Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

mercoledì 13 luglio 2011

BIOPLASTICA : Alternative Possibili

Lo Styrofoam Biodegradabile a Base di Latte e Argilla


Abbiamo già bioplastiche ottenute da mais e zucchero. Ora, gli scienziati hanno creato un nuovo materiale simile al polistirolo, usando per lo più proteine provenienti dal latte e dall’argilla. Ultra-leggera e biodegradabile, tra le tante applicazioni la nuova bioplastica potrebbe un giorno diventare una valida alternativa sostenibile ai blocchi di imballaggio in schiuma, il famoso Styrofoam, derivato dal petrolio.

L’idea che potremmo passare dal latte e dall’argilla alla schiuma in bioplastica sembra piuttosto interessante,” spiega David Schiraldi,scienziato della Case Western Reserve University di Cleveland. “L’argilla è abbastanza a portata di mano e pressoché inesauribile e ci è sembrato un materiale piuttosto sostenibile.” La ricerca ha avuto inizio con una scoperta casuale in laboratorio. Uno degli studenti di Schiraldi ha liofilizzati l’argilla e ha ottenuto risultati interessanti abbastanza da giustificare un esame più attento. Così il team ha iniziato a mescolare l’argilla con una varietà di materiali. Quando hanno aggiunto una proteina del latte vaccino, la caseina, hanno ottenuto un materiale superleggero e soffice, simile al polistirolo. Con ulteriori sperimentazioni hanno ottenuto una ricetta così utile e funzionale da essere pubblicata nella rivista Biomacromolecules.

“Il processo”, ha affermato Schiraldi,“è semplicissimo.“I ricercatori hanno iniziato inserendo una pallina di argilla e dell’acqua in un frullatore da cucina. Dopo due minuti di miscelazione Schiraldi ha prodotto ciò che gli allievi hanno chiamato un frullato di argilla. In seguito hanno aggiunto polvere di caseina, una versione secca della proteina più comune nel latte. L’ingrediente finale è una piccola quantità di un materiale a base di glicerina che irrigidisce i legami chimici della soluzione. Dopo aver azionato il frullatore per l’ultima volta, gli scienziati hanno versato l’acqua sporca in stampi e li hanno congelati come fossero cubetti di ghiaccio. Poi il processo di liofilizzazione

Il risultato, ha detto Schiraldi, è un materiale che ha tutte le proprietà del polistirolo ma è per il 98% naturale. A 100°C la schiuma contenente latte rilascia qualche goccia d’acqua. Ma la bioplastica rimane integra fino a 200°C. Nei test condotti dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, quasi un terzo della nuova bioplastica si è decomposto dopo circa 45 giorni nelle condizioni di compostaggio industriale. “Rispetto alla schiuma in polistirene espanso, siamo ad un livello -leggermente- diverso” ha detto Schiraldi. “lo Styrofoam è pressoché eterno.”

La ricerca sulla nuova bioplastica ha creato immediatamente una nuova start-up chiamata Aeroclay, che sta utilizzando la tecnologia brevettata per sviluppare prodotti pratici.

Schiraldi immagina una fabbrica di bioplastica del futuro che attinge a vasche di latte al posto del petrolio. Prima che le materie bioplastiche a base di latte si diffonderanno, però, ci sono altri ostacoli tecnologici da superare. Ad esempio, gli scienziati dovranno assicurarsi che il nuovo materiale non puzzi come il latte acido.


Si tende a non riconoscerlo, ma la nostra dipendenza dal petrolio non si limita al consumo di combustibili fossili per la produzione di energia e per il trasporto. Trovare un’alternativa alla plastica la cui materia prima proviene dal petrolio, si sta dimostrando essere uno dei problemi più difficili da affrontare oggi. “La biomassa ottenuta dal legno, oppure quella derivata dal mais o da colture affini, offre la preziosa cellulosa che è il polimero più abbondante sulla terra che i ricercatori stanno cercando di convertire in biocarburanti e materie plastiche”.

La stragrande maggioranza dei prodotti che ci circondano sono realizzati o imballati con plastica, un metodo di produzione come questo significa trovare una materia prima alternativa non inquinante, economica e rinnovabile. Proprio progressi di questo tipo possono aiutare a ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili anche in modo radicale.



Fonte: GenitronSviluppo.com in Ecodesign

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