Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

martedì 27 settembre 2011

Malagrotta: il dossier Ispra sulla bomba ecologica più grande d’Europa

Fonte Articolo: http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2011/09/27/malagrotta-il-dossier-ispra-sulla-bomba-ecologica-piu-grande-deuropa/

Falde inquinate dalla presenza di metalli, arsenico e ferro e terreno contaminato dal mercurio, insieme a una pericolosa sostanza cancerogena, l’N-butylbenzenesulfonamide. Un dossier dell’Ispra, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, vigilato dal ministero dell’Ambiente, lancia un nuovo allarme sull’area di Valle Galeria che comprende la discarica di Malagrotta.

Un documento di alcune centinaia di pagine che rappresenta un’allerta a poco più di tre mesi dalla chiusura prevista dell’impianto che da oltre trent’anni raccoglie i rifiuti di Roma. Il 31 dicembre, infatti, a meno di un rinvio in zona Cesarini, dovrà chiudere i battenti, come da tempo obbligano le leggi europee e italiane. E mentre il prefetto Giuseppe Pecoraro, nominato commissario straordinario, è alla ricerca di un luogo che raccolga (temporaneamente, almeno fino alla costruzione del previsto nuovo invaso che la Regione vorrebbe collocare in località Pizzo del Prete) le 1.500 tonnellate di rifiuti al giorno attualmente scaricate a Malagrotta, salgono le quotazioni di Monti dell’Ortaccio, poco distante, e di Pian dell’Olmo a Riano, località anch’esse di proprietà, come Malagrotta, dell’avvocato Manlio Cerroni che da sempre detiene il monopolio dello smaltimento dei rifiuti a Roma.

Per i tecnici dell’Ispra, però, “l’area di Malagrotta è caratterizzata dalla presenza di numerose attività che hanno un elevato impatto ambientale e sanitario. I risultati complessivi di Arpa Lazio (l’agenzia regionale per la protezione ambientale, ndr) rilevano uno stato di contaminazione diffuso delle acque sotterranee, sia interne che soprattutto esterne al sito, per i metalli e per inquinanti organici, con la presenza in alcuni piezometri (pozzi di rilevamento, in tutto 39, 9 interni e 30 esterni alla discarica, ndr) in elevate concentrazioni rispetto ai limiti fissati”. L’elenco è lungo: “Solfati, ferro, manganese, arsenico, cromo totale, nichel, alluminio, piombo benzene, p-xilene, cloruro di vinile, 1,4-diclorobenzene, tetracloroetilene. Dalle analisi Arpa è stata riscontrata nella maggior parte dei casi anche la presenza della sostanza N-butylbenzenesulfonamide indicata come possibile marker di contaminazione da discarica di rifiuti solidi urbani”. La situazione della contaminazione, continua l’Ispra, “è in peggioramento rispetto a quanto rilevato nel corso del monitoraggio del 2009″. E non solo: “Il mercurio è presente in tutte le matrici ambientali analizzate”.

Dati preoccupanti, rimasti riservati finora e non trasmessi nemmeno agli enti interessati che, da parte del ministero dell’Ambiente (come raccontano i Verdi) hanno ricevuto a luglio una lettera in cui vengono sintetizzati in contenuti del documento e in cui viene chiesto “di procedere alle necessarie ulteriori indagini ambientali di dettaglio da estendersi a tutta l’area di Malagrotta e alle attività ivi operanti”. Una settimana fa, anche l’Arpa ha confermato il quadro di forte compromissione ambientale, rispetto al quale la legge parla chiaro e obbliga a un’immediata bonifica dei luoghi inquinanti.

I Verdi, che stamattina saranno davanti alla Regione Lazio con uno striscione (“In nome del popolo inquinato, mai più Malagrotta”), chiedono che la giunta Polverini approvi la dichiarazione dello stato di alta criticità per la valle del Galeria. “C’è già una mozione presentata dalla Pisana a gennaio – ricordano Angelo Bonelli e Nando Bonessio – che metterebbe a riparo quell’area da qualsiasi ulteriore realizzazione di impianti inquinanti”. L’intenzione è quella di rivolgersi alla procura “per verificare eventuali responsabilità per gli omessi controlli”. La Procura, intanto, già sta indagando per omicidio colposo dopo la morte per tumore di 4 persone che abitavano nella zona. Compreso il capocantiere presso il rigassificatore di Malagrotta. Cerroni replica indignato e minaccia querele:

“La discarica non produce alcun inquinamento delle falde né esalazioni dannose per la salute”.


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