Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

giovedì 29 novembre 2012

ILVA - TARANTO 28-11-2012 Pubblicato in data 28/nov/2012 da supernovafornoone Taranto, 28 novembre 2012, ore 11.00: Nonostante la conferma del riesame sul sequestro degli impianti che impone la chiusura immediata degli stabilimenti si continua a contravvenire la legge. http://www.beppegrillo.it/2012/11/ilva_una_favola.html



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Taranto, 28 novembre 2012, ore 11.00: Nonostante la conferma del riesame sul sequestro degli impianti che impone la chiusura immediata degli stabilimenti si continua a contravvenire la legge.
un altro video di ieri sera stamane era già rimosso: 
Una tromba d'aria mai vista, ha puntato il porto industriale di Taranto ed ha alzato ingenti materiali dal terreno. Ha poi proseguito la sua corsa devastando... 
Maltempo ???

Danni all'Ilva, 

crollano camini e gru

 
Emergenza nel capoluogo pugliese, danni al polo siderurgico.  
In Puglia i feriti sono 38, tra cui nove bambini.  Un disperso.  
Bloccata la ferrovia Bari-Taranto.  
Nubifragi in Liguria e in Toscana

Una tromba d'aria si è abbattuta su Taranto. Molti i feriti, tra i quali anche diversi bambini. Colpito anche il polo siderurgico della città: all'Ilva è crollato un capannone. Black out sull'intero impianto. Disperso un operaio. Le condizioni meteo continuano a creare problemi anche nel centro Italia: esondazioni nella provincia di Massa Carrara con frane e smottamenti. 

Allerta maltempo su tutta Italia.

22:15 Venezia, previsti 140 cm di acqua alta

Il Centro previsioni di Venezia ha ritoccato al rialzo la previsione della punta massima di marea prevista per le 23.20, portandola a 140 centimetri sopra il medio mare. Alle 20 la previsione era già stata alzata a 130 centimetri dopo che alle 17 le condizioni meteo avevano indicato la possibilità di una punta massima di marea di 110 centimetri. L'innalzamento della previsione è conseguente ad un peggioramento dei fenomeni meteo in Adriatico

20:22 Toscana: chiesto stato emergenza

La regione Toscana ha chiesto al governo la dichiarazione dello stato di emergenza e un contributo di 50 milioni di euro per tutti i territori toscani colpiti dalle alluvioni di questo mese. Lo ha annunciato stasera il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi intervenuto al consiglio comunale di Carrara.

20:10 Napoli, calcinaccio ferisce passante

Disagi legati al maltempo si sono registrati a Portici (Napoli): un uomo è stato colpito in modo non grave alla testa da un pezzo di calcinaccio caduto da un edificio mentre a piedi percorreva la strada all'angolo tra via Diaz e via Marconi.

20:02 Pompieri in azione a Roma

Oltre 200 interventi sono già stati effettuati oggi dai vigili del fuoco a Roma e sul litorale a causa del maltempo, che si è manifestato con nubifragi e forte vento. La sala operativa ha inviato le squadre soprattutto per alberi e cornicioni caduti, cartelloni pubblicitari e insegne divelti. Interessati soprattutto Roma Nord, i Castelli, Ostia e Civitavecchia.

18:11 Ilva, Ferrante: "Angoscia per operaio disperso"

"Con l'angoscia per un lavoratore che è ancora disperso, grazie a tutti i lavoratori dello stabilimento Ilva di Taranto per la grande competenza, tempestività ed efficienza con cui hanno reagito in questa giornata drammatica". Sono le parole del presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante, rivolte ai lavoratori dello stabilimento.

16:31 Protezione civile: allerta maltempo prosegue

La perturbazione atlantica che sta interessando l'area mediterranea centrale, continuerà a determinare un'intensa fase di maltempo su gran parte del Paese, con rovesci e temporali al centro-sud, precipitazioni diffuse al nord e forte vento.

15:29 Preallarme nel Bolognese per la piena del Reno

La protezione civile dell'Emilia-Romagna ha attivato il preallarme per la piena del Reno nel Bolognese. Sono interessati il capoluogo e i Comuni di Argelato, Castello d'Argile, Castel Maggiore, Sala Bolognese, S.Giovanni in Persiceto, Calderara e Casalecchio. Date le forti piogge, il livello dell'acqua s'è alzato nel tratto montano, fino a 2,64 metri a Vergato e 1,3 a Casalecchio. Visto il perdurare della pioggia, il colmo della piena, 1,6 metri, è atteso a Casalecchio nel pomeriggio.

15:03 Grosseto, 50 evacuati in provincia

Sono 50 le persone evacuate dalle loro abitazioni ad Albinia, in provincia di Grosseto. La zona era già stata la più colpita dall'alluvione dell'11 e 12 novembre scorsi, quando in Maremma ci furono 4 morti. Le persone sfollate sono per lo più residenti nelle campagne. Il livello dei fiumi nella zona, in particolare dell'Albegna, è salito. Sul posto sono intervenuti i volontari delle Misericordie, della Protezione Civile, tecnici del Comune di Orbetello e della provincia. Nel grossetano sono 17 le strade chiuse per allagamenti e frane.

14:55 Taranto: 38 feriti, tra cui nove bambini

La tromba d'aria ha causato finora 38 feriti, tra cui nove bambini in una scuola di Statte (Taranto), come fa sapere la Protezione civile regionale. Tra i nove bambini, che hanno tutti ferite lievi, cinque sono stati medicati all'ospedale Moscati di Taranto, quattro a Martina Franca. A uno dei nove è stato diagnosticato un trauma cranico. Tre persone politraumatizzate sono ricoverate in condizioni critiche all'ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Altri due politraumatizzati (operai dell'Ilva e dell'Enel) sono ricoverati a Martina Franca.

14:37 Clini: situazione Ilva sotto controllo

"Un rapporto della Protezione civile dice che la situazione è governata". Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, a margine dell'informativa del governo a Montecitorio sull'Ilva, risponde sulla possibilità che in seguito al maltempo ci sia un "rischio esplosione". Il problema era stato sollevato da un intervento di Pierfelice Zazzera dell'Idv, dopo l'informativa del ministro in Aula.

14:34 Toscana, allerta prorogato fino a giovedì notte

E' stato ulteriormente esteso lo stato di allerta sull'ondata di maltempo sulla Toscana e che doveva concludersi oggi alle 18. Il nuovo avviso di criticità emesso dalla Protezione civile regionale allunga l'allerta fino alla mezzanotte tra giovedì 29 e venerdì 30, estendendolo a tutte le province toscane. Fino alla mezzanotte di domani si preved pioggia su gran parte del territorio regionale, a prevalente carattere di rovescio.

14:24 Scontro fra auto, quattro morti in Puglia

Sono morte quattro persone in uno scontro frontale tra auto lungo la provinciale che collega Ceglie Messapica con Francavilla Fontana, in contrada Bax. Causa del disastro, secondo i primi accertamenti, sarebbero stati il vento forte e la pioggia che si stanno abbattendo sul Brindisino. Leggi l'articolo

14:21 Veneto, confermato l'allarme idrogeologico

E' stato di allarme su alcune zone del Veneto, come ha dichiarato la Protezione civile. Molte aree del territorio sono in allerta per rischio idrogeologico e le amministrazioni locali dovranno dunque porre in atto le procedure necessarie legate a particolari criticità o sofferenze idrogeologiche e idrauliche. E' richiesta la piena operatività delle componenti del Sistema di Protezione Civile che si attiveranno secondo quanto previsto dai rispettivi Piani di emergenza.

13:45 Ilva: "Emissioni sotto controllo"

"Tutte le emissioni dell'azienda sono sotto controllo". Lo precisa l'Ilva in una nota sulle conseguenze della tromba d'aria.

13:44 Sindaco Taranto: forse tre le vittime

Si fa la conta dei feriti e dei danni a Taranto.

"Il 118 ha riferito di tre vittime - spiega il sindaco Ippazio Stefano - ma al momento non abbiamo nessuna certezza".  Potrebbe trattarsi di persone soccorse perché coinvolte in incidenti stradali o di soccorsi di altro genere avvenuti in città.  Al momento l'unica conferma "è quella di un lavoratore disperso che i vigili del fuoco stanno cercando".

Primarie? "grande giornata di democrazia" ? Ecco Qua !!

un Uomo Giusto   ..   al posto Giusto !


mercoledì 28 novembre 2012

lunedì 26 novembre 2012

Elezioni catalane: cede l'opzione indipendentista.

Avanzano le ragioni dei movimenti

Tramonta l’ipotesi secessionista caldeggiata da Artur Màs per la Catalogna, in una tornata elettorale che ha visto la maggiore affluenza alle urne dal 1988.

Le elezioni nella Comunidad, partecipate perché collocate in un momento di sfiducia verso il Governo di Madrid ai massimi storici, consegna al partito indipendentista di destra CIU un notevole smacco; nonostante il tentativo del presidente Màs di minimizzare la portata del risultato sulle principali testate locali e internazionali, la coalizione, espressione dei poteri economici forti della regione, ha perso oltre 120mila voti e dodici seggi rispetto al 2010.

Prende forza, per contro, la sinistra repubblicana di Catalunya (Erc), che vede raddoppiare i suoi seggi. Questi risultati nella loro ambivalenza vanno anche letti come il frutto del lavoro dei movimenti contro la crisi e l’austerità che, con una notevole campagna di contro-informazione centrata sulla nocività dello strapotere di CiU e l’autoritarismo dell’opzione secessionista di stampo neoliberista da una parte e contro ogni opzione di voto legata a partiti spagnoli dall’altra, hanno rotto lo schema politico su cui il sistema dei partiti sembrava orientarsi.

La propaganda elettorale portata avanti da CiU si è “affievolita” nelle ultimissime settimane, dopo l’exploit populista del 9 settembre, quando a Barcellona un milione e mezzo di persone erano scese in piazza animate da un sentimento indipendentista non prettamente identitario ma che era più che altro una declinazione del dissenso verso le misure del governo centrale spagnolo .

Adesso più in che in altri momenti di chiamata alle urne, non è risultato difficile per molti catalani vedere le contraddizioni intrinseche nel discorso di Màs, e dell’alta borghesia catalana, nel promettere una soluzione di “libertà” basata su una forma - stato ancor più rigida e classista di quella centrale e ad ogni modo legata anch’essa ai dettami della troika, essendo la finanza e l’economia della regione troppo importanti per i delicatissimi equilibri dell’ UE.

Fa da corollario l’annunciato tracollo della compagine del partito socialista, mentre paradossalmente cresce di un seggio rispetto al 2010 la rappresentanza del Partito Popolare catalano, beneficiario indiretto del timore di uno strapotere dell’opzione secessionista.

Non esce rafforzato nemmeno il CUP (Candidatura d’Unitat Popular- Alternativa d’ Esquerres): la base movimentista del suo elettorato mal digerisce le contraddizioni di un partito socialista radicale che aspira ancora ad una forma di stato catalano indipendente tipica del XX° secolo e palesemente in contrasto con il respiro transnazionale assunto dalla forma-movimento in risposta alla crisi globale.

La messa in discussione dell’esistente portata avanti dai movimenti catalani, arricchita dal contemporaneo evolversi e radicalizzarsi in maniera difforme della crisi della rappresentanza su tutto il territorio spagnolo, espressasi anche il 14n su un piano che rivendica immediatamente la costruzione di uno spazio transnazionale mediterraneo ed europeo incentrato sulle lotte e i desideri dei soggetti che lo vivono, è stato un agente non secondario sull’esito di questa tornata elettorale che ha scalfito concretamente la macchina di consenso costruita da “Convergencia y Uniò”.

I punti cardine portati avanti dalle piattaforme cittadine di movimento sono stati: il rifiuto categorico di una ipotesi di nuovi stati-nazione come forme in grado di mettere in discussione le politiche di austerity, e una lotta contro la costruzione di ulteriori forme di rappresentanza che aspirino ad essere voce dei movimenti, in un contesto in cui alleanze strategiche o processi di negoziazione parlamentare sono depotenzianti di tutto il portato che le forme di decisionalità dal basso apportano.

Quindi non resta altro che gridare ancora una volta in faccia ai palazzi del potere “rodea tu congreso!”.

 

Roma, 20.000 in corteo: gli studenti bloccano la città

Sabato 24 Novembre 2012
 
Un corteo di 20.000 studenti ha invaso nuovamente le strade di Roma, aperto dai book block e da uno striscione che recitava
 
‘Contro crisi e austerità riprendiamoci la città’.
 
La manifestazione ha raccolto migliaia di studenti delle scuole superiori e dell’università, partiti dalla Piramide per dirigersi verso i palazzi del potere.

Lo scenario della capitale non era diverso da quello dello scorso 14N: una città completamente blindata dalle camionette e dai cordoni della polizia ma nonostante gli allarmismi istituzionali e i da più parti invocati divieti di manifestare, il corteo di oggi è tornato a riempire le strade di Roma, riuscendo nell’intento di bloccare la città.

La manifestazione ha attraversato nuovamente le strade del 14N e in via Arenula il blindatissimo ministero della Giustizia è stato bersagliato da uova, fumogeni e fischi.

Il corteo si è poi concluso al Colosseo e una parte degli studenti si è diretta verso il presidio antifascista di piazza dell'Esquilino (poi trasformatosi nuovamente in corteo) indetto contro la sfilata dei fascisti di Casa Pound prevista per oggi pomeriggio a Roma.

A dieci giorni dalla mobilitazione transnazionale del 14 Novembre, gli studenti romani hanno dunque invaso nuovamente la capitale, scegliendo di disertare la piazza e le parole d'ordine dei sindacati (tiratisi quasi tutti fuori dallo sciopero di oggi) e di tornare nelle strade con le pratiche e gli obiettivi che hanno caratterizzato le piazze del 5 Ottobre e del 14N, ripartendo dalle scuole occupate e dalle facoltà.

Il corteo si è concluso rilanciando verso una nuova settimana di occupazioni in numerosi istituti di Roma e verso la data del 6 Dicembre, già raccolta dagli studenti medi di tutta Italia.

La Palestina è con voi! 

 Messaggio agli studenti e alle studentesse in lotta
Lunedì 26 Novembre 2012
 
In nome di tutte/i le studentesse e gli studenti palestinesi, in particolare gli studenti di Gaza, salutiamo profondamente la vostra lotta in difesa dei legittimi diritti vi informiamo che siamo con voi e le vostre giuste richieste. Siamo certi che riuscirete a raggiungere i vostri nobili obiettivi.
 

Care compagne e cari compagni,

Crediamo che ogni lotta/mobilitazione studentesca ovunque sia giovi a favore degli studenti nel mondo e riteniamo che gli studenti siano una forza principale per il cambiamento delle nostre società.  Per questo motivo i cacciabombardieri sionisti colpiscono in ogni aggressione le scuole e le università delle città palestinesi come sta succedendo in questi giorni a Gaza.  I sionisti pensano che colpire i giovani ed i ragazzi delle scuole e università possa intimorire le generazioni del futuro.  Però, noi abbiamo giurato per noi stessi e per gli studenti caduti rinnovando anche a voi in lotta la nostra promessa di non arrenderci o piegarci di fronte alla micidiale macchina repressiva dell’occupante.

Noi, dalla terra della resistenza Palestina, vi chiediamo di resistere e continuare la vostra lotta per:

- boicottare la cooperazione accademica tra le vostre università e quelle dello stato d’apartheid israeliano
- esigere dal vostro governo di fermare lo spreco di danaro pubblico della cooperazione scientifico militare con lo stato d’apartheid israeliano; tali soldi devono andare a favore della scuola pubblica, dell’università e della ricerca.
- creare mezzi d’informazione alternativa nelle scuole e università capaci di informare correttamente sui diritti del movimento studentesco internazionale incluso quel palestinese per smascherare le informazioni mediatiche del potere costituito.

Le vostre ed i vostri compagne/i studenti palestinesi.

Il fronte d’azione studentesco progressista



Gaza, Israele apre il fuoco al confine

Lunedì 26 Novembre 2012 17:15 
Mentre a Gaza la tensione non si stempera e la Striscia fa i conti dei danni, Fatah e Hamas proseguono nell'accidentato percorso verso l'unità nazionale.

A quattro giorni dall'entrata in vigore del cessate il fuoco tra Hamas e Israele, ieri le forze militari israeliane hanno nuovamente riaperto il fuoco al confine Sud, a Khan Younis, ferendo un giovane palestinese.  Secondo l'esercito israeliano, un gruppo di palestinesi si è avvicinato alla rete di separazione tra Gaza e Israele.  Venerdì mattina, i militari di Tel Aviv avevano sparato ad un gruppo di contadini palestinesi, di nuovo a Khan Younis:  Anwar Abdul Hadi Qudaih, 20 anni, è stato ucciso;  diciannove i feriti.

Una rottura della tregua, secondo l'OLP. 
Un incidente, secondo Tel Aviv.  

Immediatamente le forze di polizia di Hamas sono state schierate al confine per evitare che altri eventi simili possano mettere in discussione la tregua raggiunta al Cairo mercoledì scorso.  Israele controlla una linea di terra larga 300 metri al confine della Striscia, la cosiddetta "buffer zone", teatro in passato di aggressioni armate da parte dell'esercito israeliano: il 35% degli appezzamenti agricoli si trovano nella lingua di terra militarizzata, dove i contadini palestinesi sono costretti a lavorare le proprie terre sotto la costante minaccia del fuoco israeliano.

Un ulteriore fattore di indebolimento dell'economia interna di Gaza, che l'operazione militare Colonna di Difesa non ha fatto che peggiorare. Secondo dati forniti dal governo di Hamas, i pesanti bombardamenti contro la Striscia hanno provocato danni per 1,245 miliardi di dollari:  in otto giorni l'aviazione israeliana ha raso al suolo duecento abitazioni e ne ha parzialmente danneggiate 8mila; distrutti 42 edifici non residenziali, tra cui la sede del governo, tre moschee e circa cento uffici governativi.

Costi diretti, a cui si aggiunge il costo più terribile:
166 palestinesi uccisi dagli F16 israeliani, di cui almeno 43 bambini.

E tra le conseguenze dell'offensiva israeliana contro la Striscia c'è anche il nuovo tentativo delle due principali fazioni palestinesi di ritrovare l'unità: Hamas e Fatah si sono riavvicinati a pochi giorni dal lancio dell'operazione militare per affrontare al meglio la situazione a Gaza.  Un'unità che appare come l'ultima opportunità per il presidente dell'Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, di risalire nei consensi, ai minimi storici in Cisgiordania.

Ieri una delegazione di Fatah è partita alla volta di Gaza, dove farà visita a ospedali e famiglie della Striscia. Mentre da Ramallah, l'ANP annuncia il rilascio dei prigionieri politici affiliati al movimento islamista, dopo che Hamas ha manifestato le stesse intenzioni:  ieri il portavoce del governo della Striscia, Taher al-Nunu ha detto che sarà concessa l'amnistia a tutti i prigionieri affiliati o sospettati di affiliazione con Fatah.

Nabil Shaath, leader di Fatah, ha annunciato che nei prossimi giorni decine di detenuti membri di Hamas in Cisgiordania saranno liberati.
Si attendono ulteriori meeting congiunti dopo il 29 novembre, quando Abbas si presenterà di fronte all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per chiedere il riconoscimento della Palestina come Stato non membro osservatore permanente.

La Palestina resta a guardare:  dalle elezioni del 2006, vinte da Hamas, e dalla successiva separazione politica di Cisgiordania e Gaza in due distinte entità governative, la popolazione palestinese rimane scettica.  Numerosi sono stati in passato i tentativi di riconciliazione tra le due fazioni, tentativi costantemente falliti per mancanza di volontà politica.

Ma con Hamas che cresce all'interno della società palestinese e che gode di una nuova inattesa legittimazione internazionale, l'ANP (e Fatah) sa di non poter proseguire in direzione della separazione. Con un dubbio in più:  Abbas è considerato da Stati Uniti, Europa e Israele l'unico partner credibile nel processo di pace.  Perdere tale status potrebbe provocare un terremoto economico a Ramallah, tenuta in piedi dal denaro dei finanziatori internazionali.  Da una parte Hamas, dall'altra la comunità internazionale.  In attesa del voto dell'Assemblea Generale dell'Onu e delle sue conseguenze, interne ed esterne.

(da NenaNews)

Spina N°30


Notizie.... Mie

Er Pesce vi ricorda l'appuntamento per lo spettacolo del 29-30 nov e del 01 dic 2012, in più come al solito ci aggiorna su alcune notizie della settimana



  • dal 29 Novembre al 1 dicembre Teatro dell'Orologio, via dei Filippini, 16/a, sala Orfeo... prezzo 13 euro compresa la tessera 
    (per chi ce l'ha 11 euro)
     

  • "UNA GIORNATA DA DISOCCUPATO" Una commedia tratta da una storia realmente accaduta, di Paolo "Pesce" Nanna con PAOLO "PESCE"NANNA - FEDERICA QUAGLIERI- ANDREA MICHELI- MAURIZIO LIMONGI- CLAUDIA NICOSIA - MUSICHE E CANZONI DI SERGIO GAGGIOTTI (ROSSO MALPELO) POESIE DI GIUSEPPE SPINILLO- REGIA MARENA MICHELI...            
29/30 Novembre e 1 Dicembre
INFO E PRENOTAZIONI 066875550
Nel foyer della sala Orfeo, per l'occasione, ci sarà l'esposizione delle vignette (a tema sul lavoro) del grande vignettista, nonché amico... 
PIETRO VANESSI in arte PV.
 
Paolo Pesce Nanna va in scena con lo spettacolo 
“Una giornata da disoccupato”. 

Le tre serate saranno dedicate alla sensibilizzazione e raccolta fondi per due progetti di Arcs: 

“Bibliobus- Biblioteche mobili per le future generazioni” a Gaza e “Salute materno-infantile. Sala operatoria e campagne di prevenzione e sensibilizzazione” in Tanzania.
 
 

domenica 25 novembre 2012

Bilderberg 2012: la distruzione economica dell’Italia è stata pianificata

stampalibera.com

Le associazioni massoniche:  il trait d’union tra le lobby dell’alta finanza che gestiscono le multinazionali – che hanno in mano l’economia globale – ed i governi del mondo.  

La rete del potere mondiale.  

Chi è Mario Monti e a quali poteri risponde. 

Il golpe italiano, chi c’è dietro e quali sono i loro obiettivi.

Che il nominato premier Mario Monti sia parte integrante dei gruppi di potere che cercano di controllare – o forse, che controllano – il mondo, lo sappiamo bene.  Fa parte dell’Aspen Institute, (.. come anche Napolitano ..) ha preso parte a diverse riunioni del gruppo Bilderberg, e ha ricoperto addirittura il ruolo di “Presidente europeo” della Commissione Trilaterale, estensione del super magnate Rockfeller, braccio destro della potentissima famiglia Rothschild, che ha in mano quasi tutte le banche centrali del mondo.

Monti ha ricoperto importanti incarichi (è stato advisor) per la superbanca d’affari USA Goldman Sachs, definita “il miglior posto per produrre denaro che il capitalismo globale sia mai riuscito a immaginare” con una capacità d’investimento di 12.000 miliardi di euro all’anno (il debito pubblico che sta mettendo in ginocchio l’Italia ammonta a poco meno di 2.000 mld di euro) e un valore di oltre un trilione, ovvero un miliardo di miliardi. 

(1.000.000.000.000.000.000) una banca Goldman Sachs, responsabile di aver mandato sul lastrico svariate decine – se non centinaia – di migliaia di famiglie americane e di altre parti del mondo, in particolare nei paesi poveri che più si prestano alle speculazioni, visto che pur di ingrassare il proprio business, i dirigenti Goldman Sachs non si fanno alcuna remora a speculare sulle carestie, derrate alimentari, sulla povertà della povera gente.  

Generare profitto:  si occupano di questo, all’interno della “super banca”, ben 30.000 dipendenti che percepiscono una media di 700.000 dollari all’anno, che grazie ai “premi” riconosciuti a chi è stato particolarmente produttivo possono superare – anche di molto – il milione di dollari.  I dirigenti di spicco, ovviamente prendono molto di più, anche oltre 10 volte tanto.

Oltre a Goldman Sachs ci sono altre banche molto influenti, legate anch’esse alle associazioni massoniche sopracitate, una di queste è Morgan Stanley, dove – guardacaso – lavora “Monti jr“,
il figlio di Mario Monti, alla quale il Ministero del Tesoro italiano a Gennaio 2012 ha elargito in gran silenzio, 2 miliardi e 567 milioni di euro per un affare (per la banca, non per il governo) di “derivati”.

Soldi che il governo – visto i tempi difficili, almeno per i cittadini – avrebbe potuto rimborsare in comode rate, e magari girare una parte agli imprenditori italiani che hanno fornito merci e servizi allo stato, a cui l’erario deve un totale di 70 miliardi di euro. Un’altra banca d’affari molto influente è JP Morgan.

Le associazioni di stampo massonico citate sopra (Aspen Institute, ma ancor di più gruppo Bilderberg Commissione Trilaterale ma anche altre club di Roma, ilCFR) e le lobby dell’alta finanza, le “super banche” d’affari(Goldman Sachs, Morgan Stanley, JP Morgan) sono legate a doppio filo, in quanto gli uomini che ne fanno parte sono gli stessi:

i dirigenti di punta delle lobby dell’alta finanza e i loro uomini di fiducia (uno di questi, evidentemente, Mario Monti) sono tutti membri delle associazioni massoniche, nel cui ambito interagiscono con i politici più importanti, e quindi i governi del mondo. Da molti anni a questa parte tutti i presidenti degli Stati Uniti che si sono avvicendati sono stati – tutti – membri del Bilderberg, o legati a doppio filo ad esso, così come gli uomini di Goldman Sachs (ufficialmente “ex”) ricoprono ruoli chiave all’interno del governo americano, come il Ministero delle finanze.

Queste banche d’affari, vere e proprie lobby dell’alta finanza, sono proprietarie/azioniste legate a doppio filo alle 147 multinazionali che controllano, condizionano e gestiscono a loro uso e consumo l’economia globale:  hanno in mano i mezzi d’informazione più autorevoli, mediante i quali “costruiscono” l’immagine dei politici che i cittadini di tutto il mondo eleggeranno.  Laddove sorgano organi di informazione di cui non sono direttamente proprietari, possono sempre “addomesticarli” mediante cospicui contratti pubblicitari.

Il vero editore dei giornali infatti sono le agenzie pubblicitarie, che consentono a un determinato organo di ricevere ottimi introiti ed espandersi, ma possono affondarlo se decidono di boicottarlo in quanto contrasta i loro interessi. Le grandi campagne pubblicitarie non vengono gestite direttamente dalle aziende:  queste si affidano ad agenzie, che stabiliscono come e dove investire: e la maggior parte – in termini di valore economico – dei contratti pubblicitari è gestito da poche agenzie, riconducibili in un modo o nell’altro, alle associazioni di stampo massonico e/o alle lobby dell’alta finanza sopracitate.

Nel panorama dell’alta finanza, dei mercati finanziari, dell’economia delle nazioni, dell’industria e del commercio, rivestono un ruolo importantissimo, fondamentale leagenzie di rating, deputate a stabilire, mediante una classificazione definita”rating” quanto siano “affidabili” governi e imprese.

Le agenzie di rating principali sono tre, soprannominate “le tre sorelle Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch Ratings. 

Quando le agenzie di rating “declassano” una nazione, (o un’impresa) questa viene ritenuta meno affidabile; investire su di essa (cioè concedere credito a una determinata nazione, mediante titoli obbligazionari, o ad un’impresa) viene considerato più rischioso, pertanto aumentano i tassi di interesse che questa deve corrispondere. 

 Questo è un potere immenso, in quanto un abbassamento eccessivo del rating può significare tassi di interessi talmente elevati da determinare la bancarotta, sia per le imprese che per le nazioni, che sono costrette ad aumentare la pressione fiscale per pagare gli interessi necessari per avere liquidità.

Da notare come le agenzie di rating siano aziende private, e guarda caso legate a doppio filo alle lobby dell’alta finanza che le gestiscono a proprio uso e consumo, visto che in molti caso hanno favorito (inconsapevolmente?) alcune società, attribuendo loro un rating positivo anche in assenza dei presupposti per farlo:  è il caso della Lehman brothers, che poco prima di dichiarare bancarotta era ritenuta assolutamente affidabile (classificata A2) fattore che ha spinto numerosi investitori a investire forti somme, mentre in altri casi, alcune società (e nazioni) hanno ricevuto un rating eccessivamente penalizzante, mettendole in difficoltà poiché per avere “accesso al credito” erano costrette a corrispondere tassi di interesse elevatissimi.  Per maggiori informazioni, leggi “agenzie di rating, ecco chi controlla le tre sorelle“.

Ora viene il “bello”…  La procura ha accertato che una di queste agenzie di rating, Moody’s, remava contro l’Italia. 
E guarda caso, MONTI ERA UN COLLABORATORE DI MOODY’S, prima di essere NOMINATO premier!

L’agenzia di rating “Standard & Poor’s” mirava a destabilizzare l’Italia La procura chiude le indagini sull’agenzia di rating. 
Cinque le persone coinvolte con l’accusa di manipolazione di mercato continuata e pluriaggravata.  
“Fornivano intenzionalmente ai mercati un’informazione falsa in merito all’affidabilità creditizia italiana, in modo da disincentivare l’acquisto di Btp e deprezzarne il valore“ Leggi tutto

Ricapitolando:
  1. Monti è legato a praticamente tutte le associazioni di stampo massonico e alle principali lobby dell’alta finanza, che controllano anche le agenzie di rating.
  2. Le agenzie di rating hanno manovrato CONTRO l’Italia, fornendo informazioni FALSE ai mercati sulla nostra attendibilità.
  3. Monti lavorava ANCHE per una delle più importanti agenzie di rating, Moody’s.
  4. Grazie alla manipolazione delle agenzie di rating lo spread è salito a livelli vertiginosi = tassi elevatissimi per avere liquidità = tasse e aumento debito pubblico – e la situazione che tutti conosciamo.
  5. Per “risolvere” i problemi che hanno deliberatamente provocato, hanno imposto la nomina di Monti, che lavorava per le agenzie di rating che ci hanno penalizzato (lavorava anche per i poteri dell’alta finanza che controllano le agenzie di rating)

E tutt’oggi l’Italia è costretta a pagare interessi altissimi (lo spread) per avere liquidità, un vero e proprio COMPLOTTO ordito a danno dell’Italia, che ha affidato il governo a un collaboratore della stessa agenzia di rating che stava remando contro di lei!


Le conclusioni:
Questa lunga – necessaria – premessa mi auguro che sia stata sufficientemente chiara, per cercare di decifrare la situazione, e sopratutto chi c’è dietro a tutto questo.  

L’Italia è vittima di un complotto, un feroce complotto, e i nostri politici anziché difendere i nostri interessi, si sono piegati a compromessi con questi poteri forti. 

Il fatto che Enrico Letta, vice-presidente del PD abbia partecipato al meeting Bilderberg di quest’anno, è piuttosto eloquente. 

Lo stesso Berlusconi, che inizialmente – nei giorni di Novembre, immediatamente precedenti alle sue dimissioni, quando “l’attacco” all’Italia era nell’apice – sembrava intenzionato a opporre resistenza, dopo che “i mercati” (controllati ad uso e consumo dei poteri descritti sopra) hanno fatto perdere 10 punti percentuali alla sua Mediaset in un solo giorno, ha dichiarato la “resa incondizionata”, piegandosi a sostenere Monti – in cambio sicuramente di accordi personali – anche se questo gli è costato la PERDITA DI TUTTO IL CONSENSO che (incredibilmente) aveva mantenuto fino a quel momento 

Tra l’altro, Mario Monti, presentato da tutti i politici e dai media come il “salvatore della patria” già in passato aveva fatto grossi danni all’economia italiana: danni che però, hanno rappresentato un beneficio per le lobby dell’alta finanza di cui Monti è emissario.

Ormai siamo un giocattolino in mano agli speculatori, incentivati anche dalle direttive dell’Unione Europea, che si stanno arricchendo sempre di più alle nostre spalle, con la complicità di quei politici che gli hanno steso un tappeto rosso, e cercano di farci sopportare tutto questo seminando paura (lo spettro di conseguenze economiche ancora più terribili), con discorsi fuorvianti (“è necessario” – “salva Italia” etc) e le solite promesse da marinaio di “ripresa” (ripresa che non ci sarà mai, ma sarà sempre peggio, almeno per noi cittadini… le grandi aziende hanno delocalizzato o stanno delocalizzando: 

non c’è lavoro, non c’è soldi.. QUALE RIPRESA PUO’ ESSERCI?).

I poteri forti dell’alta finanza mirano innanzitutto alla nostra riserva aurea: alla quale punteranno “se non molto presto, abbastanza presto” – come ha dichiarato Nigel Farage in occasione dell’ultima intervista che gli ho fatto – ma anche AI BENI PUBBLICI ITALIANI:  ad iniziare dalle percentuali di proprietà delle aziende che lo stato possiede ancora, fino al patrimonio immobiliare che l’Italia sarà COSTRETTA A VENDERE – anzi: a Svendere – per ripianare il debito pubblico. Nel frattempo, Monti ha varato – sta varando – varerà – altre leggi che favoriscono tutti i poteri forti citati in precedenza, da quelli economico-bancari alle multinazionali, proprietari della “grande impresa” e della “grande distribuzione”, facendo chiudere i negozi dei cittadini, grazie all’oppressione fiscale e al calo dei consumi, che saranno soppiantati da centri commerciali o catene di negozi legate alle grandi aziende, che a capo hanno sempre gli stessi proprietari: le lobby dell’alta finanza.  Si venderà la nostra sovranità e i nostri beni, con un occhio di riguardo per le caste:  ormai credo che tutti si siano resi conto che Monti sta purgando solo i cittadini del ceto medio-basso:  questo perché avere i potenti contro potrebbe nuocere al suo disegno, per esempio difficilmente i notai potranno dare contro a Monti, visto che ha abolito la “tariffa massima” e potranno guadagnare di più.   Avere contro loro, non sarebbe stato semplice come avere contro gli operai della FIOM che si sono visti eliminare l’articolo 18… ci farà aderire alla fregatura colossale rappresentata dal MES, che è una DITTATURA ECONOMICA spacciata per fondo di stabilità – le manovre finanziare “salva Italia” in realtà, sono servite esclusivamente a rastrellare i soldi necessari per aderire ad esso…

Quello a cui stiamo assistendo oggi è la naturale prosecuzione del processo che è iniziato nel 1992, a bordo del Panfilo Britannia, come illustra l’articolo DOSSIER: Ecco quando è iniziata la crisi dell’Italia; era il 1992 sul panfilo Britannia

Si sta verificando TUTTO quello che aveva previsto il movimento “No Global”, che è stato distrutto a Genova nel 2001:  movimento composto da centinaia di movimenti di ogni estrazione politica e sociale perché non era composto solo dalla ‘sinistra radicale’ come pensano molti:  al Genoa Social Forum avevano aderito Acli, WWF, Rete Lilliput, associazioni studentesche e altro ma all’opinione pubblica è stato dipinto in modo fuorviante, come se fosse composto solo da “punkabbestia” e scalmanati dei centri sociali più aggressivi. Movimento che faceva discorsi giusti, stava crescendo troppo rapidamente e per i potenti del mondo era troppo pericoloso. 

Con la sospensione dei diritti democratici alla quale il mondo ha assistito in quei giorni, è stato spazzato via. Purtroppo ormai di quel Movimento se ne parla quasi esclusivamente in chiave “violenze delle forze dell’ordine” al G8 di Genova, che innegabilmente ci sono state: i fatti della “Diaz” e di “Bolzaneto” sono emersi in tutta la loro gravità, dopotutto era inevitabile che accadesse.  Anzi doveva venire fuori, perché se le violenze fossero state tenute nascoste e non fosse stato seminato il terrore, al G8 successivo probabilmente a manifestare ci sarebbero state molte più associazioni e persone:  invece quel “Movimento” è finito li, a Genova, affogato nel sangue di Carlo Giuliani e di migliaia di persone pestate senza motivo. 
Le forze dell’ordine, “caricate” con la strategia del terrore di chi aveva messo in guardia gli agenti da minacce di ogni tipo, preparandoli come se fossero dovuti andare in guerra, sono stati esecutori materiali di quella che era una volontà che andava ben oltre, probabilmente, del governo italiano.  Quel movimento doveva essere fermato.  Personalmente nel 2001 avevo 20 anni, non ho partecipato alle manifestazioni e non ero un simpatizzante “no global”.  Il fatto che oggi stia accadendo praticamente tutto quello che avevano previsto l’ho appreso pochi anni fa, approfondendo, leggendo ciò che sosteneva quel movimento.

Il mondo è succube di una minoranza, un’élite composta da poche centinaia di potenti che dopo essersi appropriati del governo USA (1) stanno estendendo il loro dominio a tutte le altre nazioni del mondo, ad iniziare dalle nazioni europee e quelle che hanno in mano le materie prime.  Laddove non possono conquistare il potere con le armi politico-economiche, lo fanno con le armi.  Hanno in mano le redini dell’economia, dei mercati finanziari, industriali e del commercio: e stanno rastrellando a se tutte le ricchezze del mondo. 

Ma quello che vogliono non sono i soldi, ne hanno fin troppi. 
Quello che vogliono, è il POTERE: che senza dubbio è detenuto da chi è proprietario di tutto. E chissà che quei “complottisti”, che sostengono che l’élite vuole instaurare un “governo mondiale”, con una moneta mondiale – il tutto ovviamente gestito da loro – non abbiano ragione…

(1) J.F. Kennedy parlò di questi “poteri oscuri” che intendeva sconfiggere: ma purtroppo non c’è riuscito, ed è stato eliminato. 

E il suo successore annullò immediatamente l’ “ordine esecutivo 11110” con il quale Kennedy consentiva al Ministero del Tesoro USA di stampare moneta senza il controllo della FED, la banca centrale USA – privata – che dal 1913 gestisce il Dollaro, dominando quindi l’economia statunitense.

Fonte: Autore: Alessandro Raffa per nocensura.com