Comunicato di pubblica resistenza al DDL intercettazioni

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".

Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

Questo sito si dichiara altresì .. per imprescindibili motivi sia etici che politici .. deberlusconizzato .. demontizzato .. degrillizzato

domenica 14 ottobre 2012

PERCHÈ L’EUROPA SALTERÀ IN ARIA. GRECIA, SPAGNA, ITALIA E FRANCIA DOVRANNO LASCIARE L’EURO

Oggi entra in vigore l’European Stability Mechanism, detto volgarmente Fondo Salva Stati, che era stato deciso a Giugno .

Per ora non ha ancora salvato nessuno stato e c’è anche una sorpresa.


La Federal Reserve USA ha invece deciso il 12 settembre ed è già intervenuta con i 40 miliardi mensili che spenderà ”
fino a che sarà necessario”.

Oltre ad essere deficitari coi tempi, i tedeschi, gli Olandesi e i finlandesi, sono anche dei furbacchioni:  se da una parte i paesi mediterranei non vogliono e non possono subire altre regole e restrizioni, i nordici dicono che in attesa delle regole da fissare, i fondi devono essere ben investiti.
Ossia con bonds di tripla A.

In Eurolandia i soli paesi con la tripla A sono i citati tre.
Se ne deduce che i denari dovranno essere investiti in bond Olandesi, tedeschi e Finlandesi. 

Immaginatevi cosa succederebbe se servissero cinquecento miliardi : di colpo si toglierebbero 500 miliardi ai tre ricchi della UE, per darli a un paese povero: uno sbilancio di mille miliardi in pochi giorni, o un intervento tanto graduato da rivelarsi inutile?

La Francia ha superato in agosto i 3 milioni e centomila disoccupati, Hollande ha perso 19% dei consensi in un mese, la Spagna è al limite dell’ordine pubblico, con riduzioni obbligate per 45 miliardi per il 2013, senza parlare dei greci che vanno in cerca degli arsenali della guerra civile (un deposito di bombe a mano – 400- trovate vicino un asilo). 

Noi dobbiamo per il prossimo anno ridurre di 43 miliardi il bilancio e abbiamo la legge Monti che ci obbliga ad avere i conti in pareggio
(ossia niente più finanziamenti) . 

Alla cerimonia di celebrazione dell’anniversario della intesa Adenauer – De Gaulle a Ludwigshaven, tra tante ipocrisie di circostanza l’ex cancelliere Helmuth Shmidt ha tuonato “contro l’egoismo tedesco che distruggerà l’Europa.”

Se non lo ascolteranno, lo scontro sarà inevitabile. 
Altro che vender loro l’Alfa Romeo.

Su questo tema: ” Lo dice il FMI: se tutto va bene, siamo rovinati” del 13 luglio scorso su questo blog. 

E nulla è cambiato se non il numero dei disoccupati.

Nessun commento:

Posta un commento