Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

venerdì 30 agosto 2013

PER NON DIMENTICARE

Acerra 29 agosto 2004 

Domenica di sangue nella città operaia.

Bassolino è governatore della Campania, in qualità di "commissario straordinario all'emergenza rifiuti" gli è succeduto dal mese di febbraio il prefetto Corrado Catenacci mentre il ministro dell'interno è Giuseppe Pisanu.  Non appena giunge dinanzi al cantiere dell'inceneritore di Acerra, in località Pantano, le "forze dell'ordine" caricano selvaggiamente la testa del corteo, composto da decine di migliaia di manifestanti.  

Per quasi un'ora si susseguono cariche e lancio di lacrimogeni. Decine e decine i ferite tra cui bambini, anziani e donne incinta. Il PMLI, partecipa in prima fila alla giornata di lotta, con una folta delegazione di militanti e simpatizzanti. 

Come avvenuto nei giorni precedenti, nei mesi successivi il governo del neoduce Berlusconi militarizza letteralmente la città inviando centinaia di uomini per intimidire la popolazione e proteggere il cantiere della Fibe spa di proprietà dell'Impregilo, gruppo Fiat, che da quasi un decennio gestisce Cdr ed eco balle da bruciare.  La multinazionale era già stata coinvolta nelle inchieste della tangentopoli e mafiopoli all'ombra del Vesuvio.


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