Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

mercoledì 1 aprile 2015

Velletri, fuori controllo la discarica sulle falde

Acquitrini scuri e maleodoranti, un'antica sorgente perenne di profondità (quella detta “di Gavignano”) che dà non più acqua cristallina ma un liquido di colore scuro e con puzza pestilenziale. La rete di captazione del gas sprigionato dai rifiuti putrescenti, danneggiata e che appare fuori uso.  La centralina di controllo della qualità dell’aria distrutta.  Stracolmi di liquidi dall’odore nauseabondo i “pozzi-spia”, che dovrebbero servire a verificare cosa succede là sotto e che la falda acquifera su cui hanno scaricato montagne d'immondizia per anni non sia contaminata.  

E ancora: rifiuti edili sparsi ovunque e rete di recinzione bucata, con persone ed animali liberi di entrare ed uscire a proprio piacimento.   Questo c'è sopra le falde di Carano.  Come sia messa la pancia del terreno lì sotto, non si sa.  


È lo spettacolo che ci siamo trovati davanti nell'ex discarica comunale di Lazzaria-Colle Rosso, a Velletri, a due passi dal carcere e dalla via Cisternense.  Un reportage che il Caffè ha realizzato al seguito di una nutrita delegazione di cittadini, preoccupati per la riserva idrica su cui insiste il vecchio cimitero dei rifiuti.  Le possibili ricadute riguardano un'area ampia, visto che quelle falde là sotto danno da bere non solo a campi e a porzioni di popolazione tra Velletri e Cisterna, ma servono anche gli acquedotti pubblici di Aprilia, Anzio e Nettuno.  Proprio qui accanto, molto presto dovrebbe sorgere il mega impianto per “bio” gas da rifiuti della municipalizzata Volsca Ambiente e Servizi spa, di proprietà dei Comuni di Albano, Velletri e Lariano.  


Chiusa nel 1999, la discarica comunale di Colle Rosso è divenuta oggetto di una recente querela-denuncia penale, inviata dal locale comitato No Biogas - No Discarica alle Procure della Repubblica di Roma e Velletri e alla Procura Antimafia, per lo “stato di totale abbandono e pericolo per residenti e coltivazioni in cui si trova”. 


 «Qui manca tutta una serie di presidi di sicurezza che, secondo la legge n. 36/2003, dovrebbero funzionare minimo 30 anni e mai davvero attivati in questo sito!», sostiene il Presidente del Comitato Gianluca De Felice, allibito di fronte allo spettacolo riscontrato con gli altri cittadini.

«Secondo Regione e Comune è tutto in regola.  
Ma i rischi ci sono e non interviene nessuno. 
 Tranne i vigili urbani, per prendere le nostre generalità. 
 Ma vi pare normale?».  
Gli agenti della Polizia Locale hanno anche scattato foto al sito.  
Si attende il loro verbale.  
Cosa ci sarà scritto? 

di  Daniele Castri legale del Coordinamento NO-INC di Albano

mercoledì 11 febbraio 2015

CHIUDERE E METTERE IN SICUREZZA LA DISCARICA DI RONCIGLIANO!

I controlli 2014 di Arpa Lazio su impianti e invasi della discarica intercomunale di Roncigliano della Pontina Ambiente dell’inquisito Manlio Cerroni, benché parziali, hanno accertato un livello incredibile di violazioni delle prescrizioni previste nell’Autorizzazione Integrata Ambientale del 2009.

E’ l’ennesima conferma delle nostre ripetute denuncie. Gli effluvi maleodoranti che si diffondono intorno alla discarica, l’inquinamento crescente delle acque di falda, gli effetti micidiali sulla salute dei residenti, erano e sono la conseguenza diretta della gestione criminale dell’intero impianto.

NON C'E' UNA SOLA ATTIVITA' DELLA DISCARICA 
CHE SIA RISULTATA "NORMALE".

- Rifiuti classificati come “non pericolosi” senza fare le analisi. 
- Smaltimento rifiuti non autorizzati. 
- Mancate relazioni sui quantitativi in entrata-uscita dal TMB. 
- Porte e finestre aperte, anziché chiuse e in depressione. 
Libera uscita di puzze e veleni. 
- VII° invaso con due enormi laghi di acque stagnanti. 
- Mai monitorate le emissioni dei sei vecchi invasi. 
- Sistemi di captazione delle acque, del percolato e del biogas irregolari. 
- Per il terzo anno consecutivo trovato l’idrocarburo cancerogeno 1,2-diclorometano nell’acqua del pozzo F1B a valle della discarica, quattro volte il limite di legge. 
- L’acqua in uscita dal depuratore e destinata al fosso è fuori limiti per Solidi Sospesi, ferro, alluminio. 
- L’acqua in arrivo dal ruscellamento dei vecchi invasi è una miscela esplosiva: fuori limite Solidi Sospesi, ferro, alluminio, BOD5, COD, piombo, rame, Idrocarburi totali. 
- Fuori limite gli ossidi di azoto NOx emessi al camino dagli impianti di combustione della Marco Polo Engineering. (ennesima dimostrazione di quanto sono innocui gli impianti a biogas) .. 

Adesso sappiamo da dove viene il ferro e altri metalli pesanti trovati in falda.  Altro che “origine naturale”. 

Mentre il sindaco del Comune di Albano riconvoca, dopo un letargo di un anno, una Conferenza dei Servizi ad oggi inconcludente, la Regione Lazio, ricevuto il dossier esplosivo dell’Arpa, anziché disporre la chiusura immediata per disastro ambientale e gestione illegale di tutto il complesso di Roncigliano, invia alla Pubblica Amministrazione alcune prescrizioni per adeguare impianti e invasi entro un mese.  Delegato ai rifiuti Andreassi e sindaco Marini sono soddisfatti!

Ci prendono per il culo. 
In trenta giorni i soldatini di Cerroni dovrebbero rimediare 
al disastro irreversibile provocato in decenni. 
Non accadrà mai. 


L’UNICA SOLUZIONE È CHIUDERE E AVVIARE 
IMMEDIATAMENTE LA BONIFICA DEI SITI. 

Stà a noi continuare con più vigore la Lotta! 
COORDINAMENTO NO-INC DI ALBANO


lunedì 2 febbraio 2015

VELLETRI: conferenza stampa dei Medici per l'Ambiente - ISDE

I Medici per l'Ambiente Contro la centrale a biogas di Velletri: "Inutile e fortemente dannosa per la Salute "    

Si è svolto sabato 24 gennaio a Velletri un convegno sul tema “Rifiuti e inquinamento: quali conseguenze per la salute e l’ambiente ?”.
Il convegno organizzato dal Coordinamento contro l’inceneritore di Albano e dal Comitato Alternativa sostenibile, con l’adesione del Comitato No biogas e Discarica di Velletri e del Coordinamento regionale Rifiuti ed Energia, ha avuto per tema la discussione e l’approfondimento delle ragioni dell’opposizione al progetto per la realizzazione di una centrale a biogas alimentata da Forsu (Frazione organica dei rifiuti solidi urbani) – oltre 33 mila tonnellate per anno – , con produzione, per successiva combustione, di energia elettrica, nel comune di Velletri.

L’incontro ha visto una partecipazione numerosissima ed attenta di cittadini preoccupati per le possibili conseguenze della messa in opera di questo impianto: inquinamento dell’aria, dell’acqua, inquinamento acustico, aumento del traffico veicolare e i possibili danni alla salute. Numerosa e solidale anche la presenza di vari comitati provenienti da molte zone della regione Lazio ed impegnati in difesa dell’ambiente e della salute; presenti inoltre esponenti delle Istituzioni locali e nazionali. Gli interventi della dottoressa Antonella Litta e del dottor Mauro Mocci dell’Associazione italiana medici per l’Ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment) hanno aperto l’incontro ponendo bene in evidenza la stretta relazione tra ambiente e salute e i rischi che impianti come quello proposto per Velletri possono determinare in termini di malattie e danni gravi ed irreversibili per l’ambiente, a seguire gli interventi di Aldo Garofalo e di Giancarlo Ceci hanno evidenziato in modo specifico le criticità tecnico-ambientali, autorizzative e legali dell’impianto in questione e di altri con le stesse caratteristiche.

Da tutti gli interventi è emersa con chiarezza l’inutilità e la dannosità per salute e ambiente delle centrali a biogas, a biomasse e degli impianti di biodigestione anaerobica che vengono da diverso tempo proposti su tutto il territorio nazionale per conseguire, una volta realizzati, importanti incentivi economici in quanto spacciati per fonti energetiche autenticamente rinnovabili quando in realtà lo sono soltanto formalmente. I relatori hanno ribadito quindi la necessità di una rigorosa e corretta gestione dei rifiuti che, se realizzata attraverso la raccolta differenziata e “porta a porta”, insieme ad una reale politica del riuso, del risparmio, del riciclo e della riduzione dei rifiuti, e soprattutto dei materiali da imballaggio, non avrebbe bisogno della realizzazione di impianti di incenerimento, bio-digestione anaerobica e nuove discariche.

Dal convegno anche la riflessione condivisa che spesso è proprio dalle mancate e parziali attuazioni delle leggi in materia di ambiente e salute e degli articoli della Costituzione da parte delle istituzioni preposte che si è generata la grave situazione sanitaria vissuta dalle popolazioni della regione Lazio; in termini di malattie cardiovascolari, cronico-degenerative e neoplastiche ( si veda il Piano di previsione Regionale 2010-2012); situazione connessa anche al gravissimo stato di inquinamento ambientale del territorio laziale, un inquinamento che deve essere assolutamente ridotto in tempi brevi anche respingendo progetti di nuovi impianti a forte impatto ambientale e sanitario come quello proposto per Velletri.

Nelle conclusioni del convegno la necessità di attuare come prima e vera forma di prevenzione a tutela della salute delle persone e in particolare della salute dei bambini interventi appropriati e tesi a ridurre l’esposizione a tutte quelle sostanze inquinanti che contaminano e alterano gravemente e irreversibilmente aria, acqua, suolo e cibo e nella riduzione delle spese militari una tra le tante possibili fonti di finanziamento per gli interventi e le opere di bonifica ambientale e sostegno ai servizi di prevenzione, diagnosi e cura.

Anche da questo incontro un forte e condiviso appello perché nella Regione Lazio si dia la priorità, il massimo dell’attenzione e dell’impegno a programmi di tutela e bonifica ambientale, per il miglioramento della qualità dell’aria, per la sorveglianza dello stato di salute delle popolazioni residenti e perché si rifiuti decisamente e senza tentennamenti ogni altra scelta, struttura e/o impianto ad alto impatto ambientale e sanitario.

Comunicato Stampa del 30 gennaio a cura deil'Associazione Italina dei  Medici per l'Ambiente

(International Society of Doctors for the Environment ) di Viterbo

 


martedì 23 dicembre 2014

domenica 7 dicembre 2014

PER LA CHIUSURA DELLA DISCARICA DI RONCIGLIANO

VENERDÌ 12 DICEMBRE ore 16.30

PRESIDIO POPOLARE

sotto il Comune di Albano

giovedì 16 ottobre 2014

spuntano due nuovi laghi ai Castelli Romani dopo Albano e Nemi

NELLA DISCARICA DI RONCIGLIANO 
18-04-2014 
Analisi ARPA del percolato della discarica di Roncigliano

Qualche tempo fa denunciammo lo sversamento di percolato dalla discarica di Roncigliano nel fosso di Valle Caia (vedi aricolo qui), a quanto pare, a circa tre anni di distanza anche l'Arpa sembra essersi resa conto del problema e compila una relazione molto pesante sui traffici di percolato nell'impianto di Cerroni: numerosi ammanchi nei trattamenti di percolato sono segnalati negli anni, le aziende ce avrebbero dovuto trattare i fanghi sembra non li abbiano mai ricevuti, in alcuni casi si parla di ben il 36% del percolato totale.

Ci chiediamo che fine abbiano fatto .. A corredo della relazione ci sono anche un paio di foto molto carine sulla formazione di due simpatici laghetti di percolato (immaginiamo gemellati con quelli di Albano e Nemi, siamo pur sempre ai Castelli Romani no?) all'interno del VII invaso.

Si fa riferimento peraltro al fatto che "le acque meteoriche insistenti sul nuovo bacino siano drenate e convogliate attraverso opportune canalizzazioni verso lo scarico previsto nel fosso di Valle Caia".

La relazione cita anche (e finalmente) la rilevante presenza di odori sgradevoli dovuti alla macerazione della monnezza.

Attendiamo trepidanti la pubblicazione delle analisi in proposito, relative anche alle emissioni dell'impianto a biogas della Marco Polo presente nel sito della discarica.



COORDINAMENTO NO-INC di ALBANO

venerdì 26 settembre 2014

Comunicato stampa No Inc


“La convenzione preliminare Co.E.Ma.-GSE di giugno 2009 va annullata.

Ricorso del No Inc alla Corte d’Appello di Roma contro la recente ordinanza del Tar Lazio.” Domani, sabato 27 settembre, doppio appuntamento per il Comitato No Inc presso la casa per cerimonie di via Montagnano n. 16 ad Ardea (traversa di via Ardeatina, km 25,650).

Entrambi gli appuntamenti riguarderanno la recente ordinanza del Tar del Lazio con cui il Tribunale Amministrativo Regionale ha concesso, di fatto, al consorzio CO.E.MA. di Cerroni, Acea ed Ama, anche se “temporaneamente”, la disponibilità di mezzo miliardo di euro di soldi pubblici CIP-6 (7x100 della nostra bolletta elettrica) per costruire il contestatissimo e temutissimo mega-forno brucia-rifiuti di Roncigliano. 

In attesa della sentenza definitiva del Tar, prevista entro maggio 2015, il comitato No Inc ha deciso di depositare un ricorso amministrativo alla Corte di Appello contro l’ordinanza, nella speranza di scongiurare l’avvio del cantiere. 


In particolare, alle ore 17,00 è prevista un’assemblea pubblica, con la presenza di numerosi comitati e associazioni territoriali, per discutere l’argomento ma anche, più in generale, di tutti progetti pendenti tra i Castelli Romani e il vicino Litorale Laziale relativi alla gestione e chiusura del ciclo dei rifiuti. 


Alle 20,30, si terrà una cena di autofinanziamento per sostenere le spese legali. Previsto menu vegetariano, vegano e celiaco.
Per info e prenotazioni: Paolo, 3496803686. 




TUTTA LA CITTADINANZA E' INVITATA A PARTECIPARE.

VELLETRI: in centinaia all'Assemblea Pubblica Contro discarica e biogas

L'ASSEMBLEA PUBBLICA di ieri 18 settembre a Velletri, è stata un successo di partecipazione anche superiore alle aspettative. Prima risposta ai progetti VOLSCA e ECOPARCO per i devastanti progetti del MEGA POLO DEI RIFIUTI e dei due impianti a BIOGAS.

Nessun amministratore della giunta Servadio si è azzardato a venire, salvo il temerario Ognibene, presidente del consiglio comunale di Velletri. Ma forse ha capito che l'aria non era quella del Consiglio Comunale Straordinario del 16 e si è tenuto in disparte. 

In quell'occasione un'indecente coalizione trasversale, dal PD a Forza Italia, aveva sottoscritto, con l'esclusione del 5S Trenta, la posizione della giunta: No alla discarica, SI al "nostro" impianto a biogas (chiamato ipocritamente "impianto di compostaggio"). 


Il PD nazionale e locale è sempre più capofila della nuova imprenditoria green economista che intravvede vaste praterie in cui mietere i dollari assicurati dai digestori anaerobici dei rifiuti organici.


L' ignoranza assoluta manifestata dal sindaco Servadio sull'impatto del biogas è quasi pari all'arroganza di cui ha dato prova in quell'occasione.

L' assemblea credo sia servita a mettere in chiaro che, se la discarica è una minaccia incredibile al territorio, alle persone e alle falde acquifere, lo sono altrettanto gli impianti anaerobici a biogas con la loro scia di inquinanti gassosi, liquidi e solidi. L'unico temerario, consigliere dei F.d'Italia, che in chiusura ha provato a farfugliare di dubbi da chiarire sul biogas è stato zittito all'istante.

E' SOLO IL PRIMO PASSO PER FAR INGOIARE, AGLI AFFARISTI E AI POLITICI LOCALI CHE GLI SPIANANO LA STRADA, I LORO PROGETTI.

LUNEDÌ, 22 SETTEMBRE 2014 12:57 - rifiutimalagrotta

Il progetto per la realizzazione di una discarica nel Comune di Velletri in località Cinque Archi approda finalmente in audizione in Commissione Ambiente
presso il Consiglio regionale del Lazio in via della Pisana. 
Appuntamento per giovedì ore 16,30 alla Sala Etruschi. Il piano, che ha visto nascere in questi giorni una fervente politica, sarà dunque attenzionato dalla Regione Lazio. Per l’occasione saranno presenti Fausto Servadio, sindaco di Velletri, e Riccardo Scarpino, commissario straordinario della Provincia di Roma. 

Il giorno 27 settembre si terrà l'ASSEMBLEA DEI COMITATI RIFIUTI ENERGIA LAZIO alle ore 17,00 a via Montagnano 16, in comune di Ardea (traversa di via Ardeatina a circa 1 km dalla discarica di Roncigliano) 
L'assemblea raccoglie comitati diversi alle prese con impianti a biogas e discariche (Albano, Guidonia, Cupinoro etc). 
All'ordine del giorno la preparazione di un'iniziativa alla regione Lazio.
Il polo rifiuti a Velletri sembra quadrare il cerchio rispetto alle anticipazioni del piano regionale dei rifiuti, disegnate a dicembre 2013 dalla Conservizi e che prevedeva di colmare il buco di 2 milioni di metri cubi di RSU. 
Il Coordinamento contro l'inceneritore di Albano ritiene che sulla base di obiettivi condivisi sia necessario estendere la massa critica per rendere più forte possibile la pressione nei confronti della dirigenza regionale contro biogas, discariche, TMB e inceneritori. 
Saranno decise le forme più opportune (presidio, manifestazione etc) in relazione al grado di mobilitazione che riusciremo a mettere in piedi.

la stampa locale è come sempre dalla parte delle Lotte della popolazione dei Castelli Romani:
- http://www.castellinotizie.it/2014/09/20/velletri-in-centinaia-al-velidance-contro-i-2-ecomostri-la-rabbia-di-de-felice-e-giammatteo-bastaaaaa/
- http://www.castellinotizie.it/2014/09/23/i-sindaci-finiscono-in-carcere-per-manifestare-contro-la-discarica-di-velletri-in-prima-fila-anche-aprilia-lanuvio-e-cisterna/
- http://www.castellinotizie.it/2014/09/24/il-dramma-di-carcerati-e-poliziotti-penitenziari-incastrati-a-due-passi-dalla-mega-discarica-qualcuno-ha-pensato-a-loro/
- http://www.castellinotizie.it/2014/09/26/la-discarica-non-sha-da-fare-velletri-accoglie-col-sorriso-le-notizie-che-arrivano-dalla-regione/

ultim'ora - Rifiuti, Civita alla Pisana:
"Nessuna ipotesi di discarica a Velletri"

REGIONE LAZIO - 25/09/14 - La commissione Ambiente, presieduta da Enrico Panunzi (Pd), ha tenuto un'audizione sul progetto - ufficializzato il 25 agosto scorso dalla società Ecoparco Srl - per la realizzazione di una discarica a Velletri in località Cinque Archi. 

Presenti all'incontro, oltre a numerosi cittadini, agricoltori e associazioni: il sindaco di Velletri Fausto Servadio; l'assessore regionale ai Rifiuti Michele Civita; il capo dipartimento "Servizi tutela e valorizzazione dell'ambiente" della Provincia di Roma Claudio Vasselli. L'audizione è stata richiesta dal consigliere Giancarlo Righini (Fratelli d'Italia) alla luce delle notizie sulla proposta di realizzazione di un impianto privato di trattamento meccanico biologico (Tmb), nonché di un'area di compostaggio e stoccaggio di due milioni cubi di rifiuti. "Le nostre preoccupazioni riguardano soprattutto la vasta area agricola a ridosso della zona individuata dalla società Ecoparco e l'impatto che una discarica avrebbe sull'economia e sulla salute della città di Velletri", ha spiegato Righini, che ha chiesto ufficialmente una moratoria sulla apertura di nuovi impianti di stoccaggio nella provincia di Roma, specie se relativi a rifiuti provenienti dalla Capitale. Il 16 settembre scorso, il Consiglio comunale di Velletri all'unanimità ha approvato un ordine del giorno per esprimere la totale contrarietà al progetto, incassando da subito il sostegno dei centri limitrofi: Aprilia, Cisterna di Latina e Lanuvio. Progetto definito "irricevibile" dal sindaco Fausto Servadio. L'assessore Civita ha ribadito che l'ipotesi non è mai arrivata all'attenzione della Regione Lazio, in quanto è stata semplicemente richiesta la Valutazione di Impatto Ambientale (Via) da parte della società Ecoparco. "In ogni caso - ha precisato - la giunta non ha mai pensato in quel quadrante di prevedere una ulteriore discarica: non ce n'è la necessità, soprattutto in vista dei lusinghieri risultati che stiamo registrando sul fronte della raccolta differenziata. Di questo passo contiamo di ridurre, e non di aumentare gli impianti presenti nella provincia romana".
Il presidente Panunzi, in chiusura di seduta, ha annunciato che "la chiave di volta è rimettere mano al Piano regionale dei rifiuti, incentivando ancora di più la raccolta differenziata e porta a porta su tutto il territorio". 


CHIARAMENTE NON SI PARLA DI UN NO ALL'IMPIANTO A BIOGAS 
AL QUALE SIAMO FERMAMENTE CONTRARI e il 27 settembre si decideranno le forme di mobilitazione da attuare immediatamente oltre alla raccolta fondi per eventuali azioni legali ..

Arsenico nelle acque: analizzate le marche italiane

Arsenico nell'acqua .. in quali si trova ed in che quantità.

Quello dell’Arsenico nelle acque potabili italiane è stato un tema molto caldo, a causa anche degli sforamenti dei limiti in molte città italiane.

L’Unione Europea ha imposto un limite di 10 microgrammi per litro (valido sia per le acque minerali che per quelle destinate al consumo umano) sotto il quale l’acqua può considerarsi sicura sia per adulti che per neonati.

L’Arsenico è classificato dall’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro come elemento cancerogeno certo di classe 1, e posto in diretta correlazione con molte patologie oncologiche, e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute. 
 
L’assunzione cronica di arsenico, soprattutto attraverso acqua contaminata, è indicata, da una rilevante documentazione scientifica, anche quale responsabile di patologie cardiovascolari, neurologiche, diabete, lesioni cutanee, disturbi respiratori, disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche.

Una indagine realizzata nell’ambito del progetto Atlante Europeo dell’EuroGeoSurveys Geochemistry Expert Group  ha permesso di conoscere tutti i dati relativi alla composizione delle acque minerali europee. 
 
Nel caso di quelle italiane è stato quindi possibile conoscere tra gli altri, anche il valore per litro del tanto discusso Arsenico. Dopo il nostro ‘Speciale‘ dedicato alle acque minerali naturali con il minor residuo fisso, ecco l’elenco delle principali acque minerali e loro contenuto in Arsenico (ricordando che per tutte le acque minerali italiane prese in esame, in nessuna è stato riscontrato un valore superiore ai 10 microgrammi per litro).