Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

venerdì 29 luglio 2011

CHIOMONTE Storie di ordinaria amministrazione

Tav: due ore di guerriglia , sei feriti tra forze ordine.Duecento antagonisti hanno attaccato il cantiere da due lati" Ansa http://www.ansa.it/web/notizie​/rubriche/cronaca/2011/07/29/v​isualizza_new.html_760989615.h​tml

mercoledì 27 luglio 2011

SABATO 30 MANIFESTAZIONE CITTADINA NO DISCARICA CON BEPPE GRILLO SHOW « ASSOCIAZIONE DIFFERENZIATI

SABATO 30 MANIFESTAZIONE CITTADINA NO DISCARICA CON BEPPE GRILLO SHOW

Sabato prossimo, 30 Luglio, dalle 08,00 di mattina a seguire fino all’ora di pranzo, il Coordinamento contro l’inceneritore di Albano terrà un presidio davanti l’ingresso della discarica di Roncigliano, Km 24,650 della Via Ardeatina. Nell’occasione, dalle ore 9,00, SI TERRA’ IL BEPPE GRILLO SHOW, CON LA PRESENZA DI BEPPE GRILLO A SOSTEGNO DELLA VERTENZA “NO INC”. Proprio il 30 Luglio, difatti, scade l’ultima ordinanza (Z-0001 del 29.04.2011) della Polverini che permette l’abbancamento straordinario di rifiuti indifferenziati sul IV e V invaso. Da lunedì 1 Agosto, quindi, la Pontina Ambiente di Cerroni comincerà a sversare rifiuti anche sul VII invaso nonostante la pendenza dei due ricorsi al Tar Lazio. Nell’occasione aggiornamenti legali e tecnici – compreso l’esito del collaudo tecnico ed amministrativo del VII invaso.

Vi aspettiamo NUMEROSI, DIFFONDETE.

www.altrestorie.org: RIVALUTIAMO LA CANAPA. RIPIANTIAMO QUESTA FONTE DI GRANDE RICCHEZZA DICENDO BASTA ALL'IDEOLOGIA STUPIDA.

La Rete è una Sinfonia

martedì 26 luglio 2011

PRESIDIO CITTADINO



SABATO 9 LUGLIO 2011 ORE 8.00 PRESIDIO

DAVANTI AI CANCELLI DELLA DISCARICA DI RONCIGLIANO


Le mille e più persone che hanno attraversato i nostri paesi lo scorso 8 giugno, hanno manifestato con chiarezza la più ferma opposizione all’ampliamento della discarica che da trenta anni degrada il territorio e peggiora la vivibilità di tutti, e non solo di chi vive nelle sue immediate vicinanze.

Naturalmente nessuno vuole tenere minimamente in conto la volontà popolare. Né la Regione Lazio, che balbetta in questi giorni sul presunto piano dei rifiuti, né tanto meno l’ultraottantacinquenne avvocato Cerroni, padrone delle discarica di Roncigliano, così come di Malagrotta e dell’Inviolata. Forse l’annunciato completamento del VII° invaso per la fine di luglio non ci sarà; e la cosiddetta ordinanza Polverini di ottobre, già reiterata in aprile, sarà nuovamente rinnovata, così che le piramidi del IV, V, VI invaso toccheranno nuove invidiabili vette.

Dopo il ricorso TAR contro l’AIA del VII° invaso, che vedrà la nuova udienza il prossimo 14 luglio, giorno in cui capiremo se potremo contare o no su sospensiva e blocco del cantiere, abbiamo impugnato l’ordinanza Polverini, alla luce della recente documentazione ARPA, attestante la contaminazione da cloroformio e altri composti organici del cloro delle falde attigue alla discarica.

Mentre salutiamo e sosteniamo la popolazione delle Val di Susa nella giusta lotta contro la prepotenza delle ruspe, dei gas e dei manganelli, ci riconosciamo vicini a quelle esperienze, opponendoci alle ruspe di Cerroni e dei suoi servitorelli locali.

La discarica di Roncigliano è da tempo esaurita e se, fino ad oggi, le amministrazioni locali, dalla Regione in giù fino agli imprenditori, hanno fatto finta di nulla, non è possibile continuare questo andazzo all’infinito. Tra una deroga e una proroga, l’unica cosa che si capisce è che la Regione intende continuare nella logica di buche e inceneritori, mentre alcuni pasdaran dei bruciatori tornano a sognare quello di Albano, magari durante sedute spiritiche.

Il futuro del nostro territorio e delle nostre vite non può continuare ad essere regalato agli affaristi delle devastazioni. Non abbiamo bisogno di nascondere sotto terra i veleni della modernità di un sistema economico morente, né di treni superveloci, quando i trenini dei Castelli continuano ad impiegare più di un’ora per arrivare a Roma.

Abbiamo invece bisogno di una sempre più forte autodeterminazione popolare, per affermare l’interesse di collettività estranee all’accumulazione dei profitti


volantino del "Cordinamento Contro l'Inceneritore di Albano Laziale"

lunedì 25 luglio 2011

Dal 1973 di Lillehammer al 2011 di Oslo: assassinii in Norvegia e i collegamenti con Israele Infopal Agenzia stampa informazione Palestina, Territori palestinesi occupati, Striscia di Gaza

TEHERAN - In queste ore continuano ad emergere elementi che confermano la matrice israeliana dell'attentato che ha sconvolto la Norvegia. La strage in Norvegia ha scosso il mondo ... l’opinione pubblica mondiale e’ stata subito sommersa da una valanga di filmati, foto, notizie, reportage, interviste e resoconti ... ma tra tutti i grandi media una breve ma particolare analisi fatta dal sito iraniano Alef e’ quasi rimasta trascurata.

La polizia e le autorita’ di Oslo cercano di non svelare le vere ragioni per cui Andres Behring Breivik ha massacrato oltre 90 persone.

E poi e' difficile credere che un killer spietato abbia percorso 150 km senza una meta precisa e particolare. Recarsi sull’isola di Utoya per poi sparare a un gruppo di giovani laburisti che avevano sollecitato il boicotaggio d’Israele. Il massacro avviene nel momento in cui il governo del premier Stoltenberg stava decidendo di riconoscere lo stato indipendente palestinese. E' un feroce avvertimento a tutti gli altri paesi che lo vogliono fare?

Fare la fatica per giungere il campus e compiere una strage in un campus di giovani laburisti non corrisponde con la fantasia sanguinaria di Andres.

Un malato di mente, un assassino che gode per uccidere e dominare le sue vittime, non abbandona il luogo dove ha piazzato la bomba ... rimane ed assiste alla scena finale ...almeno fino al momento dell’esplosione per gustare il bagno di sangue ... e se anche dopo avesse ancora bisongo di assistere a nuovi omicidi preferirebbe rimanere li’ in zona... dove ha avuto luogo il suo ‘’capolavoro’’.

Difficile credere che un giovane qualunque abbia la capacita’ di fabbricare esplosivi cosi potenti da materiale cosi semplici.

Difficile credere che una bomba esploda nel centro di Oslo, la capitale, simbolo di potenza politica di una Paese, senza un preciso piano e un forte supporto tecnico e tanti, tantissimi complici. Si puo’ immaginare che una persona possa trasformarsi all’improvviso in un folle assassino capace di compiere un massacro senza aver una precedenza penale, senza aver comesso un crimine o atto di violenza ? Questo non e’ il profilo di un killer anti sociale e dominante ... questo e’ l'identikit di un atto terroristico. Un attacco il cui manifesto e’ stato censurato dai colleghi di Rupert Mourdock per salvare l’immagine d’Israele per continuare la storia del vittimismo del popolo ebraico ... NOTA: nella foto il ministro degli esteri norvegese, Jonas Gahr Støre, durante una visita, giovedì, lo stesso ministro Støre ha detto: "L’occupazione deve finire, il muro deve essere demolito e bisogna farlo subito!".


Fonte: http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/94750-ecco-la-verita-nascosta-norvegia-vittima-del-terrorismo-israeliano

domenica 24 luglio 2011

Apicultori in sciopero della fame contro i neonicotinoidi

Due apicultori piemontesi Marisa Valente e Renato Bologna fanno lo sciopero della fame a Torino, davanti alla sede della Regione, per chiedere che vengano vietati i neonicotinoidi, insetticidi che sono la causa della moria delle api.

Dopo anni di segnalazioni, diffide, denuncia in procura non c'è nessun atto concreto salvo quella del decreto di sospensione per la concia del mais. La perdita delle api è globale e oltre a provocare la perdita di biodiversità, rischia di diventare anche un problema per la salute di tutti perchè ci sono già evidenze scientifiche che lo dimostrano.

Questi apicultori chiedono di sottoscrivere un appello: chi fosse interessato a riceverlo può richiederlo alla nostra segreteria all'indirizzo di posta elettronica isde@ats.it


Info: http://www.rfb.it/bastaveleni/adesioni.htm (Tramite diaspora da balconaggio)

Synchronized Elements - (Dynamic View)

giovedì 14 luglio 2011

GIOVEDI’ 14 LUGLIO ASSEMBLEA A ROMA CON VAURO E TANO D’AMICO | Freedom Flotilla Italia

Nexus Co.: Le manovre finanziarie nel manuale del colonialism...

Nexus Co.: Le manovre finanziarie nel manuale del colonialism...: "di Comidad Lunedì scorso le agenzie di stampa ci hanno fatto sapere che a Damasco si sarebbe verificato un attacco da parte di 'manifest..."

Delibera di ripubblicizzazione dell'acqua di Napoli

La Giunta, su proposta dell’Assessore ai Beni Comuni, Informatizzazione e Democrazia Partecipativa,


PREMESSO
che l'acqua è un bene essenziale ed insostituibile per la vita e, pertanto, la disponibilità e l'accesso all'acqua potabile e all'acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni collettivi costituiscono un diritto inviolabile dell'uomo, un diritto universale, indivisibile, che si può annoverare fra quelli di cui all'articolo 2 della Costituzione;

che con la promulgazione della Carta Europea dell'Acqua (Strasburgo 1968) la concezione dell'acqua come “bene comune” per eccellenza si è progressivamente affermata a livello mondiale;

che il bene acqua, pur essendo rinnovabile, per effetto dell'azione antropica può esaurirsi: è quindi responsabilità individuale e collettiva prendersi cura di tale bene, utilizzarlo con saggezza, e conservarlo affinchè sia accessibile a tutti e disponibile per le future generazioni;

che la Risoluzione del Parlamento Europeo del 15 marzo 2006 sul IV Forum mondiale dell'Acqua dichiara “l'acqua è un bene comune dell'umanità” e chiede che siano esplicati tutti gli sforzi necessari a garantire l'accesso all'acqua alle popolazioni più povere entro il 2015 ed insiste affinchè “la gestione delle risorse idirche si basi su un'impostazione partecipativa e integrata, che coinvolga gli utenti ed i responsabili decisionali nella definizione delle politiche in materia di acqua a livello locale e in modo democratico”;

che, inoltre, la risoluzione del Parlamento Europeo dell'11 marzo 2004 sulla strategia per il mercato interno già affermava “essendo l'acqua un bene comune dell'umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno”;


che il principio dell'accesso all'acqua come diritto fondamentale di ogni persona, secondo criteri di parità sociale e di solidarietà, è stato, altresì, recentemente ribadito dall'assemblea Generale delle Nazioni Unite (Risoluzione ONU del 29 luglio 2010);


CONSIDERATO
che l'esito della consultazione referendaria del 12 e 13 giugno scorso ha determinato l'abrogazione sia dell'articolo 23bis del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con la legge 6 agosto 2008, n.133 e successive modificazioni e integrazioni, sia del comma 1 dell'articolo 154 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152;

che sussistono, pertanto, le condizioni normative per promuovere la ripubblicizzazione dei servizi idrici;

che è opportuno introdurre nell'ordinamento comunale la definizione di servizio idrico integrato come servizio pubblico essenziale di interesse generale al fine di garantire l'accesso all'acqua per tutti;


CONSIDERATO, infine,
che l'Amministrazione comunale condivide sostanzialmente gli obiettivi del movimento mondiale del Forum dei movimenti per l'acqua, che coinvolge un sempre maggiore numero di enti locali in tutto il Paese, e ritiene opportuno, anche in relazione all'assetto costituzionale, sviluppare un'azione tesa a riformare il sistema di gestione del servizio idrico, che superi il modello di gestione mediante affidamento a soggetto giuridico privato nella forma di s.p.a. a totale capitale pubblico con unico azionista e ha come obiettivo la realizzazione di un modello di gestione pubblica-partecipata, mediante affidamento ad un soggetto giuridico di diritto pubblico;

RITENUTO
che è necessario individuare e fare propri alcuni principi basilari in tema di concezione dell'acqua come bene comune;

che è opportuno prevedere, in tale percorso di scelte, la consultazione delle organizzazioni della “cittadinanza attiva”, al fine di realizzare il necessario processo partecipativo;

che uno degli obiettivi è rendere la società di gestione del servizio idrico un soggetto giuridico di diritto pubblico, con le caratteristiche di azienda improntata a criteri di economicità, efficienza, trasparenza e partecipazione;


Vista la deliberazione della Giunta comunale n. 587 del 29 aprile 2011 che ha confermato la gestione pubblica dell'acqua a mezzo dell'ARIN S.p.a., società in house providing;


La parte narrativa, i fatti, gli atti citati, le dichiarazioni ivi comprese sono vere e fondate e quindi redatte dal Dirigente del Servizio sotto la propria responsabilità tecnica, per cui sotto tale profilo, lo stesso dirigente qui di seguito sottoscrive

IL DIRETTORE GENERALE
dott. Vincenzo Mossetti



DELIBERA

1) di fare propri e approvare i seguenti principi:
• l'acqua è un bene comune, un diritto umano universale non assoggettabile a meccanismi di mercato;
• la proprietà e la gestione del servizio idrico devono essere pubbliche e improntate a criteri di equità, solidarietà (anche in rapporto alle generazioni future) e rispetto degli equilibri ecologici;

2) di procedere, di concerto con il Forum dei movimenti per l'acqua, alla consultazione delle organizzazioni della “cittadinanza attiva”, al fine di realizzare il necessario processo partecipativo;

3) di procedere all'audizione di esperti nei settori giuridico, economico, aziendale, al fine di acquisire ulteriori conoscenze per l'elaborazione di un modello di gestione coerente con i principi richiamati;

4) di garantire l'attività di consultazione e di condivisione in condizioni di massima trasparenza e partecipazione, anche mediante l'utilizzo del web;

5) di dare mandato agli Uffici competenti di predisporre le necessarie modifiche statutarie da proporre al Consiglio comunale per la trasformazione dell'ARIN Spa in soggetto giuridico di diritto pubblico, con le caratteristiche di azienda improntata a criteri di economicità, efficienza, trasparenza e partecipazione.


Comitato Acqua Pubblica Velletri

ACEA, LIQUAMI E RIFIUTI NEL TEVERE: SEQUESTRATO DEPURATORE ROMA NORD

(OMNIROMA) Roma, 23 GIU - Il personale del Comando Provinciale di Roma del Corpo forestale dello Stato nei giorni scorsi ha posto sotto sequestro il depuratore ACEA ATO 2 di Roma Nord, dando esecuzione ad un decreto emesso dal GIP del Tribunale di Roma. Il provvedimento cautelare è l'ultimo atto di un'attività di indagine condotta dagli uomini della Forestale che ha permesso di accertare ripetuti malfunzionamenti nell'impianto gestito dalla società ACEA ATO 2.

L'impianto risultava autorizzato alla raccolta di liquami provenienti dalla rete fognaria del bacino di Roma Nord ed al trattamento dei fanghi non palabili - cioè liquidi - e di altre tipologie di rifiuti provenienti dai depuratori dei comuni appartenenti alle province di Roma e di Rieti che rientrano nell'Ambito Territoriale Ottimale (ATO) 2.

Le indagini della Forestale hanno invece consentito di documentare lo sversamento nel fiume Tevere di acque reflue non correttamente depurate, in quanto addizionate di fanghi non sottoposti ai previsti trattamenti.
Le conclusioni dell'attività investigativa del Corpo forestale sono state puntualmente confermate dalla consulenza tecnica successivamente disposta dal Pubblico Ministero titolare delle indagini.

In pratica è stato possibile accertare che parte dei liquami e dei rifiuti convogliavano direttamente allo scarico nel Tevere dopo il solo processo di sedimentazione primaria e quindi prescindendo dall'effettuazione di tutte le altre fasi di depurazione. I fanghi conferiti su gomma - da considerarsi rifiuti ai sensi della vigente normativa di settore - venivano infatti miscelati con i liquami urbani senza essere sottoposti a tutti i trattamenti previsti.
In sintesi, il quadro che emerge dalla relazione degli esperti nominati dal Pubblico Ministero è che con le modalità di gestione attuate per una parte dei rifiuti provenienti dall'esterno, depurati solo parzialmente, di fatto l'impianto veniva a costituire lo strumento per il loro sversamento in acque superficiali - nel caso specifico il fiume Tevere - attraverso una semplice miscelazione con le acque reflue urbane depurate.

I reati ipotizzati sono la frode nelle pubbliche forniture - in relazione alla ripetuta violazione degli obblighi derivanti dalla convenzione di gestione del servizio idrico integrato - e lo smaltimento illecito di rifiuti - con riferimento all'illegale smaltimento nel fiume Tevere dei rifiuti conferiti dai Comuni facenti parte dell'ATO 2.

Attualmente risulta interdetto qualsiasi conferimento presso il depuratore di rifiuti provenienti dall'esterno. Nel mirino degli investigatori è finito anche l'utilizzo in agricoltura dei fanghi derivanti dal processo di depurazione, gestito da una società legata al gruppo ACEA S.p.a., in possesso di specifica autorizzazione della Provincia di Roma


Pubblicato da Comitato Acqua Pubblica Velletri

CASSAZIONE: I GESTORI IDRICI NON POSSONO FARE ISCRIZIONE A RUOLO SULLA BASE DELLE SEMPLICI FATTURE

Comunicato stampa comitato acqua pubblica di Aprilia


ACQUAPRILIA: UN’ALTRA IMPORTANTE VITTORIA PER TUTTI


CASSAZIONE: I GESTORI IDRICI NON POSSONO FARE ISCRIZIONE A RUOLO SULLA BASE DELLE SEMPLICI FATTURE, MA DEVONO PRIMA PASSARE PER IL GIUDICE TERZO - NULLE LE CARTELLE ESATTORIALI.


La Corte di CASSAZIONE (Rg 20057/09 Ordinanza collegiale del 4/7/2011) ha giudicato MANIFESTAMENTE INFONDATE la tesi di Aqualatina SPA che ha ritenuto di poter iscrivere a ruolo decine di migliaia di fatture e far procedere EQUITALIA GERIT con l’emissione di altrettante cartelle esattoriali nei confronti dei cittadini di Aprilia e di tutto l’ambito idrico[1].
La Società con arroganza e pervicacia ho continuato per anni con tale procedura illegittima e manifestamente infondata, nonostante miglia di sentenze del tribunale di Latina continuassero ad annullare le cartelle esattoriali condannando la società alle spese di giudizio.
Nonostante già nel febbraio 2009 il Giudice Di Pace di Terracina- dott.Eugenio FEDELE avesse denunciato alla Procura di Latina tale abuso perpetrato dai vertici della Società.
Abuso denunciato anche dal nostro Comitato civico per ben 3 volte nel 2009.
Ancora una volta le loro azioni vessatorie hanno attenuto l’effetto boomerang che meritavano.
Adesso la EQUITALIA GERIT annulli tutte le cartelle esattoriali emesse e sospenda ogni procedura vessatoria.
Sappiamo che anche questa volta però la Società non vorrà accettare il verdetto e continuerà con i distacchi selvaggi, tagliando lucchetti a protezione dei contatori e violando la proprietà privata. Proveranno come sempre a farci sentire con l’acqua alla gola.
Ma noi continueremo la nostra “resistenza civica a mani nude” e saremo da esempio per tutti, forti dei 27 milioni di cittadini che votando i referendum sull’acqua hanno detto NO alla gestione privata dell’acqua ”tipo acqualatina”.
Oggi una popolazione fiera ha saputo resistere con tanto impegno e sacrifici e rinunce personali e collettivi. Un grazie affettuoso quindi a tutti i concittadini che pur in mille difficoltà economiche hanno trovato la forza e la fiducia di continuare ad opporsi nei tribunali alle arroganze ed alle illegalità del gestore. GRAZIE!
Mille grazie ancora una volta ai legali Avv.ti Carlo BASSOLI e Lucio FALCONE che ci hanno assistito in cassazione e che insieme all’Avv.to Oriana MARTELLUCCI continuano a seguirci ed assisterci da anni.
Per contro nutriamo ancor sdegno verso l’acquapoliticapontina che ha cercato di tutelare il gestore anche per l’emissione delle migliaia di cartelle illegittime inviate ai cittadini.
Amministratori e politici che da anni hanno assunto l’atteggiamento delle tre scimmiette “non vedo, non sento, non parlo” e sono sordi alle ragioni dei comitati civici che ancora una volta e soprattutto con la vittoria referendaria hanno saputo interpretare le giuste ragioni della cittadinanzattiva.
Non possiamo poi che chiedere le dimissioni in blocco dell’OTUC (organismo tutela consumatori) visto che non ha saputo difendere i cittadini sull’arsenico, sui distacchi selvaggi e tanto meno sulle vessatorie cartelle esattoriali. Dovrebbero essere i primi tutori a difesa dell’arroganza del gestore ed invece legittimano i suoi comportamenti arroganti e vessatori.
Tutti i responsabili di cariche pubbliche e private che agiscono nella Società e nella Conferenza dei Sindaci che hanno permesso al gestore di perpetrare per anni questo comportamento con cartelle esattoriali manifestamente illegittime devono chiedere scusa ai cittadini e si devono dimettere!
Anche perché la Società con il suo comportamento manifestamente infondato sul piano giuridico ha fatto si che si instaurassero migliaia e migliaia di ricorsi nei tribunali, ingolfando la macchina della giustizia e determinando condanne alle spese a carico del gestore che ormai superano il milione di euro che. Spese che Acqualatina tarda a saldare ai ricorrenti vincitori.
Più di 1 milione di euro che la Società cercherà di recuperare sulle bollette dei cittadini, costi impropri che invece dovranno essere imputati agli amministratori che hanno creato questo danno societario.
Ormai ne il senatore Claudio FAZZONE, ex presidente di Acqualatina, ne l’attuale (… ossia il suo legale) Avv.to Giuseppe ADDESSI potranno più scrivere nel bilancio che “non vi sono concentrazioni significative di rischio di credito con l’affidamento del servizio di recupero dei crediti tramite riscossione coattiva operata da Equitalia Gerit”.

L’abuso è finito … vi aspettiamo al prossimo !!!


Comitato cittadino acqua pubblica di Aprilia


[1] non e’ possibile iscrivere a ruolo e quindi emettere cartelle esattoriali per crediti di natura privatistica (contratto per il servizio idrico) sulla base della semplice fattura. il gestore si deve prima dotare di un titolo esecutivo valido ed efficace (pronunciamento del giudice terzo sul credito vantato)

http://www.acquabenecomune.org/aprilia/IMG/pdf/Sentenza_su_CASSAZIONE-NET.pdf


Pubblicato da Comitato Acqua Pubblica Velletri

mercoledì 13 luglio 2011

La risposta di Acea ai referendum: tagliare l’acqua a chi non può pagare

La vera faccia della gestione privata dell’acqua la stanno conoscendo bene i cittadini di Velletri in questi caldi giorni di estate. Forse scontenta del risultato del voto referendario, Acea Ato 2 Spa sta mandando i tecnici a tagliare l’acqua alle famiglie in difficoltà economica, che non sono in grado di saldare le bollette. Non guarda in faccia a nessuno, Acea. Francesco C., quarant’anni, accudisce la madre con una invalidità permanente. Vivono insieme in una casa popolare da 50 metri quadri e per loro l’acqua è vitale. La madre di Francesco
deve essere lavata più volte al giorno e non può rimanere con i rubinetti a secco neanche poche ore. Nonostante questo, Acea ha sigillato il contatore di questa famiglia di Velletri la scorsa settimana.
Francesco C. aveva ricevuto una fattura da 1200 euro, dopo tre anni di silenzio da parte del gestore idrico della provincia di Roma. Dal 2007 Acea ha emesso solo quest’unica fattura cumulativa, con una cifra improponibile per una famiglia a basso reddito. Eppure il disciplinare tecnico allegato alla convenzione di gestione obbliga Acea ad inviare fatture almeno ogni sei mesi, a tutela delle persone più disagiate.
Nonostante questa palese violazione delle norme contrattuali, la multinazionale romana ha sigillato il contatore, bollando come moroso Francesco.
Questo caso non è isolato. Sono centinaia le famiglie di Velletri e dei Castelli Romani che si trovano nell’impossibilità di pagare la fornitura dell’acqua potabile, e che ora rischiano di vedersi sigillare il contatore.
L’organizzazione mondiale della sanità ha stabilito già da anni che tutte le persone hanno diritto ad almeno 50 litri di acqua al giorno, soglia minima vitale. Il distacco dell’utenza idrica – quando i cittadini si trovano in una situazione di difficoltà economica – è un’evidente violazione di questo principio.

Il tribunale di Latina già diversi anni fa aveva stabilito che la clausola contrattuale relativa alla sospensione della fornitura per morosità è vessatoria.

In quel caso l’ordinanza del giudice si riferiva ad Acqualatina, ma è chiaro che questo principio debba valere per tutti i cittadini, tanto che è stato richiamato dall’ufficio del garante regionale delle risorse idriche della regione Lazio in una comunicazione inviata ad Acea lo scorso anno. E di certo la situazione di queste famiglie non mette a rischio l’equilibrio economico finanziario del gestore, visto che Acea ha avuto un utile nel 2010 di 58,8 milioni di euro.

L’arroganza di Acea va fermata: nessuno può vivere senza acqua potabile.

Chiediamo quindi che il presidente dell’Autorità d’Ambito Nicola Zingaretti si attivi immediatamente chiedendo la sospensione dei distacchi nella provincia di Roma. Serve anche un atto di responsabilità da parte dei sindaci, che – soprattutto dopo i 27 milioni di Si all’acqua pubblica – devono decidere da che parte stare.

Il sindaco di Velletri si limita a chiamare il gestore caso per caso cercando di elemosinare piani di pagamento insostenibili. Eppure il consiglio comunale aveva votato un anno fa una mozione d’indirizzo – promossa dal Comitato acqua pubblica - che obbligava la giunta a chiedere la revisione del regolamento di utenza, vincolando l’eventuale distacco per morosità ad una decisione di una parte terza
(ad esempio il giudice di pace). Nonostante questo l’amministrazione comunale di Velletri non ha mai chiesto che questo tema fosse discusso in Assemblea dei Sindaci.


- Forum italiano dei movimenti per l’acqua
- Comitato romano acqua pubblica
- Comitato acqua pubblica Velletri

BIOPLASTICA : Alternative Possibili

Lo Styrofoam Biodegradabile a Base di Latte e Argilla


Abbiamo già bioplastiche ottenute da mais e zucchero. Ora, gli scienziati hanno creato un nuovo materiale simile al polistirolo, usando per lo più proteine provenienti dal latte e dall’argilla. Ultra-leggera e biodegradabile, tra le tante applicazioni la nuova bioplastica potrebbe un giorno diventare una valida alternativa sostenibile ai blocchi di imballaggio in schiuma, il famoso Styrofoam, derivato dal petrolio.

L’idea che potremmo passare dal latte e dall’argilla alla schiuma in bioplastica sembra piuttosto interessante,” spiega David Schiraldi,scienziato della Case Western Reserve University di Cleveland. “L’argilla è abbastanza a portata di mano e pressoché inesauribile e ci è sembrato un materiale piuttosto sostenibile.” La ricerca ha avuto inizio con una scoperta casuale in laboratorio. Uno degli studenti di Schiraldi ha liofilizzati l’argilla e ha ottenuto risultati interessanti abbastanza da giustificare un esame più attento. Così il team ha iniziato a mescolare l’argilla con una varietà di materiali. Quando hanno aggiunto una proteina del latte vaccino, la caseina, hanno ottenuto un materiale superleggero e soffice, simile al polistirolo. Con ulteriori sperimentazioni hanno ottenuto una ricetta così utile e funzionale da essere pubblicata nella rivista Biomacromolecules.

“Il processo”, ha affermato Schiraldi,“è semplicissimo.“I ricercatori hanno iniziato inserendo una pallina di argilla e dell’acqua in un frullatore da cucina. Dopo due minuti di miscelazione Schiraldi ha prodotto ciò che gli allievi hanno chiamato un frullato di argilla. In seguito hanno aggiunto polvere di caseina, una versione secca della proteina più comune nel latte. L’ingrediente finale è una piccola quantità di un materiale a base di glicerina che irrigidisce i legami chimici della soluzione. Dopo aver azionato il frullatore per l’ultima volta, gli scienziati hanno versato l’acqua sporca in stampi e li hanno congelati come fossero cubetti di ghiaccio. Poi il processo di liofilizzazione

Il risultato, ha detto Schiraldi, è un materiale che ha tutte le proprietà del polistirolo ma è per il 98% naturale. A 100°C la schiuma contenente latte rilascia qualche goccia d’acqua. Ma la bioplastica rimane integra fino a 200°C. Nei test condotti dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, quasi un terzo della nuova bioplastica si è decomposto dopo circa 45 giorni nelle condizioni di compostaggio industriale. “Rispetto alla schiuma in polistirene espanso, siamo ad un livello -leggermente- diverso” ha detto Schiraldi. “lo Styrofoam è pressoché eterno.”

La ricerca sulla nuova bioplastica ha creato immediatamente una nuova start-up chiamata Aeroclay, che sta utilizzando la tecnologia brevettata per sviluppare prodotti pratici.

Schiraldi immagina una fabbrica di bioplastica del futuro che attinge a vasche di latte al posto del petrolio. Prima che le materie bioplastiche a base di latte si diffonderanno, però, ci sono altri ostacoli tecnologici da superare. Ad esempio, gli scienziati dovranno assicurarsi che il nuovo materiale non puzzi come il latte acido.


Si tende a non riconoscerlo, ma la nostra dipendenza dal petrolio non si limita al consumo di combustibili fossili per la produzione di energia e per il trasporto. Trovare un’alternativa alla plastica la cui materia prima proviene dal petrolio, si sta dimostrando essere uno dei problemi più difficili da affrontare oggi. “La biomassa ottenuta dal legno, oppure quella derivata dal mais o da colture affini, offre la preziosa cellulosa che è il polimero più abbondante sulla terra che i ricercatori stanno cercando di convertire in biocarburanti e materie plastiche”.

La stragrande maggioranza dei prodotti che ci circondano sono realizzati o imballati con plastica, un metodo di produzione come questo significa trovare una materia prima alternativa non inquinante, economica e rinnovabile. Proprio progressi di questo tipo possono aiutare a ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili anche in modo radicale.



Fonte: GenitronSviluppo.com in Ecodesign

I cittadini domandarono se il vento era cambiato ad Albano

giovedì 7 luglio 2011

“Elementi potenzialmente tossici nelle acque minerali italiane” | Pianetascienza per il Fatto | Il Fatto Quotidiano

Apocalisse nucleare a Los Alamos

Pubblichiamo una breve ma inquietante cronaca di quanto sta accadendo negli Stati Uniti, nell'indifferenza totale dei media ufficiali che non hanno neppure accennato ai disastri statunitensi, troppo impegnati, come sono, a rincitrullire l'opinione pubblica con interminabili e ripugnanti servizi su Angelino Alfano, nuovo segretario del P.d. L, il Partito dei Libertini. Ci si chiederà quale sia il nesso tra il rischio nucleare negli Stati Uniti e le operazioni di geo-ingegneria. Rispondere è semplice: incendi ed allagamenti sono provocati, in modo diretto o indiretto, dalle attività illegali di aerosol.

Precisiamo che l'articolo, la cui fonte è indicata in calce, è stato un po' integrato con alcune nostre valutazioni.

Sono tre gli impianti nucleari in cui si temono gravi incidenti: la struttura di Minot in North Dakota; l'impianto di Fort Calhoun in Nebraska, minacciato da una grave inondazione, a seguito dello straripamento del fiume Missouri, il Sandia nuclear laboratory di Los Alamos nel New Mexico. Qui le fiamme di un gigantesco incendio lambiscono pericolosamente la struttura. E' stato perciò disposto dalle autorità lo sgombero di 12.000 persone, poiché il rogo è appena ad un miglio di distanza dalla centrale atomica. Il responsabile delle misure anti-incendio ha affermato di non poter garantire che il Sandia Nuclear laboratory sia al sicuro.

La centrale di Los Alamos (da sempre avvolta nella segretezza) è famosa per aver ospitato il progetto Manhattan che, ai tempi della Seconda guerra mondiale, portò alla creazione della prima bomba nucleare. Con questa micidiale arma, gli Alleati, finti nemici del Tripartito (Italia, Germania, Giappone), compirono un orrendo sacrificio umano a Hiroshima e Nagasaki, colpendo a morte l'Impero del Sol Levante che si era già arreso.

Fonte: cafedehumanite .. pubblicato da Tanker Enemy

lunedì 4 luglio 2011

No al bavaglio ad Internet - La Notte della Rete | per una rete libera e democratica

Non sarà una vigilia tranquilla per l'Agcom: sarà, piuttosto, "La Notte della Rete". Il 5 luglio, a 24 ore dall'approvazione della Delibera definita "ammazza-Internet" dai blogger italiani, artisti, esponenti della rete, leader politici, cittadini e utenti del web si troveranno a Roma per una no-stop contro il provvedimento.

Per maggiori informazioni sul provvedimento dell'Agcom vai alla pagina: www.agoradigitale.org/nocensura

L'evento si svolgerà martedì 5 luglio dalle 17.30 alle 21 presso la Domus Talenti a Roma ( via delle Quattro Fontane, 113 ) partecipa anche tu alla nostra mobilitazione. Fai sentire la tua voce!

Fra i presenti già confermati:

Olivero Beha, Rita Bernardini, Emma Bonino, Pippo Civati, Nicola D'Angelo, Juan Carlos de Martin, Tana de Zulueta, Antonio Di Pietro, Dario Fo, Giovanbattista Frontera, Alessandro Gilioli, Peter Gomez, Beppe Giulietti, Fabio Granata, Margherita Hack, Carlo Infante, Giulia Innocenzi, Ignazio Marino, Gianfranco Mascia, Gennario Migliore, Roberto Natale, Luca Nicotra, Leoluca Orlando, Flavia Perina, Marco Perduca, Marco Pierani, il Piotta, Donatella Poretti, Enzo Raisi, Franca Rame, Fulvio Sarzana, Marco Scialdone, Guido Scorza, Mauro Vergari, Carlo Verna, Vincenzo Vita, Vittorio Zambardino.

Come fare per dare il tuo sostegno all'iniziativa:

- Fai girare la notizia, condividila con i tuoi contatti [QUI IMMAGINE FACEBOOK + LINK ALLA POSSIBILITÀ DI FARE SHARE]
- Conferma la tua adesione alla mobilitazione tramite la pagina www.agoradigitale.org/lanottedellarete e tramite il corrispondente evento facebook http://www.facebook.com/event.php?eid=186527864733678
- Pubblica la notizia dell'evento de LA NOTTE DELLA RETE sul tuo blog e manda in onda la diretta in streaming dal sito de Il Fatto Quotidiano. Compilando il form che trovi all'indirizzo www.agoradigitale.org/lanottedellarete riceverai nelle prossime ore il codice per l'embed della trasmissione sul tuo sito web.
- Firma la petizione all'Agcom all'indirizzo www.sitononraggiungibile.it e manda un messaggio ai membri dell'Agcom qui: http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio ;
- Informati sugli ultimi sviluppi della mobilitazione e sugli altri modi per entrare in azione dal sito http://www.agoradigitale.org/nocensura.

Mancano poco piu' di 48 ore all'approvazione del regolamento.

Non c'e' piu' tempo da perdere!


Luca Nicotra
Segretario dell'Associazione Agorà Digitale

LA SICILIA E' L'ISOLA DEGLI TSUNAMI ???

E adesso scopriamo che la Sicilia è l' isola degli tsunami. Non che sia una novità assoluta, ma uno studio ancora inedito di alcuni ricercatori dell' Università di Catania testimonia che il rischio maremoto è probabilmente molto più elevato di quanto si sia pensato finora.

Uno studio che dovrebbe proseguire nei prossimi anni, ma che è a forte rischio a causa dei tagli alla ricerca. Un rischio elevato che coinvolge tutti i versanti dell' Isola,a partire da quello orientale, seguito da quello settentrionalee infine dal meridionale. Basti pensare che il catalogo degli tsunami in Italia, pubblicato dall' Istituto Nazionale di Geofisicae Vulcanologia (Ingv), riporta 71 eventi avvenuti negli ultimi 900 anni. Ebbene, di questi 71, ben E 25 riguardano la Sicilia. Tutti i versanti sono stati colpiti da maremoti più o meno gravi, in questi 9 secoli, da Messina a Palermo, da Cataniaa Siracusa, da Cefalù a Sciacca. Nuove, clamorose, scoperte sono state fatte di recente da un gruppo di ricercatori guidato da Maria Serafina Barbano, docente di geofisica all' Università di Catania,e da Paolo Marco De Martini dell' Ingv di Roma. Il team ha condotto uno studio sul campo, facendo buchi lungo oltre 200 chilometri di costa, da Capo Peloro a Capo Passero alla ricerca di testimonianze fisiche degli tsunami che si sono abbattuti sulla costa orientale della Sicilia. E le hanno trovate, le testimonianze. Anzi hanno trovato evidenze che dimostrano la sottovalutazione del rischio dovuta alla conoscenza quasi esclusivamente storica degli tsunami che hanno colpito l' isola. In sostanza, i racconti dei contemporanei sugli eventi avvenuti nel corso del tempo, sono lacunosi e spesso imprecisi per difetto nella valutazione degli effetti dei maremoti. Sottovalutazione comprensibile, se pensiamo alle condizioni di vita, alla densità di popolazione, alle conoscenze scientifiche e alle capacità di comunicazione dei siciliani nei secoli passati. Utilizzando diverse metodologie, come la paleosismologia e la datazione dei materiali, il team ha scoperto, per esempio, che la Sicilia è stata pesantemente coinvolta in uno dei terremoti più forti mai registrati nel Mediterraneo. Si tratta del terremoto che avvenne nel mare di Creta il 21 luglio del 365, stimato di magnitudo 8.3-8.5 sulla scala Richter (quello del marzo scorso in Giappone è stato stimato 8.9). Lo tsunami generato dal sisma devastò le coste della Sicilia, della Dalmazia, della Grecia, della Libia e dell' intero Medio oriente, e contribuì, secondo alcuni storici, al crollo dell' impero romano. La scossa fu talmente violenta che fece alzare istantaneamente di circa 10 metri la costa occidentale di Creta, tanto che un porto si ritrovòa oltre sei metri dal pelo dell' acqua. Le disastrose conseguenze del terremotoe dello tsunami che seguì furono descritte dallo storico romano Ammiano Marcellino, che quel giorno si trovava ad Alessandria d' Egitto. Quel giorno passò alla storia come il "giorno dell' orrore". Racconta Marcellino che il mare prima si ritirò profondamente e moltissimi pesci poterono essere presi con le mani, poi improvvisamente una enorme onda travolse tutto uccidendo migliaia di persone e trascinando le navi per due miglia nell' entroterra. I morti furono stimati in 50 mila. Il devastante tsunami dunque raggiunse le coste della Sicilia, e nel Pantano Morghella, nell' estrema parte sud dell' Isola, vicino Pachino, i ricercatori hanno lavorato per due anni con i carotaggi e trovato i sedimenti proprio di quel maremoto addirittura fino a 1200 metri dalla costa. I campioni sono stati individuati a circa un metro di profondità e sono stati analizzati sia con il metodo del carbonio 14 che con la tecnica della "Luminescenza ottica stimolata" (effettuata dal dipartimento di Fisica dell' Università di Catania). Entrambi gli esami hanno confermato la compatibilità del sedimento con lo tsunami del 365. Nel corso della ricerca, il gruppo ha anche trovato prove simili, per esempio, per lo tsunami generato dal terremoto di Messina del 1908 (magnitudo 7.1), e le ha trovate ben più nell' entroterra di quanto si pensasse: «Ad Augusta abbiamo trovato sedimenti a circa 500 metri dalla costa - spiega Barbano - cioè a una distanza tre volte più grande di quanto prima stimato». Sulla base di questa ricerca la docente lancia un allarme: «Il rischioè molto sottostimato. La gente, e anche la comunità scientifica, non è cosciente del reale pericolo». Un pericolo cui è esposta una parte significativa di popolazione: storicamente la parte più esposta è quella orientale, che ha fatto registrare gli eventi più disastrosi a causa dei forti terremoti che hanno colpito l' area. Solo per citare i più recenti, nel 1693 in seguito al terremoto che distrusse la Sicilia orientale facendo 70 mila morti, uno tsunami colpì i centri costieri, da Catania a Mascali (dove il mare entrò per oltre un chilometro nell' entroterra), da Augusta (dove morirono diverse donne e alcuni bambini) a Siracusa, da Messina alle spiagge sotto Taormina. Devastante anche lo tsunami del 1783 che colpì soprattutto Messina e fece 1328 morti solo a Scilla, in Calabria. E ancora nel 1908, uno tsunami di intensità 6 (il massimo sulla scala Sieberg-Ambraseys) fece diverse centinaia di vittime a Messina, ma anche a Riposto e Catania, generando onde alte fino a 12 metri. Un maremoto di intensità4 colpì la costa settentrionale siciliana nel pomeriggio del 5 marzo 1823 in seguito a un forte terremoto in mare (magnitudo 5.9) che danneggiò Palermoe altri centri. Il mare si agitò in modo anomalo su tutta la costa e a Cefalù distrusse una grande nave trascinandola sulla terraferma. Altre onde anomalee tsunami non catastrofici hanno colpito Palermo nel 1726 e nel 1940, mentre Sciacca ha subito lo stesso tipo di eventi nel 1727 e nel 1817. Molti gli episodi nelle isole Eolie, che registrano anche l' ultimo evento italiano, quello del 2002, quando una enorme frana precipitò in mare da un fianco dello Stromboli provocando uno tsunami che danneggiò le coste dell' isolae si propagò fino alla costa nord della Sicilia. Un quadro a cui prestare attenzione, dunque, visto anche che nel Mar Tirreno, a nord delle Eolie, incombe il vulcano Marsili, un gigante sottomarino alto 3 mila metri, lungo 70 chilometri e largo 30, che secondo il presidente nazionale dell' Ingv Enzo Boschi, potrebbe eruttare o franare in qualsiasi momento, col rischio di provocare tsunami disastrosi. «Noi vorremmo continuare i nostri studi anche sul versante settentrionale della Sicilia - dice Barbano - ma i fondi sono finiti l' anno scorso e temiamo che i continui tagli impediranno un nuovo finanziamento.

Il nostro studio è stato finanziato da Protezione civile e Ingv, a cui abbiamo mandato i risultati». Ma di quanti soldi si parla? «Abbiamo chiesto 64 mila euro per due anni, incluso lo stipendio per un ricercatore, ma la nostra richiesta è ferma da oltre un anno al ministero dell' Università e non abbiamo ancora avuto risposta».


di TURI CAGGEGI

Fonte:http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/06/23/isola-degli-tsunami.html

Pubblicato da:http://terrarealtime.blogspot.com/

INCAZZATI !!!

INCAZZATI !!! FACCIAMO RITIRARE LA FIRMA DEL 28 GIUGNO di Francia ScaR (franciaScaR) su Myspace


http://www.facebook.com/event.php?eid=183540425036973¬if_t=event_invite

sabato 2 luglio 2011

ALTERNATIVE ALLE LOBBIES DEI SOLITI NOTI

Contro la follia del VII invaso, vergognosamente quasi pronto ad accogliere per i prossimi 10 anni ogni tipo di rifiuti avvelenando ancora di più le frazioni di Cecchina e di Pavona. Contro la speculazione tumorale dell’inceneritore Co.E.Ma, i comitati si ritrovano uniti per dire NO e sollecitare un consorzio unico del riciclo ai Castelli Romani, la raccolta differenziata porta a porta ed altre metodiche più convenienti e meno impattanti verso il territorio.

DIFENDIAMO CITTADINI, SALUTE, TASCHE E TERRITORIO, facciamo quello che dovrebbe fare la vergognosa politica regionale e provinciale.

Diciamo no per dire si a molto altro.

Sabato 9 luglio, ore 8:00 PRESIDIO CITTADINO davanti la discarica di Albano Laziale, via Ardeatina km 24.

Passaparola e partecipa.

Non cediamo ai ricatti di chi vuol far credere che non esistono ALTERNATIVE alla becera e antieconomica abitudine di interrare o bruciare rifiuti.

Di seguito alcuni consorzi in grado di fare scuola, per un futuro senza tumori di origine ambientale. Si può e si deve pensare in maniera diversa, si può anche fare impresa, creare indotti e posti di lavoro, riutilizzando materiali e al tempo stesso tutelare i territori.

Tutto ciò è possibile anche nella Regione Lazio!


REMADE IN ITALY


Remade in Italy è un’associazione riconosciuta senza scopo di lucro fondata nel 2009 che promuove, a livello nazionale ed internazionale, i prodotti “made in Italy” derivanti dal riciclo.

I prodotti Remade in Italy sono contraddistinti da un marchio che contiene le informazioni sulle caratteristiche di sostenibilità ambientale del prodotto, in termini di risparmio di materie prime, riduzione di consumi energetici e contenimento delle emissioni di Co2.

Coinvolgendo attori economici e istituzionali, Remade in Italy:

- promuove la conoscenza e lo sviluppo dei materiali e manufatti ambientalmente sostenibili realizzati da aziende italiane con materiale riciclato e di riuso;

- presidia il coordinamento culturale e scientifico delle imprese produttrici, nella promozione e nella tutela dei propri materiali e manufatti realizzati con materiale riciclato e di riuso, anche utilizzando certificazioni di qualità che attestino la tracciabilità della produzione e la coerenza con l’esigenza di tutela della salute e dell’ambiente;

- offre la possibilità, alle aziende e alle istituzioni, di utilizzare un marchio che individua prodotti innovativi sia sotto il profilo del design, sia sotto il profilo dell’utilizzo di materiale riciclato;

- indirizza il consumatore nell’acquisto di prodotti ambientalmente sostenibili, fornendogli informazioni utili;

- anima un network internazionale di aziende per diffondere anche all’estero il design italiano e i prodotti del riciclo e del riuso.

Sono tra i soci fondatori dell’Associazione Remade in Italy:
- Regione Lombardia;
- Camera di Commercio di Milano;
- Conai – Consorzio Nazionale Imballaggi.

Partner tecnico scientifico: Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare.

Il Marchio Remade in Italy può essere rilasciato a tutti i soggetti che:
- producono materiali ottenuti attraverso operazioni di riciclo secondo la normativa vigente;
- producono prodotti (beni o manufatti) realizzati con l’impiego di materiali ottenuti con operazioni di riciclo secondo la normativa vigente;
- producono prodotti (beni o manufatti) realizzati con il riutilizzo di prodotti o componenti che non siano rifiuti secondo la normativa vigente.
- realizzano eventi, progetti e iniziative finalizzati all’incentivazione e promozione del riuso e riciclo.

I materiali possono essere rappresentati in materia prima (es. carta), ovvero in prodotto intermedio o componente (es. cartone ondulato). I soggetti richiedenti devono svolgere il processo produttivo prevalente in Italia.

www.remadeinitaly.it

Nel merito, segnaliamo due associazioni importantissime quali la Comieco e la Cial:

COMIECO

è il garante nazionale della raccolta differenziata e dell’avvio a riciclo di carta, cartone e cartoncino.

In questo importante percorso sono molti gli interlocutori che possono dare il proprio contributo e primi fra tutti ci sono i consumatori (famiglie, bambini, giovani e adulti) che grazie alle loro scelte quotidiane permettono l’avvio del ciclo del riciclo, il mondo della scuola (studenti ed insegnanti) che educa le giovani generazioni e futuri consumatori ma anche enti, associazioni ed aziende attenti alla salvaguardia dell’ambiente o che desiderano diventare tali.

E’ proprio a questo insieme di mondi che Comieco dedica la sezione MONDO RICICLO.

Il ciclo della carta e del cartone è composto da molti attori che, con le loro scelte individuali, rendono possibile che la carta viva più volte.
Noi di Comieco ti ringraziamo per i risultati raggiunti nella raccolta differenziata e nel riciclo degli imballaggi, ma ti chiediamo un piccolo sforzo per far sì che sempre meno rifiuti vengano prodotti (come dice il detto: meglio la prevenzione che la cura!).

Gli imballaggi in carta e cartone sono utilizzati per movimentare quasi ogni tipo di merce in fase di produzione, commercializzazione e vendita: anche se non vedi nessuna scatola o nessun sacchetto, consumando meglio e buttando meno avrai sicuramente contributo ad ottimizzare anche il ciclo della carta.

Ecco come puoi risparmiare soldi e ambiente producendo meno rifiuti:

Ogni anno in Italia vengono prodotti da ognuno di noi oltre 540 kg di rifiuti urbani, e raccogliere e smaltire un kg di rifiuti può costare alla collettività fino a 25 centesimi per kg.

1) Quando acquisti, pensa a quanto ti costerà buttare via il prodotto che hai appena acquistato quando non ti servirà – o piacerà – più. Svuotare un armadio o una cantina equivale di fatto a spendere, anche per te, diversi euro anche se in quel momento non stai pagando nulla.

2) Compera frutta, verdura o altri cibi calcolando i tuoi bisogni reali: se infatti non li consumi, c’è rischio che vadano a male. Ripensa quando ti è capitato l’ultima volta di buttare via del cibo e cerca di capirne il motivo; fare la spesa utilizzando una lista ti aiuterà a fare meno errori.

3) Leggi le etichette per il corretto dosaggio dei prodotti – ad esempio i detersivi, gli shampoo, i dentifrici, ecc. o per la manutenzione dei capi di vestiario o di altri beni: allungherai la vita dei tuoi acquisti, siano essi cosmetici, prodotti per l’igiene della casa e persona, o la tua maglietta preferita.

4) Controlla le date di scadenza: non rischierai di scartare cibi, pile, cartucce per stampanti, ecc.

5) Preferisci prodotti italiani di qualità: minore è stato l’impatto in fase di trasporto e i produttori sono soggetti a leggi molto restrittive per quanto riguarda l’attenzione all’ambiente.

6) Impara a riconoscere i marchi di qualità ambientale di prodotto e privilegia quelli con la “margherita” dell’Ecolabel, perché avendo ottenuto la certificazione europea hanno generato minori impatti sull’ambiente durante il loro ciclo produttivo.

7) Divertiti producendo meno rifiuti: ad esempio privilegia i locali che non utilizzano piatti, bicchieri, posate, tovaglie, ecc. “usa-e-getta” .

8) Ci sono beni che anche di “seconda mano” funzionano benissimo e non hanno bisogno di essere nuovi, come per es. un libro scolastico usato. Pensa quindi, prima di acquistare un bene, alla sua durata nel tempo. Anche il portafoglio ne riceverà beneficio.

9) Prima di eliminare vestiti, libri, mobili, elettrodomestici, biciclette, ecc. pensa se possono servire a qualcun altro: gli oggetti invece che essere gettati possono essere ceduti in molti modi utili, sia per te che per gli altri.

10) Sempre più prodotti possono essere venduti sfusi o imballati: pensa a come devi trasportare e maneggiare quello che hai comperato e valuta qual’è l’imballaggio più corretto per non dover gettare ciò che non hai saputo ben proteggere. Quando l’involucro non è necessario, perché non acquistare un prodotto sfuso? In fondo, se vuoi mangiare un cioccolatino non c’è bisogno di comprare una confezione regalo!

11) I prodotti usa-e-getta ci hanno negli anni reso più liberi, sollevandoci dall’obbligo di lavare ad esempio fazzoletti, tovaglioli, pannolini, piatti, stracci, ecc. Quando però ti accorgi di quanto tempo è necessario per acquistarli, trasportarli e organizzarli in casa, per poi buttarli dopo l’uso .. valuta se ti conviene!

www.comieco.org


IL CONSORZIO CIAL

CiAl è un consorzio senza fini di lucro che rappresenta l’impegno assunto dai produttori di Alluminio e dai produttori e utilizzatori di imballaggi in Alluminio, nella ricerca di soluzioni per ridurre e recuperare gli imballaggi, conciliando le esigenze di mercato con quelle di tutela dell’ambiente.

Il Consorzio, che tra i propri compiti ha quello di garantire il recupero degli imballaggi in Alluminio post-consumo provenienti dalla raccolta differenziata fatta dai comuni, ha permesso in questi anni, grazie a un incremento delle quantità raccolte, di raggiungere e superare gli obiettivi previsti dalla normativa europea.

Ad oggi, infatti, i risultati ottenuti in termini di raccolta differenziata, riciclo e recupero, sono particolarmente positivi e hanno reso l’Italia un esempio per tutta l’Europa

Un mondo di alluminio

L’alluminio identificato con il simbolo AL è un elemento comune che costituisce l’8% della crosta terrestre e si presenta in natura sottoforma di minerale: la bauxite. E’ un metallo fondamentale dell’era dello sviluppo tecnologico con immense possibilità di impiego nell’industria, nell’edilizia, nell’aerospaziale, nell’elettronica e negli imballaggi.

Molti beni ed oggetti di straordinaria bellezza e di uso quotidiano sono realizzati con l’alluminio, come biciclette, automobili, aerei e treni, porte, finestre e tetti, orologi, oggetti di design, arredamento e, naturalmente, imballaggi.

L’alluminio è in cucina: nel coperchio dello yogurt, nei tappi dell’acqua minerale e dell’olio, nell’involucro del cioccolato, nelle etichette del gelato, nelle lattine, nei blister dei medicinali, intorno ai dadi del brodo, nelle confezioni di caffè. Sempre in cucina vi sono vaschette e rotoli di foglio di alluminio, pentole, posate, caffettiere e altri accessori vari fatti in alluminio.

Nella stanza da bagno troviamo tubetti e scatolette in alluminio per prodotti di cosmetica, bombolette spray per la barba e per prodotti nebulizzati come le lacche per capelli, anche la piastrina dei rasoi che separa le lame è in alluminio.

L’alluminio è “entrato” nella nostra vita ed è correlato a molteplici aspetti della società moderna, e sempre più diffuse sono le applicazioni nei diversi settori industriali in molti casi in sostituzione di metalli usati in precedenza, primo fra tutti l’acciaio, rispetto al quale l’alluminio è più leggero, non arrugginisce e assicura un livello di igiene più elevato.

Raccolta differenziata e riciclo

In questi ultimi anni la raccolta degli imballaggi in alluminio ha avuto un incremento significativo sul fronte della raccolta differenziata urbana e delle quantità avviate a riciclo grazie all’azione combinata sul territorio di CiAl, delle Pubbliche Amministrazioni e naturalmente dei cittadini.
Si tratta di risultati molto importanti che hanno permesso, non solo di dare nuova vita ad un materiale prezioso e sempre pronto per nuove e innumerevoli applicazioni, ma anche di garantire benefici ambientali ed economici per la collettività.
Grazie, infatti, alle convenzioni che, sulla base dell’Accordo Quadro Anci-Conai, regolano la gestione e la valorizzazione dei rifiuti di imballaggio in alluminio provenienti dalla raccolta differenziata, ai comuni viene riconosciuto un contributo economico particolarmente interessante a cui si va ad aggiungere un ulteriore beneficio economico e ambientale derivante dal mancato conferimento in discarica.

Scuola & Ambiente

Il ruolo della scuola risulta fondamentale per produrre un cambiamento positivo nel comportamento dei cittadini, di oggi e del futuro, per sensibilizzare le persone e favorire un’ampia partecipazione e consapevolezza rispetto alle tematiche ambientali e, in particolare, all’importanza della raccolta differenziata e recupero dei materiali.

Il tema dei rifiuti offre valenze positive e molteplici agganci interdisciplinari: parlare di rifiuti a scuola è una valida opportunità per proporre le idee di sempre in modo nuovo, per agevolare la comprensione di problemi scientifici partendo da casi concreti e non dalla teoria.

Le opinioni e le proposte che nascono dal lavoro sperimentato in aula sono destinate a varcare i confini della scuola per diffondersi all’esterno tra le famiglie, gli enti locali, i ministeri: la scuola contribuisce alla formazione dell’intera società e della sua organizzazione.

Nell’ambito delle attività di sensibilizzazione e informazione sulla raccolta differenziata e il riciclo dell’alluminio, con il progetto Ciclo & Riciclo, CiAl promuove presso le scuole di ogni ordine e grado, la conoscenza di questa importante risorsa e il rispetto per l’ambiente, attraverso il recupero degli imballaggi.

Il progetto Ciclo & Riciclo, avviato ormai cinque anni fa, ha previsto la creazione di strumenti specifici per ogni livello di scuola, mettendo a disposizione di studenti e insegnanti una proposta formativa, sul mondo dell’alluminio in grado di:

Integrare le discipline scolastiche tradizionali con percorsi formativi e didattici sul tema dell’alluminio, delle sue innumerevoli applicazioni e sull’intero ciclo di vita che lo caratterizza;Introdurre attività di ricerca, in aula e all’esterno, sulla composizione, produzione e riciclaggio dell’alluminio con osservazione ‘sul campo’ e applicazioni concrete e sperimentali.Creare momenti di incontro e attività che favoriscano il trasferimento e lo scambio di informazioni con il mondo esterno alla scuola.Stimolare il ruolo attivo del singolo alunno nel proprio ambito familiare per una corretta gestione dei rifiuti e dell’alluminio, in particolare – dal riutilizzo alla separazione in casa, al conferimento, al riciclo.

Le Quattro Erre e la Raccolta Differenziata

Le Quattro Erre

Le tradizionali forme di smaltimento dei rifiuti (discarica, incenerimento) costituiscono la destinazione ultima dei rifiuti non recuperabili in altro modo: la priorità, secondo la normativa vigente, è data dalle quattro Erre, cioè, Riduzione, Riutilizzo, Riciclo e Recupero. L’obiettivo delle quattro Erre è di far perdere ai rifiuti il connotato di “cosa sporca e inutile” per diventare una vera e propria risorsa.

www.cial.it


http://differenziati.wordpress.com/

PRESIDIO CITTADINO DAVANTI LA DISCARICA DI ALBANO LAZIALE « ASSOCIAZIONE DIFFERENZIATI