Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

giovedì 20 dicembre 2012

“Mors tua …” Eco-Balla di giovedì 20 Dicembre.


chi ha raccolto, nel PD, l’eredità “politica” dello scomparso ex consigliere con delega ai rifiuti Mario Di Carlo? 

Il 25 aprile 2011 (clicca quì), dopo una lunga malattia, viene a mancare Mario di Carlo:  consigliere Regionale ed ex presidente di Atac ed Ama.
Ex presidente di Legambiente Lazio e poi Direttore Nazionale di Legambiente. 

Nel 2005 il grande salto:  con l’elezione a consigliere regionale alla Pisana diventa anche capogruppo della Margherita.

Nel giugno 2008 Marrazzo lo nominò assessore alle politiche della Casa con delega ai rifiuti.  

Delega, quest’ultima, che riconsegnò la mattina successiva  alla messa in onda di una sua intervista  nel corso della nota trasmissione televisiva “Report”. 

Credendo che le telecamere fossero spente, Di Carlo, con un linguaggio colorito, in romanesco, inventò, inconsapevolmente, quello che sarebbe diventato un vero e proprio tormentone: 

“il pranzo a suon di coda alla vaccinara” con il magnate dei rifiuti Manlio Cerroni!  Tormentone che divenne una sorta di cult sul web e sulla stampa.

“Mi scuso – disse subito dopo- sono stato un ingenuo, e chi sbaglia paga”.

Mario Di Carlo, in ogni caso, era considerato unanimemente 
il POLITICO PIÙ VICINO A MANLIO CERRONI.

La domanda, quindi, sorge spontanea: 
chi ha ereditato, nel PD, quei “rapporti politici” ?

Chi fa, oggi, nel PD, da “ponte di collegamento” tra gli interessi dell’ottavo re di Roma ed il più grande partito del centro sinistra della Regione Lazio?
Fonti accreditate e mai smentite parlano del plenipotenziario Consigliere Regionale del PD Bruno Astorre, attuale vice presidente del Consiglio della Regione Lazio;  “capo politico”, tra l’altro, anche del Sindaco di Albano Laziale Nicola Marini.

Di sicuro, Bruno Astorre, in passato, si distinse proprio sul tema rifiuti:

Come emerso dalla recente audizione in Commissione Ambiente del Consiglio, presenti i comitati e le associazioni locali contrari al gassificatore, si è stabilito l’avvio d’un’indagine conoscitiva di tutte le questioni sollevate dai comitati, attraverso una richiesta di documentazione e audizioni con le strutture tecniche regionali, che hanno seguito sin qui la fase procedurale per l’autorizzazione all’impianto … appare chiaro che debbano essere definiti sia la chiusura della discarica di Roncigliano sia l’avvio di investimenti straordinari sul quadrante Albano – Pomezia – Ardea, per aumentare la raccolta differenziata”  (25.10.2009, clicca quì)

Si prenda atto della sentenza del Tar sul gassificatore di Albano, che sancisce l’illegittimità dell’iter amministrativo, dando ragione ai molti che avevano espresso su questo le loro perplessità.  Ora però è il momento di ripartire dai territori, dai comuni e dai cittadini, recuperando quel dialogo che, purtroppo, nel tempo è oggettivamente mancato o è stato comunque poco efficace. 

È necessario informare i cittadini, così da poter concertare con loro le scelte che li riguardano, per arrivare a decisioni il più possibile condivise.”
(25.12.2010, clicca quì)

E’ forse un caso se, dalla prematura scomparsa di Mario Di Carlo, ovvero dalla primavera del 2011, l’immobilismo della Giunta Marini sul tema inceneritore dei Castelli Romani e discarica intercomunale di Albano, si sia notevolmente accentuato?

Per non parlare, poi, della raccolta differenziata porta a porta …

Da allora, Bruno Astorre, non ha rilasciato più dichiarazioni alla stampa sul tema rifiuti.

Di sicuro il 5 aprile del 2012, subito dopo la “sentenza politica” 
del Consiglio di Stato relativa all’Inceneritore dei Castelli Romani, partecipò all’ “INIZIATIVA SUI RIFIUTI E SULL’INCENERITORE” 
convocata dal PD di Albano e tenutasi presso la sede del circolo locale.

In quell’occasione, proprio Bruno Astorre, nel suo intervento pubblico, si mostrò “possibilista” rispetto alla realizzazione del contestatissimo progetto.

Unico e solo intervento, nell’occasione, di NON APERTA CONTRARIETÀ.

All’assemblea pubblica del PD parteciparono, tra gli altri:  il Sindaco di Albano Marini, il Sindaco di Ariccia Cianfanelli, l’assessore provinciale Colaceci, il consigliere regionale Ponzo, il segretario provinciale Loedori, rappresentanze dell’amministrazione di Ciampino, etc …

Ai margini dell’incontro Bruno Astorre arrivò addirittura a dichiarare 
senza mezzi termini ad alcuni dei presenti:  
 “sono favorevole all’inceneritore dei Castelli Romani”.

Bruno Astorre è attuale candidato del PD al parlamento. 

Nonché, da alcuni mesi, “indagato per concorso in abuso d’ufficio.” (cit, Rai News 24 del 29.10.2012)

L’unico e solo vincitore della partita “politica” 
sul tema rifiuti della Regione Lazio, 
sarà forse proprio il magnate dei rifiuti Manlio Cerroni?

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