria a ridosso di altri tre Comuni, Aprilia, Lanuvio, Cisterna.

L’”eco” polo conterrà un altro biogas da 40.000 t/a, una discarica da 2 milioni di tonnellate e un TMB (impianto di triturazione e vaglio dei rifiuti) da 100.000 t/a destinato a rifornire di CDR e CSS (combustibili da rifiuti) l’inceneritore e il cementificio di Colleferro. Un'altra società la Biovis srl ha depositato l’ennesimo progetto per un biogas da 33.000 t/a spostato ad Ardea dopo aver incontrato un’opposizione popolare accanita nel sito iniziale di Ariccia. Nel triangolo Roncigliano di Albano, Velletri, Colleferro si profila un polo rifiuti dall’incredibile impatto inquinante, tale da stravolgere ulteriormente la vivibilità del territorio interessato per i prossimi decenni.

Il proliferare di progetti d’impianti a biogas, falsamente chiamati “impianti di compostaggio” ma in realtà finalizzati al recupero di energia (e perciò altamente inquinanti), s’inquadra nelle linee guida tracciate dal governo e dai suoi predecessori, a suon di incentivi, per favorire una nuova generazione di affaristi dei rifiuti color verde $. Da Zingaretti a Civita a Legambiente fino ai sindaci, destra centro sinistra, l’elenco degli entusiasti è lungo e trasversale.

Il megapolo si propone di soddisfare i fabbisogni monnezzari dell’area metropolitana, stante la ridicola quota di differenziata porta a porta realizzata da gran parte dei Comuni, Roma compresa. Ma non solo, risponde alle necessità di eco-affaristi interessati alle “bonifiche” di siti contaminati (tipo Valle del Sacco, terre dei fuochi) e a quelle di aziende industriali che hanno da smaltire i loro veleni, rifiuti di processi chimici, tessili, farmaceutici etc., ceneri tossiche e nocive prodotte da inceneritori, polveri altrettanto tossiche intrappolate dai filtri, biofiltri e catalizzatori di impianti a biomasse. L’elenco, a leggere il progetto, è impressionante.

Gli impianti anaerobici a biogas sono nocivi sempre e comunque, non c’è spazio per possibilismi. Le discariche, gli inceneritori e i TMB sono nocivi sempre e comunque. Non li vogliamo né qui né altrove. Sono il frutto d’insipienza, intrallazzi e affarismo che hanno ritardato di decenni una corretta riduzione, differenziazione e riciclo dei rifiuti.

Velletri non è stata scelta a caso. Evidentemente è considerata un anello debole a livello territoriale. La politica degli insediamenti insalubri sta ormai privilegiando le zone a più bassa reattività popolare, l’hanno capito dopo aver sperimentato il costo in tempo e soldi dell’opposizione dura in altre zone.

FERMIAMOLI SUBITO !!!


ALTRI  APPUNTAMENTI IMPORTANTI
- Mercoledì 17 Settembre dalle 9.30, Piazzale Clodio, Roma - udienza per il processo a Cerroni.
- Sabato 27 Settembre - a Montagnano - cena e nel pomeriggio assemblea regionale.


COORDINAMENTO NO-INC di ALBANO

POLO RIFIUTI A VELLETRI .. LA DISCARICA da 2.000.000 di TONNELLATE

C'E' UN NUOVO PERICOLO CHE INCOMBE SUI CASTELLI ROMANI E CHE RICHIEDE UNA RISPOSTA  FORTE

Come ha scritto ultimamente Andrea Avagliano, dopo tanti annunci, si sta concretizzando la realizzazione di un grosso impianto a biogas a Velletri con la presentazione dell’istanza di VIA (valutazione di impatto ambientale).

La minaccia CI RIGUARDA TUTTI in prima persona perché va a incidere in modo preciso e pericoloso sulla sorte di alme...no un terzo dei rifiuti solidi urbani (umido-organico).

La prima stesura progettuale a firma Guidobaldi risale al 2011 ed è stata commissionata dalla Volsca Ambiente e Servizi, (nata dalle ceneri della Volsca in bancarotta nel 2009), che come sappiamo gestisce la raccolta dei rifiuti nei comuni di Albano, Velletri, Lariano ed Anzio.

Giova ricordare che l’idea del progetto fu salutata con entusiasmo nel 2010 anche da PD e SEL dei Comuni interessati. All’epoca i due assessori all’Ambiente di Velletri (Ognibene) e Albano (Fiorani), ambedue partoriti da quel centro-sinistra che doveva portare aria nuova nei rispettivi Comuni erano letteralmente entusiasti del progetto, illustrato a grandi linee in un convegno tenuto a Velletri: il primo: “l’amministrazione ha manifestato la volontà di realizzarlo prima possibile” – il secondo: “questa azienda sarà il fiore all’occhiello del settore dell’igiene ambientale nella regione Lazio” (29/11/2010)

Per organizzare una tempestiva e consapevole risposta al progetto è bene ricordare perché lo consideriamo così pericoloso.

L’impianto a biomasse di Velletri, ipocritamente chiamato “impianto di compostaggio” è basato sulla digestione anaerobica e sulla produzione INCENTIVATA di biogas e poi in subordine nel compostaggio finale. In questo tipo di impianti, dalla sostanza organica NON SI RECUPERA MATERIA (compostaggio e basta), MA SI RECUPERA ENERGIA (biogas-energia elettrica-biometano).

Il compostaggio finale del digestato è una presa per i fondelli. Serve solo a mascherare la creazione di un nuovo pericoloso rifiuto IL DIGESTATO e a far scomparire un altro rifiuto ancora più pericoloso IL PERCOLATO.

La trovata usata dal Guidobaldi è questa: per non avere grane e alte spese di smaltimento di rifiuti ingombranti e tossici, il DIGESTATO organico (altamente instabile e inzeppato di spore di batteri patogeni e di alcuni virus termoresistenti a 55°C) viene sottoposto a finta stabilizzazione con il compostaggio aerobico. Per prendere due piccioni con una fava il progettista ha adottato la tecnica del prestigiatore. Il PERCOLATO, liquido ricco di metalli pesanti, ammonio e sostanze organiche tossiche, prodotto in quantità di diverse migliaia di t/a, viene fatto scomparire (quasi del tutto) annaffiandoci la massa sottoposta a compostaggio (geniale!).

Penso che sia chiaro ad ogni mente non prezzolata che razza di “compostato” finale esce fuori. Eppure hanno la faccia tosta di chiamarlo “ammendante compostato misto di qualità certificata” !!!

Degli inquinanti gassosi prodotti da questa tecnica infame si è detto altre volte ma riassumiamo:
ammine, ammoniaca, mercaptani, indolo, skatolo, idrogeno solforato e vari composti organici e inorganici volatili, sono SEMPRE contenuti nel “biogas” insieme al metano come sottoprodotti INELIMINABILI della digestione.

Ma nel caso di Velletri l’alta quantità di scarti proteici dell’industria (almeno 6500 tonnellate su 33000 t/a totali proverranno da scarti delle industrie alimentari: scarti animali, lattiero caseari, dolciari, enologici e da scarti di lavorazione industriale di legno, carta e cartone) peggiorando ulteriormente la produzione di questi inquinanti.

E poi ci sono i soliti veleni tipici di ogni combustione: monossido di carbonio, composti solforati, ossidi di azoto, particolato fine e nanopolveri.

Infine la questione FOS. Il progetto definitivo parla espressamente di una linea di stabilizzazione del FOS proveniente da impianti di TMB (trattamento meccanico biologico) dei rifiuti solidi urbani, con ogni probabilità da Roncigliano. Vi figurate le conseguenze? Le inchieste della magistratura e gli avvisi di reato ci hanno dato ragione nel denunciare ripetutamente il trattamento nullo dell’organico dentro la discarica di Cerroni.

Sembrerebbe proprio che la Volsca, ovvero l’amico Bruno Guidobaldi, abbiano deciso di dare una mano all’avvocato dirottando l’inquinatissimo organico del TMB di Albano all’impianto di Lazzaria.

Chi ci garantisce che quel FOS non venga prima “VALORIZZATO” con la digestione, moltiplicando la produzione di inquinanti pericolosissimi ???


Questo l'Articolo di Andrea Avagliano su Il Fatto Quotidiano:
“Troppe emissioni dall’inceneritore di San Vittore”

Secondo l'Agenzia regionale per l'ambiente del Lazio la concentrazione del parametro mercurio è 120 volte superiore ai limiti di legge. E ora si muove anche la Campania

L’inceneritore di San Vittore, in provincia di Frosinone, è in funzione dal 2002. L’impianto con recupero energetico, gestito da Aria, ex Eall, gruppo Acea, è al centro di diverse interrogazioni parlamentari. A preoccupare è l’esito dell’ultima relazione tecnica dell’Arpa Lazio, che ilfattoquotidiano.it ha letto. Già nel 2012 lo studio Eras della regione Lazio, sui cittadini residenti intorno agli inceneritori, aveva mostrato, riguardo le malattie dell’apparato respiratorio , “un aumento di ospedalizzazione rispetto ai residenti in aree meno esposte”. La relazione dell’Arpa Frosinone, relativa ai controlli effettuati nel 2012, mette sotto accusa le emissioni e la tipologia dei rifiuti trattati. Nelle conclusioni si evidenziano “numerose violazioni delle prescrizioni di cui al decreto commissariale 72/2007 nonché della normativa vigente”. Nel documento si elencano le criticità rilevate.

Si parte dalla classificazione di un rifiuto con altro codice Cer (la carta di identità di un rifiuto) senza procedere ad analisi per escludere la presenza, oltre i valori consentiti, di sostanze pericolose. La seconda violazione, denuncia l’Arpa, è la mancata caratterizzazione del Cdr (combustibile derivato dai rifiuti) in ingresso “con le frequenze prescritte” dai decreti commissariali. La terza violazione è relativa ancora ad una classificazione di un rifiuto con un codice Cer in assenza di analisi “atte ad escludere la presenza di sostanze pericolose in concentrazione superiori” a quelle previste dalla normativa vigente. A questo si aggiunge l’errata attribuzione del codice Cer ad alcuni rifiuti trattati dall’impianto così come classificazioni del pattume in assenza delle necessarie analisi. Inoltre “è stata riscontrata – si legge nella relazione Arpa – l’assenza dell’identificazione delle aree destinate allo stoccaggio dei rifiuti e dei punti di prelievo previsti”.

Anche sul fronte delle emissioni, la sezione dell’agenzia regionale sottolinea il mancato rilievo del parametro zinco in alcuni rapporti di prova oltre al riscontro “sul punto di emissione della linea II, di una concentrazione del parametro mercurio, 120 volte superiore ai limiti di legge”. La relazione è stata inviata all’autorità giudiziaria. Un documento che ha preoccupato anche la sezione campana dell’Arpa, visto che l’impianto confina con la provincia di Caserta. Così il dipartimento provinciale ha scritto, all’inizio di quest’anno, alla Regione Campania. “Dalla lettura della relazione – scrive l’Arpa Caserta – emergono numerose difformità rispetto agli atti autorizzativi, nonché superamenti dei limiti di concentrazione delle emissioni in atmosfera”. Il dipartimento di Caserta dell’Arpac ha chiesto che l’agenzia regionale partecipi al tavolo per la discussione del rinnovo dell’iter autorizzativo e di conoscere i provvedimenti adottati dalla regione Lazio a seguito dell’invio della relazione. L’azienda Aria che gestisce l’impianto, sul proprio sito, pubblica ogni anno la dichiarazione ambientale nella quale ribadisce, con report e dati, che la gestione dell’impianto ha come fine “l’evoluzione tecnologica, la ricerca della redditività economica con la valorizzazione dell’ambiente e della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro” oltre alla prevenzione dell’inquinamento. Il caso dell’impianto di San Vittore è arrivato anche in Parlamento. La relazione dell’Arpa, infatti, viene riportata anche nell’interrogazione parlamentare del M5S, depositata a fine giugno, l’ultima riguardante l’inceneritore, primo firmatario il deputato Alberto Zolezzi. Nell’interrogazione, ancora senza risposta, si chiede al ministero dell’Ambiente di disporre le necessarie verifiche “sullo stato di inquinamento di tutte le matrici ambientali presenti in loco”.
Anche sul fronte delle emissioni, la sezione dell’agenzia regionale sottolinea il mancato rilievo del parametro zinco in alcuni rapporti di prova oltre al riscontro “sul punto di emissione della linea II, di una concentrazione del parametro mercurio, 120 volte superiore ai limiti di legge”. La relazione è stata inviata all’autorità giudiziaria. Un documento che ha preoccupato anche la sezione campana dell’Arpa, visto che l’impianto confina con la provincia di Caserta. Così il dipartimento provinciale ha scritto, all’inizio di quest’anno, alla Regione Campania. “Dalla lettura della relazione – scrive l’Arpa Caserta – emergono numerose difformità rispetto agli atti autorizzativi, nonché superamenti dei limiti di concentrazione delle emissioni in atmosfera”. Il dipartimento di Caserta dell’Arpac ha chiesto che l’agenzia regionale partecipi al tavolo per la discussione del rinnovo dell’iter autorizzativo e di conoscere i provvedimenti adottati dalla regione Lazio a seguito dell’invio della relazione. L’azienda Aria che gestisce l’impianto, sul proprio sito, pubblica ogni anno la dichiarazione ambientale nella quale ribadisce, con report e dati, che la gestione dell’impianto ha come fine “l’evoluzione tecnologica, la ricerca della redditività economica con la valorizzazione dell’ambiente e della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro” oltre alla prevenzione dell’inquinamento. Il caso dell’impianto di San Vittore è arrivato anche in Parlamento. La relazione dell’Arpa, infatti, viene riportata anche nell’interrogazione parlamentare del M5S, depositata a fine giugno, l’ultima riguardante l’inceneritore, primo firmatario il deputato Alberto Zolezzi. Nell’interrogazione, ancora senza risposta, si chiede al ministero dell’Ambiente di disporre le necessarie verifiche “sullo stato di inquinamento di tutte le matrici ambientali presenti in loco”.
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A quanto pare qualcuno ha deciso che i Castelli Romani diventeranno un grande polo di ricezione, trattamento TMB, digestione anaerobica, manipolazione a fini energetici, discariche etc. etc. di rifiuti solidi urbani e di altre tipologie di rifiuti.

Si profila a Velletri, accanto all'impianto BIOGAS della Volsca da 33000 t/a, la CREAZIONE DI UN MEGA POLO DEI RIFIUTI da parte della ECOPARCO srl. che il 25 agosto ha richiesto la procedura VIA alla Regione Lazio. Si tratta di una serie di impianti e buche capaci di ingoiare, in circa 18 ettari di terreno, 100.000 t/a, comprendenti:

1) linea di essiccazione (TMB) per sfornare ECOBALLE di CDR e CSS, ovvero frazioni combustibili, composte da tutto ciò che sarebbe invece riciclabile, per continuare a rifornire gli inceneritori esistenti (Colleferro, S.Vittore) e i cementifici di Colleferro e Guidonia.

2) mega digestore anaerobico con produzione di biogas da 40.000 t/a. E qui c'è la novità. Si profila una destinazione del biogas diversa da quella della Volsca e complementare. I progettisti hanno annusato l'aria e scommettono sulla green economy raffinata, che si basa sul biogas BIOMETANO. Questo gas non sarà bruciato in loco ma immesso in rete o destinato ad autotrazione.
Se infatti andrà in porto il disegno di legge di iniziativa popolare voluto dall'affarista Piras (ZWL) e benedetto da Legambiente e PD, questa linea avrà incentivi speciali (certificati bianchi). e farà contenti tutti gli "ambientalisti" ipocriti e fasulli, attenti alle sconfinate possibilità economiche che si aprono e molto disinteressati agli effetti pesantissimi sulla salute.

3) mega discarica da 2000.000 di tonnellate con quattro moduli ciascuno grande come il VII° invaso di Roncigliano.

Ce n'è abbastanza per far scattare l'allarme rosso in ciascuno di noi.

Mercoledì 3 SETTEMBRE alle ore 16,30 alcune associazioni di Velletri hanno fissato un appuntamento a via di Nettuno 15 (zona 5 Archi) per valutare la costituzione di un non meglio precisato coordinamento. Tali associazioni sono eterogenee e vanno da ex Acqua Pubblica Velletri, M5S, La Spinosa, No Bretella etc. con conseguenti problemi di impostazione e visione prospettica diverse ed in quella sede è di estrema importanza fin da subito la partecipazione e presenza dei No-Inc anche e sopratutto per fornire la propria vincente esperienza organizzativa.

Un primo dettaglio del progetto di DISCARICA della ECOPARCO srl a VELLETRI è indicativo di una spregiudicatezza dei proponenti criminale e senza limiti, tale da meritare risposte popolari durissime, all’altezza dell’attentato alla salute pubblica che vorrebbero mettere in pratica.

I GAS VENEFICI che usciranno da ciascuna delle quattro buche da 500.000 tonnellate, in una zona circondata da vigneti a Denominazione di Origine Controllata e da colture specializzate di kiwi e olivi, SARANNO LIBERI DI DIFFONDERSI NELL’ARIA, CON TUTTO IL LORO CARICO DI IDROCARBURI CANCEROGENI, AMMONIACA, COMPOSTI SOLFORATI e altre decine di composti nocivi.

La captazione dei gas verrà fatta quando l’invaso sarà colmo, ovvero quando saranno entrate tutte le 500.000 tonnellate di rifiuti urbani e industriali previste. Se per ipotesi entrano 100.000 t. ogni anno i gas mefitici usciranno indisturbati per 5 anni.

Trascorso questo tempo, al peggio non c’è mai fine, i gas saranno captati e BRUCIATI TAL QUALI in una torcia. Da non credere. Solo calcolando gli ossidi di zolfo, quelli di azoto e le montagne di particolato emessi verrà avvelenato un territorio enorme nel raggio di chilometri con tutti i suoi abitanti.

DIFFONDIAMO AL MASSIMO: l’impianto avrà impatto certo almeno per LANUVIO, CISTERNA, APRILIA, VELLETRI 

Queste sono le giuste considerazioni di un militante oltrechè chimico del Coordinamento No Inc di Albano Aldo Garofolo

venerdì 1 agosto 2014

2 agosto Presidio solidale con la Palestina

L’instancabile fame di morte e distruzione dello stato israeliano, che da ormai 24 giorni bombarda e occupa militarmente la Striscia di Gaza, non sarebbe possibile senza l’appoggio internazionale di cui gode lo stato sionista.

Anche l’Italia si rende complice di questo massacro, scegliendo la strategia più sfacciata e crudele per schierarsi al fianco d’Israele: consegnando 2 velivoli militari M-346 firmati Finmeccanica, dei 30 promessi allo stato sionista, ed organizzando esercitazioni militari congiunte sui cieli della Sardegna.































































































Finmeccanica, fiore all’occhiello dell’industria italiana, approfitta del massacro a Gaza come laboratorio di sperimentazione di armi micidiali per consolidare il suo prestigio tra i mercanti di morte delle multinazionali degli armamenti.

Intanto, per mantenere l’apparenza da “italiani brava gente”, la Ministra Mogherini promette che l’Italia destinerà 1,65 milioni di euro ad ONG che lavorano nella cooperazione internazionale a Gaza, per generi di prima necessità e medicinali, in un paradossale ed ipocrita giro di soldi che finanzia sia la distruzione e l’annientamento di una popolazione, che i successivi aiuti umanitari.

Vogliamo rompere il silenzio complice delle istituzioni italiane,smascherare la finta equidistanza, portare la voce di Gaza assediata e sotto le bombe, ai governanti di questo paese.

Ricordare, ancora una volta, che gli accordi bilaterali tra Italia e Israele saldano, da anni, una complicità colpevole con la brutale occupazione sionista e con il lascito di morte e miseria che ne consegue.
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Per questo proprio mentre l’Italia si prepara al mega evento di Expo 2015, in cui Israele celebrerà i suoi “miracoli” in campo agricolo sulla terra sottratta alla popolazione palestinese, vogliamo scendere nuovamente in piazza per opporci a queste continue e proficue collaborazioni, attraverso le quali, Israele tenta di nascondere all’opinione pubblica, la ferocia del colonialismo che impone alla popolazione palestinese,riscrivendo la storia e normalizzando un’occupazione militare che dura ormai da 66 anni.

Sosteniamo la campagna internazionale di Boicottaggio Disinvestimento e Sanzione,

con la popolazione palestinese, fino alla liberazione e al ritorno!

La Palestina chiama e Roma risponde!
Sabato 2 agosto, ore 19
Presidio a Piazza Navona davanti al Senato
Nessuna complicità con gli oppressori


PALESTINA: NON C'E' PIU' TEMPO

STOP AL MASSACRO

SIT-IN PALESTINA venerdì 01 agosto al COLOSSEO 
dalle ore 16.00 alle ore 20.00.

la Comunità Palestinese Roma e Lazio ti invita a partecipare al Sit-in per portare solidarietà al nostro popolo e per GRIDARE FORTE: STOP AL MASSACRO che sta compiendo l'esercito israeliano a Gaza.

NON C'E' PIU' TEMPO:

Quello che sta succedendo in Palestina è sotto gli occhi di tutti.

Ma il tempo delle parole, utilizzate per condannare i crimini dello stato di Israele, e persino il tempo delle lacrime, piante sui corpi dilaniati dei tanti bambini assassinati, è finito.

Come occupanti di case, come militanti anticapitalisti, come donne e uomini impegnati sul terreno delle lotte reali nella costruzione di un futuro senza sfruttamento, respingiamo con sdegno la possibilità che, in quanto cittadini o residenti sul suolo italiano, le nostre idee e i nostri corpi vengano confusi con la sostanziale complicità del governo Renzi e dell’Europa con il regime sionista.

In Palestina, nella striscia di Gaza, i sionisti stanno perpetuando un genocidio, un intero popolo segregato e rinchiuso in confini sempre più ristretti viene, in maniera spietata, bombardato e ridotto alla miseria. Un popolo, quello palestinese, che ha reagito con dignità e determinazione, che non si è piegato al tentativo di fare scomparire la sua identità.

L’intifada ha insegnato a tutti noi che è possibile ribellarsi ai potenti e che un sasso in mano ai ragazzi, ai bambini che si ribellano è un messaggio più forte di qualsiasi manipolazione di chi detiene il potere. Oggi il governo israeliano sta superando ogni limite uccidendo senza alcuna pietà e facendo terra bruciata nella speranza di fare scomparire la “questione palestinese”.

Sappiamo che i palestinesi non si faranno sconfiggere, ma sappiamo che oggi, più che mai, hanno bisogno del sostegno di tutti noi, della nostra voce e della nostra rabbia affinché questo ennesimo genocidio non si compia nel silenzio e nell’indifferenza

E se, come diceva giustamente Vittorio Arrigoni, “la Palestina è sull'uscio di casa”, allora anche la resistenza all'oppressione e alla guerra contro i poveri è pronta a scendere nelle strade e nelle piazze per affermare il proprio diritto alla vita e all'autodeterminazione.

Sabato 2 agosto Roma convoca un nuovo presidio 
di Solidarietà con la Palestina sotto il Colosseo.

Invitando alla massima partecipazione, il Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa di Roma auspica la possibilità di organizzare la rabbia di un intero mondo di derisi, sfruttati e umiliati per porre termine, insieme ai massacri della popolazione palestinese, anche l'assassinio della dignità popolare perpetrato dai sionisti e dai capitalisti di casa nostra.

Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa

La Croce Rossa internazionale chiede a Israele 
di fermare subito i bombardamenti.

"Il costo umano a Gaza è troppo elevato. Troppe persone sono state uccise e ferite, compresi bambini, donne, uomini e anziani. Sono stati danneggiati nel corpo e nella mente" .. ha dichiarato il capo delle operazioni in medio oriente della Croce Rossa Internazionale Robert Mardini.
https://www.youtube.com/watch?v=m6sMOrDNBno

giovedì 17 luglio 2014

Comunicato stampa NO-INC di Albano

Il Comitato No Inc si costituisce “ad opponendum” al Tar del Lazio contro Coema. 


Il consorzio di Cerroni, Acea ed Ama pretende ancora oggi 500 milioni di euro di soldi pubblici per costruire l’Inceneritore dei Castelli Romani.

Domattina venerdì 18 luglio ore 9 doppia udienza per il comitato No Inc, al Tar Lazio ed al Tribunale penale.

Neanche il tempo di archiviare la lunga 3 giorni del Dis-Camping 2014 che altre due iniziative, questa volta giudiziarie .. coinvolgeranno di nuovo il popolo No-Inc.

Domattina, il primo appuntamento è fissato per le ore 9 in punto al 1° piano della palazzina A del Tribunale penale di piazzale Clodio di Roma per la terza udienza dello storico “processo Cerroni”.

Contemporaneamente, nel senso letterale del termine, presso la sezione terza-ter del Tar del Lazio, si terrà la prima udienza del procedimento amministrativo del Consorzio Coema di Cerroni, Ama e Acea che pretende ancora dalla Stato Italiano 500 milioni di euro di soldi pubblici (Cip-6/92) per costruire l’Inceneritore di Albano. 



Il 27 marzo, difatti, il Ministero dello Sviluppo Economico ed il GSE, Gestore dei Servizi Energetici, dopo 4 infuocati incontri con una delegazione del Comitato No Inc, hanno finalmente annullato la famigerata “convenzione preliminare Coema – Gse” di giugno 2009. Si tratta del contratto, tenuto a lungo nascosto, su cui il No Inc riuscì a mettere le mani solo dopo l’intervento della deputata M5S Federica Daga ed altri 7 colleghi. La convenzione preliminare Coema-GSE si fondava, come ricorderete, su una cantierizzazione “fittizia” del Coema del 29 dicembre 2008 che nella realtà non ha mai avuto luogo ma utile in ogni caso ad accaparrarsi i soldi pubblici in scadenza al 31 dicembre 2008 per via di norme U.E.. Cantierizzazione “fittizia” avvenuta solo grazie alla contestatissima ordinanza di Piero Marrazzo n.Z-0003 del 22 ottobre 2008 annullata sia dal Tar del Lazio sia dal Consiglio di Stato e finita ora sotto la lente d’ingrandimento dei giudici penali di piazzale Clodio perché sarebbe stata “dettata” all’ex Presidente della Regione Lazio Piero dall’ex avvocato del Gruppo Cerroni, Avilio Presutti.
E’ così che il Coema ha presentato, nei giorni scorsi, un ricorso amministrativo al Tar del Lazio per chiedere ai giudici la cancellazione dell’atto di annullamento della convenzione preliminare sottoscritto dal Ministero dello Sviluppo Economico e del GSE e per pretendere non solo di stipulare quanto prima una “convenzione definitiva” tra le parti ma anche e soprattutto che gli venga riconosciuto subito l’accesso ai 500 milioni di euro di soldi pubblici per avviare il cantiere.

Il Comitato No Inc, appena appresa la notizia, si è costituito “ad opponendum” nel procedimento amministrativo n. 7688/2014 allegando alla propria memoria una serie di atti che attestano oltre alla totale infondatezza delle tesi sostenute dal Coema, anche la pericolosa contiguità di rapporti che ha legato alcuni Enti pubblici alle società della “galassia Cerroni” e, in modo particolare, all’amministrazione Comunale di Albano Laziale guidata dal sindaco Nicola Marini che, non a caso, ha deciso di non costituirsi nella complessa vicenda giudiziaria. 


Nonostante un capo d’imputazione del processo penale a rito immediato in corso di svolgimento sia relativo proprio ai fondi pubblici CIP-6/92: “I soggetti di volta in volta indicati e nelle rispettive qualifiche, al fine di far conseguire al consorzio CO.E.MA. un ingiusto vantaggio patrimoniale consistente da un lato nella possibilità di costruire e porre in esercizio un impianto di incenerimento e dall’altro nell’evitare allo stesso CO.E.MA. la perdita dei contributi pubblici per energie rinnovabili denominati “CIP 6”, da erogarsi in favore di detto impianto da parte del GSE (Gestore Servizi Energetici), perdita che sarebbe derivata dal mancato inizio della sua realizzazione in data successiva al 31 Dicembre 2008, termine ultimo di applicazione del detto regime di incentivazione pubblica (sostituito per effetto della L.244/2007 con i c.d. “certificati verdi”)”

COORDINAMENTO NO-INC di Albano


un Grazie alla Stampa Locale che come sempre ci aiuta: 



ecco i primi di oggi: 

- http://www.lecitta.it/informazioni-roma-citta/roma-nord-notizie/5484-inceneritore-di-albano-il-no-inc-si-costituisce-ad-opponendum-al-tar-lazio-contro-coema  


- http://www.lazionauta.it/comitato-no-inc-sempre-piu-agguerrito/
 

- http://www.osservatorelaziale.it/index.asp?art=11206&utm_source=twitterfeed&utm_medium=facebook


























































- http://www.scoopsquare.com/post/it/2014/07/17/12/3131482-inceneritore-di-albano-il-no-inc-si-costituisce-ad-opponendum-al-tar-lazio-contro-coema.html 


http://www.castellinotizie.it/2014/07/18/continuano-le-battaglie-dei-no-inc-venerdi-la-3-udienza-del-processo-cerroni/




Domani appuntamento per tutt* allo ore 09,00 in punto al primo piano della palazzina A del Tribunale penale di piazzale Clodio di Roma per la terza udienza del processo Cerroni!! 


Non mancate!!! Dajeeeee :-D

Annullate dal Tar le interdittive antimafia sugli impianti di Cerroni

"Difetto di istruttoria e motivazione"

queste le motivazioni dei giudici della sezione ter del Lazio

I giudici della sezione prima ter del Tar del lazio hanno annullato per "difetto di istruttoria e motivazione" le interdittive antimafia emesse a gennaio e marzo scorsi dal prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, contro le società della galassia Cerroni proprietarie dei due tmb di Roma a Malagrotta, del tritovagliatore di Rocca Cencia e del tmb di Albano. Quel provvedimento aveva costretto i sindaci di Roma e Albano a emanare delle ordinanze per consentire alle società che svolgono il servizio di raccolta rifiuti di continuare a conferire presso quegli impianti i cui proprietari erano interdetti a stipulare accordi.

I giudici amministrativi hanno accolto le istanze sollevate dal legale, Angelo Clarizia, sostenendo che "sebbene sia esatto che le organizzazioni mafiose comunque denominate, abbiano ormai da anni grande interesse nel settore dei rifiuti, tanto da essere stato coniato il termine 'ecomafie', ciò non implica necessariamente che tutti i soggetti sottoposti ad una misura cautelare o rinviati a giudizio del traffico organizzato di rifiuti - per il solo fatto di essere imputati di quel particolare reato - siano automaticamente a rischio di collusione con ambienti della criminalità organizzata e che come tali non forniscano più sufficienti garanzie per la pa". Perché "detta valutazione, o se vogliamo, detta presunzione, non può essere assoluta, tenuto conto degli effetti dirompenti prodotti dall'interdittiva, ma deve essere relativa, dovendo il prefetto verificare comunque - prima di adottare il provvedimento - l'esistenza della concreta possibilità di interferenze mafiose (come del resto si evince anche dalla circolare ministeriale richiamata dalla difesa del consorzio ricorrente).

Se così non fosse, come ha rilevato la difesa del consorzio verrebbe violato il principio di proporzionalità, in quanto per un pericolo presunto basato su una fattispecie normativa, si lederebbe la libertà di impresa, con ricadute anche a livello occupazionale".In quanto "verrebbe meno il prudente bilanciamento tra gli interessi alla libertà di iniziativa di impresa e la concorrente tutela delle condizioni di sicurezza e di ordine pubblico perseguite dalle norme di prevenzione".

Il Tar nella sentenza ricorda che "il consorzio ricorrente ha dedotto nel primo motivo di impugnazione il difetto di istruttoria e di motivazione, rilevando che il provvedimento del prefetto è stato adottato sulla sola base del provvedimento del giudice penale senza lo svolgimento di alcuna istruttoria, e ciò sebbene nell'ordinanza del gip di oltre 400 pagine, mai si facesse riferimento a possibili contatti con soggetti legati alla criminalità organizzata". Le istanze di Colari, sottolineano i giudici, "non sono state contestate dall'amministrazione, che ha fondato la sua difesa esclusivamente sulla tesi dell'automaticità dell'informativa, senza addurre - oltre alla questione relativa all'informativa relativa alla società Pontina ambiente oggetto del secondo motivo di ricorso, e dunque esaminata in seguito - nessun altro elemento indiziario idoneo a corroborare la presunzione derivante dal particolare tipo di reato, per il quale il presidente del consiglio di amministrazione ed i suoi collaboratori sono stati dapprima sottoposti a misura cautelare e poi sottoposti a giudizio immediato".

Pertanto "la tesi del consorzio è pienamente condivisibile, tenuto conto che dagli atti prodotti in giudizio, anche dopo l'ordinanza istruttoria disposta dal Tribunale, nessun altro elemento istruttorio recente è stato prodotto, al di fuori dell'ordinanza del gip e del decreto che dispone il giudizio immediato, e che da tali atti non si evince alcunché da cui desumere i tentativi di infiltrazione mafiosa. La documentazione prodotta dall'avvocatura erariale il 17 maggio 2014 si riferisce, infatti, all'istruttoria antecedente all'adozione dell'informativa del 2006 nei confronti della società Pontina Ambiente. Nonostante la gravità dei capi di imputazione, nessun riferimento a contatti con ambienti della malavita organizzata si evince dai provvedimenti del giudice penale, tali da poter far ipotizzare l'esistenza di rischi di contaminazioni con le 'ecomafie'".

Contestualmente il Tar ha anche annullato la (seppure decaduta) prima ordinanza del sindaco Ignazio Marino, che ha consentito di portare ai tre impianti di Colari della Capitale parte dei rifiuti raccolti da Ama dal 21 febbraio al 21 maggio.

dal sito: http://roma.repubblica.it/

lunedì 14 luglio 2014

Appello urgente alla solidarietà internazionale

la Palestina è sotto attacco

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina di Gaza ha rilasciato una dichiarazione il 10 luglio scorso nella quale descrive i crimini efferati commessi dalle forze di occupazione sioniste nella Striscia di Gaza, una guerra di aggressione che supera tutti i limiti della logica e dell'umanità. Il Fronte chiede che le fazioni della resistenza si uniscano per combattere, per costringere l’occupante a pagare un prezzo per la sua aggressione.

Le forze di occupazione stanno intensificando i loro attacchi su Gaza con bombardamenti, demolendo case abitate da bambini, donne e anziani, distruggendo le sedi della stampa, i centri sanitari e gli ospedali, assassinando giornalisti (ieri ha perso la vita Hamdi Shehab) e personale medico, colpendo le ambulanze. Tutto questo rispecchia il fallimento che il nemico criminale ha raggiunto, la sua confusione e incapacità di confrontarsi con la resistenza.
Il Fronte ha denunciato il silenzio arabo ufficiale e l'indifferenza internazionale di fronte alla distruzione nella Striscia di Gaza, chiedendo se i corpi di donne, bambini e anziani estratti da sotto le macerie delle case distrutte non siano sufficienti a stimolare la coscienza delle cosiddette agenzie umanitarie internazionali, per far sì che il sangue palestinese non sia stato versato invano.
Il Fronte ha respinto l'appello all'emergenza formulato dal Consiglio di Sicurezza del gruppo arabo, sostenendo che arriva troppo tardi, dopo più di 80 martiri e migliaia di feriti, la distruzione di case e infrastrutture; il FPLP sollecita invece ad una vera e propria azione internazionale per dichiarare lo stato di occupazione responsabile per i suoi crimini.
Il Fronte ha inoltre rinnovato il suo appello rivolto alla leadership al potere dell'OLP affinchè cerchi di portare il nemico criminale a processo dinnanzi alla Corte penale internazionale per i suoi crimini commessi contro il popolo palestinese. Il continuo rinvio è un tradimento del sangue dei martiri.
Il Fronte ha proposto anche l'unità del popolo in tutte le sedi contro l’orribile attacco sionista, invitando i palestinesi della Cisgiordania a scendere in piazza e a intensificare il confronto contro l'esercito di occupazione e dei coloni, ed ha fatto appello affinché i gruppi della resistenza armata colpiscano l'occupazione in tutto il mondo. Inoltre, ha invitato tutti i membri delle agenzie di sicurezza palestinesi a rifiutare i vincoli e gli obblighi di Oslo per unirsi alle organizzazioni palestinesi per affrontare l'occupante e proteggere il popolo.

Pubblico inoltre la traduzione di un comunicato del PFLP sugli ultimi avvenimenti in corso nei territori palestinesi. Il documento, scritto l' otto luglio, riprende un precedente comunicato datato 20 giugno quando, in seguito al rapimento dei tre coloni, aveva già preso avvio la repressione collettiva da parte delle forze d’occupazione, e la resistenza palestinese aveva già iniziato a farsi sentire e scontrarsi con gli occupanti.


Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha rilasciato questo appello alla solidarietà internazionale il 20 giugno. Da quel momento centinaia di palestinesi sono stati arrestati durante incursioni di massa, 20 palestinesi sono stati uccisi dai soldati occupanti e dai coloni [al momento in cui questo articolo viene pubblicato le vittime sono almeno 35], tra cui il piccolo martire Mohammad Abu Khdeir, bruciato vivo dai coloni. Alcuni lavoratori palestinesi sono stati investiti e uccisi dai coloni e ci sono stati 9 caduti negli attacchi aerei su Gaza il 7 luglio. Le forze di occupazione continuano a invadere e attaccare le città palestinesi, i villaggi e i campi profughi in tutte le aree della Palestina. Gaza è sotto pesante bombardamento da parte dell'aviazione occupante. La situazione è sempre più critica.

Il popolo palestinese sta resistendo con forza - le masse scendono in piazza e si scontrano con l'occupante su tutto il territorio della Palestina storica. A Gerusalemme e in Cisgiordania si sollevano i giovani per affrontare il terrore imposto dai coloni e l’invasione militare e smantellare il progetto di metropolitana leggera dei coloni. L'eroica resistenza a Gaza intensifica la lotta armata. I Palestinesi in esilio e in diaspora manifestano nelle strade dei campi profughi e delle città di tutto il mondo. Ribadiamo il nostro invito e sollecitiamo l'azione di tutto il mondo. La Palestina è sotto attacco - e la Palestina sta resistendo, sulla strada dell’Intifada. E' il momento di agire!

Ovunque le strade sono piene di jeep e veicoli blindati e di soldati armati per uccidere, i cieli pieni di elicotteri Apache e F-16 che minacciano di far piovere morte sulla nostra gente. La scorsa settimana le forze di occupazione hanno intensificato la loro guerra contro il popolo palestinese, ecco una lista dei crimini:

    *

      - l'uccisione proprio oggi del ragazzo di 13 anni Mahmoud Jihad Dudeen a Dura fuori da Al-Khalil, colpito al petto, l'uccisione di Ahmad Sabarin, 20 anni, del campo profughi Jalazone;
    *

      - la sparatoria e il ferimento di numerosi palestinesi in tutta la Cisgiordania e Gaza, tra cui il ferimento dei giovani palestinesi Yazan Yacoub, 17 anni al torace, nel campo profughi di Qalandiya e di Amir Sa'dy Saleh, anche lui 17 anni, a Jenin;
    *

      - le invasioni massicce e le razzie, l'invio di migliaia di soldati di occupazione ad al-Khalil, Ramallah, Nablus, Jenin, Betlemme, Gerusalemme, Qalqilya, l’area di Salfit e l’assedio delle città, dei villaggi e dei campi profughi, che sono stati particolarmente presi di mira con invasioni di massa e violenti attacchi;
    *

      - le violente invasioni di case e gli arresti di massa di centinaia di palestinesi tra cui studenti, attivisti, parlamentari, leader politici e la presa di mira di ex prigionieri politici per ri-arrestarli e molestarli, compresa la cattura di 51 ex prigionieri liberati nello scambio di prigionieri del 2011 e un fallito tentativo di arrestare Samer Issawi, ex prigioniero in sciopero della fame.
    *

      - la demolizione di case palestinesi, lasciando sempre più famiglie senza casa;
    *

      - la violenza crescente e dilagante dei coloni e gli attacchi contro i palestinesi e le terre palestinesi in tutta la Cisgiordania;
    *

      - il bombardamento e distruzione di Gaza da parte di aerei da guerra dell’occupazione;
    *

      - la chiusura, il coprifuoco, i posti di blocco e le restrizioni di movimento imposti ai palestinesi;
    *

      - l'invasione dell’Università di Birzeit e gli arresti di studenti, assedi di varie organizzazioni della società civile e anche associazioni di beneficenza.

Questa brutale violenza da parte dello stato coloniale di apartheid razzista, delle sue forze armate e dei suoi coloni è in aumento giorno dopo giorno. La tortura dei prigionieri palestinesi è ormai ufficialmente sanzionata e il sangue palestinese scorre per le strade di Gaza e della Cisgiordania, e la gioventù palestinese viene calpestata sotto le ruote delle jeep dell'esercito invasore.

Questi crimini incontrano un opprimente silenzio internazionale e una totale complicità. I palestinesi continuano a resistere, a protestare, a vivere, a lottare, nonostante l'aggressione che minaccia la loro esistenza quotidianamente, nonostante la complicità e il tradimento di funzionari dell'Autorità Palestinese che continuano a impegnarsi nella cooperazione di sicurezza con l'occupante, che sta conducendo una guerra ai campi profughi, alle città e ai villaggi palestinesi.






































Gli Stati Uniti, il Canada e l'Unione Europea hanno continuato a procedere come se nulla fosse e non hanno sollevato un singolo grido di protesta o di preoccupazione - al contrario, gli Stati Uniti continuano a spedire ogni giorno 10 milioni di dollari di aiuti per lo più militari verso lo stato di occupazione. È chiaro come siano partner a pieno dell'occupazione nella guerra in corso contro il popolo palestinese.

In un gesto particolarmente assurdo e offensivo lo stato di occupazione è stato eletto vice-presidente della quarta commissione delle Nazioni Unite - presentando i problemi della decolonizzazione e dei diritti dei rifugiati palestinesi, che l'occupante stesso ha negato negli ultimi 66 anni - mentre allo stesso tempo è impegnato in questo assalto coloniale, brutale e totale alle vite palestinesi.

La perpetrazione di tutto questo non può essere consentita in totale silenzio. Poco è stato ascoltato da parte dei mass media internazionali. Le organizzazioni internazionali che cercano di difendere i diritti umani - in particolare il Comitato Internazionale della Croce Rossa che testimonia quotidiane violazioni contro i prigionieri palestinesi - devono parlare e terminare il loro dannoso silenzio. La voce del popolo deve essere ascoltata.

Per l’ennesima volta è ora che i movimenti popolari del mondo scendano in piazza per esprimere la loro solidarietà con la Palestina e chiedere la fine della complicità in corso dei funzionari internazionali e il supporto verso l'occupante. I palestinesi stanno resistendo - ma l'immagine della gente in solidarietà proveniente da tutto il mondo, in piedi accanto a loro, sarà incoraggiante e darà forza al popolo palestinese, nella sua lotta contro un occupante crudele.

Vi invitiamo ad agire ora, oggi, con urgenza per sostenere il popolo palestinese sotto attacco. Il silenzio deve finire:

   1.

      Intensifichiamo il boicottaggio! L'arma critica di isolamento internazionale degli occupanti deve essere intensificata. Boicotta "Israele" a livello culturale, accademico ed economico. Esporre e colpire le corporazioni - come G4S - la cui tecnologia viene utilizzata per la guerra contro il popolo palestinese.
   2.

      Scendete nelle strade! Marciate, manifestate, rompete il silenzio negli spazi pubblici per chiedere la fine di questi attacchi. Parlamenti e governi devono essere ritenuti responsabili per la loro complicità.
   3.

      Occupate e fate chiudere i consolati e le ambasciate dell’occupazione. Queste ambasciate e consolati stanno liberamente operando in tutto il mondo, mentre i palestinesi stanno soffrendo arresti di massa, il coprifuoco, la chiusura e le uccisioni. Non dovremmo lasciare che lo stato di occupazione continui ad agire indisturbato per il mondo.

La solidarietà dei popoli del mondo con la Palestina e le nostre lotte collettive per affrontare il sionismo e l'imperialismo sono sempre stati una fonte di forza, mentre affrontiamo il brutale occupante.

Questa è una situazione di emergenza. E’ ora di agire!

 da Palestina Rossa pubblicato su infoaut.org -

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Forse cercavi: Pubblichiamo la traduzione di un comunicato del FPLP sugli ultimi avvenimenti in corso nei territori palestinesi. Il documento, scritto l' otto luglio, riprende un precedente comunicato datato 20 giugno quando, in seguito al rapimento dei tre coloni, aveva già preso avvio la repressione collettiva da parte delle forze d’occupazione, e la resistenza palestinese aveva già iniziato a farsi sentire e scontrarsi con gli occupanti. Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha rilasciato questo appello alla solidarietà internazionale il 20 giugno. Da quel momento centinaia di palestinesi sono stati arrestati durante incursioni di massa, 20 palestinesi sono stati uccisi dai soldati occupanti e dai coloni [al momento in cui questo articolo viene pubblicato le vittime sono almeno 35], tra cui il piccolo martire Mohammad Abu Khdeir, bruciato vivo dai coloni. Alcuni lavoratori palestinesi sono stati investiti e uccisi dai coloni e ci sono stati 9 caduti negli attacchi aerei su Gaza il 7 luglio. Le forze di occupazione continuano a invadere e attaccare le città palestinesi, i villaggi e i campi profughi in tutte le aree della Palestina. Gaza è sotto pesante bombardamento da parte dell'aviazione occupante. La situazione è sempre più critica. Il popolo palestinese sta resistendo con forza - le masse scendono in piazza e si scontrano con l'occupante su tutto il territorio della Palestina storica. A Gerusalemme e in Cisgiordania si sollevano i giovani per affrontare il terrore imposto dai coloni e l’invasione militare e smantellare il progetto di metropolitana leggera dei coloni. L'eroica resistenza a Gaza intensifica la lotta armata. I Palestinesi in esilio e in diaspora manifestano nelle strade dei campi profughi e delle città di tutto il mondo. Ribadiamo il nostro invito e sollecitiamo l'azione di tutto il mondo. La Palestina è sotto attacco - e la Palestina sta resistendo, sulla strada dell’Intifada. E' il momento di agire! Ovunque le strade sono piene di jeep e veicoli blindati e di soldati armati per uccidere, i cieli pieni di elicotteri Apache e F-16 che minacciano di far piovere morte sulla nostra gente. La scorsa settimana le forze di occupazione hanno intensificato la loro guerra contro il popolo palestinese, ecco una lista dei crimini: * - l'uccisione proprio oggi del ragazzo di 13 anni Mahmoud Jihad Dudeen a Dura fuori da Al-Khalil, colpito al petto, l'uccisione di Ahmad Sabarin, 20 anni, del campo profughi Jalazone; * - la sparatoria e il ferimento di numerosi palestinesi in tutta la Cisgiordania e Gaza, tra cui il ferimento dei giovani palestinesi Yazan Yacoub, 17 anni al torace, nel campo profughi di Qalandiya e di Amir Sa'dy Saleh, anche lui 17 anni, a Jenin; * - le invasioni massicce e le razzie, l'invio di migliaia di soldati di occupazione ad al-Khalil, Ramallah, Nablus, Jenin, Betlemme, Gerusalemme, Qalqilya, l’area di Salfit e l’assedio delle città, dei villaggi e dei campi profughi, che sono stati particolarmente presi di mira con invasioni di massa e violenti attacchi; * - le violente invasioni di case e gli arresti di massa di centinaia di palestinesi tra cui studenti, attivisti, parlamentari, leader politici e la presa di mira di ex prigionieri politici per ri-arrestarli e molestarli, compresa la cattura di 51 ex prigionieri liberati nello scambio di prigionieri del 2011 e un fallito tentativo di arrestare Samer Issawi, ex prigioniero in sciopero della fame. * - la demolizione di case palestinesi, lasciando sempre più famiglie senza casa; * - la violenza crescente e dilagante dei coloni e gli attacchi contro i palestinesi e le terre palestinesi in tutta la Cisgiordania; * - il bombardamento e distruzione di Gaza da parte di aerei da guerra dell’occupazione; * - la chiusura, il coprifuoco, i posti di blocco e le restrizioni di movimento imposti ai palestinesi; * - l'invasione dell’Università di Birzeit e gli arresti di studenti, assedi di varie organizzazioni della società civile e anche associazioni di beneficenza. Questa brutale violenza da parte dello stato coloniale di apartheid razzista, delle sue forze armate e dei suoi coloni è in aumento giorno dopo giorno. La tortura dei prigionieri palestinesi è ormai ufficialmente sanzionata e il sangue palestinese scorre per le strade di Gaza e della Cisgiordania, e la gioventù palestinese viene calpestata sotto le ruote delle jeep dell'esercito invasore. Questi crimini incontrano un opprimente silenzio internazionale e una totale complicità. I palestinesi continuano a resistere, a protestare, a vivere, a lottare, nonostante l'aggressione che minaccia la loro esistenza quotidianamente, nonostante la complicità e il tradimento di funzionari dell'Autorità Palestinese che continuano a impegnarsi nella cooperazione di sicurezza con l'occupante, che sta conducendo una guerra ai campi profughi, alle città e ai villaggi palestinesi. IDF_arrest_palestinian Gli Stati Uniti, il Canada e l'Unione Europea hanno continuato a procedere come se nulla fosse e non hanno sollevato un singolo grido di protesta o di preoccupazione - al contrario, gli Stati Uniti continuano a spedire ogni giorno 10 milioni di dollari di aiuti per lo più militari verso lo stato di occupazione. È chiaro come siano partner a pieno dell'occupazione nella guerra in corso contro il popolo palestinese. In un gesto particolarmente assurdo e offensivo lo stato di occupazione è stato eletto vice-presidente della quarta commissione delle Nazioni Unite - presentando i problemi della decolonizzazione e dei diritti dei rifugiati palestinesi, che l'occupante stesso ha negato negli ultimi 66 anni - mentre allo stesso tempo è impegnato in questo assalto coloniale, brutale e totale alle vite palestinesi. La perpetrazione di tutto questo non può essere consentita in totale silenzio. Poco è stato ascoltato da parte dei mass media internazionali. Le organizzazioni internazionali che cercano di difendere i diritti umani - in particolare il Comitato Internazionale della Croce Rossa che testimonia quotidiane violazioni contro i prigionieri palestinesi - devono parlare e terminare il loro dannoso silenzio. La voce del popolo deve essere ascoltata. Per l’ennesima volta è ora che i movimenti popolari del mondo scendano in piazza per esprimere la loro solidarietà con la Palestina e chiedere la fine della complicità in corso dei funzionari internazionali e il supporto verso l'occupante. I palestinesi stanno resistendo - ma l'immagine della gente in solidarietà proveniente da tutto il mondo, in piedi accanto a loro, sarà incoraggiante e darà forza al popolo palestinese, nella sua lotta contro un occupante crudele. Vi invitiamo ad agire ora, oggi, con urgenza per sostenere il popolo palestinese sotto attacco. Il silenzio deve finire: 1. Intensifichiamo il boicottaggio! L'arma critica di isolamento internazionale degli occupanti deve essere intensificata. Boicotta "Israele" a livello culturale, accademico ed economico. Esporre e colpire le corporazioni - come G4S - la cui tecnologia viene utilizzata per la guerra contro il popolo palestinese. 2. Scendete nelle strade! Marciate, manifestate, rompete il silenzio negli spazi pubblici per chiedere la fine di questi attacchi. Parlamenti e governi devono essere ritenuti responsabili per la loro complicità. 3. Occupate e fate chiudere i consolati e le ambasciate dell’occupazione. Queste ambasciate e consolati stanno liberamente operando in tutto il mondo, mentre i palestinesi stanno soffrendo arresti di massa, il coprifuoco, la chiusura e le uccisioni. Non dovremmo lasciare che lo stato di occupazione continui ad agire indisturbato per il mondo. La solidarietà dei popoli del mondo con la Palestina e le nostre lotte collettive per affrontare il sionismo e l'imperialismo sono sempre stati una fonte di forza, mentre affrontiamo il brutale occupante. Questa è una situazione di emergenza. E’ ora di agire! Da Palestina Rossa
نداء عاجل للتضامن الدولي

فلسطين تتعرض للهجوم!

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أصدرت الجبهة الشعبية لتحرير فلسطين في قطاع غزة بيانا يوم 10 يوليو والذي يصف الجرائم البشعة التي ارتكبتها قوات الاحتلال الصهيوني في قطاع غزة، والحرب العدوانية التي تتجاوز كل حدود المنطق والإنسانية . وتدعو الجبهة لفصائل المقاومة الى توحيد صفوفهم لقتال، لإجبار المحتل على دفع ثمن عدوانها.

وقوات الاحتلال تصعد هجماتها على غزة قصف وهدم المنازل من قبل الأطفال والنساء والمسنين مأهولة، وتدمير مقر الصحافة والمراكز الصحية والمستشفيات وقتل الصحفيين (امس خسر حياته حمدي شهاب) والموظفين الطبية، لتصل إلى سيارات الإسعاف. كل هذا يعكس وصلت الى فشل العدو المجرم له الارتباك وعدم القدرة على التعامل مع المقاومة.
نددت الجبهة الصمت العربي الرسمي واللامبالاة من الوجه الدولي الدمار في قطاع غزة، يسأل ما إذا كانت جثث النساء والأطفال والمسنين المستخرجة من تحت أنقاض المنازل المدمرة ليست كافية لتحفيز الوعي ما يسمى وكالات القانون الإنساني الدولي، لضمان أن الدم الفلسطيني لم تسلط عبثا.
ورفضت الجبهة نداء الطوارئ الصادر عن مجلس الأمن التابع للمجموعة العربية، مدعيا أن يأتي بعد فوات الأوان، بعد أكثر من 80 شهيدا وآلاف الجرحى، وتدمير المنازل والبنية التحتية؛ الجبهة الشعبية تدعو بدلا من ذلك إلى اتخاذ إجراءات دولية حقيقية لإعلان حالة الاحتلال مسؤولة عن جرائمه.
جددت الجبهة أيضا نداءها إلى قيادة منظمة التحرير الفلسطينية في السلطة لمحاولة جلب العدو إلى المحاكمة الجنائية أمام المحكمة الجنائية الدولية لجرائمه التي ترتكب ضد الشعب الفلسطيني. تأجيل المستمر هو خيانة لدماء الشهداء.
واقترحت الجبهة أيضا على وحدة الشعب في جميع المواقع ضد الهجوم الصهيوني الرهيبة، داعيا الفلسطينيين من الضفة الغربية إلى الشوارع وتكثيف المواجهة ضد جيش الاحتلال والمستوطنين، وناشدت ل جماعات المقاومة المسلحة تؤثر على العمالة في جميع أنحاء العالم. بالإضافة إلى ذلك، دعا جميع أعضاء الأجهزة الأمنية الفلسطينية إلى رفض القيود والتزامات أوسلو للانضمام الى المنظمات الفلسطينية لمواجهة المحتل وحماية الشعب.

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ننشر ترجمة لبيان صادر عن الجبهة الشعبية في الأحداث الأخيرة التي تشهدها الأراضي الفلسطينية. والوثيقة، ل كتابة '8 يوليو، وإطلاق النار بيان صحفي السابقة المؤرخة 20 يونيو حزيران عندما، في أعقاب اختطاف ثلاثة مستوطنين باشرت القمع الجماعي على يد قوات الاحتلال، والمقاومة الفلسطينية بدأت بالفعل أن تكون تشعر والصراع مع المحتلين.


أصدرت الجبهة الشعبية لتحرير فلسطين هذه الدعوة إلى التضامن الدولي في 20 يونيو حزيران. منذ أن ألقي القبض على مئات من الفلسطينيين وقت خلال مداهمات من الكتلة، وقتل 20 فلسطينيا من قبل جنود الاحتلال والمستوطنين [في الوقت الذي يتم نشر هذه المقالة على الضحايا لا يقل عن 35]، بما في ذلك الشهيد محمد أبو خضير قليلا، أحرق حيا من قبل المستوطنين. وقد استثمرت بعض العمال الفلسطينيين وقتل من قبل المستوطنين، وكانت هناك 9 قتلوا في غارات جوية على غزة يوم 7 يوليو. تواصل قوات الاحتلال لمهاجمة وغزو المدن الفلسطينية والقرى ومخيمات اللاجئين في جميع مناطق فلسطين. غزة تحت القصف العنيف من قبل المحتل الطيران. الوضع هو أكثر أهمية.

الشعب الفلسطيني يقاومون بقوة - الجماهير النزول الى الشوارع ويشتبكون مع الاحتلال من كافة أراضي فلسطين التاريخية. في القدس والضفة الغربية ورفع الشباب لمواجهة الإرهاب المفروضة من قبل المستوطنين والغزو العسكري وتفكيك مشروع السكك الحديدية الخفيفة من المستوطنين. المقاومة البطولية في غزة اشتداد الكفاح المسلح. الفلسطينيين في المنفى والشتات واضح في شوارع المخيمات والمدن في جميع أنحاء العالم للاجئين. نكرر دعوتنا ونحث العمل من جميع أنحاء العالم. فلسطين تتعرض للهجوم - والفلسطينيين يقاومون على الانتفاضة الطريق. حان الوقت لاتخاذ إجراءات!

في كل مكان في شوارع مليئة سيارات الجيب والعربات المدرعة والجنود المسلحين لقتل، السماوات كاملة من طائرات الأباتشي و F-16، والتي تهدد المطر الموت على شعبنا. الأسبوع الماضي، قامت قوات الاحتلال كثفت حربهم ضد الشعب الفلسطيني، وهنا لائحة من الجرائم:

     *

       - قتل اليوم صبي 13 سنة محمود جهاد دودين في دورا الخليل، أصيب بعيار ناري في الصدر، مما أسفر عن مقتل Sabarin أحمد، 20 سنة، مخيم الجلزون للاجئين؛
     *

       - اطلاق النار وجرح العديد من الفلسطينيين في مختلف أنحاء الضفة الغربية وقطاع غزة، بما في ذلك إصابة الشباب الفلسطيني يزن يعقوب، 17 في الصدر، في مخيم قلنديا وSa'dy أمير صالح، الذي كان أيضا 17 سنة في جنين؛
     *

       - والغزوات والغارات واسعة النطاق، وإرسال الآلاف من قوات الاحتلال في الخليل، رام الله، نابلس، جنين، بيت لحم، القدس، قلقيلية، سلفيت المنطقة وحصار المدن والقرى و مخيمات اللاجئين، التي استهدفت بشكل خاص مع الغزوات الشامل والهجمات العنيفة؛
     *

       - وغزوات عنيفة للمنازل والاعتقالات الجماعية لمئات الفلسطينيين، بمن فيهم الطلاب والناشطين والبرلمانيين والقادة السياسيين واستهداف السجناء السياسيين السابقين لإعادة اعتقال لهم ومضايقتهم، بما في ذلك القبض على 51 سجينا سابقا صدر في تبادل السجناء في عام 2011 ومحاولة فاشلة لوقف سامر العيساوي، وهو سجين سابق في إضراب عن الطعام.
     *

       - إن هدم منازل الفلسطينيين، وترك المزيد والمزيد من الأسر بلا مأوى؛
     *

       - إن العنف المتزايد والمستوطنين المستشري والهجمات ضد الفلسطينيين والأراضي الفلسطينية في الضفة الغربية؛
     *

       - تفجير وتدمير غزة من قبل الطائرات الحربية العمالة؛
     *

       - إغلاق وحظر التجول ونقاط التفتيش والقيود على الحركة المفروضة على الفلسطينيين؛
     *

       - غزو جامعة بيرزيت واعتقال الطلاب، والحصار من مختلف منظمات المجتمع المدني وحتى الجمعيات الخيرية.

هذا العنف الوحشي من قبل الدولة الاستعمارية العنصرية الفصل العنصري، قواتها المسلحة والمستوطنين في تزايد يوما بعد يوم. الآن عقوبات تعذيب السجناء الفلسطينيين رسميا والدم الفلسطيني يتدفق في شوارع غزة والضفة الغربية، وتداس الشباب الفلسطيني تحت عجلات سيارة جيب الجيش الغازي.

هذه الجرائم التي تصادف الصمت الدولي الساحق والتواطؤ الكلي. واصل الفلسطينيون في المقاومة والاحتجاج، للعيش، للقتال، على الرغم من العدوان الذي يهدد وجودها على أساس يومي، على الرغم من تواطؤ وخيانة من مسؤولي السلطة الفلسطينية الذين يستمرون في الانخراط في التعاون الأمني ​​مع الاحتلال ، التي تشن حربا لمخيمات اللاجئين والبلدات والقرى الفلسطينية.

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واصلت الولايات المتحدة وكندا والاتحاد الأوروبي وكأن شيئا لم يحدث، ولم يرفع صرخة احتجاج واحدة أو القلق - على العكس من ذلك، لا تزال الولايات المتحدة لإرسال 10 ملايين دولار يوميا في صورة مساعدات لل في الغالب لحالة الاحتلال العسكري. فمن الواضح أنهم شركاء كاملين في العمل في الحرب المستمرة ضد الشعب الفلسطيني.

في الوضع الوظيفي لفتة سخيفة لا سيما والهجومية قد انتخب نائبا لرئيس المجلس الرابع للأمم المتحدة - تقديم مشاكل إنهاء الاستعمار، وحقوق اللاجئين الفلسطينيين، والمحتل نفسه نفى في السنوات ال 66 الماضية - بينما في وتشارك في نفس الوقت في هذا الهجوم الاستعماري، وحشية ومجموع لحياة الفلسطينيين.

ارتكاب هذا لا يمكن أن يكون مسموحا به في صمت تام. وقد سمعت قليلا قبل وسائل الإعلام الدولية. المنظمات الدولية التي تسعى للدفاع عن حقوق الإنسان - وخاصة اللجنة الدولية للصليب الأحمر الذي يشهد الانتهاكات اليومية ضد الأسرى الفلسطينيين - أنها يجب أن ينتهي حديثهم الخبيثة والصمت. يجب أن يسمع صوت الشعب.

مرة أخرى فقد حان الوقت أن الحركات الشعبية في العالم النزول الى الشوارع للتعبير عن تضامنهم مع الفلسطينيين والمطالبة بوضع حد للتواطؤ المستمر للمسؤولين ووسائل الإعلام الدولية تجاه المحتل. الفلسطينيون يقاومون - ولكن الصورة من الناس في التضامن من جميع أنحاء العالم، ويقف بجانبها، وسوف تكون مشجعة وتعطي قوة للشعب الفلسطيني في نضاله ضد المحتل القاسية.

ونحن ندعوك إلى اتخاذ إجراءات الآن، اليوم، على وجه السرعة لدعم الشعب الفلسطيني في ظل الهجوم. الصمت يجب أن ينتهي:

    1.

       تكثيف المقاطعة! يجب تكثيف السلاح من الانتقادات من العزلة الدولية من الركاب. مقاطعة "إسرائيل" في الثقافية والأكاديمية والاقتصادية. المعرض وضرب الشركات - مثل G4S - الذي يستخدم للحرب ضد الشعب الفلسطيني التكنولوجيا.
    2.

       النزول في الشوارع! مسيرة، التظاهر، كسر حاجز الصمت في الساحات العامة للمطالبة بوضع حد لهذه الهجمات. يجب أن تعقد البرلمانات والحكومات مسؤولة عن تواطئها.
    3.

       المحتلة ثم قم بإغلاق القنصليات والسفارات للعمالة. هذه السفارات والقنصليات تعمل بحرية في جميع أنحاء العالم، في حين أن الفلسطينيين يعانون الاعتقالات الجماعية وحظر التجول والإغلاق والقتل. لا ينبغي لنا أن ندع حالة العمالة لا تزال تعمل دون عائق بالنسبة للعالم.

وقد تضامن شعوب العالم مع فلسطين والنضال الجماعي للتعامل مع الصهيونية والإمبريالية دائما مصدر قوة ونحن نواجه هذا المحتل الغاشم.

هذا هو الوضع في حالات الطوارئ. حان الوقت لاتخاذ إجرا

                                     
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 نشرتها فلسطين الأحمر

domenica 13 luglio 2014

Su La Testa!: LO STERMINIO DEL POPOLO PALESTINESE: MANI TERRORI...

Su La Testa!: LO STERMINIO DEL POPOLO PALESTINESE: MANI TERRORI...: di Gianni Lannes La Palestina è stata trasformata dai criminali sionisti nella più grande prigione a cielo aperto del mondo, g...

lunedì 7 luglio 2014

5° DISCAMPING: 11- 12- 13 luglio via Ardeatina km 25,600

18 luglio ore 9,00 Roma 
p.le Clodio TRIBUNALE:
3° UDIENZA contro Cerroni & band.

Malgrado tutto continuano a riempire il VII invaso e la discarica di Roncigliano continua ad avvelenare popolazioni e territorio. Il comune di Albano, la regione Lazio, l'Arpa, la Provincia, la Pontina Ambiente, dopo sette sedute hanno abbandonato la conferenza dei servizi che è rimasta sospesa e nel frattempo le falde hanno subito ben 164 sforamenti di inquinanti. I verbali del dipartimento prevenzione della ASL, i verbali dei vigili urbani di Albano e la delibera di giunta, che ufficializzano odori acri e insopportabili e richiedono controlli del tmb e della stabilizzazione dell'umido, sono rimasti lettera morta. Addirittura la banale misurazione delle volumetrie residue rimane incognita anche dopo la diffusione al mondo delle immagini dell'invaso messe a disposizione dal coordinamento contro l'inceneritore.

LA LEGGE AMBIENTALE, la famosa 152/06, rimane allegramente inapplicata, confermando l'opinione popolare per cui le leggi sono un po' come la pelle dei santissimi, elastiche ed adattabili a tutte le stagioni e le congregazioni.
DOBBIAMO QUINDI ANCORA CHIUDERE LA DISCARICA E MAGARI EVITARE CHE A QUALCHE BUONTEMPONE VENGA L'IDEA DI SCAVARE ANCHE L'OTTAVA BUCA. In fondo gli 8 ettari liberati dall'inceneritore rimangono da "valorizzare" .. .. Tanto più che Cerroni non demorde e presenta ricorsi a raffica al TAR: ora contro l'interdittiva antimafia del Prefetto, ora contro il Ministero dello Sviluppo Economico che ha finalmente respinto la ulteriore richiesta di incentivi per il fu inceneritore.

Così il 18 luglio bisognerà seguire sia la terza udienza del processo, dove siamo parte civile, sia l'udienza TAR a via Flaminia dove siamo costituiti ad adiuvandum con il ministero contro Cerroni.

Siccome è doveroso arrivare alla CHIUSURA DEL SITO PRIMA DELLA FINE DEI PROCESSI, dobbiamo DARE CONTINUITA' ALLA NOSTRA VERTENZA per la sanità delle popolazioni contro le nocività dei padroni e per far crescere l'autogoverno dei cittadini.
PROGRAMMA DELLE INIZIATIVE:

VENERDI' 11 Luglio:
-ore 21:00 Cena
-ore 22:30 Proiezioni

SABATO 12 Luglio:
-ore 18:00 Assemblea su urbanizzazione e cementificazione ai Castelli Romani
-ore 21:00 Cena
A seguire musica con:
Pilar del Mar e Cristian Marsella e i compagni musicisti della "Pasquella Velletrana"

DOMENICA 13 Luglio:
-ore 17:00 Laboratorio del sapone
-ore 18:00 Assemblea dei comitati Energia/Rifiuti del Lazio
-ore 21:00 Cena
-ore 22:30 Proiezioni

IL DISCAMPING AL VILLAGGIO ARDEATINO DALL'11 AL 13 LUGLIO SERVIRA' A FARE IL PUNTO SULLE NOSTRE LOTTE A RAFFORZARE LA NOSTRA SOCIALITA' E SE SARA' POSSIBILE A METTERE INSIEME QUALCHE EURO PER LE SPESE LEGALI E LA PROPAGANDA FUTURA.
CHIUDERE IL SITO DI RONCIGLIANO FAR CRESCERE L'AUTORGANIZZAZIONE POPOLARE.


COORDINAMENTO NO-INC di ALBANO