Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

mercoledì 14 marzo 2012

Inceneritore Albano, Daniele Castri: “il Re è nudo. Cerroni abbandonato da Ama e Acea”

 

(Fonte articolo PACONLINE, clicca qui). 

Il sentore che gli affari, ad Albano, per il monopolista dei rifiuti avvocato Manlio Cerroni, non si mettessero bene -  al di là dei proclami di rito - era già, da tempo,una voce sempre più diffusa negli ambienti ben informati della politica romana che conta. Certo che la mancanza d’uno “straccio di risposta” da parte dello staff legale del Co.E.Ma. e della Regione Lazio alle nostre memorie e contro-memorie conclusive - da noi depositate nei mesi scorsi al Consiglio di Stato - aveva già sollevato più d’un dubbio sulla tenuta del “sodalizio industriale” pubblico-privato voluto da Marrazzo e Di Carlo (ricordate il fuori onda di Report?).

Per non parlare, poi,delle nostre ormai famigerate - tanto gravi quanto circostanziate - relazioni tecniche, vero e proprio fondamento dei ricorsi legali — nelle quali, anche recentemente, abbiamo sostenuto, ancora una volta, l’infondatezza, l’irrazionalità, l’illegittimità ed illegalità della localizzazione, a Roncigliano, del tristemente noto inceneritore. L’udienza di ieri, ed in modo particolare l’acceso dibattimento, hanno confermato, a tutti, ancor di più, tali “impressioni”…

Diverse, da parte nostra, le eccezioni sollevate: l’assenza d’una regolare gara d’appalto by-passata con un decreto di pubblica utilità per l’assegnazione diretta dell’incarico; l’uso improprio, vietato dalla UE, di fondi pubblici destinati ad energie verdi e rinnovabili; la natura di prototipo industriale (il primo gassificatore al mondo raffreddato ad aria!?) dell’impianto di incenerimento; i pareri di totale contrarietà della Asl Rm-H ed ai relativi dati epidemiologici (un vero caso, permettetemi, di buona sanità!!); i recenti sversamenti di “liquido assimilabile a percolato di discarica diluiti nelle piogge stagionali” nel fosso di Valle Caia, fosso adiacente i locali vigneti ed abitazioni civili; l’inquinamento, certificato recentemente dall’Arpa Lazio, della falda acquifera sottostante la discarica di Roncigliano.

Ma, secondo voi, ad eccezioni relative, in buona sostanza, al diritto dei cittadini alla salute e ad un ambiente salubre - indipendenti, ovviamente, dalla pessima politica dell’emergenza - si può rispondere che i singoli cittadini ricorrenti non sono legittimati a difendere, da soli, i propri interessi, poiché delegate a farlo son le istituzioni rappresentative che essi eleggono a tal fine ?!  Credetemi, ieri è successo …

Il re, ora, è nudo e, soprattutto, solo:  abbandonato anche da Acea ed Ama. 

Con lui, forse, ancora, qualche politico .. Aspettiamo, con rinnovata speranza, tra 60 giorni, la pubblicazione  - da parte della V Sez. del Consiglio di Stato - della sentenza definitiva.

A chi interessava - ieri, ed a chi, mi chiedo, ancora oggi , la localizzazione ad Albano del tristemente noto inceneritore?

Daniele Castri (Referente legale del Coordinamento contro l’inceneritore di Albano)

Nessun commento:

Posta un commento