Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

lunedì 20 agosto 2012

Tutti contro Monti dell’Ortaccio

(Fonte articolo, clicca qui

Nella infinita telenovela sulla nuova discarica di Roma, il copione si ripete: e così, esattamente per come era avvenuto nel caso di Corcolle, Riano e Pian dell’Olmo, anche su Monti dell’Ortaccio (il sito nella Valle del Galeria sul quale si starebbe orientando il prefetto Goffredo Sottile) è scattata la protesta.  Anche stavolta, trasversale.  I Verdi col Pdl, il Pd con l’Idv e tutti con i comitati di cittadini e gli abitanti dei municipi XV e XVI che da anni fanno i conti con Malagrotta e, nel caso venisse scelta Monti dell’Ortaccio, dovrebbero sopportare ancora per chissà quanto tempo disagi e rischi (soprattutto quelli sulla salute, denunciati a gran voce) prodotti dalla nuova discarica.  Ieri, per il Comune ha parlato la vicesindaco Sveva Belviso, contraria al nuovo sito perché “i cittadini di quel quadrante hanno già troppo sofferto non solo per la presenza della discarica più grande d’Europa ma per la presenza di molti altri fattori inquinanti”.
Argomenti simili a quelli dell’assessore provinciale all’ambiente Michele Civita:  “Si tratterebbe di una scelta sbagliata, in quanto ricadrebbe in un’area già fortemente interessata da numerose attività potenzialmente inquinanti e nocive per la popolazione”.  Dal punto di vista tecnico, invece, la Provincia prende tempo:  “In conferenza dei servizi sarà espresso il relativo parere tecnico, giudicando il merito del progetto, il rispetto delle prescrizioni di legge e dei piani in vigore”.  A dire no all’area di proprietà dell’avvocato Manlio Cerroni, già ultratrentennale gestore di Malagrotta, c’è anche il Pdl capitolino.  Il consigliere comunale Federico Rocca annuncia “le barricate”.
Il suo collega Fabrizio Santori si appella al sindaco Gianni Alemanno, da alcuni giorni prima in trasferta e poi in vacanza negli Usa:
“Attendiamo il ritorno del sindaco per poter scendere in piazza con la fascia tricolore e ribadire la netta contrarietà di Roma capitale alla infame scelta della discarica ricaduta vergognosamente sulla Valle del Galeria”.
Un atteggiamento, quello del Pdl, criticato da Athos De Luca, Pd:
“Anziché cavalcare la protesta dei cittadini, gli esponenti della destra dovrebbero prendersela con Polverini e Alemanno che, incapaci di risolvere il problema, lo hanno scaricato sul commissario”.  Ma contro la scelta di Sottile e dei “gattopardi dei rifiuti” si schierano anche i Verdi:
“Se si dovesse scegliere Monti dell’Ortaccio – afferma il presidente regionale Nando Bonessio – avremmo un’altra Ilva alle porte di Roma”. “Scelta condivisa o barricate”, invece, è l’aut aut lanciato da Stefano Pedica, senatore Idv.  Mentre il comitato “Roma Sì muove”, che sul tema dei rifiuti ha presentato un referendum, ricorda:  “Basta ipotizzare nuove Malagrotta, la vera rivoluzione dei rifiuti è consultare i cittadini”.
“Il rifiuto trattato è inerte, non è pericoloso”, ha ripetuto ai cittadini della Valle del Galeria il commissario Sottile.  Rassicurazioni vincolate alla partenza del piano per Roma e al pieno funzionamento degli impianti di trattamento. Intanto, però, contro Monti dell’Ortaccio, prima ancora dell’annuncio ufficiale del prefetto, scendono in campo politica e istituzioni. A partire dal Campidoglio e dalla Provincia di Roma.


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