Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

giovedì 3 maggio 2012

AGCOM battuta, annuncia STOP al regolamento censura. È la vittoria di una mobilitazione con numeri senza precedenti. Ricordiamocelo

Corrado Calabrò ha appena annunciato che Agcom si arrende: non approverà il regolamento-censura sul diritto d'autore. È il momento di festeggiare ma anche di diventare consapevoli di ciò che abbiamo fatto in questi mesi. Perchè quella contro il regolamento-censura dell'Agcom è stata una mobilitazione storica, la più lunga, con 18 mesi di mobilitazione, oltre 400.000 mila firme raccolte con 4 diverse petizioni, quasi 100.000 messaggi inviati via email, Twitter e Facebook, eventi in streaming con oltre 200.000 utenti unici collegati, l'adesione politici di tutti gli schieramenti, una decina di interpellanze e mozioni a supporto della mobilitazione presentate da parlamentari di Camera e Senato. Numeri che ci fanno dire senza esitazioni che quello contro il regolamento Agcom e per la tutela della libertà d'informazione in Rete è stata una mobilitazione senza precedenti.
La decisione dello stop definitivo al regolamento pubblicato oggi è quindi successo per il diritto alla libertà in Rete, perchè Agcom, ammette di non poter proseguire senza il via libera di governo e Parlamento. Si tratta di un successo per le associazioni come Agorà Digitale, Avaaz, Sitononraggiungibile.it e moltissime altre che hanno saputo fare politica su un fronte di innovazione rispetto al quale  sempre di più chi ci governa e rappresenta dimostra la sua arretratezza. Ma è soprattutto un successo per noi cittadini che abbiamo dimostrato come una mobilitazione che sappia coniugare attivismo in Rete con gli eventi offline, dure contestazioni in Piazza e nei media con l'interlocuzione seria e puntuale con le istituzioni, sia un modello vincente e da perseguire per ridare forza alla democrazia. Ricordiamocelo.
 

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