Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

lunedì 7 ottobre 2013

CHIUDERE la DISCARICA di RONCIGLIANO - VIA il SINDACO MARINI

In questi ultimi mesi, il fetore proveniente dalla discarica di Roncigliano è arrivato nel centro storico di Albano e di altri comuni limitrofi: Ardea, Pomezia, Castel Gandolfo, Genzano, Ariccia, etc. 


I miasmi della spazzatura si avvertono distintamente soprattutto la mattina, alle prime luci dell’alba, e la sera, dopo il tramonto.
Pur essendo ormai abituata agli odorini della discarica, la popolazione locale, esasperata da queste esalazioni “speciali”, per tre nottate (24, 25 e 26 settembre) è scesa in presidio davanti al VII° invaso, chiedendo l’intervento del “primo cittadino” di Albano, NICOLA MARINI, che si è sempre negato, al telefono e di persona.

Sono arrivati invece polizia e carabinieri che dopo un'iniziale identificazione intimidatoria hanno dovuto badare a proteggersi in qualche modo dalle mefitiche emissioni. Poi, come richiesto proprio dalle forze dell’ordine presenti in discarica, sono intervenuti tre ispettori della Asl RM-H che hanno prontamente verbalizzato (prot. n.86254 del 25.9.2013) di “aver percepito odori acri, forti e pungenti provenienti dalla discarica e apprezzabili nell’area limitrofa” e che “varie persone erano state colte da malori”: un evento, chiosano i responsabili della Asl RM-H, di interesse “IGIENICO-SANITARIO”. Verbale inviato, con notizia di reato, alla Procura di Velletri.

Nel frattempo i cittadini si sentivano male ed è stato necessario persino un ricovero con ambulanza al pronto soccorso dell'ospedale di Albano

Sin dal primo momento ha brillato per il suo RIFIUTO A COMPARIRE il sindaco di Albano, Nicola Marini che ha esplicitamente affermato che non avrebbe parlato con il Coordinamento e che comunque non aveva alcuna intenzione di adottare i provvedimenti propri della sua funzione. Questo rifiuto si è reiterato nei giorni successivi fino alla notte di venerdì quando la gente ha deciso di andare a trovare il sig. sindaco direttamente a casa sua. Non avendolo trovato perché impegnato in una cena di "beneficienza" presso i locali frati cappuccini, diverse decine di persone si sono disposte all'attesa, finché dopo un’ora circa il prode è giunto, sempre accompagnato dai carabinieri, cercando di rientrare in casa senza fermarsi ad interloquire con chi di dovere. Dopo ore di sceneggiate del tipo "avete terrorizzato mia moglie e i miei figli e i carabinieri provvederanno" e le giustificate reazioni popolari piuttosto su di tono, una colonna formata da diverse auto di regi carabinieri, sindaco e assessori ha raggiunto la discarica e l’adiacente Villaggio Ardeatino dove non ha potuto fare altro che prendere atto delle esalazioni di mercaptani, acidi grassi, solfuri ed altro, assolutamente incompatibili con l'esclusivo stoccaggio di frazione organica stabilizzata FOS come recitano leggi e disposizioni

Malgrado i presenti abbiano offerto carta e penna, la suprema autorità del territorio si è formalmente opposta alla richiesta di stilare adeguato verbale della situazione. 

Attraverso delegati della Polizia Municipale e dell’Ufficio Ambiente, inoltre, in qualità di ufficiale e/o agente di polizia giudiziaria, di polizia amministrativa e di polizia dell’ambiente, potrebbe (e dovrebbe) svolgere funzioni di controllo, verifica, verbalizzazione e sanzione.

D’altra parte, vanno rilevati, ancora:

1) L’assenza di verifica delle risultanze del PESO di TUTTI gli automezzi in entrata ed uscita dalla locale discarica, per accertare che la spazzatura romana non venga interrata nel VII° invaso.

2) La responsabilità di aver votato il 19 dicembre 2012, in giunta comunale, l’avvio della sola CARATTERIZZAZIONE ESTERNA della discarica – da ultimare in 4 mesi - che non è stata ancora portata a termine.

3) L’imprudenza nel lasciare inevasa la richiesta di caratterizzazione INTERNA della discarica, avanzata dall’Arpa Lazio a novembre 2011.

4) La complice passività riguardo i dati Arpa, relativi alle analisi ordinarie di tutti i pozzi-spia interni alla discarica, che secondo la legge 36/2003 debbono essere compiute annualmente e che, viceversa, mancano dal lontano settembre 2011.

5) La sconsideratezza mostrata in occasione dell’accesso agli atti relativi alla convenzione preliminare Coema-GSE (tale accesso era indispensabile affinché la costruzione dell’inceneritore non avvenga coi fondi pubblici).

6) La scriteriatezza mostrata in occasione del ricorso alla CEDU.

7) L’incapacità di fare squadra con gli altri sindaci di bacino dei Castelli Romani. 

E oltre a tanta ostinata omissione da parte dell'Amministrazione, pure la beffa con queste ridicole affermazioni: secondo il delegato ai rifiuti LUCA ANDREASSI, il vero problema, in discarica, è costituito dal “VENTO”! e secondo il sindaco, che fa finta di credere alle baggianate della Pontina Ambiente, è colpa della fiamma pilota che brucia il gas di discarica che sarebbe andata in tilt!!!

Sindaco NICOLA MARINI: DIMETTITI!

COORDINAMENTO CONTRO l'INCENERITORE di ALBANO 

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