Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

giovedì 29 settembre 2011

La Villa: residui di gas tossico in discarica « ASSOCIAZIONE DIFFERENZIATI

BADIA:
Il fortissimo e quasi nauseabondo odore di gas, che a fine Agosto si è diffuso per tutta La Villa spandendosi anche fino a Corvara ha fatto scattare il massimo grado di all’erta per tutti i corpi dei vigili del fuoco volontari della val Badia e ha richiesto anche l’intervento del nucleo specializzato dei vigili del fuoco di Brunico. L’odore però non è stato causato da una fuga di gas come inizialmente si era temuto, bensì dal deposito illegale in discarica, sembra da parte di una ditta edile del posto, di una tanica da 10 litri, semivuota ma contenente ancora proprio il potente additivo «Scentinel E» individuato chimicamente come Mercaptano etilico che viene normalmente impiegato in percentuali ridottissime, proprio per conferire ai gas solitamente inodori, il caratteristico odore che aiuta ad individuarne le eventuali fughe. Se non è usato in soluzione, il Mercaptano etilico puro è classificato come una sostanza ad alta infiammabilità, con tossicità acuta per gli organismi acquatici e con lo stesso grado di pericolosità per la cute umana qualora ne venisse a contatto. La categoria di pericolosità cala di un grado, passando a 2a per l’irritazione oculare e di un altro grado in caso di ingestione mentre il solo odore, data l’altissima volatilità del prodotto, non provoca danni se non inalato puro. I vigili del fuoco della Val Badia sono risaliti abbastanza rapidamente alla fonte dell’allarme, dovuta ad una minima perdita della tanica depositata in discarica, informando i colleghi specializzati di Brunico che, di seguito, hanno provveduto alla neutralizzazione del prodotto ed alla sua custodia in un locale adeguato in attesa delle indagini dell’Autorità giudiziaria. Sull’allarme che si è logicamente diffuso in Alta Badia per l’accaduto, la Comunità comprensoriale di Brunico che gestisce la discarica di Col Maladet ha diffuso ieri un comunicato in cui, scusandosi per l’inevitabile fastidio dato alla puzza che persisterà ancora per qualche giorno, ribadisce però che la sostanza non costituisce alcun pericolo per la popolazione essendo proprio un rilevatore di gas mentre da parte sua anche la Sel ha ribadito l’assenza di qualsivoglia coinvolgimento nella vicenda, pur avendo fornito la sua assistenza nell’intervento.

L’allarme ambientale scattato presso la discarica “Col Maladët” di La Villa, gestita dalla Comunità comprensoriale della Val Pusteria, ha portato a tre denuncie all’autorità giudiziaria: la prima per il personale dell’azienda edile dell’Alta Badia che ha avviato allo smaltimento fuori norma la vecchia tanica contenente abbondanti residui del liquido tracciante tossico “Sentinel”, il mercaptano etilico usato per conferire il caratteristico odore ai gas combustibili in modo da poterne individuare eventuali perdite; e due per il personale operante in discarica che, in contravvenzione alle disposizioni che prevedono un particolare tipo di smaltimento con procedure ad hoc, ha accolto in discarica il rifiuto tossico e pericoloso che poi si sarebbe tentato di smaltire in modo quantomeno estemporaneo, semplicemente interrando la tanichetta fortemente maleodorante.

Un comportamento, quello delle persone denunciate, che però spazia dal procurato allarme fino allo smaltimento inadeguato di sostante pericolose, per cui la normativa in vigore prevede delle sanzioni di carattere penale che ora, chiusa la fase di indagine, spetterà al giudice applicare in sede di valutazione.

Insomma, se quanto appena descritto accade anche nell’integerrimo Alto Adige, non possiamo di certo dormire sonni tranquilli con la discarica di Roncigliano, la quale presenta simili criticità della discarica dell’Alta Badia, la quale è clamorosamente posizionata a monte di una vallata meravigliosa (noto luogo di vacanza) con rischi per le falde acquifere di molti paesi posizionati a valle del medesimo comprensorio.

Il caso è stato lungamente trattato stamani anche da Uno Mattina (Rai uno) con la testimonianza di “Luca” residente della zona. Gli interessi alevati afferenti lo smaltimento di rifiuti ha consigliato a questo onesto cittadino di non mostrare il viso nel corso della popolare trasmissione televisiva.

Questa vicenda dimostra ancora una volta quanto le discariche non rappresentino un modo sicuro e sostenibile per smaltire i rifiuti.

ASSOCIAZIONE DIFFERENZIATI

martedì 27 settembre 2011

Malagrotta: il dossier Ispra sulla bomba ecologica più grande d’Europa

Fonte Articolo: http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2011/09/27/malagrotta-il-dossier-ispra-sulla-bomba-ecologica-piu-grande-deuropa/

Falde inquinate dalla presenza di metalli, arsenico e ferro e terreno contaminato dal mercurio, insieme a una pericolosa sostanza cancerogena, l’N-butylbenzenesulfonamide. Un dossier dell’Ispra, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, vigilato dal ministero dell’Ambiente, lancia un nuovo allarme sull’area di Valle Galeria che comprende la discarica di Malagrotta.

Un documento di alcune centinaia di pagine che rappresenta un’allerta a poco più di tre mesi dalla chiusura prevista dell’impianto che da oltre trent’anni raccoglie i rifiuti di Roma. Il 31 dicembre, infatti, a meno di un rinvio in zona Cesarini, dovrà chiudere i battenti, come da tempo obbligano le leggi europee e italiane. E mentre il prefetto Giuseppe Pecoraro, nominato commissario straordinario, è alla ricerca di un luogo che raccolga (temporaneamente, almeno fino alla costruzione del previsto nuovo invaso che la Regione vorrebbe collocare in località Pizzo del Prete) le 1.500 tonnellate di rifiuti al giorno attualmente scaricate a Malagrotta, salgono le quotazioni di Monti dell’Ortaccio, poco distante, e di Pian dell’Olmo a Riano, località anch’esse di proprietà, come Malagrotta, dell’avvocato Manlio Cerroni che da sempre detiene il monopolio dello smaltimento dei rifiuti a Roma.

Per i tecnici dell’Ispra, però, “l’area di Malagrotta è caratterizzata dalla presenza di numerose attività che hanno un elevato impatto ambientale e sanitario. I risultati complessivi di Arpa Lazio (l’agenzia regionale per la protezione ambientale, ndr) rilevano uno stato di contaminazione diffuso delle acque sotterranee, sia interne che soprattutto esterne al sito, per i metalli e per inquinanti organici, con la presenza in alcuni piezometri (pozzi di rilevamento, in tutto 39, 9 interni e 30 esterni alla discarica, ndr) in elevate concentrazioni rispetto ai limiti fissati”. L’elenco è lungo: “Solfati, ferro, manganese, arsenico, cromo totale, nichel, alluminio, piombo benzene, p-xilene, cloruro di vinile, 1,4-diclorobenzene, tetracloroetilene. Dalle analisi Arpa è stata riscontrata nella maggior parte dei casi anche la presenza della sostanza N-butylbenzenesulfonamide indicata come possibile marker di contaminazione da discarica di rifiuti solidi urbani”. La situazione della contaminazione, continua l’Ispra, “è in peggioramento rispetto a quanto rilevato nel corso del monitoraggio del 2009″. E non solo: “Il mercurio è presente in tutte le matrici ambientali analizzate”.

Dati preoccupanti, rimasti riservati finora e non trasmessi nemmeno agli enti interessati che, da parte del ministero dell’Ambiente (come raccontano i Verdi) hanno ricevuto a luglio una lettera in cui vengono sintetizzati in contenuti del documento e in cui viene chiesto “di procedere alle necessarie ulteriori indagini ambientali di dettaglio da estendersi a tutta l’area di Malagrotta e alle attività ivi operanti”. Una settimana fa, anche l’Arpa ha confermato il quadro di forte compromissione ambientale, rispetto al quale la legge parla chiaro e obbliga a un’immediata bonifica dei luoghi inquinanti.

I Verdi, che stamattina saranno davanti alla Regione Lazio con uno striscione (“In nome del popolo inquinato, mai più Malagrotta”), chiedono che la giunta Polverini approvi la dichiarazione dello stato di alta criticità per la valle del Galeria. “C’è già una mozione presentata dalla Pisana a gennaio – ricordano Angelo Bonelli e Nando Bonessio – che metterebbe a riparo quell’area da qualsiasi ulteriore realizzazione di impianti inquinanti”. L’intenzione è quella di rivolgersi alla procura “per verificare eventuali responsabilità per gli omessi controlli”. La Procura, intanto, già sta indagando per omicidio colposo dopo la morte per tumore di 4 persone che abitavano nella zona. Compreso il capocantiere presso il rigassificatore di Malagrotta. Cerroni replica indignato e minaccia querele:

“La discarica non produce alcun inquinamento delle falde né esalazioni dannose per la salute”.


ASSOCIAZIONE DIFFERENZIATI

Aereo lascia scritte nel cielo ... scie chimiche? - YouTube



YouTube CENSURA .. noi lo DIFFONDIAMO !!


Scarichiamo da MediaFire l'originale: http://www.mediafire.com/?jkwgo9tvjz18rta e/o http://www.mediafire.com/?ajxq8rx6sah158a


come vivamente suggerito su: http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/09/video-censurati-piloti-fanno-scritte.html ..

".. In questo video potete vedere chiaramente un aereo che "scrive" nel cielo una frase che sembra inneggiare a Dio ed alla fede in Gesù: "GOD + U = :) JESUS LOVES YOU" ovvero "Dio + te = faccia sorridente Gesù ti ama" .

Se c'è qualcuno che ha l'ardire di credere che queste siano scie di condensa deve avere qualche serio handicap mentale. Le scie di condensa sono un fenomeno fisico legato alle condizioni dell'aria (temperatura ed umidità relativa ad una quota idonea) e non sono certo delle quantità fisiche che si possono modificare a comando con una manopola: l'unica maniera per creare quelle scritte è spruzzare degli appositi composti nell'atmosfera.

Se poi c'è qualcuno che ha l'ardire di pensare che si tratti di una dispersione di prodotti per l'agricoltura (ovvero composti chimici potenzialmente tossici per la popolazione) esattamente sopra delle abitazioni civili dev'essere qualcuno che ha voglia di scherzare (magari alla maniera del governo spagnolo) ..
il video è anche completo è anche visionabile sul sito:
http://www.tankerenemy.com/ che ce lo ha segnalto ..

Fonte: http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/09/scritte-nel-cielo-spruzzate-dagli-aerei.html

NON STANCHIAMOCI DI DIRE SEMPRE NO ALLE SCIE CHIMICHE .. LA POPOLAZIONE NON SA PIU' COSA SIANO LE NUVOLE E CREDE ALLE MENZOGNE CHE GLI VENGONO PROPINATE

(.. A me resta purtroppo un Sogno .. Quello che i nostri figli possano vedere un cielo pieno di nubi e non di scie ..)

Quindi mobilitiamoci e, almeno, firmiamo su www petizioni on line. Avere raggiunto neanche 1.500 firme raggiunte sinora io la considero una Vergogna enorme oltre ad un sempice pressapochismo che si fida più delle baggianate di un Grillo parlante, che non di eminenti scienziati oltre a qualche militare che lo ha ammesso pubblicamente

lunedì 26 settembre 2011

Il 70% delle nostre leggi viene da Bruxelles « GeoPoliticaMente

Nel corso della sua recente visita a Bruxelles, il presidente Berlusconi ha rilasciato questa dichiarazione:

«Sappiamo che è opportuno innalzare l’età del pensionamento, per tenere conto dell’aumento della speranza di vita; tuttavia ogni governo ha difficoltà a farlo, perché perderebbe voti. Se l’Ue, invece, decidesse di dare un’indicazione in questo senso, tutti i governi sarebbero felici di farlo, perché obbligati dall’Europa».

In pratica, se fosse la Ue ad “obbligare” l’Italia a procedere in questo senso il governo non perderebbe voti in conseguenza ad una scelta così impopolare.

Nondimeno, più volte l’Europa ha fatto sentire la sua voce su problematiche all’apparenza tutte interne al nostro Paese.
Come l’emergenza rifiuti a Napoli, con la Commissione Ue che minacciava multe salate;
o la Tav, con il monito del taglio di fondi in caso di mancato avvio dell’opera;
o la sentenza della Corte di Giustizia sul reato di clandestinità introdotto per volontà della Lega.

Prese di posizione che fanno storcere il naso a quanti accusano Bruxelles di eccessive ingerenze nella sovranità nazionale.
Il punto è che costoro dimenticano un aspetto fondamentale: la sovranità statale è già stata, in parte, ceduta a Bruxelles.

È questo ciò che differenzia la Ue dalle altre organizzazioni internazionali, che ne fa l’organismo sovranazionale maggiormente dotato di poteri decisionali nei confronti degli Stati membri.

Il principio alla base dell’autorità della Ue è la prevalenza del diritto comunitario su quello nazionale, che comporta la disapplicazione di una legge interna in caso di contrasto con la normativa comunitaria.

Tornando alle pensioni, l’Europa non ha competenza per i sistemi previdenziali, per cui invocare un intervento “dall’alto” in materia è come chiedere un commissariamento per una questione di competenza nazionale (e dunque il nostro Paese non fa certamente una bella figura agli occhi della stessa Europa), ma non è questo il punto.

Nel corso dei decenni l’Italia si è avvalsa dello scudo comunitario per surrogare la cronica incapacità politica di assumersi delle decisioni importanti.

“Ce lo chiede l’Europa” è stata, fin dagli albori della CE, la giustificazione offerta dai nostri politici a fronte di scelte che, pur necessarie per la stabilità economica del Paese, sarebbero altrimenti state accantonate o rimandate perché troppo “costose” in termini di consenso.

L’aumento dell’età pensionabile delle donne nel pubblico impiego, deciso lo scorso anno, è stato accompagnato da questa immancabile etichetta.
E così altre importanti decisioni assunte negli ultimi anni.

Non sorprende sapere che, secondo varie stime, tra il 68 e il 70% delle leggi nazionali altro non sono che l’applicazione di direttive europee.

Manovre a parte (peraltro anche quelle nate su iniziativa Ue), il governo si limita a sbrigare gli affari correnti, ma le leggi (e quindi le riforme) le fa Bruxelles.les


di Luca Troiano

giovedì 22 settembre 2011

Geoingegneria Clandestina e Modifica degli EcoSistemi - Conferenza -

In Parlamento il disegno di legge contro il peer-to-peer - Digitale e Potere - Rassegna del 22 Settembre | per una rete libera e democratica

Diritto d'Autore

In Parlamento il disegno di legge contro il peer to peer ZeusNews

"Alla Camera dei Deputati è approdato un disegno di legge volto a modificare gli articoli 16 e 17 del decreto legislativo 70/2003. Presentato dai deputati del PDL Elena Centemero e Santo Versace e assegnato alla Commissione Attività Produttive, il disegno in primo luogo (è l'articolo 16) impone ai provider di disabilitare immediatamente l'accesso a Internet - non è chiaro se solo a chi immette contenuti proibiti in Rete o anche ai navigatori che vi siano incappati - qualora un «soggetto interessato» faccia una segnalazione in merito.


Copyright, nuovi sigilli tricolori Punto Informatico

"Un'operazione della Guardia di Finanza di Milano ha condotto al sequestro di filmrealstream.net, gestito da un cittadino di Prato. Lo spazio web offriva link per il download di musica e film in anteprima Roma - Ad annunciarla è stato un recente comunicato stampa diramato dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano: una nuova "operazione di contrasto allo scambio illegale di file di opere tutelate dal diritto d'autore", che ha portato al sequestro di un sito web gestito da un cittadino di Prato."


Politica digitale transnazionale

BAHRAIN: STRETTA SUL WEB, CARCERE PER CHI INCITA A CONTESTARE ELEZIONI BRT/AKI

"Rischiano il carcere coloro che, tramite Internet, incitano a manifestare contro le elezioni previste sabato in Bahrain per eleggere i sostituti dei 18 deputati che si sono dimessi sei mesi fa in disaccordo con la linea dura usata dal governo nei confronti dei manifestanti anti-governativi. Lo annuncia il ministero degli Interni di Manama con un comunicato, nel quale si spiega che puo' essere arrestato chi posta messaggi sul Web che invitano a manifestare o a commettere atti dissidenti. Queste, spiega ancora il ministero degli Interni, sono alcune delle misure di sicurezza entrate in vigore a partire da oggi in vista delle elezioni parlamentari. Nel mirino, tutti coloro che usano i social media e i siti web per lanciare appelli a manifestare o a commettere azioni che vadano contro lo Stato. Alcuni gruppi sciiti, la maggioranza nel Paese, hanno gia' rivolto appelli a scendere in piazza per chiedere maggiori diritti nei confronti della monarchia sunnita che governa il Paese. Sempre dai principali blocchi sciiti arrivano appelli a boicottare il voto."



E-government

Toscana: un software stana gli evasori fiscali Corriere delle Comunicazioni

"Si tratta di una rete ed una piattaforma informatica condivisa, che permetterà ai Comuni di scambiarsi informazioni, ripulire gli archivi da errori diffusi e condividere domani banche dati in possesso delle diverse branche della pubblica amministrazione ed altri enti, come il catasto delle utenze elettriche e idriche."


Diritti di cittadinanza digitale

I medici contro Groupon The Front Line

"I medici faranno ricorso all’Antitrust per impedire ai clienti dei gruppi di acquisto online, tipo Groupon, di comprare servizi sanitari ‘scontati’. Perché alla corporazione dei medici il fatto che un paziente possa godere dei benefici della libera concorrenza nei servizi sanitari, cioé pagare per una pulizia dei denti o una visita dall’otorino quanto per una t-shirt scontata da H&M, pare addirittura pericolosa: potrebbe ingenerare nel cliente la malsana idea che se per una buona prestazione privata si può spendere meno che per il ticket rischiesto per una cattiva prestazione pubblica, be’ mantenere il Sistema sanitario nazionale potrebbe non essere poi così necessariamente giusto."



Economia in Rete

Wwwworkers, lavoratrici della Rete La Stampa

I dati relativi alla piattaforma "wwworkers" dimostrano come siano la maggioranza le lavoratrici italiane che si buttano in Rete rispetto ai colleghi wwworkers: delle 212 professioni attualmente censite su www.wwworkers.it e a fronte di quasi duemila mail di segnalazioni le wwworkers sono il 64%, e sono soprattutto mamme."



Così l'Italia spreca il tesoro di internet La Repubblica (pag. 1)

"Il saldo tra i posti di lavoro creati e perduti grazie ad internet è sempre positivo. Il sando varia da quanto un paese abbia investito nella rete, ma il segno finale non cambia. Ed è un segno più. Il occasione del G8 dello scorso maggio il report della società di consulenza McKinsey metteva a confronto tredici paesi. L'Italia in questa compagnia non ci faceva una bella figura. L'economista della Bocconi Francesco sacco, anticipa che il dato saliente sarà l'occupazione. Internet in Italia ha creato 700mila posti di lavoro e ne ha "distrutti" 380mila. In pratica ogni due posti perduti se ne creano tre."


L'Hi-tech italiano frena ancora Il Sole 24 ore (pag. 25)

"Piange ancora il piatto dell'informatica e delle comunicazioni. Nel primo semestre del 2011 il settore dell'ICT ha continuato la sua discesa. Nel dettaglio, il mercato italiano dell'informatica (8763 milioni di euro, - 1,7%) pur mostrando evoluzioni interessanti delle applicazioni mobili e dei pagamenti, rimane in una fase riflessiva. Le componenti di innovazione maggiore, software e servizi, sono quelle che hanno sofferto di meno, senza compensare però un calo dell'hardware.C'è bisogno di un segnale forte - spiega Angelucci dell'Assinform - chiediamo che una parte dei proventi dell'asta delle frequenze."

Open Data

Enel apre all'open data Open Knowledge Foundation Italia

"Era il 28 agosto 2011 quando ENEL apriva il suo portale dei dati utilizzando la parola open data; questo non piacque a molti attivisti del movimento. Idea lodevole, ma con un piccolo limite: la licenza. Le intenzioni di ENEL erano (e lo sono tutt’ora): aumentare la trasparenza ed il coinvolgimento da parte di tutti gli stakeholder, migliorare il business: “better information makes better markets”, favorire l’innovazione, i dati aperti stimolano lo sviluppo di nuove applicazioni. Scegliendo una licenza che non permette i fini di lucro e che non permette le rielaborazioni, il terzo punto (ma anche parte del secondo) era difficile da raggiungere. Oggi le promesse sono state mantenute: il sito ENEL si presenta con una licenza molto più permissiva..."

mercoledì 21 settembre 2011

Borgo Montello, LATINA, la discarica gestita da Gomorra

Fonte articolo: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/20/borgo-montello-la-discarica-incubo-di-latina-gestita-in-passato-da-gomorra/158669/

La tenda nel suo giardino Carla non l’ha mai voluta smontare. E’ rimasta tra le piante curate e il gazebo per un intero anno. Di fronte al suo cancello di casa, appena attraversata la strada, l’immenso ventre della discarica di Borgo Montello rilascia l’odore nauseabondo, acre, insopportabile anche la domenica, quando i cancelli sono chiusi. Così avviene da trent’anni nella terra della bonifica e dei contadini veneti, della camorra che punta a Roma e dei silenzi sui traffici più immondi. Qualche giorno fa Carmine Schiavone – collaboratore di giustizia del processo Spartacus contro il cartello dei casalesi – ha voluto ricordare perché dalla provincia di Caserta si puntava su questo lembo di terra a settanta chilometri da Roma, alle porte di Latina: lì buttavamo anche rifiuti radioattivi, ha raccontato al quotidiano Il Tempo. “Era una nostra zona”, aveva già dichiarato fin dal 1993.

Per Carla quelle sette buche, cresciute da quando lei era appena una ragazza, sono sempre state il suo incubo quotidiano: “Qui buttano la monnezza dell’intera provincia, ed è un inferno. Sapere poi che in fondo ci sono anche i rifiuti tossici è insopportabile”.

Dopo la morte del padre, colpito da un tumore, ha deciso di vivere come forma estrema di protesta in una tenda nel suo giardino. Ha steso gli striscioni sui cancelli, a una decina di metri dall’ingresso dell’invaso, dove arrivano i camion da Latina.
Non è accaduto nulla. Dopo anni di proteste ha ottenuto solo una proposta che definisce umiliante, contenuta in due fogli firmati da Bruno Landi. Ovvero l’ex politico del Psi che da presidente della Regione Lazio ha sempre autorizzato le “emergenze” di Borgo Montello, negli anni ’90, e che oggi amministra la Ecoambiente, uno dei due gestori dell’invaso. Landi gli ha offerto 1400 euro al mese, fino al riempimento delle buche.
Un indennizzo? No, “un puro atto di cortesia”, si legge sul contratto che la Ecoambiente le ha mandato.

Tutto era iniziato un po’ alla buona, negli anni ’70, quando un imprenditore locale, Proietto, aveva aperto la sua tenuta ai rifiuti. Poi, secondo il racconto di Carmine Schiavone, qui era nata la prima Gomorra dei rifiuti industriali: per ogni bidone il clan riceveva cinquecento mila lire, ha raccontato nel 1996 ai carabinieri. Fusti interrati almeno fino alla fine degli anni ’80. E poi scarti dell’industria farmaceutica, come racconta Sergio un cacciatore che scalava le montagne di fiale abbandonate per raggiungere le prede: “Interi Tir, una quantità enorme”. La discarica – che nel frattempo era divenuta l’unica nella zona sud di Roma, grazie ad una serie di ordinanze regionali – era cresciuta a dismisura.
E abusivamente, visto che l’intera zona era inserita nel Prg di Latina come area agricola.

Tutti qui ricordano i camion che arrivavano la notte da Ferrara, da Lucca, dal nord industriale alla ricerca di sversatoi dove abbandonare le scorie.
I Casalesi non avevano ancora firmato il patto del 1989, l’accordo che apriva le porte all’agro di Caserta. Ma erano già qui, con diverse terre comprate proprio di fianco alla discarica e oggi acquistate dall’Indeco del gruppo Grossi, il re delle bonifiche arrestato per Santa Giulia a Milano che a Borgo Montello gestisce la metà dell’invaso. La notte, raccontano i contadini, sentivi il rumore dei bidoni rotolare nelle scarpate, di fianco al fiume Astura. Viaggi silenziosi, viaggi ricchi, camion gestiti dalla prima gerenza dei clan, quando ai vertici del cartello c’erano ancora i Bardellino, come ricorda Schiavone.

La provincia di Latina, guidata da Armando Cusani, del Pdl, non ha mai voluto realmente approfondire fino in fondo il traffico di veleni nel sud pontino.
Il Comune, quando l’Enea dimostrò la presenza di masse metalliche, parlò di vasetti di omogeneizzati scaduti interrati nel vecchio sito. Persino l’omicidio del vecchio parroco, don Cesare Boschin, trovato incaprettato nel 1995 dentro la sua canonica è rimasto senza colpevoli e senza testimoni. “Don Cesare era un prete all’antica – raccontano i parrocchiani – e la domenica girava casa per casa, vendendo le copie di Famiglia Cristiana. E le donne gli raccontavano tutto, anche degli strani viaggi compiuti dai figli, portando i bidoni”. Il vecchio prete annotava e denunciava. Fino al giorno del suo omicidio, quando dalla canonica sparirono solo due agende. Oggi l’associazione Libera di Don Ciotti chiede la riapertura delle indagini sull’omicidio. E un passo avanti nella ricerca della verità è stato fatto: la Regione Lazio ha dato, finalmente, il via libera a un finanziamento di 850mila euro che entro la fine del 2012 dovrà stabilire, grazie anche ad una commissione di esperti, se e cosa è sepolto sotto metri e metri di terra.


ASSOCIAZIONE DIFFERENZIA-TI

martedì 13 settembre 2011

Appunti di Permacultura | Chi ha aspettative aspetta | Reti per il Cambiamento

Come ogni anno alcune regioni riaprono alle doppiette con la cosiddetta “pre-apertura”, altre invece rispettano la conclusione della fase di riproduzione di diverse specie di volatili e si inizia dopo la meta’ del mese di Settembre.

Ogni anno si rinnova la diatriba infinita fra i cacciatori e gli ambientalisti, con le amministrazioni provinciali e regionali che si comportano in modo differente a seconda dell’entita delle forze in gioco, sia dell’una che dell’altra parte.

Il fenomeno della caccia va inquadrato in un ottica non di parte, deve essere il più possibile neutrale, al fine di inquadrare una possibile strategia di successo per i giorni nostri.

Cercare insomma, di individuare la possibile soluzione al problema, come spesso si ripete in Permacultura.

O meglio, fare in modo da far coincidere la soluzione con il problema, come a voler far svanire la parte negativa del fenomeno della caccia, in questo caso.

Le motivazioni che spingono i cacciatori a continuare questa pratica sono di varie ragioni e alcune delle volte e’ possibile offrire una controparte adeguata mentre in altre non e’ possibile. Se le motivazioni coincidono con il bisogno di alimenti di altro valore nutrizionale, come la selvaggina, allora bisogna ammettere che si tratta di una richiesta fondamentale. Coloro che hanno l’abilita’ di procacciarsi autonomamente la selvaggina non cambierebbero per nulla al mondo un fagiano con un pollo da allevamento intensivo. Solo coloro che non avendo altra scelta, devono mangiare un pollo da supermercato dovendosi accontentare di questa mediocre scelta alimentare, in modo più a meno consapevole da parte delle persone.

Come possiamo dare torto ai cacciatori in questo caso?

Allo stesso tempo, la caccia e’ responsabile di un grave impoverimento della vita selvatica degli ecosistemi, essa spesso coincide con una minaccia reale per intere popolazioni di volatili e terrestri, che sono costrette ad affrontare in quei mesi di sparatorie inenarrabili.

Esistono soluzioni in Permacultura che permettono di ottenere alimenti di origine animale e vegetale di elevato valore nutrizionale e non di gran lunga differente dal cibo selvatico e alimurgico.

Le coltivazioni e gli allevamenti intensivi hanno portato alla attuale drammatica situazione moderna, in cui il prodotto da supermercato spesso coincide con le future malattie da cui bisognerà curarsi successivamente e spesso con grave insuccesso della medicina moderna non olistica. Basti pensare soltanto all’elevato numero di tumori della popolazione del cosiddetto “primo mondo”.

E’ necessario sostenere fermamente uno dei principi fondamentali della biologia che riguarda la qualità e la quantità di ciò che mangiamo, di ciò che beviamo e di ciò che respiriamo.

Dalla salute del mondo in cui viviamo dipende strettamente, la nostra salute.

Semplice, eppure perché continuiamo a rimandare?

Cosa stiamo aspettando?

In Permacultura e’ possibile transitare verso nuove e antiche soluzioni e strategie, a patto pero’ da riuscire ad inquadrare le esigenze umane di una visione olistica delle forze in gioco e delle entità di queste forze, in altre parole bisogna considerare e rispettare i limiti. (Holistic management).

Esistono metodi di gestione degli animali domestici, di cui la nostra specie si nutre, che permettono di ottenere risultati straordinari, come ad esempio il pascolo brado di maiali, di galline, conigli, cavalli, capre, asini, e via di seguito.

Alla Roverella e’ in corso una progettazione di un’area destinata al pascolo alberato perenne per capre e pecore che entrerà sicuramente in conflitto con i parametri di reddito degli allevamenti intensivi. La differenza di fondo consiste in una progettazione differente delle esigenze umane che mette in discussione l’intero sistema alimentare convenzionale.

In Permacultura, l’uomo rientra in un rapporto diretto e intimo con il cibo. Torna a vivere una relazione olistica con la vita che genera altra vita, l’alimento appunto. Si riappropria del ciclo ininterrotto della produzione alimentare. Prende atto dell’insostenibile, inutile e pericoloso del sistema alimentare basato sulle regole neoliberiste e miopi che hanno portato ad una situazione paradossale in cui proprio quello che non si dovrebbe mangiare, è proprio quello che viene consumato abitualmente dalle persone del cosiddetto “primo mondo”.

Apparentemente lo stile di vita che applica i principi di Permacultura, può apparire come un tornare indietro, invece e’ un andare molto avanti.

Consiste in altre parole nel fare un passo indietro per poterne fare due avanti, qualora si abbia resilienza a sufficienza.

Tale gestione degli animali domestici da alimento è improponibile ad una certa visione aziendale che si basa su un profitto mediocre e per conseguire questo scopo, consuma l’indispensabile per produrre il superfluo.

La cosa ancora più incredibile riguarda il fatto che in Permacultura non solo si progetta simulando un’ecosistema in salute e non solo si produce più di quello che si consuma, ma e’ possibile tirar fuori anche un profitto monetario.

Mi domando, cosa stiamo aspettando!?