Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

domenica 30 settembre 2012

RIUSA, RIDUCI E RICICLA


il banner del comune di Albano mostrato ache nell'ultimo numero di  
ECO 16


Mentre ad Albano monta la polemica sul banner contro l'inceneritore affisso dal Comune (per chi non lo sapesse il consigliere Giorgi ne ha chiesta la rimozione per ragiono di decoro urbano e l'attivissima Federica Nobilio gli ha prontamente risposto di assumere una posizione netta nei confronti della scottante questione e di rispondere alla domanda:  "Il PDL di Albano Laziale è forse favorevole alla realizzazione dell'inceneritore?"), noi abbiamo pensato di unirci al "coro civile e silenzioso" di chi con gli striscioni, che stanno spuntando ai Castelli come funghi nel bosco", vuole mostrare che il territorio e le persone vogliono vivere in un mondo salubre e bello senza respirare i fumi di alcun "brucia-rifiuti" !!



Montichiari, Brescia: Benvenuti a “Discarica city”

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Montichiari (BS), è una cittadina di 24mila abitanti nota soprattutto per la questione Green Hill. Per i suoi abitanti, però, c’è qualcosa di più preoccupante: le 11 discariche presenti sul territorio comunale. In queste cave di ghiaia convertite in pattumiere sono contenuti circa 15 milioni di mq di rifiuti, stoccati in pochissimi km quadrati. Un caso unico in Europa, che vede anche 4 discariche abusive, e 3 nuove richieste di impianti trattamento rifiuti. Il Comitato SOS Terra cerca di dare un freno a questa situazione, tanto da avere finanziato, insieme al Comune, un importante studio di impatto ambientale cumulativo. I risultati, consegnati all’Arpa Lombardia il 4 settembre, sono stati mostrati alla cittadinanza attraverso un incontro pubblico. La raccolta dei dati è stata possibile grazie al progetto dell’ingegner Giuseppe Magro Q-Cumber (selezionato a Londra nell’ambito di uno start up legato alle Olimpiadi come uno dei 100 progetti mondiali più innovativi), che in soli 3 mesi ha permesso di raccogliere 1500 segnalazioni riguardanti le discariche del luogo. Questo sistema, che attraverso un modello matematico calcola, nel caso di Montichiari, la correlazione delle segnalazioni con la direzione del vento, indicando da dove arrivano gli odori sgradevoli e le sostanze nocive, si sta diffondendo anche in altre città ed altre nazioni, come Portogallo e Argentina. Ma è basato sulla partecipazione della cittadinanza, senza la quale non potrebbe sopravvivere.
  • Frattanto ai Castelli Romani prosegue la campagna dell’Associazione Differenziati “Appendi uno striscione sul tuo balcone”.  
  • Ormai i banner sono decine in tutti i Castelli Romani, grazie alla cittadinanza per il seguito che ha dato alla nostra iniziativa. 

Sottile apre alla proroga di Malagrotta: “i tempi sono stretti, sono preoccupato”

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L’ipotesi è più che concreta.  Il commissario all’emergenza rifiuti, Goffredo Sottile, si è sempre detto fiducioso che questa data sarà rispettata.  Ma questa certezza sta iniziando a vacillare.  Il tempo stringe.  Il progetto per il nuovo sito temporaneo a Monti dell’Ortaccio deve ancora superare l’ostacolo della conferenza dei servizi con Campidoglio, Provincia e Regione, che hanno messo sul tavolo i loro «pareri negativi».  Il prefetto Sottile, lette le relazioni degli enti locali, spera di fare presto, ma spiega:  «Sono molto preoccupato per questa situazione.  Potremmo non farcela per fine dicembre.  Dal punto di vista dei lavori dipenderà anche dalle condizioni meteorologiche dei prossimi mesi».  L’ennesima proroga, probabilmente di pochi mesi, è quindi dietro l’angolo.  Il Consorzio Colari, dell’avvocato Manlio Cerroni (già proprietario di Malagrotta) deve presentare gli «atti integrativi» al progetto per superare i pareri negativi esposti dagli enti locali.  «La prima parte di queste integrazioni devono arrivare in questi giorni – dice Sottile – gli altri documenti arriveranno entro la fine della prossima settimana».  La conferenza dei servizi, infatti, si dovrebbe riunire nuovamente l’8 ottobre.  Oltre ai problemi di ordine istituzionale, il prefetto deve fare i conti anche con le proteste dei cittadini che venerdì notte hanno bloccato i camion all’ingresso dell’inceneritore Ama per i rifiuti ospedalieri di Ponte Malnome, a due passi da Malagrotta.  Il commissario preferisce non commentare quanto accaduto e ammonisce:  «Noi andiamo avanti».  Il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, intervenuto a un convegno sui rifiuti all’Università Roma Tre, lancia la sua «rivoluzione» in quattro punti per superare l’emergenza rifiuti:  «fiducia dei cittadini», «partecipazione», «responsabilità» e «innovazione».  Non si tratta di misure concrete ma di buone intenzioni da tradurre nella pratica.  Riguardo alla fiducia, Zingaretti ammette che «i cittadini giustamente non sempre si fidano delle istituzioni».  Poi ha ricordato che lui aveva «individuato un sito piccolo, provvisorio, di rifiuti trattati da valutare in conferenza dei servizi, conferenza che non è mai stata fatta».  Il riferimento è a Pian dell’Olmo, uno dei siti scelti dal prefetto Pecoraro, all’epoca commissario, poi scartato dal ministro all’Ambiente Corrado Clini.   Sul tema dell’innovazione Zingaretti auspica l’impegno di imprese e atenei, ma ricorda anche che tutto deve passare prima dall’incremento della raccolta differenziata.  Il ministro Clini, nel frattempo, ha precisato che intende «aggiornare gli obiettivi stabiliti dalla legge per il trattamento dei rifiuti urbani, per adeguarli alle nuove direttive europee».  Si tratta delle norme che dovranno essere rispettate anche nella nuova discarica di Monti dell’Ortaccio.  Provincia e Comune hanno messo in evidenza criticità «ambientali», «assenza di prove di permeabilità» e proprio la «non conformità alle norme vigenti in materia ambientale».  Il prefetto Sottile si è sempre detto fiducioso che questi problemi saranno superati.  La conferenza dei servizi, però, ha dei tempi fisiologici. Come detto, la prossima seduta si terrà l’8 ottobre.  E non sarà l’ultima.  Mancano tre mesi alla scadenza della proroga di Malagrotta.  Il tempo non gioca a favore del commissario.  Per questo Sottile si dice «preoccupato».

E' ora di toccare gli intoccabili!

Ma è mai possibile che nessuno, dico nessuno, metta mai in discussione le spese in armamenti?

Pare un dogma di fede, non se ne può neppure discutere.

E infatti nessun partito ne ha fatto cenno, di fronte ad una finanziaria che calpesta i diritti di tutti e sacrifica i beni comuni pur di salvaguadare i privilegi di pochi potenti intoccabili.

Solo il Movimento Nonviolento, la Rete Disarmo, la campagna Sbilanciamoci e la Tavola della pace, con padre Alex Zanotelli lo hanno denunciato con il coraggio e la lucidità che li contraddistinguono!
La lobby delle armi, evidentemente, deve essere davvero convincente se riesce ogni volta a scomparire al momento opportuno come nessun bambino al mondo riesce a fare giocando a nascondino.

E così, in un momento di grandissima difficoltà per milioni di persone, si può valutare di tagliare qualunque cosa: sanità, istruzione, diritti dei lavoratori, tutele di base ai disabili, tutto... fuorché mettere in discussione gli enormi investimenti in armi.
 
Come Ecologisti e Civici noi abbiamo scelto di non tacere su questo punto decisivo e qualche giorno fa a Piazza Montecitorio abbiamo presentato una contromanovra tutta incentrata sul disarmo, sui tagli agli sprechi e alle grandi opere inutili.
 
Chiedo a tutti voi di diffondere queste informazioni a tutti i vostri contatti e con ogni canale possibile!

ELENCO DELLE SPESE PER ARMAMENTI DA TAGLIARE:
• CACCIA F-35. L’Italia ha una commessa di 15 MILIARDI DI EURO per l’acquisto dagli Stati Uniti d’America di 135 caccia F-35 (costo unitario ben 124 milioni di euro!)
• EUROFIGHTER. L’Ultima trance del programma (già spesi 13 miliardi di euro) per il caccia Eurofighter costerà all’Italia 5 MILIARDI DI EURO.
• AEREI SENZA PILOTI: Il nostro governo intende acquistarne 8. Costo complessivo 1,3 MILIARDI DI EURO.
• ELICOTTERI. L’Italia sta acquistando 100 nuovi elicotteri militari NH-90: costo complessivo 4 MILIARDI DI EURO
• NAVI DA GUERRA. L’Italia ha acquistato 10 fregate ‘FREMM’ costo complessivo 5 MILIARDI DI EURO
• SOMMERGIBILI. Il nostro paese sta acquistando 2 sommergibili militari: costo 1 MILIARDO DI EURO.
• SISTEMI DIGITALI PER L’ESERCITO: Il progetto «Forza Nec» serve a dotare le forze di terra e da sbarco di un sistema di digitalizzazione. Solo la progettazione in atto costa 650 milioni. La stima di spesa complessiva è intorno a 12 MILIARDI DI EURO.

Solo con la scelta di tagliare i nuovi programmi per l’acquisto di armamenti si potrebbe arrivare ad un risparmio di spesa di circa 43,3 MILIARDI DI EURO. Quasi il doppio della cifra che il governo intende prelevare operando un vero e proprio DISASTRO SOCIALE e riducendo drasticamente il potere di acquisto delle famiglie a reddito medio basso, i servizi sociali e usando gli enti locali come un bancomat per il Ministero dell’Economia.

Ma non basta perchè a queste misure si aggiungono altre proposte per tagliare la SPESA pubblica e gli SPRECHI senza tagliare il benessere dei cittadini.

• SCUDO FISCALE: Portando l’aliquota dello scudo fiscale al 20% si possono recuperare altri 7 MILIARDI DI EURO.
• OPERE INUTILI: Tagliando le opere inutili come il Ponte sullo Stretto di Messina, si possono risparmiare 8 MILIARDI DI EURO.
• OPEN SOURCE: Utilizzando software non proprietario nella Pubblica Amministrazione si possono risparmiare circa 400 euro per ogni computer: Complessivamente per tutta la PA si arriva a 3 MILIARDI DI EURO.
• SPRECHI E COSTI POLITICA: Tagliando il 70% delle ‘auto blu’ e con la riduzione delle indennità dei consiglieri regionali e dei parlamentari con i relativi vitalizi in tutt’Italia si arriva a risparmiare 7 MILIARDI.

Tagliando opere inutili, facendo pagare il giusto a chi ha evaso il fisco portando capitali all'estero (Scudo Fiscale), riducendo seriamente i costi della politica si possono risparmiare altri 25 MILIARDI DI EURO.
   
IL TOTALE E' SCONVOLGENTE: Con 68,3 MILIARDI non solo si potrebbero rimettere in sesto i conti pubblici senza sforbiciare i redditi delle classi medio- basse ma avremmo a disposizione ingenti risorse per rilanciare la nostra economia puntando sulla green economy (rinnovabili, efficienza, bonifiche, dissesto idrogeologico, mobilità pubblica), sulla ricerca sull’innovazione e sulla qualità dei servizi e della vita.
 
Basti pensare che con il costo di un solo cacciabombardiere F-35 (124 milioni di euro) si possono realizzare 183 asili nido. Sarebbe praticamente risolto il problema delle liste d’attesa degli asili nido a Roma.

La gente deve sapere!!! Anche il diritto ad un'informazione corretta è un bene comune da difendere.  

A cura di Michele Dotti - www.micheledotti.it 

"Un debito senza fondo": inchiesta di Paolo Barnard per Report

Iniziative di fine Settembre


COORDINAMENTO NO-INC DI ALBANO

Rifiuti, uomo si incatena a Malagrotta. La protesta su What’s App

ATTENZIONE, AVVISI PER TUTTA LA CITTADINANZA:

29-30 settembre, DISCAMPING AL VILLAGGIO ARDEATINO, via Ardeatina km 24,500. Per info clicca qui.
Protesta davanti alla discarica di Malagrotta dove un uomo di nome Celestino si è incatenato, nel giorno in cui la conferenza dei servizi ha bocciato la scelta di Montidell’Ortaccio come discarica provvisoria. 

La protesta corre anche What’s App, applicazione per i cellulari usata per inviare messaggi: è stato creato il gruppo Celestino per seguire in diretta cosa succede fuori alla discarica di Malagrotta. 

«Dopo la manifestazione davanti al Ministero – ha detto Celestino, uno degli abitanti della Valle Galeria – mi sono incatenato davanti all’entrata della discarica di Malagrotta. Stasera (Lunedì 24 Settembre 2012) dormo qua e ci resto fino a quando Sottile non riceve i comitati che chiedono di essere ascoltati. 

La lotta si fa dura contro la discarica di Monti dell’Ortaccio». 

Fonte: Il Messaggero.it

Rifiuti Roma, Municipio XV blocca lavori a Monti dell’Ortaccio

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”Stop immediato ai lavori a Monti dell’Ortaccio e ripristino dello stato dei luoghi”. E’ questo quanto il Municipio Roma XV, informa in una nota il presidente Gianni Paris, ”ha ordinato alla E.Giovi srl, la societa’ che sta realizzando gli interventi per la discarica. Le nuove verifiche, condotte dal XV Gruppo della Polizia di Roma Capitale, hanno confermato che i lavori realizzati dalla E.Giovi srl sono privi di autorizzazione, come peraltro ammesso dallo stesso interessato e come si legge nel verbale del 26 settembre trasmesso anche alla Procura della Repubblica”. 

”Questi interventi hanno creato un danno ambientale enorme e i dati sono impressionanti: nel sito di Monti dell’Ortaccio sono stati spostati oltre 3 milioni di metri cubi di terra. Lo sbancamento effettuato ha abbassato il livello del terreno di ben 33 metri. Ci troviamo, quindi, di fronte a lavori indebitamente realizzati che hanno comportato anche una grave compromissione dell’ambiente – spiega Paris – Ieri, insieme al presidente del XVI municipio, Fabio Bellini, ho inviato una lettera al Prefetto Sottile con delle proposte serie per un percorso alternativo all’ipotesi di Monti dell’Ortaccio come sito della nuova discarica. 

Voglio sottolineare che si tratta di un percorso formulato dai comitati dei cittadini e che sarebbe giusto prestarvi l’attenzione che merita. 

Credo che, a questo punto, Sottile debba prendere atto che la scelta di Monti dell’Ortaccio non sia ipotizzabile e che questa pratica vada definitivamente archiviata”.
 

Chi paga l’inceneritore di Parma? Un fiasco economico e ambientale!

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Da Parma verso Sorbolo: “Scusi, vado bene per l’inceneritore?” “Vede dove esce quell’auto? Svolti di lì e andrà a sbatterci contro. Ma fatelo chiudere, mettiamo tutte le firme che volete, ma fatelo chiudere!” Si trova così il termovalorizzatore di Ugozzolo. Sulla sinistra i titanici stabilimenti della Barilla, ‘la compagnia del cibo italiano dal 1877′, sulla destra un verde pianeggiante e disteso che verrebbe voglia di addormentarcisi sopra. 
Poi le gru e un intreccio di tubature e comignoli. Giganteschi. Ci si sbatte contro, avevano ragione. Il parcheggio degli operai è pieno: si lavora a pieno regime per permettere l’attivazione del ‘forno’ entro il 2012 e non perdere 40 milioni di euro di finanziamenti pubblici. Iren, che per quell’inceneritore pare ne stia spendendo 192, ha un occhio molto, molto attento alle cifre. Attorno ai camini il parco del polo ambientale. E’ una di quelle cose che lascia l’amaro in bocca, come quando si perde al gioco delle tre carte e c’è la certezza della fregatura. Perchè piantare un centinaio e più di alberi attorno a un mostro di metallo sospettato di infettare il latte materno con la diossina è quantomeno un controsenso. Perline in cambio di oro. L’oro non è da cercare sottoterra o nei fiumi, ma da scrivere in bolletta. E’ quello uno dei nodi più scandalosi di questa storia che gli scandali li colleziona. I parmigiani pagano 162 euro ogni tonnellata di rifiuti smistati: troppi, soprattutto se con invidia si guarda la media regionale di 110 euro la tonnellata. E allora via con la propaganda: con l’inceneritore si risparmia, lo scrivono anche sui giornali. Poi, però, si scopre che incenerendo la spazzatura i buoni – ma non fessi – cittadini di Parma spenderebbero 168 euro. C’è qualcuno che si sente preso in giro. Perche non mandare i rifiuti in Olanda, dove hanno un inceneritore da sfamare, come fanno i napoletani? “Mi piacerebbe sapere se i cittadini di Parma preferiscono mandare i rifiuti in Olanda con un quadro di certezza come quello di Napoli” ribatte Viero, ad di Iren, il cui nome è ricamato su un’accusa per abuso d’ufficio, visto che l’assegnazione della progettazione del termovalorizzatore non ha avuto gara d’appalto. 

Sì perchè non bastasse la diossina, le paure per la sicurezza, per l’ambiente, la bolletta, l’inceneritore è anche sotto inchiesta – di nuovo, dopo i dubbi della Comunità Europea –. 

 Inchiesta che va avanti nonostante il gip abbia detto no al sequestro dell’impianto: “Posto che l’illecito è già consumato – si legge sull’ordinanza del giudice Sarli, che non smonta quindi il castello accusatorio – porre il vincolo non servirebbe ad evitare il protrarsi o l’aggravarsi di conseguenze dannose.” La collezione di scandali acquista pezzi. Tornando invece ad un ‘r’ in più, ai prezzi, sempre secondo Viero il costo così alto dello smaltimento è da imputare “all’amministrazione, che ha voluto arricchire l’impianto di molte cose”. Nella speranza che quelle ‘cose’ siano accorgimenti per la sicurezza visto che lì accanto fabbricano una pasta mangiata in tutto il mondo. 

Visto che lì accanto qualcuno ci vive. Per pagare l’inceneritore e le sue ‘cose’ – neanche fosse una donna coi nervi a fior di pelle – Iren ha contratto un debito privato con le banche, come spesso accade ad una società privata. Peccato, però, che Iren sia una Multiutility sì privata, ma di proprietà dei Comuni, compreso quello di Parma. 
E come farà Iren a pagare il suo debito verso le banche? 

Che garanzie ha dato? 

Ha impegnato il futuro dei cittadini: 

per i prossimi 20 anni – V-E-N-T-I anni – l’inceneritore dovrà bruciare sempre la stessa quantità di rifiuti in modo da saldare il debito. 
Si spinga la raccolta differenziata, si sciolga ogni rapporto tra Comune e Iren (l’appalto per la gestione dei rifiuti soldi scadrà il 3 ottobre 2012), non cambierà nulla: the show must go on e i rifiuti nel forno. Chissà, quindi, se per placare la sua fame l’inceneritore di Parma importerà immondizia assortita proprio come quello olandese, e chissà se anche a Ugozzolo verranno bruciati i rifiuti napoletani che hanno “quel quadro di certezza”. Scusate, ma dov’è finito il Presidente della Provincia Bernazzoli, sostenitore e firmatario del cantiere di Ugozzolo, che in campagna elettorale dichiarava: “Il termovalorizzatore è una soluzione temporanea, che si affiancherà ad un aumento della raccolta differenziata al 75 per cento”? Ah, e chi lo trova, già che c’è, chieda a lui, ad Iren e a tutti i ‘fornaioli’ dove pensano di mettere le ceneri di scarto. 


Emilia Romagna, stop ai nuovi inceneritori e chiusura graduale di quelli esistenti

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“Stop alla costruzione di nuovi inceneritori e chiusura graduale di quelli esistenti”. L’assessore all’ambiente dell’Emilia Romagna, Sabrina Freda, dopo l’incontro coi vertici delle aziende conferma le parole di una settimana fa: “la linea è quella di tutta la giunta e le due multiutility si atterrano al piano”. Verifica entro il 2018. L’annuncio è di quelli importanti. “Stop alla costruzione di nuovi inceneritori in Emilia Romagna e chiusura graduale di quelli esistenti, a partire dai più vecchi”. A dirlo, dopo un incontro con i vertici di Hera e Iren, è l’assessore regionale all’ambiente Sabrina Freda. “Ci tengo a specificarlo, la linea è quella di tutta la giunta e le due multiutility si atterrano al piano”. Il piano di cui parla l’assessore è in lavorazione, ma è già disponibile un primo documento di indirizzo, approvato in estate. L’obiettivo è dunque già chiaro, ed è la riduzione graduale di discariche e inceneritori fino a passare ad un ciclo dei rifiuti basato esclusivamente su “poli provinciali di recupero”. Un obiettivo non certo facile, visto che nel 2010 i rifiuti urbani hanno superato le tre milioni di tonnellate, con un aumento che non hai mai visto rallentamenti ad eccezioni del 2009. Le percentuali parlano chiaro: dal 2001 al 2010 la produzione totale è aumentata del 22% mentre la popolazione solo del 9%. Le linee di indirizzo approvate dalla giunta invece puntano in primo luogo a prevenire la produzione dei rifiuti, prolungando quindi la vita utile dei beni. Da qui l’idea di una rete regionale di “poli di recupero”, per rimettere in circolo quello che altrimenti sarebbe destinato all’incenerimento o comunque alla discarica. Per fare questo, ha spiegato l’assessore, “servirà un patto con le aziende e il sistema produttivo, in modo che tutto quello che si produce sia riutilizzato il più possibile”. “Impossibile per il momento dare delle date”, spiega Freda, che sottolinea come il prossimo nuovo Piano regionale dei rifiuti scadrà nel 2018, “e quindi le verifiche avverranno ogni sei anni”. Detto questo le linee guida sono ormai tracciate: chiusura delle discariche, stop alla costruzione di nuovi inceneritori e utilizzo di quelli già in funzione “per lo smaltimento finale dei rifiuti urbani prodotti nel territorio regionale nel rispetto del principio di prossimità”. Poi, con la graduale apertura dei centri di recupero, chiusura di tutti gli inceneritori presenti in Emilia Romagna. L’esempio da prendere è quello di Reggio Emilia. “Quando hanno fermato il loro inceneritore – ragiona l’assessore all’ambiente – si sono fatti carico dei propri rifiuti attraverso un sistema misto discarica-trattamento a freddo mediante procedimenti meccanici-biologico”. Domani Freda sarà a Parma per discutere con l’assessore all’ambiente Gabriele Folli del termovalorizzatore che Iren vuole attivare e che invece il sindaco Federico Pizzarotti ha promesso di chiudere. 


Lo scandalo della discarica di Pianura

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Errare humanum est, perseverare autem diabolicum. 

E qualcosa di diabolico certamente c’è in tutta la vicenda che riguarda i rifiuti soprattutto quando la monnezza resta un «affare» per i «soliti», quelli che hanno devastato il territorio campano ma che come per un sortilegio, riescono sempre a farla franca in barba ad anni di inchieste, proteste, promesse, impegni, rabbia e dolore. 

Dolore si, come quello tatuato sulla faccia dei tanti abitanti di Pianura le cui famiglie sono state sterminata dal cancro e che vivono a pochi passi dalla discarica di Contrada Pisani, la collina dei veleni d’Italia. 
Nella videoinchiesta mostriamo dei documenti dai quali risulta che la pubblica amministrazione e in particolare la Provincia di Napoli guidata da Luigi Cesaro, ha continuato ad affidare la gestione dei rifiuti agli stessi gruppi imprenditoriali che avevano contribuito ad avvelenare Pianura.

Come? La Sapna, società soggetta al coordinamento e al controllo dell’amministrazione provinciale di Napoli e tenuta alla gestione del ciclo integrato dei rifiuti ha affidato una serie di servizi per lo smaltimento dell’immondizia alla Cosmer con contratti milionari. Cosa è la Cosmer? Basta fare una visura camerale o semplicemente collegarsi al suo sito internet per scoprire che i soci sono Salvatore, Giorgio, Luigi e Palma Di Francia. Gli stessi Di Francia che per vent’anni hanno gestito la discarica di Pianura con la Di. Fra. Bi. e successivamente con la Elekrica. 

Non solo ma nella loro società entra per fusione anche la Imas, una società che ha tra i proprietari la famiglia Gaeta, anche lei presente nel gruppo che con i Di Francia gestì la discarica di Pianura. «E’ assurdo che ci si continui ad affidare a soggetti che per vent’anni hanno pensato solo i loro interessi e hanno avvelenato la nostra terra facendole inghiottire rifiuti tossici dalle industrie del nord Italia che per risparmiare smaltivano illecitamente quì i loro liquami»– sbotta Giovanni Copertino, legale dell’associazione ambientalista Oceanus e di molti cittadini di Pianura, che assiste gratuitamente nel processo per disastro ambientale ed epidemia colposa in cui sono costituiti parte civile. 

Inoltre la Di.Fra.Bi e la Elektrica, sono società colpite da interdittive antimafia perché a rischio di infiltrazioni camorristiche. Provvedimenti disposti dal gruppo interforze antimafia della Prefettura con ricorsi a volte contrari altre volte favorevoli di Tar e Consiglio di Stato. Società che quindi non potrebbero e non dovrebbero avere a che fare con la pubblica amministrazione, soprattutto nel settore dei rifiuti. Quanto meno per una questione di opportunità visto che i loro soci hanno contribuito a scrivere una delle pagine più nere della storia napoletana degli ultimi anni avvelenando o lasciando avvelenare dalle industrie del nord Italia la collina di Contrada Pisani dove ora, ogni giorno, si piangono morti per cancro e linfomi. Il direttore tecnico della Sapna Giovanni Perillo però, ci spiega che non esistono questioni di opportunità: «Noi applichiamo le norme, se la prefettura ci segnala titolari di ditte con requisiti di non onorabilità allora provvediamo ad escluderle altrimenti abbiamo il dovere di tutelare anche i nostri contraenti». Da una perizia disposta dalla procura di Napoli risulta che la Cosmer è stata addirittura preferita ad altre ditte che, nella manifestazione di interesse, avevano fatto offerte più vantaggiose. 

Chi sono i Di Francia? Sono una famiglia dell’oligopolio che di fatto esiste nel sistema rifiuti e che gestisce il business attraverso il possesso di quote societarie, o un sistema di scatole cinesi nella maggior parte delle aziende che si occupano di gestione, trasporto smaltimento e controllo dell’immondizia. Il dato emerge dalle relazioni delle varie commissioni parlamentari sul ciclo dei rifiuti ed in maniera frastagliata, nelle tantissime inchieste della dda di Napoli attraverso le dichiarazioni dei nuovi «imprenditori» pentiti. In particolare nel rapporto della commissione Scalia, molto utilizzato (anche recentemente) per gli accertamenti antimafia, viene evidenziata l’esistenza di una holding attiva sul territorio nazionale sul ciclo dei rifiuti, solidi urbani e speciali, che agirebbe in regime di monopolio. «Secondo la mia esperienza – spiega Salvatore Carli, consulente di varie procure, autore di saggi e membro dell’autorità anticorruzione voluta dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris – posso dire che molte delle ditte che operano nel conferimento, smaltimento e trasporto dei rifiuti sono le stesse di vent’anni fa, o meglio sono le stesse compagini societarie che però nel frattempo hanno cambiato nome o ragione sociale o hanno lasciato spazio ai nuovi rampolli di famiglia». 

Tra le varie società in cui è possibile rintracciare questo cognome c’è la Sistemi Ambientali di cui Giorgio Di Francia è stato amministratore delegato. La Sistemi Ambientali Srl è la società che ha gestito per anni e fino al 1993 la tristemente nota discarica di Pitelli di La Spezia, protagonista di inchieste, polemiche e un travagliato processo durato 15 anni per disastro ambientale doloso, chiuso con una sentenza di assoluzione per tutti per insufficienza di prove. Il pm di Asti, Luciano Tarditi, durante una audizione davanti a una delle tante commissioni parlamentari che hanno indagato sulla morte dei giornalisti Ilaria Alpi e Miran Hrovatin e sul traffico di rifiuti, ipotizzò un collegamento tra la discarica di Pitelli, il traffico di rifiuti pericolosi, le scorie belliche e la sparizione di alcune navi. Tornando alla Cosmer, i fascicoli giudiziari ci raccontano che i Di Francia hanno sempre avuto un rapporto fortunato con le istituzioni e invece più di un debito con i napoletani: il commissariato per l’emergenza rifiuti stanziò ben 2 miliardi e mezzo di vecchie lire per bonificare e mettere in sicurezza l’area della discarica di Pianura ma l’operazione non è mai stata effettuata. Anzi tutt’ora dalla discarica fuoriesce biogas e percolato in quantità così elevate da determinare esplosioni con parametri che i periti della procura definiscono «non compatibili con la vita umana». 

Ma non si tratta solo di spreco di denaro pubblico: 
al danno si aggiunge una amarissima beffa perché i responsabili di questo scempio non possono più essere perseguiti: i reati di truffa aggravata ai danni dallo Stato per il denaro percepito, illecita erogazione di soldi pubblici e falso in relazione alla chiusura della discarica e al collaudo ormai si sono prescritti. Sono passati troppi anni (parliamo del 1995) e il pm titolare dell’inchiesta, è stata obbligata a chiedere l’archiviazione per i tre indagati, il direttore dei lavori e i collaudatori che hanno curato la chiusura della discarica. 

E i cittadini di Pianura non avranno mai più giustizia. L’inchiesta è quella scaturita dall’esposto di centinaia di cittadini residenti nell’area contaminata dai veleni scaricato per vent’anni nella discarica di Contrada Pisani, diventata la pattumiera illegale di molte aziende del nord, in seguito al diffondersi di malattie oncologiche e respiratorie. Cosa è stato sversato a Pianura e da dove provenivano i rifiuti oggi lo sappiamo. Le tabelle che pubblichiamo nella videoinchiesta sono allegate al fascicolo della procura di Napoli relativo alle indagini del procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e del pm Stefania Buda che riguarda il periodo fino al 1996 e individua le ipotesi di reato di disastro colposo ed epidemia colposa per il presunto incremento di tumori e malformazioni negli ultimi vent’anni nel quartiere di Pianura. 

Si tratta di un elenco di aziende del nord che in maniera illecita hanno smaltito polveri di amianto, rifiuti speciali, residui di vernici e collanti, fusti, resine, stucchi, scorie di alluminio, fanghi di vario tipo, ceneri di centrale elettrica. L’altro reato su cui la procura ha indagato riguarda il disastro colposo, in relazione a un possibile inquinamento di falde acquifere e terreni. Per verificare quest’ultimo reato sono stati fatti prelievi delle acque sia all’interno della discarica sequestrata che nelle aree limitrofe. In un pozzo adiacente allo sversatoio di Contrada Pisani è risultata la presenza di solventi e olii con codice di rischio R45, l’indicatore cioè dei livelli delle sostanze che possono provocare il cancro. Nella discarica invece, secondo i dati dell’Arpac, i livelli non raggiungerebbero il codice di rischio. Sul disastro ambientale le parole più allarmanti arrivano dal provvedimento del gip Alessandro Buccino Grimaldi che dopo aver esaminato le analisi dei consulenti tenici rileva intanto che nella discarica Di.Fra.Bi. sono presenti 30 milioni di metri cubi di rifiuti inquinanti e che dal cratere Senga fino alla fascia costiera di Pozzuoli non si evidenzia solo una criticità ma un reale rischio per i cittadini connesso alla dispersione incontrollata del biogas e del percolato. 

Addirittura non è stato possibile prolungare alcuni rilievi perché i parametri delle sostanze prese in esame sono risultati disomogenei e diversamente alterati fino a mille volte superiori ai valori limite consentiti. In alcuni la quantità di ossigeno e degli idrocarburi è risultata non compatibile con la vita umana. «Il pericolo accertato all’esterno della discarica integra una situazione di disastro ambientale – si legge nel provvedimento del Gip – in quanto è un fenomeno con una vasta ricaduta sull’ambiente naturale e non che si configura come potenzialmente catastrofico per il numero di persone che abitano nella zona che possono essere coinvolte, la gravità degli effetti potenziali sulle persone, la vastità del territorio interessato. La situazione di disastro ambientale è chiaramente stata causata dalla non adeguata gestione della discarica Di.Fra.Bi». Sul fronte dell’indagine “sanitaria” (epidemia colposa), il pm ha dovuto a malincuore chiedere, ottenendola, l’archiviazione. 

Nel corso delle indagini era stato effettuato uno studio preliminare da un consulente tecnico, specialista in epidemiologia, dal quale è emerso che i dati disponibili raccolti (numerose cartelle cliniche di residenti ed ex lavoratori della discarica, dati Istat, Asl e ospedalieri) non sono sufficienti per valutare i rischi per la salute derivanti dalla trascorsa ed attuale esposizione delle persone residenti a fattori ambientali di rischio. 

Perchè? 

Semplicemente perché per ottenere delle «prove» che reggano in un processo bisogna avere anche una serie di dati circoscritti all’area della discarica, (dati che invece non esistono) oltre ad una serie di casi-controllo su soggetti sani (naturalmente ci sarebbe bisogno di volontari). Solo così potrebbe essere dimostrato il nesso causa – effetto tra lo sversamento dei rifiuti tossici e l’aumento dei tumori. 

Inoltre in Campania non esiste un registro tumori e chissà se mai sarà avviato: il governo proprio alcuni giorni fa ha detto che «costa troppo» e quindi i campani non possono permetterselo ma dopo le proteste della gente il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro ha annunciato che il registro si farà.

MA .. .. C'E' CHI DICE NO !!

LISBONA - TUTTI DEVONO SAPERE COSA STA ACCADENDO A LISBONA !! NESSUNO NE STA PARLANDO.  FACCIAMO GIRARE LA VOCE !!

In solidarietà verso il movimento spagnolo e portoghese e per organizzare anche qui un' alternativa SERIA come in Spagna, 
vi aspettiamo in Piazza di Spagna (Roma) dalle 15 di domani (30/09/2012) in poi.  Ci saranno anche alcuni ragazzi che hanno partecipato alla protesta spagnola di questi giorni.
VOGLIAMO I PARLAMENTARI IN CARCERE PER ALTO TRADIMENTO
AL POPOLO ITALIANO:  NAPOLITANO & MONTI IN PRIMIS !!

QUESTA FOTO DEGLI SCONTRI A MADRID VIENE CENSURATA
RIPETUTAMENTE DA FACEBOOK - CONDIVIDIAMOLA
NON SARA' CERTO LA REPRESSIONE A FERMARCI !!

ESM, ok della Corte Costituzionale tedesca.

Alla fine tutto secondo copione. 
La Corte costituzionale tedesca ha dato il via libera alla ratifica da parte della Germania del nuovo europeo () e del ‘fiscal compact’,  
conferendo però al parlamento il potere di veto riguardo qualsiasi ulteriore incremento delle dimensioni del meccanismo di stabilità.
Qui ok all’ESM ma NO ad eventuali incrementi della cifra. 
Al massimo si dovranno impegnare i 190 miliardi stabiliti.
 E questa clausola è l’unica condizione della corte.


E l'Italia come é messa in fatto di veti?
Accettiamo sempre tutto senza porci le domande sulle conseguenze?
I mercati festeggiano o comunque in ogni dove si leggono giudizi positivi su quanto accaduto.  Un punto "importante" nel processso di salvataggio dell’Eurozona con l’intervento del Fondo Salva Stati (ESM) più il OMT di Draghi e della BCE.  Quindi, il fondo ESM entra in funzione visto che la Germania è l’ultimo dei 17 Paesi della zona euro a dover ratificare il fondo salva Stati.  Ok ok, già so cosa volete chiedere…  Cosa può significare tutto questo per l’Italia?  E’ sicuramente un ulteriore supporto a sostegno del nostro debito.  Ma non dimentichiamo anche gli “effetti collaretali” .. visto che il Bel Paese dovrà contribuire lui stesso a sostenere economicamente il fondo .. Inoltre il sostegno ci sarà SOLO se chi governerà il paese farà quello che vuole l’Unione Europea.  Quindi se si fa il compitino, allora ci sarà il sostegno.


































Qualcuno parla di commissariamento dell’Italia.













 
E forse, se non ci fosse il commissariamento, l’Italia sarebbe fallita già da tempo…
Un’ultima cosa… in molti credono che con l’arrivo di OMT e ESM l’Italia sia ad un passo da uscire dalla crisi. 
Errore madornale. 
Questi espedienti possono solo tamponare la speculazione. 
Ma la crisi economica, mi spiace, è un’altra cosa. 
Occorre intervenire con altri mezzi. 
Per esempio con la politica nazionale.
 
 (..  Aggiungo io:  OCCORRE DIRE NO !!!  ..)
 
 
 

IL MES - MECCANISMO EUROPEA DI IN/STABILITA'

Non tutti sanno che il MES è una istituzione finanziaria al pari del FMI (fondo monetario internazionale) che ha la funzione di accantonare dei soldi presi dagli stati membri che vi partecipano aderendo, per essere utilizzati nei momenti di difficoltà finanziaria degli stessi. Tutto questo sembra giusto e bello se non fosse che ci sono dei passaggi strani di cui se ne accorta solo la corte costituzionale tedesca. Dopo una camera di consiglio si è espressa dicendo che il tetto massimo di 190miliardi di euro è una cifra consistente e che non basta solo il governo a decidere, ma serve anche l'approvazione del parlamento, cosi come ha obbiettato l'assoluta insindacabilità e segretezza su come opererebbe il MES. 
La corte costituzionale italiana va di sonno in sonno profondo che è una bellezza, forse perché non ha capito cosa è il MES oppure perché sa perfettamente che se anche spostasse il potere dal governo al parlamento non cambierebbe nulla essendo praticamente tutti succubi dei banchieri. Già l'aver nominato senatore a vita una persona che non ha mai fatto ne il deputato ne il senatore la dice lunga. Ma torniamo al MES che obbliga gli stati a dare denaro ad una istituzione finanziaria non controllata e non controllabile, che può per statuto chiederti altre quote obbligatoriamente e che gestisce questo denaro a suo insindacabile giudizio e segretamente percependone anche gli interessi , già basta ed avanza per fermarsi e magari chiedere con un referendum al popolo, visto che è sovrano, cosa ne pensa. Oppure fare delle campagne televisive per informare cosa si sta facendo e come si sta operando per rendere consapevole il proprio popolo dei rischi che si stanno correndo. Niente di tutto questo il popolo viene trattato da deficiente ed i partiti una volta avuto il consenso elettorale, si dimenticano completamente del mandato e ritornano a fare gli interessi dei banchieri. Che siamo sotto una dittatura dell'usurocrazia finanziaria non vi è dubbio.  

COME SI ESCE DALL'EURO? Intervista a Claudio Borghi -


 Dr. Rath appello a Berlino 13-3-2012 (DA ASCOLTARE E DIFFONDERE) 

sabato 29 settembre 2012

107 estudantes são suspensos após protesto no Colégio Rio Branco


Na segunda-feira, 24 de setembro, os estudantes do Colégio Rio Branco de Higienópolis chegaram nas salas de aulas e encontraram câmeras. A medida não tinha sido sequer anunciada, tamanha a ditadura existente na escola. As câmeras foram instaladas no final de semana.

Cerca de 130 alunos do 3.º ano do ensino médio do Colégio Rio Branco, de Higienópolis se manifestaram contra a instalação das câmeras dentro das salas de aulas. Poucas horas depois, 107 deles receberam ligações de que estavam suspensos da aula do dia seguinte, dia 25 de setembro. Mais de 60% dos alunos do 3° ano foram suspensos.

O protesto começou às 10h20, horário do intervalo, e se estendeu por mais de duas horas.

Os estudantes relataram que se sentiram com a privacidade invadida e a diretoria se negou até mesmo a apresentar qualquer tipo de justificativa e motivos.

Já existem câmeras nos laboratórios e corredores. As câmeras foram instaladas em nove salas de aula, cinco da 3ª série e quatro da 1ª série do ensino médio até o momento.

Segundo a diretora não houve aviso prévio à comunidade escolar, porque a medida faz parte da ampliação do projeto de monitoramento, que prevê a instalação de câmeras em todas as salas de aula dos quatro andares da instituição. "Na próxima semana, instalaremos mais equipamentos em salas do ensino fundamental e médio."

Cinicamente a escola alegou que a suspensão teria sido pelo protesto ocorrer em horário de aulas.

O ex-presidente da Ordem dos Advogados do Brasil Cezar Britto afirmou que existe uma incompatibilidade entre a instalação de câmeras e a promoção da segurança nas escolas. "Não acredito que seja pedagógico colocar instrumentos de fiscalização em um ambiente de discussão, como a sala de aula. Eles inibem o debate, pois deixam os alunos com a sensação de que estão sendo vigiados".

A vigilância e controle por parte da diretoria das escolas é generalizada. A repressão em uma escola em Higienópolis, muito tradicional em São Paulo é uma demonstração do aprofundamento geral da crise, a tendência de luta da juventude e a intensa repressão.

As escolas em todo o País estão se tornando um verdadeiro campo de concentração contra a juventude. Essa repressão tenta evitar por meio da intimidação as liberdades dos estudantes.

Outras medidas têm sido adotadas nas escolas como proibição de celulares e outros aparelhos eletrônicos.

O clima de terror e a perseguição nas escolas devem ser amplamente denunciados e é preciso exigir a retirada das câmeras.

venerdì 28 settembre 2012

giovedì 27 settembre 2012


29-30 settembre, DISCAMPING AL VILLAGGIO ARDEATINO, via Ardeatina km 24,500. Per info clicca qui.

mercoledì 26 settembre 2012

Asea

Spagna, in migliaia assediano il parlamento di Madrid

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aggiornamento h23.30:
Nonostante la lunga giornata di assedio, le cariche e i proiettili di gomma della polizia, sono ancora migliaia le persone che manifestano, tuttora radunate in plaza Neptuno.
Le notizie più recenti riferiscono di 40 arrestati e diverse decine di feriti ma i numeri sono in continuo aumento per le frequenti cariche della polizia che per tutto il giorno ha affrontato con difficoltà e nervosismo il grandissimo numero e la determinazione delle persone scese in piazza.
Nel frattempo in tutto il paese stanno circolando gli appelli per riunirsi in grandi assemblee domani mattina e nei prossimi giorni, per dare continuità alla straordinaria mobilitazione messa in campo nella giornata di oggi.

h 21.00:Dopo numerose cariche che si sono susseguite, in piazza Neptuno rimangono decine di migliaia di manifestanti di fronte a uno schieramento della polizia. Diverse cariche continuano a prodursi a distanza di poco tempo. Numerosi risultano i feriti e gli arrestati. La piazza è ancora decisa a rimanere unita e decisa a non andare via, mentre i boati si fanno sempre più alti. L'ambiente continua a surriscaldarsi e la rabbia cresce.

h 19.15:
Le cariche sono partite in questo momento, mentre alcuni dei manifestanti cercavano di abbattere le recinzioni. La polizia aggredisce un manifestante che stava in prima fila nella manifestazione. Tensioni e cariche della polizia continuano nella zona di Neptuno.

h 19.00:
Mentre gli elicotteri sorvolano la zona e i poliziotti indossano i caschi, migliaia di persone continuano a dirigersi verso il Parlamento. Per il momento sono in circa 20mila che stanno partecipando all'assedio. Le persone si stanno posizionando intorno all'edificio.

h 18.30:
Un uomo di mezza età con una bandiera del sindacato andaluso dei lavoratori (SAT) è stato arrestato dalla polizia dopo essere salito sulla recinzione di protezione che circonda il Parlamento. A Sevilla nel frattempo, circa 3mila persone -convocate dal sindacato SAT- si sono radunate sotto il parlamento andaluso, scandendo cori al grido "O ci lasciano entrare o entriamo con la forza!". Nel frattempo circa 10mila persone continuano a raggiungere lentamente il Parlamento di Madrid.
Già dalle prime ore del mattino lo stato di allerta intorno al Parlamento spagnolo si è acceso. Un ingente schieramento di forze dell'ordine formato da si è posizionato nell'area antistante. La fotografia è chiara, il Palacio de Congresos risulta completamente blindato da 1400 poliziotti in tenuta antisommossa, da mezzi e da transenne.
C'è chi tra i politici - terrorizzati all'idea della mobilitazione convocata da giorni dalla piattaforma "en pie!" (in piedi!) e dal gruppo Azione di coordinamento per il 25S- rilasciava dichiarazioni su un tentativo di colpo di stato o paragoni simili. Sintomo di come il governo di Rajoy sia cosciente di giocare una partita non così facile, attanagliato dalla crisi e dalla popolazione ormai impaziente di subire la politica d'austerità dettata dall'emergenza.
Da vari punti della penisola iberica e da alcuni paesi d'Europa, migliaia di persone hanno raggiunto Madrid con autobus e macchine per partecipare all'appuntamento tanto atteso del 25S, molti sono stati i pullman fermati durante il tragitto, e non potevano certo mancare le identificazioni e le perquisizioni di quanti, dentro quei pullman, si recavano al concentramento. "Circondiamo il Parlamento fino a quando non si dimettono!". Con queste parole d'ordine si è dato il via alla giornata che ha previsto varie iniziative al suo interno tra cui un pranzo popolare, essemblee e azioni di vario tipo. Uno striscione con su scritto "Que se vayan todos" apre il corteo appena partito e che si sta dirigendo verso il parlamento. Molti i giornalisti che sono stati identificati prima che iniziasse il corteo. La tensione è alta per la quantità di poliziotti presenti nelle strade, tuttavia in migliaia in questo momento stanno marciando scandendo slogan di vario tipo, mentre un gruppo di manifestanti si trova già nei pressi del Parlamento.

il Trattato di Velsen del 18 Ottobre 2007

QUARTIER GENERALE EUROGENDFOR ITALIANO SITO IN VICENZA 
 
 
TRATTATO 
Tra il Regno di Spagna, la Repubblica Francese, la Repubblica Italiana, il Regno dei Paesi Bassi e la Repubblica Portoghese, per l'istituzione della Forza di Gendarmeria Europea EUROGENDFOR

Il Regno di Spagna, la Repubblica Francese, la Repubblica Italiana, il Regno dei Paesi Bassiela Repubblica Portoghese, qui di seguito denominati le "Parti", Vista la Dichiarazione di Intenti su EUROGENDFOR, firmata a Noordwijk il 17 settembre2004; Visto il Trattato del Nord Atlantico, firmato a Washington il 4 aprile 1949; Vista la Carta delle Nazioni Unite, firmata a San Francisco il 26 giugno 1945; Visto l'Accordo tra le Parti al Trattato del Nord Atlantico sullo statuto delle loro Forze, firmato a Londra 1119 giugno 1951; Visto il Trattato dell'Unione Europea emendato dal Trattato di Nizza, firmato il 26 febbraio2001; Visto l'Atto finale della Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa, firmato aHelsinki il 1° agosto 1975; Visto l'Accordo tra gli Stati membri dell'Unione Europea relativo allo statuto del personale militare e civile distaccato presso le Istituzioni dell'Unione Europea, dei quartieri generalie delle forze che possono essere messi a disposizione dell'Unione Europea nel quadro della preparazione e dell'esecuzione delle missioni di cui all'articolo 17, comma 2, del Trattato dell'Unione Europea, ivi comprese le esercitazioni, e del personale militare e civile che gli Stati membri mettono a disposizione dell'Unione Europea per operare in tale contesto, firmato a Bruxelles il 17 novembre 2003;
AI fine di contribuire allo sviluppo dell'Identita' Europea di Sicurezza e Difesa e rafforzarela Politica Europea di Sicurezza e di Difesa comune;
concordano
quanto segue:


Capo 1 Disposizioni generali

Articolo 1 Scopo
1. Il presente Trattato ha lo scopo di costituire una Forza di Gendarmeria Europeaoperativa, pre-organizzata, forte e spiegabile in tempi rapidi, composta unicamente daelementi delle forze di polizia a statuto militare delle Parti, al fine di eseguire tutti icompiti di polizia previsti nell'ambito delle operazioni di gestione delle crisi.2. Il presente Trattato definisce i principi fondamentali relativi agii obiettivi, allo statuto,alle modalita' organizzative e all'operativita' della Forza di Gendarmeria Europea, qui diseguito denominata EUROGENDFOR o EGF.
 

Articolo 2 Principi
Le disposizioni del presente Trattato si basano sull'applicazione dei principi di reciprocita'e di ripartizione dei costi.


Articolo 3 Definizioni
Ai fini del presente Trattato, l'espressione:a)

EUROGENDFOR indica la forza di polizia multinazionale a statuto militare composta:i)

dal QG permanente;ii)

dalle Forze EGF designate dalle Parti successivamente al trasferimento diautorita';b)

QG PERMANENTE indica il Quartiere generale permanente multinazionale, modulare eproiettabile con sede a Vicenza (Italia). Il ruolo e la struttura del QG permanente,nonche' il suo coinvolgimento nelle operazioni, saranno approvati dal CIMIN;c)

PERSONALE DEL QG PERMANENTE indica i membri di una forza di polizia a statutomilitare assegnati dalle Parti al QG permanente, come pure un numero limitato dipersonale civile designato dalle Parti, per supportare stabilmente il funzionamento delQG permanente con compiti di consulenza o di assistenza;d)

FORZE EGF indica il personale delle forze di polizia a statuto militare assegnato dalleParti ad EUROGENDFOR nel quadro di una missione o di un'esercitazione,successivamente al trasferimento di autorita', ed un numero limitato di altropersonale designato dalle Parti con compiti di consulenza o di supporto;e)

QG DELLA FORZA indica il Quartiere generale multinazionale attivato in un'area dioperazioni a supporto del Comandante della Forza EGF nell'esercizio del comando edel controllo della missione;f)

PERSONALE DI EUROGENDFOR indica il Personale del QG permanente e i membridelle Forze EGF;g)

CIMIN indica l'Alto Comitato Interministeriale. Costituisce l'organo decisionale chegoverna EUROGENDFOR;

h)

COMANDANTE EGF indica l'ufficiale nominato dal CIMIN al comando del QGpermanente e, ove previsto, delle Forze EGF;i)

COMANDANTE DELLA FORZA EGF indica l'ufficiale nominato dal CIMIN al comando diuna missione EGF; j)

STATO D'ORIGINE indica la Parte che fornisce ad EUROGENDFOR forze e/o personale;k)

STATO OSPITANTE indica la Parte sul cui territorio e' situato il QG permanente;l)

STATO RICEVENTE indica la Parte sul cui territorio le Forze EGF stazionano otransitano;m)

STATO CONTRIBUENTE indica uno Stato che non e' Parte al presente Trattato mapartecipa alle missioni e ai compiti di EUROGENDFOR;n)

FAMILIARE indica:i)

il coniuge di un membro del personale del QG permanente;ii)

qualsiasi altra persona legalmente registrata come convivente di un membro delpersonale del QG permanente, in base alla legislazione dello Stato d'origine, acondizione che la legislazione dello Stato ospitante attribuisca ai conviventiregistrati lo stesso trattamento previsto dal regime matrimoniale econformemente alle condizioni stabilite dalla legislazione pertinente dello Statoospitante;iii)

i discendenti in linea diretta minori di 21 anni o a carico e quelli del coniuge o delconvivente ai sensi del punto ii);iv)

i parenti della persona a carico in linea diretta ascendente e quelli del coniuge odel convivente ai sensi del punto li).
 

Capo II Missioni, ingaggio e schieramentoArticolo 4Missioni e compiti
1. Conformemente al mandato di ciascuna operazione e nel quadro di operazioni condotte autonomamente o congiuntamente ad altre forze, EUROGENDFOR deve esserein grado di coprire l'intera gamma delle missioni di polizia, tramite la sostituzione o il rafforzamento, durante tutte le fasi di un'operazione di gestione della crisi.2. Le Forze EGF possono essere poste indifferentemente alle dipendenze dell'autorita'civile o del comando militare.3. EUROGENDFOR potra' essere utilizzata al fine di:a)

condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico;b)

monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia localinello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi compresa l'attivita' d'indaginepenale;c)

assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo dellefrontiere e attivita' generale d'intelligence;
d)

svolgere attivita' investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare icolpevoli e tradurli davanti alle autorita' giudiziarie competenti;e)

proteggere le persone e i beni e mantenere l'ordine in caso di disordini pubblici;f)

formare gli operatori di polizia secondo gli standard internazionali;g)

formare gli istruttori, in particolare attraverso programmi di cooperazione.
 
Capo II Missioni, ingaggio e schieramento
 
Articolo 4 Missioni e compiti
1. Conformemente al mandato di ciascuna operazione e nel quadro di operazioni condotte autonomamente o congiuntamente ad altre forze, EUROGENDFOR deve esserein grado di coprire l'intera gamma delle missioni di polizia, tramite la sostituzione o il rafforzamento, durante tutte le fasi di un'operazione di gestione della crisi.
2. Le Forze EGF possono essere poste indifferentemente alle dipendenze dell'autorita'civile o del comando militare.
3. EUROGENDFOR potra' essere utilizzata al fine di:a)

condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico;b)

monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia localinello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi compresa l'attivita' d'indagine penale;c)

assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo dellefrontiere e attivita' generale d'intelligence;d)

svolgere attivita' investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i  colpevoli e tradurli davanti alle autorita' giudiziarie competenti;e)

proteggere le persone e i beni e mantenere l'ordine in caso di disordini pubblici;f)

formare gli operatori di polizia secondo gli standard internazionali;g)

formare gli istruttori, in particolare attraverso programmi di cooperazione.
 
Articolo 5 Inquadramento delle missioni
EUROGENDFOR potra' essere messa a disposizione dell'Unione Europea (UE), delleNazioni Unite (ONU), dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa(OSCE), dell'Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) e di altre  organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche.
 
Articolo 6 Condizioni di ingaggio e di schieramento
1. Le condizioni di ingaggio e di schieramento di EUROGENDFOR, stabilite di volta in volta dal CIMIN in base alle circostanze, dovranno essere regolate da uno specifico mandato per ciascuna operazione e saranno assoggettate ai necessari accordi tra le Parti e l'organizzazione richiedente.2. Al fine di preparare le missioni assegnate ad EUROGENDFOR, le Parti potranno, sottola direzione del CIMIN, posizionare e schierare le loro forze ed il loro personale sul territorio delle altre Parti.3. Il posizionamento e lo schieramento sul territorio di uno Stato terzo saranno regolati da un accordo tra gli Stati d'origine e lo Stato terzo, in cui si definiscono le condizioni del posizionamento e dello schieramento, conformemente ai principi fondamentali delpresente Trattato.
 
Capo III Aspetti giuridici ed istituzionali
 
Articolo 7 CIMIN
1. Il CIMIN e' composto dai rappresentanti dei ministeri competenti di ciascuna delleParti. La scelta dei rappresentanti e' di competenza nazionale. I particolari relativi alla composizione, alla struttura, all'organizzazione ed al funzionamento del CIMIN sarannodefiniti dal regolamento che dovra' essere adottato dallo stesso.2. Le decisioni e le linee guida dovranno essere adottate dal CIMIN all'unanimita'. 3. Icompiti generali del CIMIN sono i seguenti:a)

esercitare il controllo politico di EUROGENDFOR, definire il suo orientamento strategico ed assicurare il coordinamento politico-militare tra le Parti e, oveopportuno, con gli Stati contribuenti;b)

nominare il Comandante EGF ed impartirgli direttive;c)

approvare il ruolo e la struttura del QG permanente, nonche' il criterio di rotazioneper le posizioni chiave in seno al QG permanente;d)

nominare il Presidente del Consiglio finanziario e definire i criteri di rotazione dellapresidenza;e)
 
sorvegliare l'attuazione degli obiettivi definiti dal presente Trattato;f)

approvare gli obiettivi ed il programma di formazione annuali proposti dalComandante EGF;g)

adottare le decisioni concernenti:i)

la partecipazione di EUROGENDFOR alle missioni;ii)

la partecipazione degli Stati contribuenti alle missioni di EUROGENDFOR;iii)

le richieste di cooperazione da parte di Stati terzi, organizzazioni internazionali oaltri;h)

elaborare il quadro delle azioni guidate da EUROGENDFOR o condotte su richiesta dell'UE, dell'ONU, dell'OSCE, della NATO, di altre organizzazioni internazionali o di una coalizione specifica;i)

definire il quadro di ciascuna missione, ove opportuno di concerto con le pertinenti organizzazioni internazionali, in particolare:i)

la designazione del Comandante della Forza EGF;ii)

la partecipazione del QG permanente alla catena di comando; j)

approvare la struttura del QG della Forza;k)

garantire la direzione e la valutazione delle attivita' di EUROGENDFOR in caso dischieramento;l)

stabilire la necessita' di concludere gli accordi di sicurezza di cui all'articolo 12,comma 3.4. Il CIMIN approva le principali azioni relative agli aspetti amministrativi del QGpermanente ed alle questioni legate allo schieramento di EUROGENDFOR, in particolare ilbilancio annuale e le altre questioni finanziarie, secondo quanto previsto dal Capo X.5. In base alle proprie linee guida, il CIMIN:a)

valuta la conformita' ai requisiti richiesti per l'adesione al Trattato, ai sensidell'articolo 42, e trasmette la sua proposta alle Parti ai fini dell'approvazione;b)

decide l'attribuzione dello status di Osservatore nell'ambito di' EUROGENDFOR,secondo quanto previsto dall'articolo 43;c)

decide l'attribuzione dello status di Partner nell'ambito di EUROGENDFOR, secondoquanto previsto dall'articolo 44.6. Le riunioni del CIMIN si svolgeranno conformemente al regolamento interno da essoadottato. 
 
Articolo 8 Comandante EGF 
Il Comandante EGF svolgera' i seguenti compiti principali:a)

comandare il QG permanente e definire i regolamenti necessari al suo funzionamento;b)

attuare le direttive ricevute dal CIMIN;c)

su mandato espressamente attribuitogli dalle Parti attraverso il CIMIN, e per suo conto, negoziare e concludere le intese o gli accordi tecnici, necessari ai fini del corretto funzionamento di EUROGENDFOR e dello svolgimento di esercitazioni odoperazioni condotte nel territorio di uno Stato terzo;d)

adottare, conformemente alle leggi dello Stato ospitante, tutte le misure necessarie agarantire il mantenimento dell'ordine e della sicurezza all'interno delle sue strutturee, se necessario, all'esterno delle stesse, previo consenso e con l'ausilio delle autorita'dello Stato ospitante;e)

redigere il bilancio delle spese comuni di EUROGENDFOR e, alla chiusura dell'annofinanziario, il rapporto finale relativo alle spese di EUROGENDFOR per quell'anno;f)assumere il comando delle Forze EGF, ove previsto.
 
Articolo 9 Capacita' giuridica
1. Ai fini della realizzazione dei suoi obiettivi e dell'esecuzione delle sue missioni e dei suoi compiti, ai sensi del presente Trattato, EUROGENDFOR ha la capacita' giuridica di stipulare contratti presso ciascuna delle Parti. EUROGENDFOR potra' conseguentemente,se necessario, comparire in giudizio.2. Ai fini dell'applicazione del comma 1, EUROGENDFOR sara' rappresentata dal Comandante EGF o da qualsiasi altra persona all'uopo designata dal Comandante EGF adagire per suo conto.3. Il Comandante EGF e lo Stato ospitante potranno stabilire che lo Stato ospitante siaautorizzato ad agire in sostituzione del Comandante in tutti i procedimenti in cuiEUROGENDFOR e' chiamata a comparire in giudizio davanti a un tribunale di quello Stato.In tal caso, EUROGENDFOR dovra' rimborsare le spese sostenute.
 
Capo IV Infrastrutture del QG permanente
 
Articolo 10 Infrastrutture messe a disposizione dallo Stato ospitante
1. Lo Stato ospitante si impegna a fornire a titolo gratuito al QG permanente le infrastrutture necessarie ad EUROGENDFOR per svolgere i suoi compiti. Tali infrastrutture sono definite in uno specifico documento approvato dal CIMIN.2. Lo Stato ospitante adottera' tutte le misure opportune necessarie a garantire la disponibilita' dei servizi richiesti, in particolare l'elettricita', l'acqua, il gas naturale, iservizi postali, telefonici e telegrafici, la raccolta dei rifiuti e la protezione antincendio al QG permanente. Le condizioni relative ai servizi di supporto dello Stato ospitante sarannoulteriormente specificate in accordi di attuazione conclusi tra le competenti autorita' delleParti.
 
Articolo 11 Permesso di accesso
Dietro presentazione di una richiesta motivata, il Comandante EGF dovra' autorizzare gliaddetti del servizio competente ad ispezionare, riparare, effettuare la manutenzione,ricostruire o spostare impianti, reti elettriche e tubature all'interno dell'infrastruttura delQG permanente, a condizione che tali attivita' non costituiscano un ostacolo alle normali operazioni e alla sicurezza.

Capo V Tutela delle informazioni
 
Articolo 12 Tutela delle informazioni
 
1. I principi di base ed i livelli minimi relativi alla tutela delle informazioni o del materialeriservati saranno stabiliti da un accordo in materia di sicurezza tra le Parti.2. Le Parti adotteranno tutte le misure adeguate, conformemente ai loro obblighiinternazionali ed alle rispettive leggi e regolamenti nazionali, al fine e di garantire latutela delle informazioni o del materiale riservati ricevuti da EUROGENDFOR o ad essa 
trasmessi 3. Lo scambio di informazioni o materiale riservati con Stati terzi od organizzazioni internazionali sara' regolato da specifici accordi di sicurezza, che saranno negoziati, firmati ed approvati dalle Parti.
 
Capo VI Disposizioni in materia di personale
 
Articolo 13 Osservanza delle leggi in vigore
Il personale di EUROGENDFOR ed i loro familiari saranno tenuti all'osservanza delle leggi in vigore nello Stato ospitante o nello Stato ricevente. Inoltre, il personale di EUROGENDFOR non svolgera' attivita' incompatibili con lo spirito del presente Trattatodurante la sua permanenza sul territorio dello Stato ospitante o dello Stato ricevente.
 
Articolo 14 Ingresso e soggiorno
Con riferimento alla normativa in materia di immigrazione ed alle formalita' giuridiche relative all'ingresso ed al soggiorno, il personale del QG permanente ed i loro familiari non sono assoggettati alla normativa in vigore nello Stato ospitante che si applica agli stranieri.
 
Articolo 15 Aspetti medici e legali in caso di decesso
1. In caso di decesso di personale militare o civile, se le autorita' dello Stato ospitante odello Stato ricevente chiedono l'esecuzione di un'autopsia nell'ambito di un procedimentogiudiziario o amministrativo, un rappresentante dello Stato d'origine e' autorizzato apresenziare all'autopsia.2. Le autorita' dello Stato ospitante o dello Stato ricevente sono tenute ad autorizzare il trasferimento delle spoglie mortali nello Stato d'origine secondo le norme in materia di trasporto delle salme in vigore nel territorio dello Stato ospitante o dello Stato ricevente.
 
Articolo 16 Uniformi e armi
1. Il personale di EUROGENDFOR indossera' la propria uniforme, secondo i rispettiviregolamenti nazionali. II Comandante EGF potra', ove opportuno, stabilire procedurespecifiche.2. Il personale di EUROGENDFOR puo' detenere, portare e trasportare armi, munizioni,altri sistemi d'arma ed esplosivi, a condizione di essere autorizzato a farlo in base agliordini ricevuti e conformemente alle leggi dello Stato ospitante e dello Stato ricevente.

Articolo 17 Patenti di guida
Le patenti militari di guida rilasciate da ciascuna delle Parti sono ugualmente valide sulterritorio di tutti gli Stati Parte al presente Trattato e consentono ai detentori di guidareper motivi di servizio tutti i veicoli di EUROGENDFOR della corrispondente categoria.
 
Articolo 18 Assistenza sanitaria
1. L'assistenza sanitaria e' garantita al personale di EUROGENDFOR ed ai loro familiarialle stesse condizioni previste per il personale dello stesso grado o di categoriaequivalente dello Stato ospitante o dello Stato ricevente.2. L'assistenza sanitaria sara' fornita secondo le condizioni stabilite dalle autorita'competenti delle Parti.
 
Capo VII Privilegi e immunita'
 
Articolo 19 Tributi e diritti doganali
1. Se utilizzati per ragioni d'istituto, i beni, i redditi ed le altre proprieta' appartenenti adEUROGENDFOR sono esenti da qualsiasi forma di tassazione diretta.2. Gli acquisti di beni o servizi di consistente importo da parte di EUROGENDFOR per usoufficiale sono esenti dall'imposta sul volume d'affari e da altre forme di tassazioneindiretta.3. L'importazione di beni e merci destinati ad uso ufficiale da parte di EUROGENDFOR e'esente dal pagamento dei dazi doganali e da altre forme di tassazione indiretta.4. I veicoli di EUROGENDFOR destinati ad uso ufficiale sono esenti da tasse diimmatricolazione ed automobilistiche.5. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 non si applicano alle Forze EGF.6. Gli acquisti e le importazioni di carburanti e lubrificanti necessari per gli usi ufficiali diEUROGENDFOR sono esenti da dazi doganali e da altre imposte indirette. Tale esenzionenon si applica agli acquisti ed alle importazioni effettuati dalle Forze EGF nel loroterritorio.7. I beni e le merci acquistati o importati, in regime di esenzione fiscale o per cui e'previsto il rimborso ai sensi delle disposizioni del presente articolo, possono esseresoltanto ceduti o posti a disposizione di una parte terza, a titolo gratuito o dietropagamento, secondo le condizioni stabilite dalla Parte che ha concesso l'esenzione o ilrimborso.8. In ogni caso, EUROGENDFOR non ha diritto ad alcuna esenzione da tasse e diritti checostituiscono il corrispettivo dei servizi di pubblica utilita'.9. Non puo' essere concessa alcuna esenzione dal pagamento di tasse o diritti di qualsiasinatura per la fornitura di materiali ed equipaggiamenti militari.

Articolo 20 Privilegi individuali
1. Il personale di EUROGENDFOR di cui all'articolo 3, lettera c), che non risiedastabilmente nello Stato ospitante, ne' sia un cittadino dello stesso, puo', al momento delprimo ingresso per assumere servizio in detto Stato - entro un anno dalla data dell'arrivoe per un massimo di due spedizioni - importare dallo Stato dell'ultima residenza o dalloStato di appartenenza i suoi effetti personali e le sue masserizie, incluso un veicolo amotore, in regime di esenzione doganale e senza versare altre imposte indirette, oacquistare tali articoli di importo consistente nello Stato ospitante in esenzionedall'imposta sul volume d'affari.2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicheranno soltanto ad un membro delpersonale la cui assegnazione abbia la durata di almeno un anno.3. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni del presente articolo, il membro del personaleinteressato dovra' presentare una domanda alle autorita' dello Stato ospitante entro unanno dalla data del suo primo ingresso.4. l beni che sono importati in regime di esenzione ai sensi del comma 1 possono essereriesportati liberamente.5. I veicoli a motore di cui al comma 1 e quelli registrati in un altro Stato membrodell'UE, per un massimo di un veicolo per ciascun membro del personale di cui sopra,sono esenti da tasse di immatricolazione ed automobilistiche, durante il periodo trascorsonello Stato ospitante.
 
Articolo 21 Inviolabilita' dei locali, degli edifici e degli archivi
1. I locali e gli edifici di EUROGENDFOR saranno inviolabili sul territorio delle Parti.2. Le autorita' delle Parti non potranno entrare nei locali e negli edifici di cui al comma 1senza il preventivo consenso del Comandante EGF o, ove possibile, del Comandante dellaForza EGF. Tale consenso sara' presunto in caso di calamita' naturale, incendio oqualsiasi altro evento che richieda l'adozione immediata di misure di tutela. In altri casi, ilComandante EGF o, ove possibile, il Comandante della Forza EGF, esaminera' conattenzione qualsiasi richiesta di autorizzazione inoltrata dalle autorita' delle Parti perentrare nei locali e negli edifici, senza pregiudicare gli interessi di EUROGENDFOR.3. Gli archivi di EUROGENDFOR saranno inviolabili. L'inviolabilita' degli archivi siestendera' a tutti gli atti, la corrispondenza, i manoscritti, le fotografie, i film, leregistrazioni, i documenti, i dati informatici, i file informatici o qualsiasi altro supporto dimemorizzazione dati appartenente o detenuto da EUROGENDFOR, ovunque siano ubicatinel territorio delle Parti.
 
Articolo 22 Immunita' da provvedimenti esecutivi
Le proprieta' e i capitali di EUROGENDFOR e i beni che sono stati messi a suadisposizione per scopi ufficiali, indipendentemente dalla loro ubicazione e dal lorodetentore, saranno immuni da qualsiasi provvedimento esecutivo in vigore nel territoriodelle Parti.
 
Articolo 23 Comunicazioni
1. Le Parti adotteranno tutte le opportune misuri necessarie a garantire il regolare flussodelle comunicazioni ufficiali di EUROGENDFOR.

2. EUROGENDFOR ha il diritto di ricevere e trasmettere messaggi codificati, come pure diinviare e ricevere corrispondenza e plichi ufficiali tramite corriere o in cassette sigillate,che non potranno essere ne' aperte ne' trattenute.3. Le comunicazioni indirizzate ad EUROGENDFOR o da questa ricevute non possonoessere oggetto di intercettazioni o interferenza.
 
Articolo 24 Domicilio fiscale
Per quanto concerne le imposte sul reddito e sulla proprieta', il personale del QGpermanente che elegga la propria residenza nello Stato ospitante, unicamente ai fini'dell'adempimento dei proprio incarico al servizio del QG permanente, sara' consideratocome se mantenesse il proprio domicilio fiscale nello Stato d'origine che paga lo stipendioper i servizi svolti per il QG permanente. Lo stesso trattamento si applichera' anche aifamiliari che non esercitino attivita' professionali o commerciali all'interno dello Statoospitante.
 
Capo VIIIDisposizioni in materia giurisdizionale e disciplinare
 
Articolo 25 Giurisdizione penale e disciplinare
1. Le autorita' dello Stato d'origine avranno il diritto di esercitare la giurisdizione penale edisciplinare conferita loro dalla propria legislazione nei confronti del personale militare ecivile, laddove detto personale civile sia soggetto alle leggi che regolano in tutto o inparte le forze di polizia a statuto militare dello Stato d'origine, in quanto schieratoinsieme a tali forze.2. Le autorita' dello Stato ospitante o dello Stato ricevente avranno il diritto di esercitarela loro giurisdizione sul personale militare e civile e sui loro familiari, nel caso di reaticommessi all'interno dei loro territori e punibili in base alle leggi di tale Stato.3. Le autorita' dello Stato d'origine avranno il diritto di esercitare la giurisdizioneesclusiva sul personale militare e civile, laddove detto personale civile sia soggetto alleleggi che regolano in tutto o in parte le forze di polizia a statuto militare dello Statod'origine, in quanto schierato insieme a tali forze, nel caso di reati, inclusi quelli relativialla sua sicurezza, punibili in base alle leggi dello Stato d'origine, ma non in base alleleggi dello Stato ospitante o dello Stato ricevente.4. Le autorita' dello Stato ospitante o dello Stato ricevente avranno il diritto di esercitarela giurisdizione esclusiva sul personale militare e civile, nonche' sui loro familiari, nel casodi reati, compresi quelli relativi alla sua sicurezza, punibili in base alle proprie leggi manon in base alle leggi dello Stato d'origine.5. Nei casi di giurisdizione concorrente, si applicheranno le seguenti norme:a)

le autorita' competenti dello Stato d'origine avranno il diritto di priorita' nell'eserciziodella giurisdizione sui personale militare e civile laddove detto personale civile siasoggetto alle leggi che regolano in tutto o in parte le forze di polizia a statuto militaredello Stato d'origine, in quanto schierato insieme a tali forze, nel caso di:i)

reati commessi esclusivamente contro le proprieta' o la sicurezza di detto Stato oreati commessi esclusivamente contro la persona o le proprieta' del personalemilitare o civile di detto Stato o di un familiare;ii)

reati derivati da qualsiasi atto od omissione commesso nello svolgimento diattivita' di servizio;b)
 
nel caso di reati di altra natura, le autorita' dello Stato ospitante o dello Statoricevente avranno il diritto di priorita' nell'esercizio della giurisdizione;c)

qualora lo Stato che ha il diritto di priorita' decida di non esercitare la giurisdizione,dovra' notificarlo alle autorita' dell'altro Stato nel piu' breve tempo possibile. Leautorita' dello Stato che ha il diritto di priorita' prenderanno in debita considerazionela richiesta di rinuncia ad esercitare il loro diritto, inoltrata dalle autorita' dell'altroStato, nei casi in cui l'altro Stato ritenga tale rinuncia di particolare rilevanza.6. Ai fini dell'applicazione dei commi 3, 4 e 5, tra i reati contro la sicurezza di uno Statosono inclusi:a)

il tradimento nei confronti dello Stato;b)

il sabotaggio, lo spionaggio o la violazione di qualsiasi legge relativa ai segreti ufficialidi tale Stato o ai segreti relativi alla difesa nazionale di tale Stato.7. Le disposizioni del presente articolo non comporteranno alcun diritto per le autorita'dello Stato d'origine di esercitare la loro giurisdizione sui cittadini dello Stato ospitante odello Stato ricevente o sulle persone che vi risiedono abitualmente, salvo nel caso in cuiessi siano membri della forza dello Stato d'origine.
 
Articolo 26 Assistenza legale reciproca
1. Le Parti si presteranno reciprocamente assistenza per l'arresto dei membri di una forzao dei membri civili o dei loro familiari sul territorio dello Stato ospitante o dello Statoricevente e per la consegna degli stessi all'autorita' chiamata ad esercitare la suagiurisdizione in base alle disposizioni di cui sopra.2. Le autorita' dello Stato ospitante o dello Stato ricevente notificherannotempestivamente alle autorita' militari dello Stato d'origine l'arresto di qualsiasi membrodi una forza o di un membro civile o di un familiare.3. La detenzione di un membro della forza o della componente civile indagato, che sianella disponibilita' dello Stato d'origine e sul quale lo Stato ospitante o lo Stato riceventeintendano esercitare la propria giurisdizione, sara' assicurata dallo Stato d'origine finche'la persona non sara' rinviata a giudizio dallo Stato ospitante o dallo Stato ricevente.4. Le Parti si presteranno reciproca assistenza nello svolgimento di tutte le indagininecessarie collegate ai reati e per la raccolta e la formazione delle prove, incluso ilsequestro e, quando previsto, la consegna di oggetti collegati al reato. La consegna di talioggetti puo' tuttavia essere vincolata alla loro restituzione entro un termine stabilitodall'autorita' che procede alla consegna.5. Le Parti si notificheranno reciprocamente le decisioni adottate in tutti quei casi in cui visia concorso di giurisdizione.6. Le autorita' dello Stato ospitante o dello Stato ricevente prenderanno in debitaconsiderazione la richiesta di assistenza inoltrata dalle autorita' dello Stato d'originerelativa all'esecuzione di una pena detentiva all'interno del territorio dello Stato ospitanteo dello Stato ricevente, pronunciata dalle autorita' dello Stato d'origine, ai sensi delpresente articolo.

Articolo 27 Rimpatrio, assenza e allontanamento
1. Quando il personale di EUROGENDFOR non e' piu' effettivo alla sua forza e non e'rimpatriato, le autorita' dello Stato d'origine informeranno immediatamente le autorita'dello Stato ospitante o dello Stato ricevente e forniranno ogni informazione utile.2. Le autorita' dello Stato d'origine informeranno inoltre le autorita' dello Stato ospitanteo dello Stato ricevente di qualsiasi assenza illegale dal servizio superiore a ventunogiorni.3. Se lo Stato ospitante o lo Stato ricevente richiede l'allontanamento del personale diEUROGENDFOR dal proprio territorio o ha emanato un ordine di espulsione per ilpersonale di EUROGENDFOR o per i suoi familiari, le autorita' dello Stato d'originepotranno accoglierli sul proprio territorio o consentirgli di lasciare il territorio dello Stato ospitante o dello Stato ricevente.
 
Capo IX Indennizzi
 
Articolo 28 Rinuncia
1. Ciascuna Parte rinuncera' a pretendere ogni indennizzo dalle altre Parti in caso didanno procurato alle sue proprieta' nell'ambito della preparazione e dell'esecuzione deicompiti di cui al presente Trattato, comprese le esercitazioni, qualora tale danno:a)

sia stato causato dal personale di EUROGENDFOR nell'esecuzione dei propricompiti previsti dal presente Trattato; ob)

sia derivato dall'uso di qualsiasi veicolo, nave, aereo, armi o altroequipaggiamento di proprieta' dell'altra Parte ed utilizzato dai suoi servizi, acondizione che il veicolo, la nave, l'aereo, l'arma o l'equipaggiamento che haprovocato il danno sia stato usato nel quadro del presente Trattato; o che il dannosia stato provocato ai beni cosi' utilizzati.2. Ciascuna Parte rinuncia a pretendere qualsiasi indennizzo dalle altre Parti in caso diferite o decesso del personale di EUROGENDFOR durante lo svolgimento del servizio.3. La rinuncia di cui ai commi 1 e 2 non si applichera' al danno, alle ferite o al decessodovuti a colpa grave o dolo del personale di una Parte e di conseguenza i costi di taledanno, ferita o decesso saranno imputati alla Parte.4. Ferma restando l'eccezione di cui al comma 3, ciascuna Parte rinuncia a pretenderel'indennizzo in tutti quei casi in cui il danno sia inferiore ad un importo minimo stabilitodal CIMIN.
 
Articolo 29Danno a terzi
1. In caso di danno provocato a terzi od a beni appartenenti a terzi da un membro o daibeni di una delle Parti nella preparazione e nell'esecuzione dei compiti previsti dalpresente Trattato, comprese le esercitazioni, il risarcimento di tale danno sara' suddivisodalle Parti in base alle disposizioni all'uopo previste negli accordi o nelle intese diattuazione di cui all'articolo 45 e secondo le seguenti disposizioni:a)

le richieste di indennizzo saranno depositate, esaminate e definite o giudicate inbase alle leggi ed ai regolamenti dello Stato ospitante o dello Stato ricevente perquanto concerne gli indennizzi derivanti dalle attivita' di EUROGENDFOR;

b)

lo Stato ospitante o lo Stato ricevente potranno definire tali richieste diindennizzo; il pagamento dell'importo concordato o stabilito con sentenza sara'fatto in euro dallo Stato ospitante o dallo Stato ricevente;c)

tale pagamento, qualora effettuato in base ad un accordo od a seguito di unasentenza emanata da un tribunale competente dello Stato ospitante o dello Statoricevente, oppure la sentenza definitiva di non luogo a pagamento, emanata dadetto tribunale, sara' definitivamente vincolante per le Parti interessate;d)

qualsiasi indennizzo pagato dallo Stato ospitante o dallo Stato ricevente sara'comunicato agli Stati d'origine interessati, insieme ad un rapporto circostanziatoed ad una proposta di ripartizione in conformita' al presente articolo. In assenza dirisposta entro due mesi, la proposta di ripartizione sara' considerata accettata.2. Se, tuttavia, tale danno e' dovuto a colpa grave o dolo del personale di una Parte, icosti derivanti da tale danno saranno sostenuti unicamente da detta Parte.3. I membri del personale di EUROGENDFOR non potranno subire alcun procedimentorelativo all'esecuzione di una sentenza emanata nei loro confronti nello Stato ospitante onello Stato ricevente per un caso collegato all'adempimento del loro servizio.4. Ferme restando le responsabilita' individuali in caso di danni provocati a terzi o ai benidi terzi da una persona o da un bene di una delle Parti al di fuori dell'attivita' di servizio,le richieste di indennizzo di detti danni saranno trattate nel modo seguente:a)

le autorita' dello Stato ospitante o dello Stato ricevente esamineranno la richiestadi indennizzo e valuteranno il risarcimento per l'avente diritto in modo equo egiusto, tenuto conto di tutte le circostanze del caso, ivi compresa la condotta dellapersona lesa, e redigeranno un rapporto sull'accaduto;b)

il rapporto sara' trasmesso alle autorita' dello Stato d'origine, che quindi decidera'senza ritardo se offrire un pagamento a titolo grazioso e, in tal caso, l'importodello stesso;c)

se viene fatta un'offerta di pagamento a titolo grazioso ed essa e' accettatadall'avente diritto a titolo di totale ristoro della sua richiesta di indennizzo, leautorita' dello Stato d'origine effettueranno esse stesse il pagamento edinformeranno le autorita' dello Stato ospitante o dello Stato ricevente della lorodecisione e della somma corrisposta;d)

le disposizioni del presente comma non pregiudicheranno la giurisdizione deitribunali dello Stato ospitante o dello Stato ricevente relativamente alla possibilita'di intraprendere un'azione legale contro il personale di EUROGENDFOR a menoche non si sia proceduto al pagamento a titolo di totale ristoro della richiesta diindennizzo.
 
Articolo 30Esame delle circostanze
Fatto salvo l'articolo 31, quando sussista il dubbio che i danni siano stati provocatidurante il servizio, il CIMIN si pronuncera' dopo l'esame del rapporto sulle circostanzepredisposto dal Comandante EGF.
 
Articolo 31Esercitazioni ed operazioni
In caso di esercitazione od operazione sul territorio di uno Stato terzo, il metodo diripartizione del risarcimento tra le Parti e, ove opportuno, gli Stati contribuenti, puo'essere specificato in un'intesa finalizzata a regolamentare l'esercitazione o l'operazione.

Articolo 32 Esperti tecnici o scientifici
Le disposizioni del Capo VIII e del Capo IX si applicheranno inoltre al cittadino di unadelle Parti, che non appartenga ne' al personale militare ne' a quello civile, ma che stiasvolgendo una missione specifica di natura tecnica o scientifica nell'ambito diEUROGENDFOR, unicamente per la durata della missione specifica.
 
Capo X Disposizioni finanziarie e diritti patrimoniali
 
Articolo 33 Consiglio finanziario
1. E' istituito un Consiglio finanziario, formato da un esperto finanziario nominato daciascuna delle Parti. 
2. Il Consiglio finanziario svolgera' le seguenti funzioni:a)

fornire pareri al CIMIN sulle questioni finanziarie e di bilancio;b)

attuare le procedure finanziarie, contrattuali e di bilancio e proporre, senecessario, modifiche alla formula di ripartizione dei costi da sottoporreall'approvazione del CIMIN;c)

esaminare il progetto di bilancio e la pianificazione delle spese di medio periodoproposti dal Comandante EGF, da sottoporre all'approvazione del CIMIN;d)

esaminare il rapporto annuale relativo al bilancio finale delle spese annuali,predisposto dal Comandante EGF, e fornire pareri al CIMIN in vista della suaadozione;e)

in caso di emergenza, approvare le spese straordinarie che non dovrannosuperare il 10% del capitolo interessato, per conto del CIMIN. Il Consigliofinanziario riferira' alla successiva riunione del CIMIN;f)

comporre il contenzioso finanziario. Se il Consiglio finanziario non e' in grado dirisolvere il contenzioso, questo dovra' essere risolto dal CIMIN;g)

chiedere al CIMIN di procedere alla revisione delle spese comuni diEUROGENDFOR. Sara' il CIMIN a stabilire le modalita' della revisione.
3. Le procedure operative del Consiglio finanziario ed i termini per la presentazione,l'esame e l'adozione del progetto di bilancio finale di EUROGENDFOR saranno definiti nelle regole finanziarie, che dovranno essere approvate dal CIMIN.
 
Articolo 35 Bilancio 
1.Il bilancio annuale di EUROGENDFOR per le spese comuni, calcolate in euro, dovra'comprendere le entrate e le uscite.
2. Le uscite sono costituite, da un lato, dai costi di investimento e dai costi operativi per ilQG permanente e, dall'altro, dalle spese, approvate dalle Parti, collegate alle attivita' diEUROGENDFOR.
3. Le entrate sono costituite dai contributi versati dalle Parti in base ai criteri che sarannoda loro stabiliti nelle regole finanziarie di EUROGENDFOR.
4. L'esercizio finanziario si apre il 1° gennaio e si chiude il 31 dicembre.
 
Articolo 36 Revisione dei conti
Per adempiere ai compiti di revisione stabiliti dai propri governi nazionali e per riferire airispettivi parlamenti come stabilito dai relativi ordinamenti, i revisori dei conti nazionalipotranno ottenere tutte le informazioni necessarie ed esaminare tutti i documenti inpossesso del personale di EUROGENDFOR.
 
Articolo 37 Appalti pubblici
1. EUROGENDFOR puo' indire gare pubbliche di appalto per i contratti conformemente aiprincipi in vigore nell'UE.2. Le normative in materia di appalti pubblici dell'UE si applicano alle seguenti condizioni:a)

la pubblicazione di una gara di appalto e' di competenza del Comandante EGF;b)

sara' possibile ricorrere contro l'attribuzione di un appalto pubblico, senza costi,presso il CIMIN, che emettera' la sua decisione entro un mese.3. Fatto salvo quanto previsto ai commi 1 e 2, saranno esclusi dalla partecipazione allegare d'appalto i concorrenti che:a)

forniscono beni o servizi provenienti da uno Stato con il quale una delle Parti nonintrattiene relazioni diplomatiche;b)

perseguono, direttamente o indirettamente, scopi che una delle Parti ritienecontrari ai propri essenziali interessi di sicurezza e di politica estera.
 
Capo XIDisposizioni finali
 
Articolo 38 Lingue Le lingue ufficiali di EUROGENDFOR saranno quelle delle Parti. Sara'possibile utilizzare una lingua di lavoro comune.
 
Articolo 39Risoluzione delle controversie
Le controversie tra le Parti, relative all'interpretazione od all'applicazione del presenteTrattato, saranno risolte attraverso un negoziato.