Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

martedì 16 luglio 2013

La Val di Susa incontra chi occupa le case

Dalla Valle alle Metropoli. Il movimento No Tav incontra i movimenti per il diritto all'abitare. Se ne parlerà sabato 20 a Venaus per discutere un autunno di lotte contro l'austerity. Da più di 20 anni il movimento No Tav non lotta solo contro la realizzazione di un’opera di cui il territorio valsusino non sente alcun bisogno. Più in profondità, si oppone a un modello di sviluppo che incrementa il potere e il profitto di pochi contro gli interessi della maggioranza. Quando diciamo che 4 cm di Tav corrispondono a 1 anno di pensione, 3 metri a 4 sezioni di scuola materna, 500 metri a 1 ospedale pubblico da 1200 posti letto, 226 ambulatori, 38 sale operatorie; che con 1 km di Tav si pagherebbero un anno di tasse universitarie per 250 mila studenti, oppure la costruzione di 55 nuovi treni pendolari; o ancora, che con i soldi buttati nell’opera si darebbe una possibilità seria alla proposta di reddito di base, quella che poniamo è -immediatamente- una domanda sull’uso della ricchezza sociale complessiva.

I movimenti per il diritto all’abitare (per decenni esperienze confinate a poche città) si stanno ora moltiplicando in tutto il paese e pongono anch’essi, in maniera differente ma convergente, la stessa questione, indicando nell’occupazione di case sfitte e nella difesa collettiva dagli sfratti, una forma di riappropriazione indiretta del reddito sociale.

Lo sfruttamento intensivo del territorio, sotto forma di cementificazione, valorizzazione del ciclo dei rifiuti (nocività) e costruzione di grandi opere ha trovato in questi anni un’opposizione sociale diffusa e determinata che, pur con intensità ed esiti alterni, ha prodotto nei territori interessati forme di ricomposizione sociale capaci di mettere insieme opposizione/antagonismo e creazione di nuovi legami. Con ben maggiori difficoltà, le lotte sui luoghi di lavoro continuano a segnare il passo, nella perdita di diritti e nell’aumento dei ricatti, mentre la maggioranza dei/le giovani viene pre-formata negli anni della scuola a un futuro di precarietà, disoccupazione e assenza di prospettive. L’eccezione che ci viene dalla straordinaria resistenza dei facchini contro il sistema della logistica è prodotta tanto dalla chiarezza dei propri obiettivi e dalla baricentralità nel sistema di circolazione delle merci, quanto dalla disponibilità ad aprirsi e lavorare con altri soggetti sociali, scavalcando e andando contro le collusioni del sindacalismo concertativo. Quel che è certo, è che qualunque lotta degna di nota è oggi obbligata ad eccedere la propria collocazione professionale e il proprio ruolo sociale, pena l’isolamento e la sconfitta.

Tutte queste lotte, tutti questi soggetti, hanno infatti nemici chiari e comuni: la troika e le misure di austerità imposte agli uomini e alle donne d’Europa, il più delle volte senza neanche passare da discussioni parlamentari; e i governi “tecnici” nazionali che si limitano a ratificare e scaricarne i diktat sulle popolazioni governate. Mentre ci dicono che non ci sono i soldi e che viviamo al di sopra delle nostre possibilità, spendono 13 miliardi di euro per il programma F35.

Mentre tagliano su Sanità e Formazione perché “non ce le possiamo permettere”, trovano i soldi per finanziare una grande opera inutile come il Tav. Lasciano sfitti migliaia di alloggi ma continuano a costruire mega-insediamenti senza acquirenti e che devastano il territorio, mentre gli sfratti vengono eseguiti a decine di migliaia, aumentando di anno in anno. È sempre più evidente che con l’avanzare e l’approfondirsi della crisi, si combattono due divergenti modelli di società, modi d’essere e di vivere contrapposti, interessi nemici. Per riprodursi, questo sistema iniquo mangia le nostre vite, chiude spazi di relazione, aumenta lo sfruttamento e impone un’estorsione continua al nostro vivere associato. Ogni volta che lottiamo e allarghiamo la partecipazione alle lotte invece, incidiamo sul reale e strappiamo un territorio al nemico, riaprendo nuove possibilità.

Si pone quindi con forza l’urgenza di una ripresa della mobilitazione dal basso, contro il governo della crisi e le misure antipopolari che si prospettano per l’autunno che viene. Le mobilitazioni e i percorsi di lotta sorti negli ultimi due anni nel nostro paese, pur generosi, non hanno ancora saputo generalizzarsi e irrompere in una dimensione sociale più complessiva, com’è invece avvenuto negli altri paesi dei Pigs. Il mancato prodursi di una mobilitazione di massa in Italia è stata un ostacolo all’ulteriore progressione delle lotte di resistenza e contrattacco che si sono sviluppate in Grecia, Spagna e Portogallo. Per questo, costruire nuovi percorsi di mobilitazione e di lotta è un compito imprescindibile, da assumere collettivamente.

Le proposte che iniziano a circolare in rete su scadenze autunnali possono essere un buon punto di partenza, a patto di non ripetere errori passati, vuote rappresentazioni, percorsi al ribasso. Scommettendo invece sulla ripresa del conflitto nel nostro paese. Nell’interesse di tutti e tutte…

A partire da queste considerazioni, se ne discuterà in due incontri che si terranno sabato 20 luglio e poi domenica 21 luglio ore 17 al campeggio no tav di Venaus.

lunedì 15 luglio 2013

Programma campeggio NO-TAVdal 12 al 31 Luglio

Il programma potrebbe essere ancora oggetto di modifiche
Venerdì 12 luglio
Ore 18,00 presidio di Venaus, dibattito dal titolo “Gramsci e le rose” . A cura di Luca Mancini
Sabato 13 luglio
Agire comunicando, dal basso e nella crisi
Ore 16,30 presidio di Venaus “Cript’r die”-workshop di crittografia e sicurezza informatica con Avana Hack-lab
Ore 18 presidio di Venaus “Inside anonymous: gli hack-tivisti a fianco dei NoTav con Carola Frediani, autrice dell’inchiesta “Dentro Anonymous. Viaggio nelle legioni di cyber-attivisti”
Ore 22,00  presidio di Venaus Signor K militant hip-hop da Bergamo, in contemporanea proiezione di documentari di lotta.
Domenica 14 luglio
Ore 17,00 presidio di Venaus incontro discussione tra portali, radio e agenzie della comunicazione dal basso
Ore 21,30 presidio di Venaus, proiezione del film su NoMuos e a seguire il “canto di Matilde”
Lunedì 15 luglio
Ore 21,00 Assemblea di gestione del presidio di Venaus
Mercoledì 17 luglio
Ore 21,00 presidio di Venaus, seconda serata di dibattiti “l’esperienza come bagaglio, il territorio come arma”. Interverranno alcuni compagni greci coinvolti nella lotta contro le miniere d’oro in Calcidica.
Giovedì 18 luglio
Ore 21,00 presidio di Venaus, prima serata di dibattiti “l’esperienza come bagaglio, il territorio come arma”. Interverranno alcuni compagni francesi della ZAD sulla lotta contro l’aeroporto di Notre Dame des Landes.
Venerdì 19 luglio
Ore 18,00 presidio di Venaus  dibattito “ no al nucleare civile e militare. No ai trasposti nucleari”. Serata di discussione con Alfonso Navarra – Campagna di obiezione alle spese militari, Mario Agostinelli – presidente Associazione Energia Felice, Vincenzo Miliucci – Confederazione Cobas, Massimo Zucchetti – Politecnico di Torino, Mario Actis – Legambiente Vallesusa
Ore 21,00 ritrovo campo sportivo di Giaglione per passeggiata notturna in Clarea
Sabato 20 luglio
Ore 16,00 conferenza stampa presso il polivalente di Venaus del  “V TORNEO ” RUGBYSTI A SOSTEGNO DELLA VALLE “
Ore 17,00 presidio di Venaus, , “Il movimento Notav incontra i movimenti per il diritto all’abitare” .
Ore 19,00 presidio di Venaus, incontri dimostrativi a cura della palestra popolare antifa boxe di Torino
Ore 20,00 cena presso il presidio di Venaus e a seguire concerto e balli di musica occitana con i Tir na d’Oc
Domenica 21 luglio
Ore 10,00 V torneo dei “Rugbisti a sostegno della Valle” presso il campo sportivo di Venaus. Ore 15,00 terzo tempo (pranzo presso il presidio di venaus) e poi passeggiata in Clarea.
Ore 14,30 presidio di Venaus, Assemblea – Per un autunno di lotta contro l’austerity!
Ore 20,00 cena presso il presidio di Venaus.
A seguire proiezione del film 10″ il documentario sulla palestra popolare Antifa Boxe Torino
Ore 22,30 Alessio Lega in concerto al presidio di Venaus.
Lunedì 22 luglio
Ore 21,00 Assemblea di gestione del presidio di Venaus
Martedì 23 luglio
Ore 20,00 presidio di Venaus, “stati generali del lavoro. Percorsi di avvicinamento” a cura di Etinomia.
Ore 22,00 presidio di Venaus, concerto di Ugo Guizzardi e Angelo Palma, “ Victor Jara e la nueva cancion chilena”.
Mercoledì 24 luglio
Ore 21,00 presidio di Venaus, serata sul 15 ottobre dal titolo “La nostra rivolta, la loro paura. Dibattito su solidarietà e repressione ai processati per la sommossa del 15 ottobre a Roma” . Interverranno i compagni romani.
Giovedi 25 luglio
Ore (da definire) presentazione del libro “nemico pubblico. Storie di sciacalli,lupi e pecorelle”
Ore  21.00   dibattito presidio di Venaus  ”Un anno di lotte nella logistica: contro-attacco alla metropoli del Capitale”
Venerdì 26 luglio
Ore (da definire) presidio di Venaus, “international trash”.
Ore (da definire) iniziativa “meditazione per il nostro obiettivo”
Sabato 27 luglio
Gita al Rocciamelone con Mariano (da capire ancora ora come e quando si partirebbe).
Ore iniziativa meditazione per il nostro obiettivo
Ore 14,00 Marcia popolare da Giaglione a Chiomonte
Lunedì 29
Martedì 30                 Tre giorni a cura della Rete Italiana ISM sul tema Palestina (da definire)
Mercoledì 31

No-Prawer Plans .. in Solidarietà con il Popolo Palestinese


Oggi, 15 luglio sciopero generale e manifestazioni in tutta la Palestina contro il Piano Prawer che prevede il "trasferimento" forzato di decine di migliaia di beduini del Negev.

I Paestinesi dei territori del '48 saranno in sciopero e diverse manifestazioni saranno organizzate in tutte le parti della Palestina a sostegno della popolazione del Negev.

Il Piano Prawer prevede la confisca di piu' .. di 850.000 dunums di terra palestinese nel Negev, lo spostamento di 30.000-40.000 beduini del Negev e lo sdradicamento di circa 40 villaggi. 

Dal 1948 la tragedia e' in corso, la pulizia etnica e la colonizzazione non si sono fermate.

La Palestina oggi protestera' unita

Manifestazioni in concidenza in Gaza e Cisgiordania

A Gaza la manifestazione sara' alle 16.00 ora locale

La leggenda del Ponte Arcobaleno

Questa del Ponte dell' Arcobaleno è un antica leggenda che si tramanda dalle tribù degli Indiani d' America ed è dedicata a tutte le persone che soffrono per la morte di un loro caro amico e a tutti gli animali che sulla terra hanno amato gli uomini.

E' una favola bellissima e piena di tenerezza che ci fa sperare non solo che ci sia una vita al di là di quella che stiamo vivendo ora, ma soprattutto che ci sia una vita più serena e felice da condividere ancora con i nostri amici.  La speranza quindi di riabbracciarli un giorno per percorrere con loro il cammino verso l'eterna felicità.

"Proprio alle soglie del Paradiso esiste un luogo chiamato il Ponte dell'Arcobaleno.  Quando muore un animale che ci è stato particolarmente vicino sulla terra, quella creatura va al Ponte dellArcobaleno.

Ci sono prati e colline perché tutti i nostri amici speciali possano correre e giocare insieme.  Cè abbondanza di cibo, acqua e tanto sole, e i nostri amici non hanno freddo e stanno bene assieme.  Tutti gli animali che erano stati ammalati e vecchi sono restituiti alla salute e al vigore;  quelli che erano stati feriti e mutilati sono nuovamente resi sani e forti, proprio come li ricordiamo nei nostri sogni di un tempo.

Gli animali sono felici, eccetto che per una piccola cosa:
ognuno di loro sente la mancanza di una persona speciale, che ha dovuto essere lasciata indietro.

Tutti corrono e giocano assieme, ma viene il giorno in cui uno di loro improvvisamente si ferma e guarda lontano.

I suoi occhi brillanti fissano intenti;
il suo corpo è preso da un tremito.
D' improvviso egli inizia a correre staccandosi dal gruppo, quasi volando sopra lerba verde, le sue zampe lo portano a correre sempre più veloce.

Tu sei stato scorto e quando tu e il tuo amico speciale alla fine vi ricongiungete, vi stringete lun laltro in un abbraccio di gioia, per non lasciarvi più.

Baci di felicità piovono sul tuo viso;
le tue mani accarezzano di nuovo il capo del tuo amico tanto amato e ancora una volta guardi nei suoi occhi fiduciosi, che tanto tempo fa erano spariti dalla tua vita, ma mai dal tuo cuore.

Poi, insieme, attraversate il Ponte dellArcobaleno"

domenica 14 luglio 2013

DENUNCIAMO LE SCIE CHIMICHE

Campeggio NO TAV Assemblea – Per un autunno di lotta contro l’austerity!

Da più di 20 anni il movimento no tav non lotta solo contro la realizzazione di un’opera di cui il territorio valsusino non sente alcun bisogno.
Più in profondità, si oppone a un modello di sviluppo che incrementa il potere e il profitto di pochi contro gli interessi della maggioranza.
Quando diciamo che 4 cm di Tav corrispondono a 1 anno di pensione, 3 metri a 4 sezioni di scuola materna, 500 metri a 1 ospedale pubblico da 1200 posti letto, 226 ambulatori, 38 sale operatorie; che
con 1 km di Tav si pagherebbero un anno di tasse universitarie per 250 mila studenti, oppure la costruzione di 55 nuovi treni pendolari; o ancora, che con i soldi buttati nell’opera si darebbe una possibilità seria alla proposta di reddito di base, quella che poniamo è -immediatamente- una domanda sull’uso della ricchezza sociale complessiva.
I movimenti per il diritto all’abitare (per decenni esperienze confinate a poche città) si stanno ora moltiplicando in tutto il paese e pongono anch’essi, in maniera differente ma convergente, la stessa questione, indicando nell’occupazione di case sfitte e nella difesa collettiva dagli sfratti, una forma di riappropriazione indiretta del reddito sociale.
Lo sfruttamento intensivo del territorio, sotto forma di cementificazione, valorizzazione del ciclo dei rifiuti (nocività) e costruzione di grandi opere ha trovato in questi anni un’opposizione sociale diffusa e determinata che, pur con intensità ed esiti alterni, ha prodotto nei territori interessati forme di ricomposizione sociale capaci di mettere insieme opposizione/antagonismo e creazione di nuovi legami.
Con ben maggiori difficoltà, le lotte sui luoghi di lavoro continuano a segnare il passo, nella perdita di diritti e
nell’aumento dei ricatti, mentre la maggioranza dei/le giovani viene pre-formata negli anni della scuola a un futuro di precarietà, disoccupazione e assenza di prospettive.
L’eccezione che ci viene dalla straordinaria resistenza dei facchini contro il sistema della logistica è prodotta tanto dalla chiarezza dei propri obiettivi e dalla baricentralità nel sistema di circolazione delle merci, quanto dalla disponibilità ad aprirsi e lavorare con altri soggetti sociali, scavalcando e andando contro le collusioni del sindacalismo concertativo. Quel che è certo, è che qualunque lotta degna di nota è oggi obbligata ad eccedere la propria collocazione professionale e il proprio ruolo sociale, pena l’isolamento e la sconfitta.
Tutte queste lotte, tutti questi soggetti, hanno infatti nemici chiari e comuni: la troika e le misure di austerità imposte agli uomini e alle donne d’Europa, il più delle volte senza neanche passare da discussioni parlamentari; e i governi “tecnici” nazionali che si limitano a ratificare e scaricarne i diktat sulle popolazioni governate. Mentre ci dicono che non ci sono i soldi e che viviamo al di sopra delle nostre possibilità, spendono 13 miliardi di euro per il programma F35.
Mentre tagliano su Sanità e Formazione perché “non ce le possiamo permettere”, trovano i soldi per finanziare una grande opera inutile come il Tav. Lasciano sfitti migliaia di alloggi ma continuano a costruire mega-insediamenti senza acquirenti e che devastano il territorio, mentre gli sfratti vengono eseguiti a decine di migliaia, aumentando di anno in anno.
È sempre più evidente che con l’avanzare e l’approfondirsi della crisi, si combattono due divergenti modelli di società, modi d’essere e di vivere contrapposti, interessi nemici. Per riprodursi, questo sistema iniquo mangia le nostre vite, chiude spazi di relazione, aumenta lo sfruttamento e impone un’estorsione continua al nostro vivere associato. Ognivolta che lottiamo e allarghiamo la partecipazione alle lotte invece, incidiamo sul reale e strappiamo un territorio al nemico, riaprendo nuove possibilità.
Si pone quindi con forza l’urgenza di una ripresa della mobilitazione dal basso, contro il governo della crisi e le misure antipopolari che si prospettano per l’autunno che viene. Le mobilitazioni e i percorsi di lotta sorti negli ultimi due anni nel nostro paese, pur generosi, non hanno ancora saputo generalizzarsi e irrompere in una dimensione sociale più complessiva, com’è invece avvenuto negli altri paesi dei Pigs. Il mancato prodursi di una mobilitazione di massa in Italia è stata un ostacolo all’ulteriore progressione delle lotte di resistenza e contrattacco che si sono sviluppate in Grecia, Spagna e Portogallo.
Per questo, costruire nuovi percorsi di mobilitazione e di lotta è un compito imprescindibile, da assumere collettivamente.

Le proposte che iniziano a circolare in rete su scadenze autunnali possono essere un buon punto di partenza, a patto di non ripetere errori passati, vuote rappresentazioni, percorsi al ribasso.

Scommettendo invece sulla ripresa del conflitto nel nostro paese.

Nell’interesse di tutti e tutte...

A partire da queste considerazioni, invitiamo a un’assemblea pubblica di discussione e confronto da tenersi domenica 21 luglio (h 17) al campeggio no tav di Venaus.

http://www.coordinamento.info/ 

messaggio per il bambino che é in te

http://youtu.be/BNmVuBqoHm4

Ciao
Solo il bambino che è in te potrà capire questo
Quindi spegni la tua "tele-ragione"
e rilassati.
Lo specchio ha visto il tuo viso
Ti ha fatto credere che ragione e verità sono la stessa cosa,
ma non è così.
La ragione è una visuale a metà
come quella dello specchio,
e la verità
è una visione totale
a 360 gradi.

La vita è un gioco
non un confronto
Noi bambini la giochiamo.
Gli adulti si contendono i punti.
Questa è la differenza.
Quando sei di fronte allo specchio, quello che vedi non sei tu.
E' un negativo di te.
Perché hai gli occhi al rovescio e stai vedendo dietro di te.
E' come camminare in avanti ma con gli occhi dietro la testa.

Noi creiamo la realtà con i nostri pensieri.
Sei quello che credi di essere.
La ragione vuole che tu abbia paura.
Paura di essere ridicolo,
paura di essere chi sei,
paura di dire la verità,
paura di parlarci in faccia,
paura degli esami,
paura di crescere.
Il suo gioco è farti dubitare,
far sì che tu non creda in te.
La verità è essere, la ragione è avere.
La verità è espressione, la ragione è preoccupazione.
E preoccuparsi è pregare che succeda quello che non vuoi.
Perché tutti siamo Uno,
come una scacchiera,
dove tutti i pezzi si muovono in contemporanea,
le regine ballano con i pedoni,
i re sono fratelli degli alfieri.
NESSUNO PERDE PERCHE' TUTTI VINCONO.
Siamo creatori perché siamo bambini.
Non ti ricordi quando combinavi marachelle?
Immaginavi di essere Dio.
Giocavi addirittura con la terra!
Ecco, di questo si tratta.
Di tornare a giocare con la Terra.
Benvenuto nel regno dell'amore,
dove vivere e giocare sono la stessa cosa.
Già lo sai...
La verità ha un gusto migliore!

sabato 13 luglio 2013

LA CASA SI DIFENDE! LA CASA SI PRENDE!

Dal diritto all’abitare alla lotta contro l’austerità
Inquilinato Resistente, Precari e Studenti, Movimenti, si confrontano su come rilanciare insieme la lotta contro la crisi dei potenti

Dopo l'assedio al tribunale civile di Roma contro sfratti, sgomberi e pignoramenti, i movimenti per il diritto all'abitare hanno dato vita, venerdì scorso, ad una nuova giornata di lotta a cui è seguita una forte mobilitazione che rivendicava misure adeguate e straordinarie per l’emergenza abitativa.
Il corteo dei movimenti è stato brutalmente caricato dalla polizia con l’intento di reprimere una composizione sociale coraggiosa e indomita, che ha saputo rispondere ancora una volta con determinazione ed intelligenza a chi voleva trasformare un problema sociale e politico in semplice questione di ordine pubblico.
Le iniziative messe in campo nel centro della città, come le occupazioni avvenute in periferia (una sgomberata a Torre Maura), sono ancora una volta, la risposta sociale ad una crisi senza precedenti e senza fine che stanno pagando praticamente per intero i soggetti più precari, mentre rimangono intatti i patrimoni dei grandi potentati e delle lobby del mattone. Non ultimo ENASARCO, che con l’avallo delle maggiori forze politiche e la complicità dei sindacati concertativi, sta vendendo a prezzi di mercato circa 17.000 alloggi mettendo sul lastrico se non in mezzo ad una strada migliaia di persone e famiglie.
- La moratoria generalizzata degli sfratti, dei pignoramenti e degli sgomberi.
- Il blocco della vendita del patrimonio pubblico compreso quello degli enti previdenziali.
- Un piano straordinario per l'emergenza abitativa da concordare tra Comune di Roma, Regione Lazio e Governo insieme ai movimenti per il diritto all’abitare.
- Il recupero dei patrimoni pubblici demaniali, in contrasto con una “valorizzazione” atta solo a riempire le tasche di privati e speculatori.
- La riappropriazione del reddito, diretto ed indiretto, che ci viene sempre più sottratto, attraverso vecchie e nuove pratiche di conflitto su casa, bollette, ticket sanitari, tasse, mense, alloggi universitari.
- Il rifiuto della criminalizzazione delle lotte sociali e della gestione di qualunque lotta come un problema di “ordine pubblico”, a partire dalla solidarietà con gli imputati e le imputate del reato di devastazione e saccheggio per il corteo del 15 ottobre 2011.

Queste le rivendicazioni che ci hanno accomunato nei mesi dello “Tsunami” ed ancora nelle ultime settimane , per imporre un totale cambio di rotta rispetto alle politiche attuate negli ultimi 20/30 anni: il libero mercato degli affitti, la vendita del patrimonio pubblico e di quello degli enti previdenziali, le truffe dell'edilizia convenzionata e dell'housing sociale, la cancellazione dell'edilizia residenziale pubblica rappresentano chiaramente le cause più dirette di una situazione di emergenza che ormai coinvolge settori sociali ampi e diversificati.
Il resto lo fa la crisi dei redditi, la precarizzazione senza fine del lavoro e della vita, l’attacco al diritto allo studio, il saccheggio dei nostri territori ad opera di speculatori e palazzinari con un immenso patrimonio di case vuote e sfitte, una bolla immobiliare che rischia di travolgere migliaia di persone che avevano puntato sul “rifugio sicuro” della casa acquistandola con mutui che non sono più in grado di pagare.
Proprio nel contesto di una situazione sempre più complessa ed esplosiva, sentiamo l'esigenza di discutere, sulla scia delle tante iniziative prodotte in questo anno, su come costruire insieme un processo di lotta più generale a partire dalla lotta per il diritto all'abitare che dovrà essere ancora più estesa ed incisiva.
La diversità dei settori sociali in mobilitazione, la pluralità dei linguaggi e delle forme di lotta rappresenta certamente la ricchezza che più dobbiamo essere in grado di valorizzare. La sfida del resto è già lanciata, la lotta continua, fino ed oltre la manifestazione nazionale indetta per il prossimo 19 Ottobre.

Noi la crisi Non la Paghiamo
CASA e REDDITO per Tutti e Tutte 

Lo Tsunami continua .. ..

Tsunami Tour per il Diritto all’Abitare

 

La Storia non si scrive nei Tribunali, ma nelle piazze, nelle strade, nelle lotte

..  LO SAPPIAMO CHE 

LA LIBERTA’ NON CADE DAL CIELO  ..

NON RESTEREMO FERMI AD ASPETTARE!







15 mila denunciati per le lotte sociali dal G8 di Genova ad oggi.

Negli ultimi anni solo a Roma per il Diritto all’abitare 276 persone sono state denunciate per occupazione, danneggiamento, resistenza, violenza, blocco stradale.

Per iniziative di lotta contro il Carovita, più di 150 manifestanti denunciati e processati tra Roma e Napoli, per rapina aggravata, estorsione, eversione dell’ordine democratico, poi dopo dieci anni tutti assolti, ma tant'è, nel mentre. 

Per le Lotte studentesche degli ultimi anni solo a Roma più di 315 studenti denunciati per occupazione, danneggiamento, resistenza e interruzione di pubblico servizio.

 Per le lotte dei Migranti più di 60 denunce per blocco stradale, danneggiamento, resistenza, uso di armi improprie; stessi numeri all'incirca per Antifascismo, 280 denunce per resistenza, violenza, blocco stradale, danneggiamento, e negli ultimi mesi anche altre condanne. 

Ovviamente e non in ultimo sono in corso i processi per la rivolta dello scorso 15 Ottobre per devastazione/saccheggio e tentato omicidio e poi le rituali associazioni a delinquere e sovversive per gli anarchici.

Potremmo continuare ad allungare la lista con cifre sbalorditive, è la vita reale per chi lotta quotidianamente fatta di soprusi, di violenze di un sistema che ci vorrebbe assoggettati alle pratiche repressive per cui la sistematica svolta autoritaria in corso da anni nel nostro paese sta diventando sempre più una prassi quotidiana di gestione e governo dei conflitti, dinamica e tendenza peraltro sempre più di scala europea e transnazionale.

 Capita così che per un'iniziativa del 2006 sotto l’Assessorato alla casa dei movimenti per il diritto all'abitare tre di noi si ritrovano con una condanna di primo grado di un anno per un compagno e di nove mesi per gli altri due, verbalizzata appena la scorsa settimana. Capita così che il tutto va ad aggiungersi alla sfilza di denunce per reati di lieve entità, o altre condanne legate alle lotte sociali che poi per qualcuno si traducono in vecchi dispositivi della repressione molti dei quali messi a punto durante il ventennio fascista e in seguito adattati alle leggi della Repubblica. [come l'ex articolo 1 della legge 1423 varata dal governo Tambroni nel lontano 1956 sulla così detta pericolosità sociale.] E così avviene anche che una compagna viene chiamata a testimoniare per un processo in seguito ad una delle tante manifestazioni che da anni vengono organizzate e per poco non finisce indagata perché la sua versione dei fatti sarebbe una falsa testimonianza! piccoli e grandi segnali di incarognimento degli apparati.

 Il laboratorio della repressione che agisce nella penalizzazione della partecipazione politica alla vita sociale e all’autorganizzazione, ha quindi colpito ancora, ma perché è lo stesso interesse alla partecipazione della vita politica comune ad essere in realtà l'imputato principale, la stessa agibilità politica delle lotte e dei movimenti così come sono gli stessi spazi politici di democrazia diretta e di autogestione [autogoverno] ad essere sotto attacco e interdizione diretta, attraverso i continui fronti giudiziari che si sovrappongono e confondono con le nuove tecnologie di controllo sociale, insieme alla militarizzazione del territorio e alla definitiva penalizzazione delle lotte relegate ormai a mero ambito di ordine pubblico.
   
http://www.coordinamento.info/ 

venerdì 12 luglio 2013


Una delegazione del comitato No Inc ha incontrato stamattina il capo del Dipartimento per le Energie Rinnovabili per conto del Ministero per lo Sviluppo Economico, Ingegner Leonardo Senni, e il vicedirettore del Dipartimento, Dottor Giampiero Castano. Un incontro proficuo durato, in tutto, circa mezz’ora.
Il Coordinamento Contro l’Inceneritore di Albano ha rappresentato ai due alti dirigenti, dal punto di vista giuridico e amministrativo, che i termini di legge per l’accesso ai fondi pubblici CIP-6 e Certificati Verdi, per la costruzione e gestione dell’Inceneritore di Albano, sono ampiamente scaduti. Sostenendo, in sintesi, dal punto di vista strettamente tecnico, che non vi è ne può esservi il trasferimento di soldi proveninti dall’erario pubblico nei confronti del consorzio Coema di Cerroni, Acea ed Ama.
 
L’ing. Senni ed il dott. Castano ci hanno chiesto, a questo punto, di depositare formalmente presso il protocollo del Ministero, un’istanza contenente tutte le leggi europee e nazionali, le convenzioni, le sentenze, i dati e documenti citati, cosa che faremo già lunedì mattina 15 luglio.
I due alti dirigenti, inoltre, mostrando ampia disponibilità, dopo averci messo a disposizione i propri contatti telefonici e mail, ci hanno chiesto di fissare un nuovo appuntamento per il mese di settembre, in modo da poter avere una trattazione più ampia ed approfondita del tema.
 
Il capo del Dipartimento per le Energie Rinnovabili per conto del Ministero per lo Sviluppo Economico, Ingegner Leonardo Senni, ci ha infine assicurato che, sino al prossimo appuntamento, non vi sarà, da parte del Ministero per lo Sviluppo Economico, alcuna decisione in merito all’annullamento o al rinnovo della famigerata “convenzione Coema-Gse”.
 

Fiato ancora sospeso, quindi, fino a settembre.

Prossimi appuntamenti No Inc:

- venerdì 26, sabato 27 e domenica 28 luglio, in una vigna adiacente il VII invaso, quarta edizione del Dis-Camping.
- venerdì 19 luglio, assemblea pubblica, Villaggio Ardeatino.
- martedì 13 agosto, in una vigna adiacente al VII invaso, cena di festeggiamento per il 4 anno trascorso dall’A.I.A. n. B-3694 del 13 agosto 2009 ,che ha autorizzato la costruzione dell’Inceneritore dei Castelli Romani, e senza che il cantiere sia ancora partito. 


Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.


NO ALL’INCENERITORE DI ALBANO, 
Sì ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA, 
ALLA RIDUZIONE, RICICLO E RIUSO DEI RIFIUTI URBANI!