Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

venerdì 7 febbraio 2014

CONTINUANO GLI SFORAMENTI NELLE FALDE IDRICHE SOTTO LA DISCARICA DI RONCIGLIANO.



Dopo due anni finalmente l'ARPA ha fornito all'amministrazione e all'ASL i risultati delle analisi dei prelievi nei pozzi spia a Roncigliano. Naturalmente, noi ordinari cittadini, li abbiamo avuti a prezzo dei soliti litigi.

Risultato: due pozzi presentano il superamento dei limiti per l'alluminio, da due a quattro volte la soglia, l'arsenico e il fluoro sono costantemente sopra i massimi, in più ricompare il 1-2 dicloropr...opano al doppio del valore legale... Ce n'è abbastanza per chiudere e procedere alla bonifica dopo le molte decine di sforamenti degli anni passati. Invece no! La conferenza dei servizi, arrivata alla SUA SETTIMA CONVOCAZIONE, rimanda ancora ogni decisione persino sulla caratterizzazione interna, ci rivediamo a babbo morto! NON VA BENE.

I GIUDICI DI ROMA DICONO CHE AD ALBANO SI 'E COSTRUITO UN " SISTEMA".

Si tratta della truffa perpetrata per anni dalla PONTINA AMBIENTE ai danni dei comuni, ma in realtà dei cittadini, in soldoni, Cerroni e soci si sono fatti pagare, o riconoscere come debito, fatture per CDR non prodotto e non combusto. Quindi tutti i bilanci comunali che hanno registrato un debito per milioni di euro a favore della Pontina Ambiente non hanno fondamento, quindi tutti gli aumenti degli importi per lo smaltimento dei rifiuti: TARSU, TARES O ALTRO NON HANNO FONDAMENTO. 'E vero che le inchieste non sono giudizi definitivi, ma ce n'è abbastanza, la cosa riguarda sia la giunta Mattei che quella Marini, sarà ora che tutto il personale politico di queste amministrazioni faccia un doveroso MEA CULPA! CI SI PREPARI A CONTESTARE I DEBITI E A RESTITUIRE AI CITTADINI QUANTO DOVUTO.

GIOVEDI' 13 FEBBRAIO ASSEMBLEA PUBBLICA
 VILLAGGIO ARDEATINO ORE 21.00
alla Rosa Scarlatta
 
SABATO 22 FEBBRAIO DALLE ORE 8.00
PRESIDIO AI CANCELLI DELLA DISCARICA
di Roncigliano in Via Ardeatina Km 24,500
 
Il 22 Febbraio è anche la data indicata dal coordinamento dei comitati NoTAV per una giornata a sostegno della loro lotta contro le demenziali accuse di terrorismo che vengono loro rivolte. Crediamo che la maniera più efficace per sostenere gli sforzi degli altri comitati sia lottare contro le devastazioni ambientali e le speculazioni ovunque si presentino. Per questo il 22 Febbraio saremo in presidio per la chiusura della discarica di Roncigliano a fianco della lotta NoTAV.




.. nel frattempo .. intanto .. .. il Governo ci riprova sulle bonifiche!

L'art.4 del cosiddetto Decreto "Destinazione Italia" 145/2013 ora in conversione alla Camera - poi passerà al senato è praticamente un condono tombale per i peggiori inquinatori, anzi, pure con premio di fondi pubblici per la bonifica!

Praticamente si potranno fare accordi di programma finanziati con soldi pubblici (punto e) del comma 2 del nuovo articolo 2...52 bis) addirittura con i proprietari dei terreni dei Siti di Interesse Nazionale anche inquinatori, purchè l'inquinamento sia avvenuto prima del 2007 (cioè tutti...), vedi combinato disposto commi 4 e 5!

L'accordo di programma cancella ogni altro onere di riparazione/bonifica per i fatti avvenuti fino alla stipula dell'accordo (comma 6)!

Inoltre i nuovi impianti costruiti nei SIN e oggetto dell'accordo di programma (magari un inceneritore) saranno pure di "pubblica utilità" in automatico (comma 3).

Lo stesso centro studi della Camera, esaminato il testo, pone dubbi sul rispetto del principio "chi inquina paga" ..

Anzi, pare proprio che chi inquina venga pagato per farlo .. ..

Coordinamento NO-INC di Albano

Contaminazione delle acque sottostanti e limitrofe alla discarica intercomunale di Roncigliano (Albano Laziale)

Commentiamo i dati pubblicati dall'ARPA riguardanti la concentrazione degli inquinanti nelle falde acquifere sotto la discarica, dimostrando come sia inequivocabile che gli sforamenti ai limiti di legge siano causati dai percolati filtrati in profondità  nel terreno.

Premessa

Con nota prot. 92747 del 18/11/11 Arpa Lazio aveva comunicato alle autorità competenti, tra cui la Provincia di Roma, il superamento delle CSC (concentrazioni soglia di contaminazione) di elementi organici e inorganici nei nuovi pozzi spia della discarica di Roncigliano di Albano Laziale (piezometri C,E,F,G,H,I), rapporti di prova del 6/09/11, 8/09/11, 5/10/11.

La Provincia di Roma, sulla base della citata nota informativa dell’Arpa Lazio, ha inviato, il 18 gennaio 2012, una diffida alla Pontina Ambiente (prot. 7203/12 PT A2.7), solo in relazione ai superamenti delle CSC di sostanze organiche nei piezometri C (tribromometano e dibromoclorometano) e D (benzene), ritenendo di non poter procedere per quelle inorganiche (ferro etc.) in assenza di una caratterizzazione dei valori di fondo del sottosuolo e delle acque sotterranee.

Sta di fatto che superamenti delle CSC di sostanze organiche erano stati già riscontrati nel 2010. In quel caso nei pozzi A,B,D erano state accertate concentrazioni eccessive di cloroformio (CSC 0.15 microg/L), noto idrocarburo clorurato cancerogeno (rapporti di prova: Arpa Lazio del 08/09/10 pozzo D: 0.90 microg/L; Ecocontrol del 27/10/10 pozzo A: 0.23 microg/L; Ecocontrol del 27/10/10 pozzo B: 0.23 microg/L; Ecocontrol del 27/10/10 pozzo D: 0.23 microg/L).

In questo caso il superamento dei limiti del cloroformio in ben tre pozzi è stato confermato anche dal laboratorio di fiducia della Pontina Ambiente (Ecocontrol srl di Pomezia), senza che, tuttavia, nulla accadesse.

A seguito di questi accertamenti, nel biennio successivo (sett.2011-sett.2013) Arpa Lazio ha ritenuto sufficiente verificare l’evoluzione delle sole criticità organiche emerse nel 2011 e dunque di limitare i controlli ai soli pozzi spia C,D.

Con ciò l’Agenzia regionale ha valutato che l’inquinamento organico dell’anno precedente in altri due piezometri (A,B), interessando peraltro un idrocarburo diverso da quelli trovati l’anno dopo, non fosse un segnale della necessità di monitorare attentamente e periodicamente tutti i piezometri della discarica.

Questa scelta appare ad oggi scarsamente motivata, visto il carattere spesso discontinuo della comparsa di contaminanti organici ed inorganici nelle acque sotterranee interagenti con la discarica in oggetto, con ciò perdendo il quadro d’insieme delle possibili contaminazioni e della loro evoluzione e diffusione, soprattutto a valle degli invasi.

Non a caso nel corso del 2012, mentre Arpa Lazio monitorava intensivamente ed esclusivamente i pozzi C e D, l’Ecocontrol accertava nuove contaminazioni organiche di benzene (CSC 1microg/L) nel pozzo B (rapporto di prova del 19/01/12: 1.4microg/L) e di 1,2-dicloropropano (CSC 0.15 microg/L) nel pozzo D (rapporto di prova del 19/01/12: 0.28 microg/L) e pozzo F1B (rapporto di prova del 19/01/12: 0.28 microg/L).

Inoltre, la Asl RMH accertava la presenza di bromodiclorometano (CSC 0.17 microg/L), analogo all’alometano riscontrato nel pozzo C, in un pozzo privato (PV05) a valle della discarica (rapporto di prova del 6/11/12: 0.20 microg/L).

Ciò premesso,

a due anni dai precedenti, l’Arpa ha reso noti i controlli analitici eseguiti a settembre 2013. Gli accertamenti evidenziano la permanenza di criticità delle falde idriche interagenti con la discarica, confermando, a distanza di 20 mesi, la presenza eccessiva di 1,2-dicloropropano (rapporto di prova del 03/09/13: 0.50 microg/L) nel medesimo pozzo F1B, posto a valle di tutti gli invasi, compreso il VII°. Da notare che questa volta la presenza eccessiva è quasi doppia di quella accertata in precedenza.

Le indagini di Enti di controllo o Enti di ricerca sulla presenza ricorrente di taluni indicatori organici di contaminazione originati dalle discariche sono molteplici e concordanti. Cito, al riguardo, la relazione dell’Arpa Lazio, prot. 0099008 del 16/12/13, sulle attività eseguite nell’ambito del piano di caratterizzazione della discarica dell’Inviolata di Guidonia della società EcoItalia 87 (gruppo Cerroni) a pag.3:

«…..A valle dei deflussi idrogeologici si rilevano invece superamenti di composti organici come 1,2-dicloropropano, tribromometano…per la prima campagna e 1,2-dicloropropano, 1,4-diclorobenzene….per la seconda campagna….»

Tornando alle contaminazioni da composti inorganici ed elementi metallici, la diffida della Provincia di Roma nei confronti di Pontina Ambiente sopra citata (determinazione dirigenziale R.U, 193 del 19/1/2012) faceva riferimento esclusivamente ai superamenti di sostanze organiche «….che non possono essere in alcun modo legate alle caratteristiche naturali del suolo ma sicuramente ad attività antropìche ……con riserva di eventuale successiva, diffida a seguito del pronunciamento Regionale per quanto concerne il superamento delle sostanze dì natura inorganica».

Ora il problema è che, ferma restando la necessità di un’esauriente caratterizzazione idrogeologica esterna e interna alla discarica, il quadro e l’entità dei superamenti delle CSC di alcuni elementi metallici che emerge dai controlli dell’ultimo quadriennio (2010-2013) sono impressionanti.

Ben tredici volte il ferro ha nettamente superato il limite legale (CSC: 200μg/L) in differenti pozzi spia: B,D,E,F1B,G,H, fino a undici volte il limite, (rapporti di prova dell’Arpa 08/09/11; 05/10/11: da 1600μg/L a 1940μg/L; rapporti di prova dell’Ecocontrol del 29/01/10; 18/04/11; 31/05/11; 15/07/11; 06/09/11; 05/10/11; 19/01/12; 31/07/12: da 245μg/L a 2280μg/L), a fronte di valori accertati in pozzi privati esterni e talora interni alla discarica, di 10-20μg/L (fonti analitiche diverse, compresi Arpa ed Ecocontrol).

In assenza di caratterizzazione idrogeologica è pur vero che al momento nessun dato disponibile in letteratura segnala valori di fondo naturale di questo metallo eccedenti il limite nell’area dei Colli Albani.

Per contro è di tutto rilievo la frequenza e il tipo di presenze inquinanti metalliche dei pozzi E, F, F1B, G e soprattutto H, dove nel 2011 sono state trovate quantità molto alte di piombo, trecentocinque volte il limite (CSC:10μg/L) (rapporto di prova Ecocontrol del 31/05/11: 3050μg/L), manganese, dodici volte il limite (CSC:10μg/L) (rapporto di prova Ecocontrol del 31/05/11: 600μg/L), e nel settembre 2013 di alluminio (CSC: 200μg/L) (rapporto di prova Arpa Lazio del 04/09/13: 920μg/L), in tandem con il pozzo E (rapporto di prova Arpa Lazio del 04/09/13: 430μg/L).

E’ altamente improbabile e mai segnalato che le acque sotterranee dei colli Albani interagenti con rocce di origine vulcanica contengano piombo di origine naturale e altrettanto molto improbabile che contengano quantità così elevate di alluminio.

Viceversa il manganese, insieme ad arsenico e fluoruri rientra tra i composti che possono, in linea teorica, essere ceduti dalle rocce alle acque di falda, nondimeno la sua presenza abnorme (dodici volte sopra il limite) è di regola considerata un ulteriore indicatore di contaminazione delle falde acquifere da percolato. Soprattutto alla luce del fatto che in altri periodi nel medesimo pozzo il valore è intorno ai 20-40μg/L (es. rapporto di prova Arpa Lazio del 05/09/13).

Si porta l’attenzione sul fatto che ciò non deve stupire, visto che, salvo i casi di contaminazioni gravissime, i segnali di inquinamento organico o inorganico da percolato riscontrabili nelle acque di falda sono molto spesso discontinui in conseguenza di fattori diversi e complessi.

Il valore del ferro e del manganese come marker significativi dell’eventuale inquinamento delle acque da discariche è confermato da migliaia di studi specifici ed evidenze sperimentali nonchè certificazioni di laboratori di controllo pubblici.

Controlli analitici dell’Arpa Lazio (prot. 0050653 del 9 luglio 2010), diffusi da fonti di stampa (Corriere.it) e associazioni (Legambiente etc.) individuavano nelle acque sotterranee sottostanti la discarica di Malagrotta la presenza fuori limite, tra l’altro, dei parametri arsenico, ferro, manganese, nichel e benzene. I dati sono stati confermati nel 2011 dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).

Ancora, l’Arpa Lazio monitorando le acque dei pozzi spia della discarica dell’Inviolata di Guidonia ha trovato forti eccessi di ferro e manganese oltre a sostanze organiche clorurate.

(www. lavocedelnordestromano.it - 7 dicembre 2011)

Tali evidenze sono state successivamente confermate nella relazione della stessa Arpa, prot. 0099008 del 16/12/13, sulle attività eseguite nell’ambito del piano di caratterizzazione della medesima discarica (pag.3):

«…..L’esame della distribuzione dei risultati analitici relativi ai composti inorganici nelle acque sotterranee (fig.4) rileva una costante e diffusa presenza di manganese sopra i limiti di riferimento e una più limitata presenza di superamenti di altri metalli (ferro, nichel, piombo e arsenico…..».

Uno studio recentissimo del Politecnico di Torino a firma dei professori Giuseppe Genon, Mariachiara Zanetti e Rajandrea Sethi, depositato il 20 gennaio c.m. al Consiglio di Stato, sulle possibili origini della contaminazione delle acque sottostanti la discarica di Malagrotta è al riguardo illuminante e giova riportarne uno stralcio significativo:

«…Appare evidente che i parametri di inquinamento riscontrati sono ragionevolmente attribuibili a percolato, tenendo conto che l’introduzione nella falda di materiale organico riducente…...induce nella falda stessa un fenomeno degradativo di tipo inevitabilmente anossico, capace di provocare riduzione degli elementi ossidati presenti nel terreno (ferro e manganese soprattutto) e conseguente loro lisciviazione»

Dunque, oltre all’apporto dei metalli pesanti estratti direttamente dai rifiuti depositati in discarica, il percolato stesso, grazie alle sue caratteristiche di forte aggressività riducente, è in grado di solubilizzare ulteriori forti quantità direttamente dagli strati di terreno tra l’invaso e le falde acquifere in cui si annidano tra l’altro gli ossidi insolubili di ferro e manganese.

Un altro passaggio del loro studio certifica la natura disomogenea e discontinua delle contaminazioni e soprattutto il fatto che il manganese, al pari del ferro, è considerato un parametro indicatore d’inquinamento.

«Vengono riscontrate concentrazioni di metalli anche molto elevate e disomogenee nei vari punti di indagine anche molto vicini tra loro”…….“Analoghi esempi si riscontrano per altri parametri indicatori di inquinamento (manganese, azoto ammoniacale)»

Il fatto che le quantità riscontrate a Roncigliano siano molto elevate non può che confermare l’origine non naturale di questi metalli.
Il parallelo aumento della conducibilità elettrica, ovvero dell’insieme di elementi in forma ionica (cationi metallici e anioni salini), è un altro indicatore del costante arricchimento delle acque di falda per effetto dell’interazione con la discarica.


Infatti nei pozzi A e B gli unici per i quali l’Arpa abbia eseguito il monitoraggio nel corso dell’ultimo decennio i valori medi e tendenziali sono in crescita. il pozzo A è passato da 560 a 746 microS/cm da maggio 2004 a settembre 2013 e soprattutto il pozzo B è passato da 611 a 1030 microS/cm nello stesso periodo, con un aumento del 68%.


25 gennaio 2014


Allegati Arpa Lazio:


Tabella 3 - Risultati analitici dei composti inorganici eccedenti i limiti di legge nelle acque sotterranee Discarica di Roncigliano Albano Laziale (RM) - (sintesi esclusi As e F)
Parametri riscontrati
Piezometro
Campagna di monitoraggio
Data

Valori limite
(Tab.2 All.5 Titolo
V parte IV
D.Lgs.152/06)
unità di
misura

valore
espresso in
μg/l
Ferro
D
Pontina Ambiente 2010
29/01/2010
200
μg/l
504
Ferro
F
Pontina Ambiente 2011
18/04/2011
200
μg/l
1625
Ferro
H
Pontina Ambiente 2011
31/05/2011
200
μg/l
600
Manganese
H
Pontina Ambiente 2011
31/05/2011
50
μg/l
600
Piombo
H
Pontina Ambiente 2011
31/05/2011
10
μg/l
3050
Ferro
G
Pontina Ambiente 2011
15/07/2011
200
μg/l
290
Ferro
B
Pontina Ambiente 2011
06/09/2011
200
μg/l
350
Ferro
G
ARPA 2011
08/09/2011
200
μg/l
1940
Ferro
E
ARPA 2011
05/10/2011
200
μg/l
1600
Ferro
H
ARPA 2011
05/10/2011
200
μg/l
1720
Ferro
E
Pontina Ambiente 2011
05/10/2011
200
μg/l
430
Ferro
H
Pontina Ambiente 2011
05/10/2011
200
μg/l
552
Ferro
H
Pontina Ambiente 2012
19/01/2012
200
μg/l
245
Ferro
F1B
Pontina Ambiente 2012
31/07/2012
200
μg/l
2280
Ferro
H
Pontina Ambiente 2012
31/07/2012
200
μg/l
1215
Alluminio
H
ARPA 2013
04/09/2013
200
μg/l
920
Alluminio
E
ARPA 2013
04/09/2013
200
μg/l
430

Tabella 4 - Risultati analitici dei composti organici eccedenti i limiti di legge nelle acque sotterranee Discarica di Roncigliano - Albano Laziale (RM)
Parametri riscontrati
Piezometro
Campagna di monitoraggio
Data

Valori limite
(Tab.2 All.5 Titolo
V parte IV
D.Lgs.152/06)
unità di
misura

valore
espresso in
μg/l
Cloroformio
D
ARPA 2010
08/09/2010
0,15
μg/l
0,90
Cloroformio
A
Pontina Ambiente 2010
27/10/2010
0,15
μg/l
0,23
Cloroformio
B
Pontina Ambiente 2010
27/10/2010
0,15
μg/l
0,23
Cloroformio
D
Pontina Ambiente 2010
27/10/2010
0,15
μg/l
0,23
Benzene
D
ARPA 2011
06/09/2011
1
μg/l
3
Dibromoclorometano
C
ARPA 2011
08/09/2011
0,13
μg/l
1,1
Bromoformio
C
ARPA 2011
08/09/2011
0,3
μg/l
1,7
1,2-Dicloropropano
D
Pontina Ambiente 2012
19/01/2012
0,15
μg/l
0,28
Benzene
B
Pontina Ambiente 2012
19/01/2012
1
μg/l
1,4
1,2-Dicloropropano
F1B
Pontina Ambiente 2012
19/01/2012
0,15
μg/l
0,28
Benzene
D
Pontina Ambiente 2012
24/01/2012
1
μg/l
1,1
Benzene
D
Pontina Ambiente 2012
02/02/2012
1
μg/l
1,3
Benzene
D
Pontina Ambiente 2012
06/02/2012
1
μg/l
2
Benzene
D
Pontina Ambiente 2012
07/02/2012
1
μg/l
1,1
Benzene
D
Pontina Ambiente 2012
08/02/2012
1
μg/l
1,1
Benzene
D
Pontina Ambiente 2012
02/03/2012
1
μg/l
1,5
Benzene
D
Pontina Ambiente 2012
07/03/2012
1
μg/l
2,4
Bromodiclorometano
PV05
ASL2012
06/11/2012
0,17
μg/l
0,2
1,2-Dicloropropano
F1B
ARPA 2013
03/09/2013
0,15
μg/l
0,5

 http://www.noinceneritorealbano.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1080:contaminazione-delle-acque-sottostanti-e-limitrofe-alla-discarica-intercomunale-di-roncigliano-albano-laziale&catid=39:letteratura&Itemid=57

sabato 1 febbraio 2014

TERRA REAL TIME: Allarme! Neve artificiale sta cadendo in varie zon...

TERRA REAL TIME: Allarme! Neve artificiale sta cadendo in varie zon...: Giungono raggelanti – è proprio il caso di dirlo – notizie un po’ da tutto il mondo. La neve caduta copiosa in questo inverno polare con...

venerdì 31 gennaio 2014

Stato dell'inquinamento della falda sotto la discarica di Ronigliano a inizio 2014

Sono anni oramai che spingiamo per una caratterizzaione interna della discarica di Roncigliano e da altrettanto tempo che gli organismi che dovrebbero effettuare le misure di controllo negano di avrle fatte (ma allora che ci state a fare???).  Stranamente, dopo il terremoto giudiziario partito proprio dalla nostra discarica e che guardacaso ai vertici dell'ARPA ha coinvolto il dottor Ermolli stesso, inizia a filtrare qualche dato...  

E non sono per niente confortanti, valori fuori norma per tutto: ferro, arsenico, manganese, alluminio, fluoruri, nitriti...  


Lasciamo a voi giudicare, ricordiamo che se non ne poteste più e voleste partecipare in maniera attiva alle mobilitazioni per la chiusura della discarica potete cercare più informazioni nella nostra pagina contatti.  

Tabella dei risultati analitici 2011-2012
Considerazioni dell'ARPA Lazio del 10 Gennaio 2014 


sabato 25 gennaio 2014

giovedì 16 gennaio 2014

Comunicato stampa a seguito degli arresti eccellenti di inizio 2014

Adesso, dopo gli arresti del 9 gennaio del boss dei rifiuti Manlio Cerroni, del codazzo di fedeli esecutori al suo servizio e di pubblici funzionari compiacenti, i nostri sospetti, le nostre certezze e i tanti esposti sulla gestione truffaldina e criminale della discarica di Roncigliano (e non solo) sono ora confermati anche dalla magistratura benché con grave ritardo.
Ricordiamone alcuni: abbiamo sempre saputo che le discariche sono una potentissima fonte di inquinamento e di puzze venefiche. Ma quando queste diventano insopportabili provocando decine di malori dei residenti non ci vuole uno scienziato per trarre conclusioni. Per giunta dopo che da gennaio 2013, a seguito del decreto dell’ex ministro per la distruzione dell’Ambiente Corrado Clini, il super commissario Sottile aveva imposto di dirottare a Roncigliano 150 t/giorno di rifiuti provenienti da Roma. A conferma di gravi irregolarità nella gestione della discarica, ad aprile un rapporto dell’ARPA certificava che l’impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) di Albano sfornava quantità ridicole di rifiuto organico stabilizzato (FOS).
Tradotto: gran parte di quel 30% dell’organico dei rifiuti solidi urbani non era “stabilizzato”.
Dunque, le puzze insopportabili provenienti dalla discarica non erano frutto d’inconvenienti momentanei o di “inversioni termiche” ma di una consapevole e redditizia pratica di sversamento nel VII° invaso di rifiuti mal-trattati o peggio tal quali.
L’impianto di Trattamento Meccanico Biologico, concepito soprattutto per produrre Combustibile da Rifiuti (CDR) da inviare all’incenerimento, come tutti i TMB “separa” i rifiuti indifferenziati in modo pessimo anche quando funziona al meglio, rivelandosi il nemico giurato della raccolta differenziata porta a porta.
Ora l’indagine ha confermato che negli ultimi anni, ma forse da sempre, il TMB ha separato quantità di rifiuti ben al di sotto di quell’inverosimile 50% di cui cianciava il commissario Sottile nella nota di ottobre, avendo preso per buone le dichiarazioni della Pontina Ambiente. A noi non interessa che i gestori del TMB abbiano separato un terzo del CDR rispetto al minimo contrattuale. Questa è materia che appassiona i fans degli inceneritori.
A noi interessa soprattutto che, così facendo, hanno inviato a marcire negli invasi migliaia di tonnellate di rifiuti organici, quelli che generano i percolati, l’inquinamento delle falde e la liberazione di gas velenosi responsabili dei malori, delle allergie e delle patologie tumorali.
Sta di fatto che il giochetto ha gonfiato le casse di Cerroni per svariati milioni di euro a spese dei Comuni conferenti e dei cittadini, doppiamente truffati.
Gli amministratori di Albano, in primis il sindaco Marini e il delegato ai rifiuti, lungi dall’essere semplici vittime truffate, hanno responsabilità enormi di fronte ai cittadini. Proprio la reticenza e le omissioni di costoro, venuti meno al dovere di esercitare il controllo di quanto succedeva dentro il perimetro della discarica e di quanto transitava in entrata e in uscita, hanno consentito che i gestori della discarica avessero mano libera. Le nostre ripetute richieste di verifica, i nostri presidi in discarica, il nostro assedio sotto casa del sindaco per costringerlo a vedere e sentire sono cadute ogni volta nel vuoto.
L’inquinamento crescente delle falde acquifere sottostanti è il corollario e la diretta conseguenza della pratica di sversamento criminale di rifiuti tal quali usata anche negli invasi ormai tombati. Sono anni che nei pozzi spia si riscontrano inquinanti organici cancerogeni e metalli pesanti e oltre due anni che attendiamo che l’ARPA di Ermolli ci dia i nuovi dati.
Le nostre denunce circostanziate trovano oggi conferma, (pure qui con enorme ritardo) anche della serie di atti illegali che hanno consentito a Cerroni di piegare a suo favore la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per realizzare a Roncigliano un inceneritore di rifiuti da 160 mila t/anno.
Esattamente come da noi denunciato in tutte le sedi, piazze comprese, una pletora di funzionari pubblici, a cominciare dal defunto assessore Di Carlo, dall’ex presidente regionale Marrazzo fino a Luca Fegatelli e Raniero De Filippis uomini chiave del settore rifiuti, aveva spianato ogni ostacolo ai progetti del boss e del consorzio Co.E.Ma. Ad essi si aggiunge il pluri-indagato ingegner Fabio Ermolli responsabile del settore rifiuti ARPA Lazio.
La prima pronuncia negativa sulla VIA emessa il 25/3/2008 dalla Direzione Regionale Ambiente fu neutralizzata con determina a firma De Filippis e ribaltata nel giro di 30 giorni in positiva. Il prode Marrazzo fece il resto, firmando il 22/10/2008 un’ordinanza di avvio dei lavori per costruire l’inceneritore, del tutto illegittima non essendo più commissario ai rifiuti da giugno.
L’inchiesta, gli arresti e gli avvisi di reato non sono l’espressione di un onesto lavoro di alcuni magistrati ma, riteniamo, sono soprattutto il risultato di oltre sette anni di lotta ostinata e irriducibile del Coordinamento No INC dei cittadini dei Castelli, ben oltre le sedi legali, fin sotto i palazzi ministeriali, regionali, comunali, nelle piazze, in centinaia di assemblee pubbliche e decine di cortei e presidi .. e .. naturalmente la lotta continua.



17 Gennaio ASSEMBLEA CITTADINA 
PALAZZO SAVELLI ALBANO ORE 16.30


23 Gennaio ASSEMBLEA POPOLARE
OK CLUB V.PANTANELLE CANCELLIERA ORE 21.00 

Coordinamento No-Inc di Albano

sabato 11 gennaio 2014

Verbale dei carabinieri sull'intreccio criminoso dietro alla gestione della monnezza laziale

Questo è l'intero verbale dei carabinieri sull'operazione che ha portato a 7 arresti eccellenti (Manlio Cerroni in primis) nell'affaire monnezza laziale e ad un totale di 21 indagati. 

E' molto lungo, ma estremamente chiaro e diretto: 


In data odierna, militari del Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno dato esecuzione all'ordinanza emessa dal G.I.P. Massimo BATTISTINI nell'ambito del P.P. 7449/2008 R.G.N.R., procedimento in cui convergono diversi filoni di indagine sviluppati dai militari dei N.O.E. e dalla Sezione Operativa Centrale dal 2008 sino ad oggi, ed a cui ha collaborato anche la Procura della Repubblica di Velletri.

In particolare, sono state eseguite 7 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari, per i reati di associazione per delinquere (416 c.p.), traffico di rifiuti (260 D. lgs. 152/2006), frode in pubbliche forniture (356 c.p.), truffa in danno di enti pubblici (640 c.p.), falsità ideologica commessa da pubblici ufficiali in atti pubblici (479 c.p.) nei confronti di: CERRONI Manlio, noto imprenditore del settore dei rifiuti, RANDO Francesco, ingegnere, amministratore unico di molte imprese riconducibili a CERRONI e storico collaboratore dello stesso, GIOVI Piero, socio di molte imprese
riconducibili a CERRONI e storico collaboratore dello stesso, LANDI Bruno, organizzatore dell'associazione e stretto collaboratore di CERRONI nonché "cerniera" fra il gruppo CERRONI e le strutture politico-amministrative della Regione Lazio, SICIGNANO Giuseppe, preposto all'impianto TMB e supervisore delle attività operative condotte del Gruppo CERRONI ad Albano Laziale presso la PONTINA AMBIENTE, FEGATELLI Luca, già Capo Dipartimento della Regione Lazio, e DE FILIPPIS Raniero, già responsabile del Dipartimento del Territorio della Regione Lazio.

Nella stessa operazione di Polizia sono state eseguite 22 perquisizioni locali presso i domicili e gli uffici dei soggetti indagati nonché presso le sedi delle diverse imprese del gruppo CERRONI, nonché numerose perquisizioni personali e locali a carico di altri indagati.

Inoltre, gli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma, che sviluppa i profili patrimoniali degli indagati, stanno procedendo al sequestro, per equivalente, della somma complessiva di euro 18.890.923,33 in danno delle società E.GIOVI srl (gestore della discarica di Malagrotta) e Pontina Ambiente srl (gestore della discarica di Albano Laziale), provento dei reati di traffico di rifiuti.

L'ordinanza coercitiva ricostruisce in dettaglio, qualificandoli come "i fatti di inaudita gravità anche per le dirette implicazioni sulla politica di gestione dei rifiuti e per le ricadute negative sulla collettività" l'esistenza, a far data almeno dal 2008, di una stabile struttura organizzativa "informale" sovrapposta a quella formale delle società relative al gruppo imprenditoriale guidato da Manlio CERRONI (dagli stessi sodali chiamato con l'appellativo di "Supremo") avente un indeterminato programma criminoso e un assetto variabile secondo le attività svolte, le vicende della vita o i cambiamenti all'interno dell'apparato politico-amministrativo. Accanto alla presenza di un nocciolo duro costituito dalla stesse persone vi è la presenza di altri soggetti che si associano con riferimento a vicende specifiche. Subito sotto il Cerroni, nella piramide organizzativa, si trovava il LANDI quale organizzatore, in grado di condizionare l'attività dei vari enti pubblici coinvolti nella gestione del ciclo dei rifiuti nel Lazio (a partire dalla Regione sino all'ARPA) al fine di consentire al gruppo imprenditoriale riconducibile al suddetto CERRONI di realizzare e mantenere un sostanziale monopolio nella gestione dei rifiuti solidi urbani prodotti dai comuni delle varie aree territoriali ottimali.

L'esistenza e il funzionamento di tale sodalizio criminale costituito da soggetti privati (Cerroni, Landi, Rando, Giovi, Sicignano), pubblici funzionari (il deceduto Arcangelo Spagnoli, Luca Fegatelli, Raniero De Filippis) e politici (tra cui il deceduto Mario Di Carlo, Giovanni Hermanin de Reichfield e Giovannetti Romano, quest'ultimo segretario particolare dell'ex assessore Pietro di Paolantonio) è stata nel tempo monitorata e ricostruita grazie all'utilizzo massiccio di intercettazioni telefoniche, all'assunzione di sommarie informazioni testimoniali, a corpose acquisizioni documentali, ad accurate consulenze tecniche.

L'indagine si è di fatto dipanata lungo quattro direttrici principali, quattro rivoli scaturenti dall'unica sorgente, costituita dal nocciolo duro dell'organizzazione criminale dianzi descritta:

1) Gestione dell'impianto di raccolta e trattamento rifiuti di Albano Laziale
La tariffa che viene corrisposta al gestore di un impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti è composta di varie parti, una delle quali è costituita dal costo di termovalorizzazione del CDR, rifiuto speciale derivante dal trattamento della c.d. "frazione secca" dei rifiuti. Per quanto concerne l'impianto gestito in Albano Laziale dalla Pontina Ambiente, società riconducibile al Cerroni, la ricostruzione operata circa la gestione del CDR negli anni oggetto di indagine, ha permesso di accertare che le percentuali di CDR effettivamente avviato a valorizzazione non si avvicinavano agli standard prestazionali di progetto (43%), alle soglie indicate nel piano regionale di gestione dei rifiuti (35%), alla soglia di produttività del 29% sopra indicata o alla soglia minima del 25% indicata nel decreto commissariale n. 15/2005 come "tasso di recupero minimo". Ed infatti, la percentuale di C.D.R. effettivamente avviata al recupero energetico (presso l'impianto di termovalorizzazione di Colleferro), si attestava attorno al 15%, mentre la restante parte veniva avviata in discarica come scarto di lavorazione. Tale parte, tuttavia, era pagata al gestore come se fosse stata avviata a termovalorizzazione, così realizzandosi un ingiusto profitto per l'impresa, profitto derivante dalla differenza tra l'importo tariffario percepito (per il trattamento dei rifiuti) e quanto effettivamente speso, e stimato in circa 11 milioni di euro dal 2006 al 2012.
In tal modo, inoltre, si provocava anche il prematuro superamento delle volumetrie disponibili in discarica. Anche la struttura amministrativa Regionale (sotto la regia del Fegatelli), che ometteva di procedere alla revisione della tariffa "a consuntivo" in base alle quantità effettivamente avviate alla termovalorizzazione, si rendeva partecipe di tale meccanismo.

2) Il termovalorizzatore di Albano Laziale
Il Commissario Straordinario per l'emergenza Rifiuti della Regione Lazio, e in seguito la stessa Regione per il tramite del suo Presidente, mettevano il Consorzio CO.E.MA [1]. (unione tra PONTINA AMBIENTE, dunque riconducibile a CERRONI, ed ECOMED, composta da AMA e ACEA) nelle condizioni di costruire un impianto di termovalorizzazione su un terreno della PONTINA AMBIENTE, adiacente alla discarica e all'impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti, nonché di usufruire, nell'ambito della gestione di tale impianto, dei contributi pubblici denominati "CIP 6" (contributi erogati ad aziende produttrici di energia da fonti energetiche rinnovabili o assimilate).

In tale vicenda, che secondo l'ordinanza deve ritenersi emblematica, più di ogni altra, di come la pubblica funzione possa essere sviata per favorire interessi diversi da quelli pubblici, infedeli funzionari pubblici (con sistematica violazione di disposizioni di legge indicate nelle singole ipotesi e dei doveri d'ufficio) e soggetti politici di livello regionale hanno contribuito fattivamente alla realizzazione di un percorso finalizzato ad agevolare gli interessi di alcuni soggetti imprenditoriali ben definiti e, in particolare, di Manlio CERRONI. La finalità perseguita dal CERRONI era quella di creare una contiguità spaziale con il TMB della Pontina Ambiente, di ridurre così le spese di gestione stante la vicinanza delle strutture (con l'ulteriore effetto di poter mantenere una tariffa di accesso all'impianto di TMB contenuta rispetto a eventuali concorrenti) e, soprattutto, di realizzare l'opera attraverso incentivi pubblici ovvero con i contributi CIP6.
Già la "localizzazione" dell'impianto avveniva in presenza di fattori escludenti e con palesi falsi documentali: ed infatti nell'area era già operante un impianto di termovalorizzazione (a Colleferro), non appartenente a CERRONI, tanto che il Piano Gestione Rifiuti regionale del 2002 prevedeva per tale tipo di impianto la collocazione in una diversa area geografica (ovvero nell'area Fiumicino-Ciampino e non nell'area dei Colli Albani).

Inoltre, il progetto aveva incontrato un ostacolo insuperabile nella valutazione di impatto ambientale negativa espressa dalla competente direzione regionale, decisione che sarà ribaltata a seguito di un lungo iter amministrativo frutto di un concerto criminoso (che l'ordinanza definisce costituisce una "colossale montatura") tra i proponenti (Cerroni e Presutti, che addirittura in alcuni casi dettavano i contenuti degli emanandi atti pubblici, in un caso addirittura protocollato ancor prima di essere redatto nella sua forma definitiva), lo Spagnoli Arcangelo, già responsabile unico del procedimento in seno al commissario delegato, il Fegatelli, il De Filippis, Giovanna Bargagna (dirigente regionale), Mario di Carlo, Giovanni Hermanin de Reichfield, e financo l'allora presidente della Regione, Marrazzo, che firmava un'ordinanza commissariale addirittura dopo la decadenza dell'ufficio emergenziale.

Il funzionario che aveva firmato il provvedimento contrario agli interessi del Cerroni veniva quindi destinato ad altro ufficio.

3) La realizzazione di un invaso per un discarica in località Monti dell'Ortaccio

Il gruppo CERRONI realizzava, in località Monti dell'Ortaccio, l'invaso di una futura discarica (circa 3 milioni di metri cubi), ponendo così in essere una incisiva trasformazione urbanistica, smaltendo poi le rocce e terre da scavo (da qualificarsi come rifiuti) all'interno della discarica di Malagrotta, simulando l'esistenza di titoli autorizzativi di fatto inesistenti. Questa operazione ha generato un profitto per le casse della E. GIOVI (impresa riconducibile al gruppo CERRONI) stimato in non meno di 8 milioni di euro.

Inoltre, gli scavi venivano condotti al punto di abbassare la quota di fondo di scavo della cava Monti del Lumacaro (area adiacente a Monti dell'Ortaccio, parimenti oggetto di  di autorizzazione per la discarica) al di sotto dei limiti consentiti, determinando così la illecita deviazione della falda acquifera sotterranea, appartenente al demanio idrico, e la creazione di un laghetto artificiale. Addirittura, nella richiesta di autorizzazione per la realizzazione della discarica, il CO.LA.RI. (consorzio laziale rifiuti, riconducibile al Cerroni), il proponente operava una alterazione delle fotografie allegate alla richiesta, cancellando l'esistenza del laghetto al fine di non far risaltare il danno idrogeologico cagionato.

4) Le tariffe per lo smaltimento dei rifiuti ed alle ordinanze regionali sullo smaltimento dei rifiuti nei Comuni di Anzio e Nettuno
Infatti, CERRONI ed il suo storico collaboratore LANDI, con la complicità di funzionari della Pubblica Amministrazione, ponevano in essere una serie di condotte illecite volte ad impedire alla società RIDA AMBIENTE S.R.L., concorrente di CERRONI,  di entrare sul mercato.
In particolare, l'Amministrazione ometteva per lungo tempo di determinare la tariffa definitiva in ingresso dei rifiuti per l'impianto di RIDA AMBIENTE, cosa che impediva alla predetta di contrattare con le amministrazioni pubbliche locali l'eventuale accettazione di R.S.U. nei suoi impianti.

In tal modo, veniva intenzionalmente procurato alle società PONTINA AMBIENTE e ECOAMBIENTE un ingiusto profitto patrimoniale consistente nella possibilità di gestire senza concorrenti i rifiuti provenienti dai comuni della zona.

Oltre a ciò, la Pubblica Amministrazione rallentava di proposito l'iter di attribuzione della tariffa definitiva della RIDA, nonché l'approvazione di varianti sostanziali in grado di aumentare notevolmente la quantità di rifiuti trattati, procedendo nel contempo ad autorizzare, in violazione alla normativa nazionale e comunitaria, lo smaltimento del c.d. "tal quale" in discarica, al fine di consentire la prosecuzione del conferimento dei rifiuti solidi urbani dell'area pontina a società del gruppo CERRONI (nell'area pontina infatti una delle due discariche esistenti, la Ecoambiente, non è in possesso di impianto di trattamento dei rifiuti). La strategia criminale era portata avanti, sotto la regia occulta del Landi e del Cerroni, dal De Filippis con l'ausilio del Giovannetti. Ed è soprattutto in tale vicenda che l'ordinanza ricostruisce il ruolo egemone di Luca FEGATELLI all'interno della Regione Lazio e l'esistenza di un consolidato sistema favorevole alle imprese del CERRONI, al punto da determinare l'allontanamento delfunzionario che aveva "osato" determinare  la tariffa in favore della RIDA Ambiente, così minando il monopolio del Cerroni (Landi parla, preoccupato, di un "rigagnolo che rischia di diventare un torrente"). 

Coordinamento No-Inc di Albano

13 Gennaio CONFERENZA SERVIZI
PALAZZO SAVELLI ALBANO ORE 11.30

  
17 Gennaio ASSEMBLEA CITTADINA 
PALAZZO SAVELLI ALBANO ORE 17.00


23 Gennaio ASSEMBLEA POPOLARE
OK CLUB V.PANTANELLE CANCELLIERA ORE 21.00  

Ad ALBANO NUN SE PASSA perchè VINCIAMO NOI

.. nun ce basta la Vittoria di avervi impedito la costruzione del gassificatore de Cerroni nella nostra Terra .. 
.. nun ce bastano qualche arresto eccellente .. 

DE RIFIUTI SE MUORE 
CONTINUIAMO LA MOBILITAZIONE nei CASTELLI
Vogliamo e ve imporremo l'immediata chiusura della discarica de Roncigliano e la sua urgente bonifica


venerdì 10 gennaio 2014

Evvaiii .. Terremoto a Roma !!!


Ai domiciliari altre sei persone, tra cui l'ex presidente della regione Lazio Bruno Landi.  Le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti. 

Sette persone sono state arrestate dai carabinieri del Noe nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione dei rifiuti del Lazio.  I sette si trovano attualmente ai domiciliari.  Tra loro, il proprietario dell'area della discarica di Malagrotta, Manlio Cerroni, e l'ex presidente della Regione Lazio Bruno Landi.  Le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti.  

Gli altri arrestati sono Luca Fegatelli, fino al 2010 a capo della Direzione regionale Energia, il manager Francesco Rando, l'imprenditore Piero Giovi, Raniero De Filippis e Pino Sicignano.  

Contestualmente è in corso il sequestro di beni mobili ed immobili per 18 milioni di euro.  Ad eseguirlo gli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Roma.  

di Camilla Moreno .. http://tg.la7.it/