Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

venerdì 13 dicembre 2013

MERCOLEDI' 18 DICEMBRE 2013

PER I DIRITTI DEI MIGRANTI E DEI RIFUGIATI
A ROMA
CORTEO CITTADINO
APPUNTAMENTO ORE 16,30 A PIAZZA ESQUILINO
Mercoledì prossimo, in moltissime città del mondo e d'Europa, si terranno manifestazioni che rivendicheranno con forza diritti e libertà per migranti e rifugiati.
Nel mondo, infatti, dilagano guerre e disuguaglianze, uno sfruttamento sempre .. più feroce saccheggia territori e si abbatte sulle vite del 99% della popolazione mondiale.  A garanzia di un modello di sviluppo che produce soltanto povertà e sfruttamento, si impongono frontiere sempre più arcigne e militarizzate allo scopo di sbarrare il passo a chi cerca, migrando, un presente ed un futuro diverso.
Frontiere che uccidono, come è accaduto soltanto poche settimane fa a Lampedusa e come continua ad accadere in tutto il Mediterraneo.  
Frontiere che costringono chi riesce a penetrare nelle spesse mura della “fortezza Europa” ad essere perennemente ricattato, soggiogato da un lavoro sempre più precario, dentro una società che vorrebbero individualista e divisa, in preda a meccanismi di rivalità e concorrenza, di isolamento se non di conflitto fra culture, territori, persone.
  
Del resto, la strage di Lampedusa sembra già dimenticata ed archiviata da una governance italiana ed europea che continua ad avere come unico scopo quello di portare avanti il massacro delle politiche di austerity e precarietà.  Nulla, infatti, è cambiato nelle politiche d'immigrazione e d'asilo.  Le modifiche al trattato di Dublino, che entreranno in vigore dal primo gennaio 2014, sono insufficienti e non garantiscono la libertà di movimento dei rifugiati.  Mentre l'impianto repressivo e ricattatorio disegnato dalla Turco-Napolitano prima e dalla Bossi-Fini poi, rimane sempre lo stesso.
Per queste ragioni abbiamo deciso di scendere in piazza il prossimo mercoledì 18 Dicembre, per affermare ancora una volta che il potere non può annientare la dignità dei migranti e dei rifugiati, come non può soffocare la rabbia e le lotte di chi vuole riconquistare i propri diritti.
La Roma meticcia, la Roma delle lotte sociali e dell'antirazzismo, attraverserà le strade del centro cittadino perché non vuole dare tregua a questo “democratico” governo ed all'Europa dei banchieri e dei potenti.  
Perché vuole inchiodare alle proprie responsabilità gli enti locali e le altre istituzioni competenti, sempre più immobili, indifferenti e per questo complici.
Chiudere la vergogna dei CIE.
 Stracciare la Bossi-Fini senza tornare alla Turco- Napolitano
Conquistare una legge organica che garantisca il diritto d'asilo. 
Spazzare via il business dell'accoglienza per conquistare condizioni di vita degne per chi arriva in Italia, partendo dal diritto alla casa e all'abitare.

Vogliamo questo e molto altro.
Vogliamo determinare insieme un'alternativa ad un presente e ad un futuro che vorrebbero già scritto. Un'alternativa che già vive, in embrione, nelle lotte e nei processi di riappropriazione che si realizzano in tante città del nostro paese ed in tanti luoghi del mondo.  
Un'alternativa che non può prescindere dall'affermazione concreta dell'uguaglianza nella diversità, come del diritto alla libera circolazione delle persone.
Rifiutiamo con forza ogni rivendicazione identitaria e nazionalista, ogni richiesta di “poteri autoritari nazionali”.  
Le “risposte italiane” all'austerity significano solo nuove guerre tra poveri.  
Per questo, invitiamo la Roma meticcia, quella che non si identifica con i tricolori sventolati in tante piazze d'Italia, a partecipare al corteo per dire che le strade appartengono a chi lotta. 
Solo le lotte meticce possono permetterci di riappropriarci veramente di diritti, dignità e reddito.

ABBATTEREMO I MURI E LE FRONTIERE 
CHE INGABBIANO LE NOSTRE VITE,
ANCHE QUELLE PIU' INVISIBILI


Occupazione dei Rifugiati di piazza Indipendenza
Movimenti Sociali di Roma
Scuole di italiano degli spazi sociali
Sportelli di tutela dei diritti di migranti e rifugiati
Associazioni antirazziste

mercoledì 11 dicembre 2013

APPELLO AI COMITATI LAZIALI PER UN'ASSEMBLEA SUL NUOVO PIANO RIFIUTI

Gli ultimi decenni hanno visto abbattersi sui territori della Regione Lazio un'infinita varietà di nocività ambientali. Mentre da un lato speculatori senza scrupoli aprivano cantieri e presentavano progetti di impianti devastanti come discariche, inceneritori, cementifici ed impianti a biogas e biomassa; dall'altro partiti ed amministrazioni locali garantivano a questi vagonate di fondi pubblici, attraverso tariffe ed incentivi, annientando di fatto ogni possibilità di organizzare un piano di raccolta differenziata porta a porta teso alla riduzione, al riuso ed al riciclo dei rifiuti.  Solo recentemente, i comitati nati nella regione a seguito di quest'attacco speculativo hanno iniziato ad esprimere una concreta volontà di affrontare le sfide dell'attuale contingenza politica, economica e sociale, con un sostanziale respiro unitario. Finora le diverse vertenze sono state affrontate dai diversi comitati in forma più o meno autonoma, con modalità differenti e con alterne vicende, anche se stanno diventando sempre più importanti le esperienze di collaborazione fra le differenti realtà territoriali che caratterizzano le diverse lotte (vedi l'enorme corteo del 21 Settembre scorso). 
Fra di noi quindi si sta facendo sempre più strada l'idea che sia necessario, a fronte di piani rifiuti straordinari sempre più devastanti per salute ed ambiente, un'azione di contrasto coordinata e ben diffusa nei diversi territori (pur mantenendo le proprie specificità sul terreno di competenza, di lotta e di esperienza). 

Il 13 Dicembre prossimo verrà presentato dal Presidente della regione Zingaretti il nuovo piano rifiuti del Lazio. Vorremmo quindi chiamare i diversi comitati che si occupano dei temi rifiuti-energia (che ben sappiamo essere ahinoi strettamente legati) ad un'assemblea di studio e confronto sul nuovo piano, per tirare le somme di quest'ultimo anno di gestione commissariale e per decidere assieme i prossimi passi volti ad imporre la nostra piattaforma condivisa per la gestione dei rifiuti. 

Lanciamo quindi a tutti i comitati un appello per un'


ASSEMBLEA DI CONFRONTO 
SUL NUOVO PIANO RIFIUTI DEL LAZIO,
SABATO 14 DICEMBRE, ORE 15:00

ALL'UNIVERSITA' LA SAPIENZA, 
LUCERNARIO OCCUPATO 
(via delle Scienze 1 Roma


Assemblea per il coordinamento dei comitati Rifiuti-Energia del Lazio
Coordinamento No-Inc di Albano

venerdì 29 novembre 2013

Video Eco-Balla n. 36.

a cura del referente legale dei NO-INC di Albano:  Daniele Castri.

“Sindaco Nicola Marini, delegato ai rifiuti Luca Andreassi, assessora alla pubblica istruzione Alessandra Zeppieri: dov’è che i bambini di Albano andranno a studiare?”

Ci troviamo davanti l’ingresso del plesso scolastico di via Pantanelle, ad Albano, nel quartiere di Cancelliera, a due passi dalla discarica di Roncigliano.  Attualmente, questa scuola è in corso di ampliamento nonostante l’area, limitrofa al preesistente edificio scolastico, si trovi ad una distanza di soli 1000 metri dalla discarica, mentre il limite minimo, stabilito dalla legge regionale n.112 del 2002, è di 2000 metri. Esattamente la metà.  Discarica che, ogni singolo giorno, riceve 450 tonnellate di spazzatura indifferenziata locale e romana. Verrà speso, per i lavori di ampliamento, circa un milione di euro di soldi pubblici. Senza considerare, come se non bastasse la presenza del VII invaso, che è ancora attuale e concreto il rischio di costruzione, proprio all’interno della discarica, dell’Inceneritore più grande d’Europa.  Sul punto, abbiamo pensato di dare voce ad alcune mamme e nonne della zona che sentono ancora, di giorno e di notte, tanta, davvero tanta puzza. A dispetto delle rassicurazioni dell’amministrazione comunale.

Ascoltate con le vostre orecchie: http://www.telecountrynews.it/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=200&video_id=523

#29n La sollevazione popolare bussa alle porte della Regione Lazio

Servono urgenti misure per fronteggiare l'emergenza abitativa a Roma e nel Lazio:

Venerdì 29 novembre 2013 ore 14

MANIFESTAZIONE dei movimenti per il diritto all'abitare con partenza dalla metro B Garbatella e arrivo alla sede della giunta regionale in via Cristoforo Colombo

Entro il 30 novembre il comune di Roma deve approvare il bilancio ed il dibattito in aula non è tra i più tranquilli quindi anche i provvedimenti riguardanti l'emergenza sfratti e più in generale la questione casa sono tutt'altro che in arrivo.  Anche la delibera sulla dismissione del patrimonio di roma Capitale non lascia grandi speranze, anzi apre un capitolo che mette a rischio il patrimonio pubblico in cambio di niente, aprendo di fatto le porte a nuove possibili speculazioni.  Le tante promesse elettorali del sindaco Marino sembrano già svanite in una bolla di sapone.  A Roma si governa o in nome dei poteri forti, oppure non si governa e non si danno risposte.

Anche la Regione Lazio non brilla in questo senso:  Zingaretti decide di vendere e lo fa approntando un provvedimento che non ha visto la benché minima consultazione pubblica e soprattutto definisce un orizzonte anche peggiore di quello proposto dalle decisioni di Nieri e compagni.

Questo mentre si finanziano grandi opere inutili come la Roma – Latina.

Inoltre la delibera che definiva il piano regionale sull'emergenza abitativa, strappata dalle mobilitazioni dei movimenti, continua a restare impantanata dentro meccanismi opachi che ne rallentano l'urgente approvazione.

Nel frattempo, nell’incuranza delle istituzioni che chiacchierano e non vanno oltre l’approvazione di inutili ordini del giorno, gli sfratti vengono eseguiti con la forza pubblica, la precarietà alloggiativa si allarga a dismisura, come le occupazioni per necessità.

Anche la vicenda della casa dello studente di via De Lollis si inscrive dentro le emergenze diffuse che riguardano oramai diversi settori della società e segnala ancora una volta il fatto che una composizione sociale inter – generazionale e meticcia è in movimento per rovesciare precarietà e austerità.

Nonostante le numerose ed eclatanti iniziative, le risposte sono deboli ed evanescenti a livello locale, mentre a livello nazionale all’assenza di una politica per la casa subentra direttamente il finanziamento alle banche ed il sostegno al mercato ed alla proprietà.  Quindi si creano nuovi debitori e nuove emergenze e si cancella l'edilizia residenziale pubblica, con milioni
di persone tagliate fuori dal mercato e condannate a trovare soluzioni di fortuna o a vivere in sovraffollamento.


Però sono migliaia le persone che si stanno organizzando e hanno deciso di lottare con i movimenti per il diritto all'abitare. Con questa forza abbiamo deciso di tornare in piazza con un corteo che intende segnalare e assediare sedi decisionali sia del Comune che della Regione.

Partiremo dalla fermata della metro B Garbatella in via Pullino e come primo punto di contatto con l'amministrazione comunale troveremo l'assessorato al  patrimonio di via della Moletta, poi su via di Capitan Bavastro l'ingaggio con l'assessorato regionale alla casa e infine dopo aver attraversato il quartiere popolare della Garbatella arriveremo alla sede della giunta regionale in via Cristoforo Colombo.

Riteniamo fondamentale che Regione e Comune si muovano in sinergia. I provvedimenti urgenti che chiediamo sono:


    * blocco generalizzato degli sfratti;

    * stop alla vendita del patrimonio pubblico e riuso dello stesso, compreso quello demaniale e delle forze armate;

    * difesa dell'inquilinato della regione, degli enti previdenziali privatizzati, delle casse, delle fondazioni e dei fondi;

    * approvazione immediata della delibera regionale sull'emergenza abitativa.

*non c'è Tempo per aspettare!*
*Una sola Grande Opera*
*Casa e Reddito per Tutti*
*29 novembre MANIFESTAZIONE alla Regione Lazio*
Movimenti per il diritto all'abitare 


mercoledì 20 novembre 2013

lunedì 11 novembre 2013

SCIE CHIMICHE Il caso Marcianò LIVE

http://www.youtube.com/v/d-tqvrGzeZk?autohide=1&version=3&attribution_tag=r1u0afLNyGGv8w8AnzPlrA&autoplay=1&feature=share&showinfo=1&autohide=1

sabato 2 novembre 2013

Mario Fabiani interpreta Benjamin Britten nel centenaio della sua morte: 31 Ottobre .. 1913- 2013 ..


Holiday Diary, Suite per piano Opera 5  
di Benjamin Britten  (1934) 

1.   Early morning bathe
2.   Sailing
3.   Funfair
4.   Night

"..  Io voglio che la mia musica sia utile alle persone, 
che piaccia loro, che migliori le loro vite .. 
Io prendo nota delle circostanze umane della musica,
del suo ambiente, delle sue convenzioni .. 
Io credo nella musica d'occasione  .."

(B. Britten)

".. la musica possiede in sè 2 tipologie di idiomi, quello funzionale alle circostanze, teso alla comunicazione immediata, dalla vitale forza aggregante e socializzante, sia interiorizzante e quello culturale ed artistico derivato da studi, approfondimenti, ricerca di forme che la collocano in un contesto maggiormente riservato a chi abbia specifica competenza in materia .. a Britten appartengono tutte e due e Anime della musica .. Istintivo, immediato, prolifico, puro talento, sin dalla più tenera età è alla ricerca di nuove forme in una continua volontà di formazione .. 

Holiday Diary ( titolo iniziale Holiday Tales) è l'unica composizione pianistica solistica, Opera 5 del 1935 dedicata ad Artur Benjamin, che Britten abbia ritenuto degna del numero d'opus .. nella quale ci regala pagine intense, innovative e dalle variegate coloriture timbriche .. è costituita da 4 pezzi: 

nel 1° .. si ispira al fluire libero delle onde del mare del Nord, con un insistente flusso di arpeggi;
nel 2° .. un dolce veleggiare come barcarola in RE M, tonaltà particolarmente apprezzata dall'autore, luminosa e ricca di caratteristici suoni; 
nel 3° .. toccata in forma di rondò, dove aleggia l'ombra di Prokofiev, ritorna il virtuosismo del 1° brano, con momenti di svago e gioco nelle giostre del lunapark; 
nel 4° infine, si esplora lo spazio notturno con risultanze timbriche delle due mani che traggono dagli estremi della tastiera, mentre oggetti inanimati e vive presenze percorrono l'oscurità nel più caldo registro centrale .."

*Tratto dalle note di presentazione de ".. Giovedì 'n Musica .." offertaci da Emanuela Belardi come introduzione al concerto finale della Masterclass di Maria Paola Manzi del conservatorio "Ottorino Respighi" di Latina, anche lei tra gli interpreti assieme ai suoi allievi delle Opere di Benjamin Britten al fianco della viola di Gianfranco Borrelli ed a Alessandro Bianchi, Flavio Serafini, Gigliola Di Grazia Lucia Brighenti, Mario Fabiani, Sofia Marocco, Stefano Zompi .. 
che Lei stessa ringrazia calorosamente con le parole:  ".. Concerto magico, ragazzi strepitosi .. una serata davvero indimenticabile !! ..".


Anche io ovviamente mi accodo ai ringraziamenti a Tutti i musicisti che ci hanno donato Questa bell'esecuzione ed in particolare a mio figlio Mario .. con l'Augurio che sia la Musica a riportarci vicini a Quei sentimenti più veri che nutrono la nostra Anima .. dai quali purtoppo sempre più spesso ci allontaniamo invece di riaccostarglicisi in semplicità, passionalità, gioia ed armonia creativa ed interpretativa .. .. .. diamo a loro gli strumenti, la forza, la solidarietà e la fiducia affinchè non si arrendano mai e poi mai davanti ad una Vita che finalmente dia e sia la Forza al cambiamento che vogliamo vedere nel Mondo .. Quel cambiamento che più loro che noi sapranno attivare ed agire attraverso la Creatività espressa dalle Emozioni dell' Arte .. 
in tutte i suoi modi ed in tutte le sue forme .. 


Grazie ancora a Tutti Voi !!  
.. una mamma .. 
Francesca  
:)*

mercoledì 30 ottobre 2013

#31O .. l'assedio non è finito

Il 31 ottobre a Roma si terrà la Conferenza Stato/Regioni/Province/Comuni, convocata dal Governo Letta con l’obiettivo di definire un decreto sulle politiche abitative a livello nazionale. Questo appuntamento ha avuto un prologo decisamente insoddisfacente nell’incontro tra i movimenti sociali e il ministro Maurizio Lupi avvenuto lo scorso 23 ottobre, durante il quale la forte distanza tra le condizioni poste con la sollevazione e l’assedio del 19 ottobre e le posizioni espresse dal governo tramite il ministro delle infrastrutture e trasporti si è resa evidente agli occhi di tutti. Il ministro, infatti, ha sostanzialmento ribadito l'indisponibilità del governo a impegnarsi con misure urgenti sui temi della casa e del reddito, rimanendo ancorato alla politica dell'investimento nelle grandi opere e nei grandi eventi-vetrina.

In quell'occasione migliaia di persone hanno assediato Porta Pia nel corso dell'incontro mentre in tutta Italia si svolgevano iniziative di supporto e rilancio del 19 ottobre; l'esito del tavolo con il ministro Lupi non ha fatto che rafforzare la convinzione che la strada sulla quale proseguire sia quella intrapresa il 19 ottobre e che la pratica dell'assedio vada portata avanti in tutti i territori.

Per questo motivo in concomitanza con la Conferenza di questa settimana è stato lanciato un nuovo assedio sotto Palazzo Chigi; l'appuntamento è alle ore 11 in piazza Montecitorio. 

Per condividere la costruzione delle prossime iniziative e per organizzare l’appuntamento del 9 e 10 novembre a Roma promosso dall’assemblea di Porta Pia del 20 ottobre 2013, oggi pomeriggio alle 17.30 ci sarà inoltre un'assemblea al Volturno occupato.

Coordinamento cittadino Lotta per la casa.
http://www.infoaut.org/ 

martedì 29 ottobre 2013

un pensiero a Tutti gli 'mbuti in Rete ..

 poichè saper imbutare di per se 

è già Opera d' Arte !!

Questo mio pensiero vuol'esser semplicemente un'istigazione a dare sempre il meijo de se .. ognuno con i suoi mezzi e con le sue capacità .. ma Sempre !!

Affettuoserrime imbuterie coccolose   :D*
 
Neustadt Kunsthofpassage, Dresda, (Germania). 

le melodie dell'acqua. 
Il palazzo che suona quando piove. 
by Christoph Rossner, Annette Paul e Andre Tempel.

Grondaie e imbuti dalla forma di trombe musicali catturano l’acqua che scorre fuori la costruzione in un elaborato sistema di drenaggio.

lunedì 28 ottobre 2013

Dati epidemiologici dal RAPPORTO ERAS nel Lazio

Ancora una volta ci troviamo a dover commentare relazioni tecniche allucinanti fornite dagli organi preposti al controllo degli inquinanti emessi dagli impianti dannosi per la salute.  Dopo due settimane in cui la discarica di Roncigliano ha emesso odori nauseabondi (leggi ad esempio qui, qui, qui, qui e qui ) le candide considerazioni tratte dall'ing. Montanaro dell'ARPA Lazio suonano come uno schiaffo in faccia e una presa per i fondelli a tutte le persone che si sono affollate ai pronto-soccorso e alle migliaia che hanno inalato in questi mesi le puzze allucinanti della discarica.  L'ingegnere assicura che alle ore 18 di ogni giorno il VII° invaso viene ricoperto con FOS e pozzolana.  

Per cui la discarica non può puzzare !! 

Come no, e magari i gabbiani che affollano il VII invaso si sono dati appuntamento per un bel rave party .. 

Il meglio lo dà, però, raccontando ai segugi dell'Arpa che attorno all'invaso opera un TRASFORMATORE DI ODORI MOLESTI IN ANIDRIDE CARBONICA E ACQUA e magari anche il piombo in oro, perchè no? 
 
Per parte nostra abbiamo preso in considerazione ed analizzato l'unico studio su base regionale (il rapporto salute ERAS - Asl RME – 550 pagine) per comprendere bene quali siano gli effettivi rischi per la salute degli abitanti delle zone attorno alla discarica, ecco qui le nostre considerazioni

Vi sentite allarmati?  Attivatevi !!  Partecipate alle iniziative del Coordinamento contro l'inceneritore!  


COORDINAMENTO CONTRO L?INCENERITORE DI ALBANO

Rifiuti. Autorizzato dalla Regione Lazio l'ampliamento di Cupinoro per 450mila MC

Sabato 26 Dicembre contemporaneamente al nostro corteo in Piazza Mazzini ad Albano, se ne terrà un'altro sugli stessi temi a Bracciano. Ma cosa succede dall'altra parte del Raccordo Anulare? 
Copia-incolliamo un interessante articolo dal sito del nuovo giornale del Presidio della Falcognana 
( http://laprimaveradiroma.org ): 

BRACCIANO -  Si complica la situazione a Cupinoro, come era facile immaginare. 

E' stato infatti autorizzato dalla Regione Lazio l'ampliamento della discarica di rifiuti di Cupinoro, a Bracciano. Accanto agli invasi già esistenti, nell'impianto sulla Settevene Palo,  ne sarà realizzato uno nuovo da 450.000 metri cubi denominato Vaira 1.

Il parere positivo di compatibilità ambientale del progetto, presentato nel 2012 dalla Bracciano Ambiente, la società del Comune di Bracciano che gestisce la discarica, è stato rilasciato lo scorso 16 ottobre dal direttore dell'area Valutazione di impatto ambientale della Regione Lazio, Raniero De Filippis. Con Determinazione n. G00480 la Regione Lazio ha rilasciato il parere favorevole. La volumetria autorizzata,  era stata richiesta dalla B.A. per supplire alle necessità dell’allora previsto impianto TMB da 135.000 t/a; oggi l'impianto TMB è stato ridimensionato scendendo a 60.000 t/a, per cui non è ben chiaro il motivo di questo aumento di volumetria.
Il progetto prevede l'utilizzo dell'area dell'ex cava Vaira. Nell'invaso potranno essere stoccati "rifiuti solidi indifferenziati da raccolta differenziata" per una volumetria complessiva di 450.000 metri cubi, di cui 403.000 metri cubi a disposizione dei rifiuti. La discarica potrà svilupparsi anche in altitudine, per una massimo di 308 metri di altezza fuori invaso.
Il Sindaco di Bracciano Giuliano Sala ha parlato di 23 MLN di Euro necessari per l’ampliamento dell’invaso e per l’impiantistica a supporto circa 2,5 MLN saranno spesi per l’ampliamento e circa 14 MLN per un impianto biogas e piccolo impianto di compostaggio asservito utile al trattamento delle 30.000 tonn/anno di umido.
Contro l'ampliamento della discarica di Cupinoro si stanno organizzando manifestazioni e cortei pacifici. Il 26 ottobre 2013 dalle 8 alle 18 al Km. 6.2 della Settevene Palo in corteo e sit-in davanti l'ingresso della discarica. Dalle ore 16, al centro di Bracciano, in piazzale Pasqualetti, avrà poi inizio un nuovo grande corteo per le strade di Bracciano.
Il 27 ottobre 2013 dalle ore 15 partirà da Piazza Mazzini sotto il Castello Odescalchi di Bracciano un corteo informativo che raggiungerà il Convento dei Cappuccini lungo la via Braccianese Claudia, attaversando anch'esso tutto il paese di Bracciano. Un centinaio di persone del Comitato Bracciano Stop Discarica hanno già manifestato a Bracciano Nuova, per gridare il proprio diritto alla salute ed annunciando che "Se ci portano Malagrotta, noi faremo una rivolta".
Il Vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli a seguito delle notizie relative a Cupinoro ha dichiarato: "Dalle informazioni disponibili sembrerebbe che gli uffici tecnici della Regione Lazio abbiano dato parere positivo per l'ampliamento della discarica di Cupinoro. È legittimo da parte deicittadini esprimere preoccupazione e dubbi rispetto alla trasparenza di tale procedura, sia per la tempistica sia per le modalità".
"Innanzitutto non vi è stato alcun processo di consultazione e  coinvolgimento della popolazione, né è chiaro se il presunto ampliamento sia destinato a smaltire i rifiuti dei comuni limitrofi o piuttosto siafinalizzato a far diventare il sito di Cupinoro, dal 1 gennaio 2014, parzialmente sostitutivo di Malagrotta - aggiunge - In questo caso diventerebbe carta straccia quanto deciso dal Consiglio regionale del Lazio il 23 settembre scorso, ovvero ferma opposizione alla delocalizzazione dei rifiuti di Roma fuori dai confini territoriali di Roma Capitale stessa. È evidente che un eventuale aumento della volumetria della discarica di altri 450mila metri cubi dovrebbe essere giustificato da motivazioni ben precise che i cittadini hanno il diritto di conoscere".
Intanto la Regione Lazio in una nota ha affermato: "In merito alla notizia del parere positivo degli uffici della Regione Lazio riguardo all'ampliamento della discarica di Cupinoro si precisa che non si tratta di un via libera definitivo poiché dopo la VIA (valutazione di impatto ambientale) dovrà seguire il rilascio dell'Aia. Inoltre, si ricorda che la richiesta di ampliamento della discarica di Cupinoro è stata avanzata dalla Bracciano Ambiente nel 2012 alla precedente Giunta regionale, di cui era assessore l'attualeconsigliere Cangemi, per garantire solo ed esclusivamente lo smaltimento futuro dei rifiuti del bacino che attualmente conferisce nel sito di Bracciano".
 

#puzzacheaccora

Ai castelli certi rifiuti non si riciclano  ..  Priebke boia !! 
e se lo dice 'na piazza intera è più che vero .. 
Albano non dimentica: 
Priebke boia !!

Albano Laziale: Manifestazione contro l'Inceneritore e le discariche

Falcognana e Albano uniti contro le discariche

Presidio No Inc Albano Laziale 19 ottobre 2013

Straordinaria mobilitazione popolare, da Albano ad Ariccia, contro il ‘biocidio’ dei rifiuti - Castelli Notizie

Straordinaria mobilitazione popolare, da Albano ad Ariccia, contro il ‘biocidio’ dei rifiuti - Castelli Notizie

venerdì 25 ottobre 2013

“Gabbiani in festa e pesci in barile” - Video Eco-Balla n.31.


Centinaia di gabbiani sostano tutto il giorno, dalla mattina alla sera, sopra il VII invaso della discarica di Roncigliano.  

Sono stati filmati dai residenti della zona che li hann...o video-registrati nel corso della nella giornata di ieri, 23 ottobre 2013, alle ore 15,00 circa.  

Sono in cerca di approvvigionamento, intenti a scendere in buca per procacciarsi da mangiare e bere e poi risalire, in un vortice continuo. 

Non solo, quindi, il fetore violento che si sprigiona dalla discarica, soprattutto dopo il tramonto e fino alle prime luci dell’alba,che continua ad essere insopportabile.  


Contraddicendo le recentissime dichiarazioni del sindaco di Albano Marini e del consigliere delegato ai rifiuti Andreassi, che considerano “la situazione tornata alla normalità”.  

Ma, anche, i circa 40 refertati dai locali pronto-soccorsi di Albano, Pomezia e Aprilia, controprovano il vero e proprio disastro igienico-sanitario ed ambientale in pieno corso di svolgimento, che nessuno ha il coraggio di affrontare e, soprattutto, risolvere.  

Gli antichi romani, avrebbero chiamato in causa un’apposita casta di sacerdoti, dedita all’interpretazione del volo degli uccelli, a noi basta guardare in faccia i tanti avvoltoi che girano nel mondo della politica e dell’amministrazione.


http://www.telecountrynews.it/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=200&video_id=501

  

Spending review .. ..

La “Spina del Pesce” vintage, non le notizie, 
naturalmente ma solo il look !!!
Le Spine del Pesce  ..  la 75esima

giovedì 24 ottobre 2013

SABATO 26 OTTOBRE DA PIAZZA MAZZINI ALBANO - ore 15,00 CORTEO CITTADINO contro DISCARICA e INCENERITORE

Cerroni, Acea, Ama tentano ancora di ottenere gli incentivi di stato (ex CIP 6) per costruire l'inceneritore.  La loro nuova richiesta pende tuttora presso il GSE-MINISTERO dello sviluppo economico.  Dopo il presidio di luglio i cittadini organizzati nel Coordinamento dovevano essere riconvocati al ministero per settembre, siamo quasi a novembre e nulla si vede all'orizzonte. 


CERRONI E SOCI NON HANNO ALCUN DIRITTO 
SU QUEGLI INCENTIVI IL MINISTERO DI ZANONATO 
DEVE CHIUDERE QUESTA STORIA.

Dal 2010 e poi nel 2011, 2012, l'ARPA e l'Ecocontrol stessa, ditta di fiducia di Cerroni, hanno accertato sforamenti di inquinanti organici (cloroformio,benzene,tribromomretano,dibromoclororometano) e inorganici (ferro, arsenico,fluoro,manganese) nei pozzi spia della discarica di Roncigliano. Questa situazione fa venire meno le basi dell'AIA DEL 2009 ed impone a regione e comune l'avvio di una caratterizzazione interna alla discarica che porti alla chiusura del sito e alla sua bonifica.

LA REGIONE DEVE RIVEDERE E CANCELLARE L'AIA DEL 2009, REGIONE E COMUNE DEVONO FINALMENTE PROCEDERE ALLA CARATTERIZZAZIONE INTERNA DELLA DISCARICA.

Le esalazioni venefiche rilevate con particolare forza negli ultimi mesi dalla discarica, che hanno comportato almeno 30 referti medici emessi da più pronto soccorso del territorio (Albano,POMEZIA,Aprilia) provano l'assenza o l'insufficienza del TMB (trattamento meccanico biologico) della Pontina Ambiente e l'utilizzo fuori legge del VII invaso.

VA PUNITA LA PONTINA AMBIENTE 
VA FERMATO IL FLUSSO DEI COMPATTATORI 
AMA DA ROMA E DEFINITIVAMENTE CANCELLATO 
IL DECRETO CLINI.


COORDINAMENTO di ALBANO CONTRO L'INCENERITORE 

http://www.noinceneritorealbano.it/ 


“Piange i morti e frega i vivi.” Eco-balla di mercoledì 23 ottobre 2013.

 Eco-balla di mercoledì 23 ottobre 2013. 


Sottotitolo: lo scorso 25 aprile, in occasione del 68° anniversario della Liberazione, il sindaco Nicola Marini ha organizzato un corteo celebrativo ben distinto da quello dell’Anpi di Albano, perché non voleva “vedere in giro bandiere rosse” o “sentire cantare Bella Ciao".  Ora, giustamente, piange davanti a giornali e tv di mezzo mondo i morti trucidati dal nazi-fascismo. 
Ma ai vivi, invece, quand’è .. che comincerà a pensarci?

 

Non si tratta del film “Gli Uccelli” di Alfred Hitchcock, 
ma della discarica di Roncigliano. 

Difatti, centinaia e centinaia di gabbiani continuano a sostare, soprattutto la mattina presto e la sera, sopra il VII invaso. 

E il fetore violento che si sprigiona dalla discarica, soprattutto dopo il tramonto e fino alle prime luci dell’alba, continua ad essere insopportabile. 
Contraddicendo, nei fatti, le recentissime dichiarazioni del sindaco di Albano, Nicola Marini, e del consigliere delegato ai rifiuti, Luca Andreassi, che considerano “la situazione tornata alla normalità”. 
I 40 refertati dai locali pronto-soccorsi, solo nel corso delle ultime due settimane, sono l’ulteriore prova di un disastro igienico-sanitario ed ambientale in pieno corso di svolgimento, che nessuno ha il coraggio di affrontare e, soprattutto, risolvere. 

E’ troppo, forse, chiedere alle autorità preposte di controllare che il trattamento della spazzatura indifferenziata che arriva nel locale impianto TMB, avvenga secondo le modalità stabilite dalla legge? 

E’ troppo, forse, chiedere alle autorità preposte di verificare che nel VII invaso della discarica non finisca, come del resto previsto nel decreto Clini/Sottile, la spazzatura romana? 

E’ troppo, forse, chiedere alle autorità preposte di rendere pubbliche le risultanze del peso di tutti gli automezzi entrati ed usciti in discarica dallo scorso 25 gennaio? 
 
Sottotitolo: lo scorso 25 aprile, in occasione del 68° anniversario della Liberazione, il sindaco Nicola Marini ha organizzato un corteo celebrativo ben distinto da quello dell’Anpi di Albano, perché non voleva “vedere in giro bandiere rosse” o “sentire cantare Bella Ciao". Ora, giustamente, piange davanti a giornali e tv di mezzo mondo i morti trucidati dal nazi-fascismo. 
Ma ai vivi, invece, qu
and’è ...che comincerà a pensarci?

Non si tratta del film “Gli Uccelli” di Alfred Hitchcock, 

ma della discarica di Roncigliano. 

Difatti, centinaia e centinaia di gabbiani continuano a sostare, 

soprattutto la mattina presto e la sera, sopra il VII invaso. 

E il fetore violento che si sprigiona dalla discarica, soprattutto dopo il tramonto e fino alle prime luci dell’alba, continua ad essere insopportabile. Contraddicendo, nei fatti, le recentissime dichiarazioni del sindaco di Albano, Nicola Marini, e del consigliere delegato ai rifiuti, Luca Andreassi, che considerano “la situazione tornata alla normalità”.  I 40 refertati dai locali pronto-soccorsi, solo nel corso delle ultime due settimane, sono l’ulteriore prova di un disastro igienico-sanitario ed ambientale in pieno corso di svolgimento, che nessuno ha il coraggio di affrontare e, soprattutto, risolvere. 

E’ troppo, forse, chiedere alle autorità preposte di controllare che il trattamento della spazzatura indifferenziata che arriva nel locale impianto TMB, avvenga secondo le modalità stabilite dalla legge? 

E’ troppo, forse, chiedere alle autorità preposte di verificare che nel VII invaso della discarica non finisca, come del resto previsto nel decreto Clini/Sottile, la spazzatura romana? 

E’ troppo, forse, chiedere alle autorità preposte di rendere pubbliche le risultanze del peso di tutti gli automezzi entrati ed usciti in discarica dallo scorso 25 gennaio? 

E’ troppo, forse, chiedere alle autorità preposte di fare in modo che la salute dei cittadini venga opportunamente tutelata? 

Eppure il sindaco di Albano, Nicola Marini, ed il suo delegato, Luca Andreassi, territorialmente ed amministrativamente competenti, sabato scorso 19 ottobre non sono passati al presidio in discarica. 
Sono arrivati però, a portare solidarietà, altri sindaci, appartenenti a schieramenti politici contrapposti. A dimostrazione dell’assoluta trasversalità e, ancora peggio, gravità del problema. 
C’erano, in particolare, il sindaco di Genzano Flavio Gabbarini, di Ardea Luca di Fiori e di Ariccia Emilio Cianfanelli. 

Che, forse, saranno presenti 
anche al corteo di sabato prossimo. 




domenica 20 ottobre 2013

È iniziata con un assedio ..

Ripartiamo da Piazza San Giovanni. 

Una piazza che il 15 ottobre 2011 fu una tomba per il ceto politico, quello istituzionale e di movimento, travolto da un'epsressione di antagonismo sociale irriducibile alle forme della rappresentanza. I due anni successivi hanno confermato che non era una fiammata episodica, ma un punto di non ritorno. Allora doveva finire solo con un comizio, il 19 ottobre di quest'anno i comizi finalmente non sono stati nemmeno messi in programma.
In questi due anni la crisi ha trasformato il quadro generale, cambiando in profondità la condizione sociale. Sui territori sono evidenti i processi di scomposiszione determinati dal rafforzamento delle politiche di austerity e di impoverimento, che se non si riesce a contrastare adeguatamente rischiano di determinare rapporti di forza non favorevoli alle lotte. I movimenti che riescono a muoversi nella giusta direzione, pur tra varie difficoltà, sono tra loro diversi, uniti - come il No Tav, il No Muos, la lotta per la casa, ecc. - dalla capacità di costruire segmenti di autorganizzazione e dal tentativo di ricomporre segmenti differenti. E' dunque ricomposizione non di ceti politici ma di lotte e segmenti sociali, di quei soggetti che subiscono la crisi e sono stufi di pagarne i costi. Il 19 ottobre è stato il primo tentativo di dare visibilità a questi processi, senza delegarli a calendari fissati in modo separato ma dando vita a una nuova temporalità, autonomamente scelta dai conflitti. La giornata ha richiesto una preparazione e uno sforzo molto grossi proprio per le diversità che al suo interno si sono espresse, eravamo però tutti consci che è stato solo un inizo.
Uno sguardo attento alla manifestazione può leggere queste diversità. Vi erano con grandi numeri gli occupanti di case. Non si è trattato solo della ricorrenza delle ciclicità delle occupazioni abitative a Roma, ma di un qualcosa di più e di differente. Ne sono una traccia visibile l'enorme presenza di migranti, come protagonisti diretti del corteo, e la diffusione che il tema della casa ha assunto in territori su cui non era mai stato presente. L'occupazione diventa così risposta concreta e perfino necessaria a un bisogno materiale sempre più messo in discussione o apertamente negato dalla crisi. Vi era poi, consistente, la presenza del precariato giovanile e di quegli stati sociali sociali privati di reddito e di possibilità, che hanno pagato i costi della crisi in termini forti. Vi erano, ovviamente, i soggetti delle lotte territoriali, ormai un'affermata costante degli ultimi anni.
Questa manifestazione ha espresso due lati. Uno è costituito dalla contrapposizione alle istituzioni e allo Stato, blindato di fronte a quello che effettivamente è per loro un vero pericolo: non di ordine pubblico, ma di ordine sociale. Perché sono segmenti sociali che non vogliono più pagare la crisi e si uniscono per farlo. Qui il reddito non è agitato come una bandiera ideologica, ma è agito nelle pratiche materiali di riappropriazione. L'altro lato è la costruzione di una legittimià dell'illegalità, che richiederà ancora molti passaggi. Le forme di lotta non sono mai uguali a loro stesse, pena diventare inefficaci: vanno valutate e sperimentate a seconda degli obiettivi e dei passaggi politici concerti.
Per quanto i media avessero tentato di seppellirre il 19 prima sotto una cappa prima di silenzio e poi di criminalizzazione, la partecipazione è andata ben al di là della composizione militante. A noi non è mai interessato giocare il 19 contro il 12, proprio perché si tratta di due cose che si muovono su terreni di radicale incomparabilità. Lo si è visto non solo per i numeri, che già di per sè sono molto significativi: nonostante la mobilitazione delle strutture partitiche e sindacali e la pubblicità mediatica che ha ricevuto la manifestazione in difesa della costituzione, il 19 l'ha doppiata sul piano della partecipazione. Ma è soprattutto la qualità di questa partecipazione la differenza decisiva e quella che qui ci interessa. E' la composizione, appunto, dei soggetti che - dal punto di vista di classe e generazionale - si trovano a fare i conti direttamente con la crisi, che non hanno più nulla da difendere, per cui la non rappresentabilità non è una questione ideologica ma innanzitutto materiale. E' qui che si sono infranti tutti i tentativi di ricomposizione del quadro della sinistra istituzionale, ed è qui la radicale diversità del 19 rispetto a molte date nazionali degli anni trascorsi.
Una scommessa, l'avevamo definita. Bene, oggi possiamo dire che una prima parte di questa scommessa è stata vinta. Non è stata il risultato della spontaentità, ma del lavoro di costruzione politica che ha cercato di far prevalere determinate priorità. In primo luogo, quella di far emergere la politicità intrinseca della composizione sociale e non il protagonismo di gruppi e strutture. In secondo luogo, abbiamo insistito sul carattere del processo e non del mero evento. Il 19 è iniziato sul piano territoriale già da alcune settimane, con le tante iniziative che hanno avviato, riavviato o rafforzato percorsi esistenti o da coistruire. Ed è il lavoro politico territoriale quello a cui il 19 rimanda e su cui questa scommessa va ulteriormente verificata.
Dire che una prima parte di questa scommessa è stata vinta, allora, non significa fare calcoli di bottega, accontentarci di un importante risultato. Al contrario, sappiamo che la strada è lunga, che il lavoro politico da fare è tanto, ed è proprio la maturità di questa consapevolezza a poterci permettere di rilanciare in avanti il processo del 19. Sono questi nodi all'ordine del giorno: la contrapposizione e il rapporto di forza tra le classi, tra le forme di insorgenza sociali e le istituzioni, vanno pensati, proposti e organizzati con intelligenza politica e lavoro concreto.
Usciamo quindi dal 19 ottobre sapendo che non ci sono scorciatoie o tavoli di trattative che tengano. I ceti politici, per quanto sconfitti e svuotati di ogni funzione, non rinunceranno a tentare di riaffacciarsi in modo parassitario. Ma oggi siamo un po' più forti, anche perché al posto di un comizio, questa manifestazione è terminata con un accampamento, cioè con la determinazione di prendersi una piazza non solo simbolicamente e di restarci. Per la prima volta negli ultimi anni questa manifestazione è terminata per non terminare. E tutti sappiamo che è in questo processo che la sfida della ricomposizione va giocata.

Redazione di Infoaut.org
http://www.infoaut.org/index.php/blog/editoriali/item/9359-%C3%A8-iniziata-con-un-assedio

#19O # Roma non è che l 'inizio

#dignità #futuro #libertà noi ci stiamo!
Questa immagine è il più forte spaccato dell'Italia che si sta oppenendo a questo sistema di ladri farabutti e che .. con la sua pacifica e serena riappropriazione degli spazi sociali sui nostri Territori .. sta portando a livello centrale in piazza determinazione e saggezza appresa in questi anni di lotta .. ci siamo e ci siam sempre stati .. nun ce ne siamo mai andati .. abbiamo lavorato giorno per giorno sui nostri Territori per la difesa dei nostri inalienabili Diritti: casa .. lavoro .. sanità .. reddito .. cultura.

chi non c'era è all'occhi di Tutti e taccia dignitosamente .. se ha paura di questo spaccato dell'Italia pf si scansi (.. e nun dia fiato ad arie insane di cui gia respiriamo fin troppo a pieni polmoni i miasmi delle loro discariche nei nostri Terrritori ..)  dando risalto alle stronzate dei media di regime ma almeno abbia la capacità di leggere i fatti reali accaduti e nun se sciaqui la bocca con parole come: 'violenza' ''scontri' o simili bagianate .. o schifosamente come altri di 'strumentalizzazione politica' .. chi non c'era non fa parte di questa Italia che sa come autodifendere le proprie Lotte e le proprie Idee e lo sta dimostrando sin troppo pacificamente e con grande maturità e serenità ma perfettamente consapevole della Realtà dello scontro di Classe in atto e della forza che va messa in atto per dimostrarlo a chi ci governa ..

.. Tutti a Porta Pia in Assemblea .. 
.. Tutti presenti sui nostri Territori ..
o la ricchezza è di Tutti o lavorare non ha senso!
chi dentro di sè non prova l'Odio di Classe .. bene .. non è in Piazza .. pensi a difendere le proprie poltrone e poltroncine a noi non interessano .. anzi è invitato vivamente a non tentare di 'infiltrarsi': non è aria per lui!

FINCHE' LA VIOLENZA DI STATO SI CHIAMERA' GIUSTIZIA .. LA GIUSTIZIA DEL PROLETARIATO SI CHIAMERA' VIOLENZA

sabato 19 ottobre 2013

Porta Pia: "a domani per l'assemblea dell'assedio, ci vediamo alle 10h!"

I numeri e la qualità della partecipazione alla giornata di mobilitazione del #19o mostrano, senza ombra di dubbio, che le strategie di panico messe in atto da questura e media mainstream nei giorni precedenti non hanno funzionato. Il messaggio del terrore non ha tenuto la gente a casa, né il comportamento di Trenitalia ha impedito che migliaia di persone giungessero da tutta Italia per portare il contributo e la voce delle lotte in corso. In corteo c'erano, e ci sono questa sera in piazza i protagonisti dei movimenti di lotta per la casa, con una composizione meticcia e metropolitana, i movimenti contro la devastazione dei territori da parte della speculazione, giovani studenti e/o precari che si auto-organizzano nelle lotte per la riappropriazione di reddito e di saperi. 

L'unica grande opera che c'interessa è casa e reddito x tutt*!”. Lo ribadiamo da qui, da questa piazza di cui ci siamo riappropriati in decine di migliaia. L'acampada di oggi non è il punto di arrivo ma l'inizio della sollevazione: un contributo all'innesco di un processo sociale più generalizzato di partecipazione e riappropriazione.

Dall'acampada che sta assediando i palazzi dell'austerity a Porta Pia invitiamo la città di Roma (anche quella che oggi non c'era) ad un'assemblea di discussione e rilancio del percorso per domani mattina alle 10.00
 
Raggiungeteci a Porta Pia!! Assediamo i palazzi del potere!!

#19O: Diretta dall'assedio

mercoledì 16 ottobre 2013

#19O


#18O


Contro il vertice Italia-Israele. Torino, 30 novembre, 1 e 2 dicembre

Il 2 dicembre si svolgerà a Torino l'incontro inter-governativo tra Italia-Israele. Un occasione per il nostro governo di stringere una ancora più stretta alleanza con quello sionista, ignorando i crimini che quotidianamente vengono perpetuati contro la popolazione palestinese.
Le ricadute di questi accordi coinvolgono anche il nostro territorio, con l'importazione di sistemi di sorveglianza, test di nuove armi da guerra che poi vengono utilizzate contro i palestinesi, importazioni di prodotti provenienti dagli insediamenti sionisti considerati illegali anche dalla Comunità Europea, ecc...
Il Comitato Mai Complici di Israele propone un percorso di iniziative per arrivare alla data di mobilitazione nazionale del 30 novembre, in cui una manifestazione a Torino ribadirà un forte no a questi accordi della vergogna.
Qui di seguito trovate l'appello e una
prima bozza del calendario delle iniziative.
Mai Complici di Israele!

Contro il vertice Italia-Israele
A distanza di due mesi dal suo insediamento, il governo delle larghe intese si precipita ad inviare in Israele il suo primo ministro, come sua prima visita fuori dall'Europa, con l'obiettivo di confermare la continuità della politica italiana sulle questioni mediorientali ed il suo sostegno incondizionato ad Israele.
Israele, grazie all'altissimo numero di aziende create nei settori dell'innovazione tecnologica e della ricerca, viene considerato come la nazione start up per eccellenza. “Abbiamo molto da imparare da Israele”, dichiara Enrico Letta durante il suo colloquio col premier israeliano, che lo riceve il 1° luglio 2013 nel suo ufficio a Gerusalemme. L'Italia vuole più innovazione nella propria economia e per questo intende rafforzare la cooperazione con Israele. “Ho avuto l'opportunità di vedere quanto è intensa e profonda la cooperazione bilaterale tra i nostri due paesi ma ho anche capito come possiamo rafforzare questa cooperazione... Abbiamo fissato come data il 2 dicembre per il vertice bilaterale, il quarto... In quell'occasione si cercherà di finalizzare accordi già in essere in campo universitario ma anche energetico sul quale oggi abbiamo avuto una conversazione interessante”.
Il tanto atteso incontro intergovernativo si terrà il 2 dicembre a Torino. “Sarà un'opportunità per capire come costruire anche noi una start up nation”, dice il Presidente del Consiglio.
Ormai è da anni che i rapporti fra Italia e Israele sono sempre più stretti.
Ad oggi, l'Italia, è il quarto partner commerciale di Israele ed è diventata, in base ad accordi di cooperazione legati a turismo, ambiente, energie rinnovabili, acqua e trasporti, il secondo partner mondiale del governo israeliano nel campo delle materie scientifiche. Il governo delle larghe intese sta offrendo ad Israele nuovi scambi scientifici con trasferimento di know-how italiano nell'ambito della ricerca universitaria (attraverso accordi e progetti congiunti in settori più o meno dichiaratamente militari) e nell'ambito della compravendita di sistemi di sorveglianza di produzione israeliana (usati nella costruzione del Muro dell'Apartheid e destinati ad essere installati sulle coste delle grandi isole e del meridione italiano!).
Le operazioni militari congiunte tra i due paesi, nel deserto del Naqab e a Decimomannu in Sardegna, sono ormai azioni di routine. Sempre in Sardegna, da anni, gli aerei da guerra israeliani testano le loro nuovi armi che vengono poi sistematicamente impiegati contro i palestinesi. Inoltre, sembra che nella base militare di Camp Darby in provincia di Livorno vengano stoccate le famigerate DIME (Dense Inert Metal Explosive); esplosivi usati durante l'operazione Piombo Fuso contro la Striscia di Gaza nel 2008 – 2009.
A livello commerciale, l’Italia è diventata la porta d’ingresso principale per lo smistamento delle merci israeliane nella Comunità Europea. Molte di queste merci provengono dai Territori Occupati nel ’67 e sono prodotte da aziende che hanno sede negli insediamenti sionisti considerati illegali dalla stessa Comunità Europea. Rispetto a merci equivalenti ma provenienti da altri paesi non-comunitari i prodotti israeliani hanno molte agevolazioni doganali.
Grazie agli scambi “culturali” fra i due paesi e al sostegno garantito da tutte le istituzioni italiane, gli intellettuali israeliani hanno accesso libero a tutti i mezzi di informazione con le immaginabili conseguenze.
Praticamente: il governo Letta pone lo stato di austerità in Italia destinando sempre più fondi alla cooperazione con Israele.
Tutto ciò avviene mentre “l'Oasi democratica del Medioriente” accresce in modo esponenziale la sua politica razzista e aggressiva nei confronti del popolo palestinese.

La colonizzazione sionista della Palestina e la pulizia etnica vanno avanti. Dopo aver espropriato più del 75% del territorio palestinese per insediarvi il “loro stato” i sionisti continuano con i piani di deportazione forzata della popolazione palestinese. Grazie al Piano Prawer i beduini del Naqab, al sud della Palestina, verranno trasferiti in modo coatto nei “Centri di Raccolta”. La stessa sorte sta toccando ai palestinesi residenti al sud della città di Hebron, nella Valle del Giordano e attorno a Gerusalemme.
Mentre il Muro dell'Apartheid continua a frammentare la presenza palestinese nei Territori Occupati l'esercito israeliano e i coloni continuano indisturbati nelle loro azioni di rastrellamento e di assedio. La demolizione delle case dei palestinesi, lo sradicamento e l'incendio degli alberi come l'arresto dei palestinesi sono ormai fatti di ordinaria amministrazione. Un recente dossier dell'ONU rivela che dal 2002 ad oggi 7 mila bambini palestinesi sono stati malmenati, arrestati, minacciati di morte e violentati nelle prigioni israeliane. La loro colpa? Aver lanciato sassi contro i coloni o i blindati dell'esercito israeliano.

La Striscia di Gaza continua a vivere assediata, chiusa nella morsa ermetica del suo carceriere sionista: è una striscia di terra, palestinese, che Israele cerca di soffocare esercitando il controllo de facto delle frontiere:
•dal cielo attraverso il controllo militare dello spazio aereo;
•dal mare attraverso il controllo delle acque territoriali;
•da terra attraverso il controllo perimetrale con sbarramento del territorio (si sta parlando di una vera e propria barriera, costituita da recinzioni di filo elettrificato con pali, sensori e “zone cuscinetto” lungo i terreni confinanti con Israele e in muri di acciaio o calcestruzzo sui terreni confinanti con l'Egitto, che circonda completamente la Striscia di Gaza).
Circa 5 milioni di palestinesi continuano a vivere da ormai 60 anni nei più di 50 Campi Profughi disseminati in tutto il medio-oriente.
È possibile che il Primo Ministro delle larghe intese non sia a conoscenza di questi fatti ormai noti a tutti.
Stringendo la mano al premier israeliano Benjamin Netanyahu, Letta sottolinea la sua fiducia che “il processo di pace” fra israeliani e palestinesi “possa avere risultati importanti e positivi”!
Per noi “MAI COMPLICI DI ISRAELE” la vera pace in Palestina può avvenire solo dicendo:
• No al progetto sionista di pulizia etnica della Palestina
• Sostegno alla lotta del popolo palestinese per il suo Diritto al Ritorno e all'Autodeterminazione
• Rigetto degli Accordi di Oslo
• Campagna BDS come alternativa alla cooperazione Italia-Israele
• Sostegno alla resistenza ed alle lotte dei prigionieri
• Interruzione dei rapporti commerciali ed economici, politici, militari e culturali tra l’Italia e Israele.
Comitato Mai Complici di Israele
Ecco, invece, il calendario (in via di definizione) delle numerose iniziative.
mercoledì 16 ottobre ore 21 presso Sala Antico Macello (Via Matteo Pescatore 7) : Torino, assemblea cittadina aperta alle realtà e ai soggetti interessati a sostenere la campagna

venerdì 25 ottobre ore 17,30 presso Palazzo Nuovo (università degli Studi di Torino): presentazione ufficiale della campagna con Gianni Vattimo, Massimo Zucchetti e Comitato Mai Complici di Israele

sabato 9 novembre: serata benefit organizzazione campagna con cena presso Csoa Askatasuna (Corso Regina Margherita 47, Torino) ore 20,30 e concerto live degli Egin.

sabato 30 novembre: Torino, MANIFESTAZIONE NAZIONALE contro il vertice Italia-Israele

Domenica 1 dicembre: seminario sul sionismo

Lunedì 2 dicembre: presidio cittadino in concomitanza al vertice.
per maggiori info o comunicarci iniziative a livello nazionale a sosstegno della campagna andare alla pagina facebook https://www.facebook.com/events/724053264275056/

Verso il #19O, Trenitalia usurai!

Trenitalia minaccia e strumentalizza la partecipazione al corteo romano del #19 ottobre. Dopo settimane di trattative l'ennesimo voltafaccia di Trenitalia che alza scandalosamente i prezzi dei biglietti compromettendo la partecipazione alla #sollevazione generale. In molte città italiane sono state occupate le sedi di Trenitalia, vista come un'azienda di usurai che cerca di speculare sulla partecipazione di massa alla scadenza romana.

Manifestazioni in tutta Italia contro Trenitalia #16O. A meno di tre giorni dalla manifestazione nazionale di sabato a Roma, si torna a manifestare intutta Italia per il diritto alla mobilità. Oggetto delle proteste è la scelta, presa qualche giorno fa, di Trenitalia di sospendere le trattattive per la realizzazione di "treni speciali" in occasione della manifestazione romana.
Infatti, nonostante sembrasse esserci qualche spiraglio per una soluzione politica di garanzia verso tutti i manifestanti che da nord a sud arriveranno il 19 ottobre nella capitale, l'intervento di questure e Ministero dell'interno ha fatto saltare il tavolo di trattativa negando di fatto il diritto di partecipazione alla giornata per tante persone provenienti da tante città del paese. Si è scelto così di manifestare oggi il proprio dissenso verso queste politiche - dettate evidentemente dalla paura di una giornata che si preannuncia di massa motivo per cui tentano di limitarne la partecipazione - protestando direttamente contro Trenitalia complice di attuare i piani degli organi repressivi dello Stato.

A Palermo la manifestazione si è svolta in via Roma. Assediata la direzione generale di Trenitalia i cui uffici sono stati bloccati sin dalle prime ore della mattinata. Lo striscione che recitava "Per il diritto a manifestare: assediamo Trenitalia. Verso il #19O" è stato esposto da decine di studenti, precari e disoccupati che stanno in queste settimane lanciando la sollevazione generale contro austerity e governo. Anche dal capoluogo siciliano sono in moltissimi a volersi muovere alla volta di Roma per andare a manifestare sotto i palazzi del potere. Questo - era scontato - ha messo paura ai "gestori dell'ordine pubblico" intenzionati più che mai a limitare l'afflusso dalle varie città del paese.

Torino_ contemporaneamente a diverse altre città italiane alle 12 un gruppo di student* e precar* ha effettuato un blitz all'interno della stazione di Porta Nuova occupando per circa due ore gli uffici del 'Freccia Club', il lussuoso spazio riservato ai facoltosi passeggeri dei convogli ad alta velocità 'Frecciarossa'. Con questa iniziativa è stata chiesta la riapertura della trattativa con Trenitalia e il diritto per tutti e tutte a partecipare alla sollevazione generale del 19 ottobre.Reazione inizialmente nervosa e spropositata da parte dei dirigenti locali dell'azienda delle ferrovie che si sono subito affiancati agli agenti di polizia nello spintonare e malmenare le persone presenti al presidio intimandogli di allontanarsi. Grazie alla determinazione del gruppo di manifestanti che ha resistito compatto sull'entrata del 'Frecciaclub', però, poco dopo è stato ottenuto un incontro con il dirigente locale di Trenitalia che ha infine inviato un fax alla direzione nazionale dell'azienda chiedendo ufficialmente di riconsiderare la trattativa e i prezzi che erano stati inizialmente accordati prima del dietrofront di Trenitalia. Fino alle 14 l'ingresso degli uffici destinati ai Frecciarossa è rimasto comunque bloccato dal gruppo di student* e precar* che ha vigilato sullo svolgimento dell'incontro affermando di non volersene andare fino all'ottenimento di garanzie da parte dell'azienda.
Forte e chiaro il messaggio levatosi durante la contestazione, che va ad aggiungersi ad una lunga serie di iniziative di avvicinamento alla data nazionale del 19 ottobre: intimidazioni e trattative saltate non fermeranno la nostra determinazione, ci vediamo tutti/e a Roma questo sabato!


Roma_Anche a Roma iniziativa contro Trenitalia per il diritto alla mobilità in occasione della manifestazione generale del 19 ottobre: questa mattina decine di persone hanno fatto irruzione all'interno del Frecciaclub, nell'androne centrale della stazione Termini, già presidiato da un ingente presenza di forze dell'ordine che all'arrivo dei manifestanti si sono schierate tutto attorno agli uffici del Frecciarossa.Da alcune ore quello spazio, solitamente appannaggio di pochi e facoltosi passeggeri, è quindi occupato dalla rumorosa presenza di studenti, precari, sfrattati che hanno rilanciato verso la giornata di lotta di sabato.
Leggi il comunicato sull'occupazione ad oltranza del Freccia Club.

Bologna_Oggi verso mezzogiorno decine di studenti e precari dei collettivi e dell' Asia – Usb si sono nuovamente recati in Stazione Centrale a Bologna. Un'altra volta hanno compiuto un blitz all'Ufficio Clienti di Trenitalia per ribadire che le condizioni imposte da questa ai precari, studenti, disoccupati che vogliono scendere a Roma a portare il loro legittimo dissenso alle politiche di austerità, sono e restano inaccettabili per il movimento.Non ci sono scusanti per Trenitalia che vorrebbe fare orecchie da mercante, strizzando l'occhio agli altri poteri forti, precettando di fatto la possibilità per tutt* di poter manifestare il 19 Ottobre a Roma chiedendo prezzi che tutto sono tranne che popolari.
L'intenzione ribadita dai manifestanti è quella che, Trenitalia o non Trenitalia, in centinaia, migliaia, ci si darà appuntamento in Stazione alle 8 del mattino del 19 ottobre stesso, pagando il biglietto al prezzo equo di 15 euro Andata e Ritorno, non di più o non di meno. Durante il blitz i manifestanti hanno più volte ribadito la sintonia e la reciprocità con chi contemporaneamente a Roma stava portando la trattativa alla sede centrale di Trenitalia.
Il gruppo ha poi percorso in corteo l'interno della Stazione, comunicando ai passanti le ragioni dell'iniziativa, sottolineando la complicità di Trenitalia alle politiche di austerità e precarietà del Governo, e invitando tutt* a venire a Roma il 19 ottobre recandosi alle 8 del mattino puntuali in Stazione Centrale.

martedì 15 ottobre 2013

Nuova Occupazione – Via Fortebraccio 52 – Pigneto

Questa mattina è stato occupato uno stabile in Via Fortebraccio nel quartiere Pigneto.  A distanza di due anni dal 15 Ottobre 2011 è stato aperto un nuovo spazio per organizzarci in vista della tre giorni dell’ottobrata romana e condividere le trame della solidarietà attiva.

Invitiamo tutti e tutte a venirci a trovare portando il sacco a pelo e tutto il necessario per far vivere un’occupazione.  Porta entusiasmo e lascia il cane a casa.

Resta attivo in ogni caso il meeting point 
all’Università La Sapienza dalle ore 15.

15 Ottobre .. lo spirito continua .. .. .. 


lunedì 14 ottobre 2013

Atti vandalici sul sentiero dell’acquedotto tra Genzano di Roma e Nemi

 Una storia di degrado, impegno civico e devastazione 
nel Parco dei Castelli Romani
ma anche di Solidarietà di Salvaguardia
I Castelli Romani hanno tanti nemici. Speculazione edilizia, lottizzazioni spregiudicate, incuria, degrado, dissesto idrogeologico, inceneritori e discariche con o senza i crismi della legalità, mafie ed ecomafie che si insinuano sempre più nell'economia locale, maleducazione civica fatta di ottusità ed indifferenza, di calcinacci, amianto e rifiuti di ogni genere abbandonati con disinvoltura nei nostri boschi.  L'elenco potrebbe continuare con tanti (pessimi) esempi, nomi, date, località: una lista nera alla quale dobbiamo putroppo aggiungere l'ennesimo episodio, l'ennesima denuncia. 

Stiamo parlando del sentiero dell'Aquedotto, un percorso di struggente bellezza che collega Genzano con Nemi ed è stato di recente ripristinato dopo 40 anni di abbandono grazie al lavoro e all'investimento dei cittadini e delle cittadine impegnati nel progetto "La Via Verde dei Latini", maturato nell'ambito del Forum per i Castelli Romani, organizzato dall'associazione Salviamo i Castelli Romani. 

L'ultima edizione del Forum - un grande contenitore di persone, associazioni, imprese impegnate nella costruzione di una rete per la tutela e la valorizzazione del territorio - ha da poco chiuso i battenti: dal 20 al 22 settembre, le sale di Palazzo Sforza Cesarini a Genzano, hanno ospitato, tra l'altro, una mostra fotografica dedicata proprio al sentiero dell'Acquedotto, prima e dopo la "cura", fatta di giornate di lavoro volontario per ripulire e rendere di nuovo percorribile il percorso, oltre al lavoro di operai armati di motosega e l'intervento di un bobcat per ripulire l'accesso al sentiero, o perlomeno quello che avevamo identificato come tale, all'inizio di via della Lega Latina. 

Ma andiamo con ordine: il progetto la Via Verde dei Latini nasce un paio di anni fa con l'intenzione di far conoscere e rendere fruibile l'antica rete dei sentieri che da epoche antichissime collegano o collegavano varie località dei Castelli Romani. Con una media di due domeniche al mese, organizziamo delle escursioni per le quali ai partecipanti maggiorenni chiediamo un contributo di 5 euro, che destiniamo integralmente alla creazione di un fondo da utilizzare per il recupero e la messa in sicurezza dei sentieri ancora impraticabili.  Dopo un anno e mezzo, la cifra raccolta – circa mille euro - è stata destinata alla prima operazione di recupero, relativa al sentiero dell'Acquedotto, appunto.  Individuiamo il proprietario dell'antica via di accesso al sentiero, il signor Nazzareno Consalvi, al quale chiediamo l’autorizzazione a transitare sul suo terreno, proponendone in cambio la ripulira nel tratto iniziale, che si affaccia su via della Lega Latina:  al terreno si accede passando da un cancello arrugginito che l'erba ed i rovi cresciuti in decenni di abbandono impediscono perfino di aprire.  Lui acconsente, dice di apprezzare il nostro progetto ed il nostro lavoro inizia così, sugellato soltanto da una stretta di mano, come si fa tra galantuomini.

Per alcuni mesi abbiamo lavorato con entusiasmo, abbiamo interamente speso il fondo accantonato, e quando i soldi sono finiti il promotore del progetto, Lino Nicoletti, ha provveduto ad integrare quanto necessario di tasca sua:  ci sono voluti ancora qualche centinaio di euro, per noleggiare un bobcat e per far rimuovere una scavatrice completamente arrugginita, che giaceva nascosta tra i rovi. 

Tutto il nostro lavoro è documentato dalle foto disponibili sul nostro sito web  (www.forumcastelliromani.org). 

Poi finalmente, il 6 aprile, arriva il giorno dell'inaugurazione: abbiamo accompagnato il primo gruppo di visitatori sul sentiero dell'Acquedotto, raccontando il lavoro che era stato fatto e la storia di quel tracciato, percorso dai pellegrini che scendevano il cratere del lago per rendere omaggio a Diana nel tempio più importante dell'epoca romana, e ancora prima da popolazioni antichissime.  Più di tre ore di cammino da Nemi a Genzano, con soste nei punti più panoramici per spaziare con lo sguardo lungo tutta la circonferenza del lago di Nemi incastonato nel verde. Poi all'arrivo anche una bottiglia di spumante per brindare a questa bella storia. 

Una storia che però non è piaciuta a tutti:  dopo pochi giorni il signor Consalvi, che pure aveva partecipato all'inaugurazione dichiarandosi molto contento di aver dato spazio al nostro progetto, si presenta da Lino Nicoletti per informarlo di avere un socio, di cui non sapevamo nulla, e che il socio in questione non era affatto d'accordo con la nostra iniziativa e non aveva intenzione di permetterci il transito lungo il sentiero.  Il cartello che avevamo realizzato per segnalare il sentiero viene quindi staccato ed il cancello richiuso.  Risultato: il signor Consalvi ed il suo socio si ritrovano il terreno ripulito a costo zero, e tanti saluti alla Via Verde.  

Noi incassiamo il colpo e andiamo avanti.  Non ci resta che aggirare il terreno in questione per riprendere il sentiero: con qualche difficoltà, ma si può fare.  Dopo pochi giorni sparisce anche l’altro cartello, quello che avevamo collocato all’altra estremità del sentiero, dalla parte di Nemi.  

Infine, pochi giorni fa, l’altra amara sorpresa: qualcuno ci si è messo d’impegno, ha divelto i paletti in legno e si è portato via la corda del corrimano che avevamo realizzato nel tratto iniziale del sentiero per facilitarne la percorribilità.  

Non solo:  con delle tronchesi è stato anche spezzato il lucchetto della porta in ferro di accesso alle gallerie di captazione delle acque che si trovano lungo il sentiero e che il fabbro, il sig. Luciano Paparelli, ci aveva generosamente regalato a sostegno del nostro progetto. 


A chi non è piaciuto il nostro lavoro? 
Chi ha interesse a tagliare le gambe ad iniziative spontanee 
di tutela del nostro territorio? 

A stabilirlo saranno le autorità preposte, abbiamo informato le istituzioni 
preposte e non abbiamo nessuna intenzione di fermarci.  

Anzi, chiediamo ai cittadini e alle altre associazioni impegnate 
in iniziative analoghe nell’area castellana, 
di vigilare e denunciare abusi e violazioni delle normative vigenti. 

Non sono azioni vandaliche come quelle che abbiamo raccontato 
che fermeranno il nostro impegno in un progetto che parte “dal basso” 
per la conoscenza, il recupero e la valorizzazione del nostro territorio.